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Discussione: noi che..........(un po' di nostalgia)

  1. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Noi che il telefono era roba da signori e nei paesi c'erano quello del Sindaco, quello della Farmacia (se c'era la farmacia) ed il PTP (posto telefonico pubblico) da dove chiamare e dove farsi chiamare, con la centralinista che sapeva tutto di tutti, e di più.
    Noi che l'unica plastica era la bachelite e ci facevi i dischi, i calamai, i portasapone e le stilografiche.
    Noi che c'erano ancora i grammofoni a manovella (io nelle feste era quello che gli dava la corda) e cantava il Trio Lescano.
    Noi che gli interruttori, le prese e le spine elettriche erano di porcellana e ti prendevi di quelle scosse che lèvati.
    Noi che i primi juke-box ci sembravano miracoli di tecnologia (in effetti lo erano).
    Noi che come tutti i giovani eravamo inca..ati col mondo intero.

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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Per rendere verosimile il fatto che io a otto anni o giù di lì fossi in grado di interessarmi di politica e con mio padre seguissi sull'atlante l'avanzata o la ritirata delle truppe sul fronte mediterraneo debbo confessare di essere un mostro o, come oggi dice mia figlia, "di non fare testo". Nacqui con labbro leporino e palatoschisi, operato tempestivamente il primo, non fu possibile rimediare il danno del palato per (qui le versioni fornitemi da genitori e nonne divergono e non so quale sia la più attendibile) mancanza di soldi in quanto all'epoca l'ENPAS non rimborsava gli interventi operatori - immaturità del paziente (io) che obbligava a rimandare l'intervento - tecniche operatorie non ancora disponibili per il tipo di operazione. Quale che ne fosse il motivo non fui operato prima del 1952, per cui ho maturato un grave difetto di pronuncia che mi sono portato appresso fino ad oggi.

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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Siccome i bambini sono tutti degli angioletti, io ero il bersaglio preferito dei loro sberleffi e delle loro ingiurie per cui, dato che il Padreterno aveva compensato l'insufficienza fisica con una notevole (mi sia concessa l'autoglorificazione ) agilità mentale, mi buttai nel Vizio Solitario per eccellenza: la lettura. A tre anni sapevo già leggere correntemente e mi arrabbattavo a scrivere (ho imparato a farlo sulla preistorica Remington di uno zio di mia madre). Anche se le mie letture preferite erano Topolino e il Vittorioso (rigorosamente non a fumetti per qualche strana prescrizione del MinCulPop -ministero cultura popolare) io divoravo già a quattro anni i tre moschettieri, i volumi della Salani per Ragazzi, quelli della Scala d'oro Utet, Salgari, Verne e soprattutto libri di argomento storico o scientifico (l'ho premesso di essere un mostro).

  5. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Purtroppo in uno dei tanti traslochi parte dei libri è sparita ma tanto per dimostrare che tipo fuori serie mi trovavo ad essere ricordo che per la prima comunione (estate 1942) mi furono regalati dei saggi di zoologia di Henri Fabre con la dedica, assurda se riferita ad ogni altro bimbo di otto anni, "promissio boni viri est obligatio", che si può tradurre come "ciò che un vero uomo promette è un obbligo da mantenere". Guarda tu che carico da novanta sulle mie spalle !

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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    x collenuccio=Dicono che ogni carico che si riceve,è a conforma delle spalle che li devono reggere...le tue evidentemente erano più forti di come apparivano
    Cmq è un sollievo incontrare che fa parte del famoso club delle "PULCE DEI LIBRI"!
    Precoce cosi no,non è possibile....andavo al asilo delle suore,dove si imparava a diventare brave madre di famiglia(già a 4 anni!!!La cultura della moltiplicazione della specie)Che voleva dire saper lavorare ai ferri,uncinetto e ricamo.Ecco dove ebbe il mio "imprinting"in quelle arti!!
    Sono stata una brava allieva.Solo che i miei erano allergici alla mia bravura,di voler imporre preghiere prima di mangiare
    Noi quelle indottrinate dalle suore eravamo indottrinate proprio per benino.
    Mi regalarono pure un orribile capellino rosso...perchè era inconcepibile(a 4 anni!)che mi avvicinava al cospetto del signore senza un copricapo!!!!
    Mio padre mangiaprete convinto....mi tolse subito dopo il primo anno dalle asilo delle grande indottrinatrice,e mi mandò nell'asilo comunale.Dove si imparava a usare le mani!!!Mondo meraviglioso.Makramè ,colorare,disegnare, usare il seghetto da modellissmo....le mie mani crearono...credo che la lettura e creare sono il pane dell'anima!!!
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  7. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Io l'asilo l'ho fatto a Palermo e fra le varie attività manuali mi ricordo sopratuttto quella di costruire oggetti con stelle filanti strettamente arrotolate ed incollate. Era il festival delle mani appiccicose, delle facce appiccicose, dei grembiulini appiccicosi. Io condividevo le mie creazioni con il mio segreto amore con la quale al momento di uscire scambiavo un bacetto appiccicoso. Se Rosetta Vadalà è ancora viva e mi legge o a Palermo mi legge qualcuno che la conosce, le dica che non l'ho mai dimenticata.

  8. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Citazione Originariamente Scritto da collenuccio Visualizza Messaggio
    Io l'asilo l'ho fatto a Palermo e fra le varie attività manuali mi ricordo sopratuttto quella di costruire oggetti con stelle filanti strettamente arrotolate ed incollate. Era il festival delle mani appiccicose, delle facce appiccicose, dei grembiulini appiccicosi. Io condividevo le mie creazioni con il mio segreto amore con la quale al momento di uscire scambiavo un bacetto appiccicoso. Se Rosetta Vadalà è ancora viva e mi legge o a Palermo mi legge qualcuno che la conosce, le dica che non l'ho mai dimenticata.
    Oh che amore dei tempi della beata innocenza...sono tra quei ricordi che fanno beneGrembiule...era roba da collegio inglese.Dalle parte mie (di allora)il grembiule non ha mai messo piede.Si era tutti figli di operai...i figli del ceto medio andava alla scuola Montesorio...roba d'avanguardia di allora.Avevo un amichetto a 3 anni,a 4 si incominciava l'asilo..e le classe erano divise,capirai erano le suore...in quella pubblica eravamo misti.Stavo dicendo che l'amichetto era 3 strade più in la...ma io andava in giro come un pasciaera il 48'...il dopoguerra,la violenza era bandita dalla testa della gente.Noi bambini di quartiere abbiamo vissuti una bella infanzia,in libertà.Il mio amico mi faceva giocare a calcio...lui aveva un pallone...che meraviglia.Io facevo "la portiera",e lui con l'amico i bombersI maschi bisogna prenderli nel loro punto debolein questo caso,condividere il loro sport preferito
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  9. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Morta mia madre, papà si buttò ancora più a fondo nel lavoro (era un tipo che l'anno prima, invitato da un "omu di panza" (capomafia) a promuovere un ragazzo, affisse nella bacheca degli annunzi un avviso in cui segnalava il fatto con nomi e cognomi. La mafia abbozzò e non ci furono altre conseguenze). Verso la fine dell'anno scolastico un uccellino gli fece sapere che a denunciarlo come fascista era stato quello stesso professore che era stato nominato provveditore agli studi dietro la sua segnalazione. La cosa gli diede "leggermente fastidio" e lui schizzò al provveditorato, irruppe nello studio del provveditore lo prese per il collo e cominciò a sbattergli la testa contro il muro. Intervennero ancora una volta i carabinieri e glielo tolsero di mano prima che la cosa finisse in tragedia. La successiva indagine disciplinare, accertata la provocazione grave (otto mesi senza stipendio e quattro figli da mantenere), propose l'immediato trasferimento dell'irruente preside ad altro istituto, possibilmente il più lontano possibile dalla Sicilia.

  10. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Vedete come chi dice "la politica non mi interessa, non è roba per me, facciano pure quel che vogliono" non si rende conto di come, invece, la politica possa irrompere nella vita di chiunque con effetti anche devastanti. Che a 19 anni mio padre avesse creduto nelle promesse di Mussolini ed avesse partecipato alla marcia sui Roma non ne faceva un fascista già nel 1935 quando richiamato per un corso di aggiornamento sull'artiglieria da costa di cui lui era ufficiale di complemento, scrisse un rapporto in cui diceva peste e corna di come erano state equipaggiate le batterie dello Stretto di Messina (che infatti quando sarebbe stato utile il loro intervento non poterono sparare un solo colpo). Tanto meno lo fu quando, come detto qualche giorno fa, tornò dalla Spagna e fu tacciato di disfattismo. Essere punito dai fascisti per antifascismo e dagli antifascisti per fascismo avrebbe fatto girare le scatole anche al più mansueto degli uomini e di famiglia mio padre non lo era come ricordava quando parlava di un suo zio che nel 1917, alla rotta di Caporetto, sparò sul comando che gli aveva mandato munizioni sbagliate. Fu condannato a morte, pena commutata in detenzione in un manicomio, pena cancellata nel 1922.

  11. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Citazione Originariamente Scritto da collenuccio Visualizza Messaggio
    Morta mia madre, papà si buttò ancora più a fondo nel lavoro (era un tipo che l'anno prima, invitato da un "omu di panza" (capomafia) a promuovere un ragazzo, affisse nella bacheca degli annunzi un avviso in cui segnalava il fatto con nomi e cognomi. La mafia abbozzò e non ci furono altre conseguenze). Verso la fine dell'anno scolastico un uccellino gli fece sapere che a denunciarlo come fascista era stato quello stesso professore che era stato nominato provveditore agli studi dietro la sua segnalazione. La cosa gli diede "leggermente fastidio" e lui schizzò al provveditorato, irruppe nello studio del provveditore lo prese per il collo e cominciò a sbattergli la testa contro il muro. Intervennero ancora una volta i carabinieri e glielo tolsero di mano prima che la cosa finisse in tragedia. La successiva indagine disciplinare, accertata la provocazione grave (otto mesi senza stipendio e quattro figli da mantenere), propose l'immediato trasferimento dell'irruente preside ad altro istituto, possibilmente il più lontano possibile dalla Sicilia.
    Grande...condivido il suo comportamento
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  12. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Noi che la domenica andavamo a vedere di quanto era cresciuta la collinetta di San Siro, creata con le macerie lasciate dai bombardamenti.
    Noi che in piazza ci andavamo per gridare "Trieste Italiana" (non so se poi i triestini siano stati molto contenti).
    Noi che lo sballo era fumare le goluà (gauloises) senza filtro e berci sopra un cògnac (così lo chiamavamo a Milano).
    Noi che senza una lira in tasca passeggiavamo per la città fino alle due di notte, parlando dei nostri sogni o (gli altri) di palloni e passerine.
    Noi che le signorine del casino erano vestite più castamente di quanto oggi si veda in TV.

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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    I quattro che si sobbarcano alla lettura di queste mie reminiscenze (o ricordanze, o memorie, o ricordi, vedete voi) oltre ad una bella pazienza debbono aver capito che io le butto giù senza un preciso ordine cronologico, così come mi vengono in mente scorrendo i titoli dei libri degli scaffali o vedendo dalla finestra un picchio che spilluzzica le disgraziate formiche uscite dal loro nido o addirittura solo guardando le nuvole. Del resto sinceramente non capisco perchè qualcuno le possa trovare più interessanti di quanto non gli abbiano raccontato genitori e nonni. Tutti i miei coetanei o giù di lì da Bergen fino a Batavia (omaggio a Frederika) hanno vissuto le stesse esperienze e come ho fatto e sto facendo io le hanno raccontate a figli e nipoti fra cui, per forza di cose, ci sono tutti quelli che si prendono la briga di seguirmi.

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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Comunque, tornando a mio padre, debbo citare un altro fatterello della sua fronda rispetto al Fascismo. Quando era all'università di Salamanca, durante la guerra civile, ebbe a discutere con chi aveva approvato l'uccisione di Federico Garcia Lorca (ammazzato dai neri non per le sue idee politiche -i poeti non ne hanno- ma perchè era un "moricon", un omosessuale dichiarato) ed aveva messo all'indice le sue opere. Si procurò, clandestinamente, una copia del "Romancero Gitano" e lo copiò a macchina da cima a fondo in due copie formato A4 con carta carbone. Una di quelle copie, rilegata in pergamena, è ancora oggi fra i miei libri ed è su quelle poesie che ho imparato il mio spagnolo. Garcia Lorca è l'unico autore che mio padre non ha mai tradotto: la musica, diceva, e i versi di Lorca erano musica, non ha bisogno di traduzioni.

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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    In questi giorni ho cercato di mettere un po' d'ordine nei miei ricordi che però sono rimasti tutti piuttosto come istantanee riunite a casaccio in una busta e non ordinatamente raccolte sulle pagine di un album (ho ancora quelli di famiglia con minuscole foto in bianco e nero fermate con gli angolini di carta incollati sulle pagine). Un giorno, dopo l'arrivo degli alleati, vedemmo dal balcone che la gente si incolonnava disordinatamente e si avviava verso il porto. Doveva essere festa o mio padre era ancora "epurato" perchè ricordo che scendemmo assieme e ci unimmo alla folla. All'epoca essere preside di una scuola dava un certo prestigio per cui riuscimmo a metterci in prima fila per assistere allo spettacolo. Il porto oltre ad essere stato pesantemente bombardato dagli Americani era stato minato dai Tedeschi che avevano fatto saltare le banchine (i cui massi, ricadendo sulle case vicine ne completarono la distruzione).

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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    La distruzione sarebbe dovuta servire a rendere inutilizzabile il porto e così sembrava a tutti noi quando vedemmo che le navi, alla fonda a qualche centinaio di metri al largo, cominciarono a vomitare degli enormi scatoloni nerastri che si diressero senza esitare verso le banchine distrutte. Suonarono sirene fortissime e un tizio sbucato fuori da una botola apertasi sul tetto del primo scatolone ordinò in pessimo siciliano di sgombrare la strada. Ci tirammo tutti indietro e un attimo dopo aprimmo la bocca e a bocca aperta restammo mentre gli scatoloni muniti di enormi cingoli si arrampicavano sui resti della banchina come se questa fosse lo scalone d'onore della reggia di Caserta e continuando a suonare la sirena si allontanavano verso l'entroterra. Nel ricordo questi mezzi da sbarco mi sembrano grandi come i più grossi camion oggi in circolazione; magari non lo erano ma diedero a tutti quelli che li videro approdare ed allontanarsi il segno tangibile della potenza bellica di chi eravamo andati a sfruculiare con carrarmati di latta ed aerei di tela e legno.

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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Altro flash è quello del pane. Come ho detto in precedenza, erano mesi che le tessere non fornivano più nulla o quasi e che il pane veniva fatto con gli ingredienti più strani. Una mattina, doveva essere tarda estate perchè ricordo un cielo terso e luminoso ma una temperatura non eccessivamente elevata, sentimmo che la gente in strada gridava "ll'americani u pani fìciru" (Gli Americani hanno fatto il pane) e correva verso la stazione. All'idea del pane, roba che si mangia, roba che non si sa nemmeno più com'è fatta, roba che si desidera da mesi, non si poteva resistere. Credo che a prendere questo pane non andassi da solo ma quanto meno con le mie due sorelle (più grandi di me) ma il mio ricordo è strettamente personale: IO con in mano una pagnotta dalla crosta croccante e dorata, con una mollica bianca come la neve e soffice come una nuvola, IO che addento questo pane, IO che praticamente entro nella pagnotta e mi fondo con lei. IO che in quell'attimo capisco che cos'è la felicità, lontano dai miei, dalla folla, dalla guerra, da tutto ma con fra le mani la porta del Paradiso.

  18. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    La storia del pane,assomiglia a quella che mi raccontò mia madre.
    In Olanda passarono gli aerei dei svedesi,inglesi,che lanciavano pacchi di viveri.Dentro c'era il famoso pancarrè svedese,pane bianco come il latte.
    Infatti viene preparato con il latte.
    Da allora in Olanda si vede quel particolare pane a casetta svedese.I miei figli quando andarono in Olanda,lo adoravano quel pane.
    2° storia raccontato da mio padre.
    Lui si trovò in centro città,vicino al cinema centrale,che era fatta con due ingressi.Uno che sbucava in una strada,dove erano tante stradine della vecchia città,e 1 era l'ingresso principale sulla strada centrale.
    Arrivarono i tedeschi a fare raccolta di uomini,e fecerò entrare gli uomini nel cinema...non sapendo che dietro c'era l'altra entrata.
    L'adetto del cinema aprì le porte di dietro e scappò via,insieme a coloro che erano stati fatti entrare.
    Quella volta i crucci fecerò un bucco nell'acqua.
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  19. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Noi che rientravamo a casa a mezzanotte come Cenerentola...ed entravamo in silenzio con le scarpe coi tacchi a spillo in mano per non svegliarli e sentire le menate!!!

    Noi che ci baciavamo dentro la cabina al mare..per non farci vedere perchè era "peccato""
    Vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore...ciò che vuoi,
    Canta, ridi, balla e ama e vivi intensamente ogni momento della tua vita,
    prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi

  20. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Noi che....il libro più spinto che si leggeva era: porci con le ali!

    Noi che...con il mangianastri rosso sentivamo "je t'aime, moi non plus" e sognavamo il principe azzurro..

  21. Registrato da
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    Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

    Citazione Originariamente Scritto da viol@ Visualizza Messaggio
    Noi che....il libro più spinto che si leggeva era: porci con le ali!

    Noi che...con il mangianastri rosso sentivamo "je t'aime, moi non plus" e sognavamo il principe azzurro..
    mi sa che a parte il mangianastri che è diventato un c/d per il resto nulla è cambiato
    ** relax, take it easy**

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