Questa discussione dal titolo noi che..........(un po' di nostalgia) è all'interno del forum L'angolo dei ricordi; Originariamente Scritto da collenuccio
Non ho mai controllato sugli annuari meteorologici se effettivamente l'inverno 1946/47 sia stato ...
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Riferimento: noi che..........(un po' di nostalgia)

Originariamente Scritto da
collenuccio
Non ho mai controllato sugli annuari meteorologici se effettivamente l'inverno 1946/47 sia stato particolarmente freddo ma per me è stato il più freddo della mia vita. .
Mia Martini cantava ..... la nevicata del '56.....??! 
ecco, pensavo fosse 46, invece mi sa no.....
Armageddon was yesterday Today we have a serious problem-21 vittoria..grande baldoria..
No, non sono per la pace nel mondo....ma per la buona convivenza tra i popoli....

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Nel periodo dello sfollamento (autunno '42 - autunno '43), chiuse le scuole, andai prima a lezione da un maestro delle elementari (uno dei pochi docenti che posso ricordare come veri maestri) che mi preparò alla licenza di quinta. Poi, tanto per non farmi impigrire, mi madre decise di prepararmi alla scuola media, con sistemi didattici peculiari (quando sbagliavo una coniugazione o una declinazione mi colpiva sulla testa con la lente d'ingrandimento che usava al posto degli occhiali) ma evidentemente efficaci tanto che alla ripresa delle scuole io feci uno dopo l'altro gli esami di quinta elementare e di idoneità all'ingresso della seconda media, con un (maledetto) anticipo di due anni sui miei compagni di classe.
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Lasciando ad altro post il racconto degli anni fino al trasferimento a Brescia, diciamo che la popolazione della Leonessa d'Italia a noi che giungevamo dall'altra estremità ci parve del tutto straniera. Giuro, e non giuro volentieri, che nei primi mesi di soggiorno al nord non riuscivo a capire neanche metà di quanto mi veniva detto in "italiano". Così dura ed estranea alle mie orecchie era la cadenza dialettale da rendere inintelligibili le parole italiane. Particolarmente ostica, poi, era la pronuncia del professore di matematica peraltro bravo docente. E' da allora che le mie conoscenze in quel campo si sono arenate di fronte anche al più semplice problema di algebra. Il peggio, comunque, doveva ancora venire, legato appunto all'anticipo di età.
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Teniamo presente che il primo ottobre del '46 io entravo in quarta ginnasio (primo anno del liceo classico) all'età di 12 anni e otto mesi in mezzo a compagni che avevano tutti almeno due anni più di me, erano almeno mezzo palmo più alti, e pesavano almeno cinque chili più di me. Teniamo anche presente che mentre al nord tutte o quasi le scuole medie erano dotate di palestre almeno decenti, quelle della Sicilia usavano come palestra il cortile (tanto in Sicilia fa caldo) per cui tutta la ginnastica si riduceva ad esercizi a corpo libero, flessioni e compagnia bella.
In una delle prime lezioni di ginnastica a Brescia l'insegnante (che ricordo come un vero str...) mi ordinò di arrampicarmi sulla pertica e quando io dissi che non avevo la minima idea di come fare, mi ci appiccicò sopra e io ci rimasi appeso con le mani a mo' di capretto in macelleria fra le risate ed i lazzi dei mei cari compagni di classe. Da quel giorno in ogni attività ginnica di squadra fui messo da parte, relegato su una panchetta o, come preferivo, appollaiato nel Quadro Svedese (e qui, dovendomi tenere con le mani, non riuscii a schivare una pallonata che, non so quanto casualmente -ma forse sono un po' paranoico- mi prese su un occhio che da allora è pieno di mosche volanti).
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In questo periodo sono rimasto a pensare come inquadrare cronologicamente i vari episodi e mi sono accorto che, essendo stati quegli anni i peggiori della mia vita, ho praticamente rimosso la progressione temporale rimanendo con singoli episodi messi lì come flash-back. Sono in grado di mettere i singoli episodi uno dopo l'altro se non altro perchè ricordo che qui ero in quinta e lì ero in quarta che qui ero il primo della fila e lì avevo superato Valetti. Ma in molti casi non riesco a ricostruire gli avvenimenti fra un episodio e l'altro.
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Eravamo rimasti con me impalato sulle pertiche. Me ne staccarono (ero letteralmente terrorizzato, questo me lo ricordo) ed io tornai fra i miei compagni piangendo di rabbia e di umiliazione. Arrivò un periodo di vacanze (è proprio questa l'amnesia: erano quelle pasquali o quelle estive ?) ed io mi procurai una chiave della palestra dell'istituto in cui eravamo alloggiati (penso che il reato di effrazione a quest'ora sia estinto) e cominciai ad allenarmi sulle maledette pertiche e le stramaledette funi. Mi attaccavo con tutte le mie forze con le mani e cercavo di stringere la pertica fra le caviglie. Piangevo di rabbia e di dolore (ho sempre avuto le lagrime in tasca) ma, giorno dopo giorno, la rabbia che avevo dentro fece sì che riuscii ad impadronirmi della tecnica e a irrobustire i vari bicipiti e muscoli assortiti occorrenti per la stramaledetta scalata. Fu in quell'occasione che lo strofinio dell'inguine sulla pertica produsse un per me stranissimo effetto. Finite le vacanze e rientrato a scuola arrivò la prima ora di ginnastica.
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Sadicamente il professore, dopo qualche minuto di riscaldamento, ci schierò davanti al gruppo di pertiche e funi e diede il via. Questo fu il mio più grande trionfo: sull'attenti davanti alla prima pertica attesi il fischio del sadico verme. Scalai a tutta birra la pertica con braccia e gambe, giunto in cima passai sulla seconda pertica che scesi con le gambe a squadra. Terza pertica, prima fune, seconda fune, terza fune. Sull'attenti e rientro in fila fra i miei cari compagni, stupiti e sbigottiti. Non ricordo che abbiano applaudito la mia prestazione ma almeno si tolsero dalla faccia il sogghigno di derisione.
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Come ciliegina sulla torta la salute di mio padre peggiorò improvvisamente e la diagnosi fu TBC riscontrata anche su una delle mie sorelle. Fummo ovviamente tutti e cinque sottoposti a radiografie ma gli unici due ammalati rimasero loro che furono ricoverati nel locale ospedale. All'epoca lo stipendio veniva ridotto anche in caso di malattia per cui ci trovammo ancor più nei casini di prima. Ci venne in aiuto la diocesi che provvide a che io ed il mio fratello minore fossimo ospitati per carità nel locale convitto vescovile, così che lo stipendio di mio padre e la risibile pensione di reversibilità di mia madre sopperissero ai bisogni dell'altra mia sorella e della nonna paterna che, come ho detto in precedenza, era venuta in soccorso di suo figlio e dei suoi nipoti.
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Nel convitto non è che si stesse male: si dormiva in camerata, si mangiava alla mensa, c'erano la messa mattutina (ovviamente in latino) ed i vespri serali. Le ore di studio prevedevano la presenza di uno studente universitario che dava una mano a fare i compiti e le ore di ricreazione ci mettevano a disposizione un grande cortile ed una sala con un vecchio biliardo sul quale imparai i rudimenti di quel gioco così apparentemente semplice e così realmente difficile. Fu in convitto che scoprii la mia vena poetica che diversi anni dopo si sarebbe concretata in un volumetto di versi, classici e sciolti, che fu stroncato dalla critica ma che venne apprezzato dalla gente comune che ebbe l'occasione di sfogliarlo. Doveva essere il 1948 o il 1949 ed io ero del tutto digiuno di ogni nozione riguardante il sesso, tanto digiuno da non rilevare le "attenzioni" del rettore del convitto che (me ne resi conto solo tre o quattro anni dopo) o trovandomi troppo stupido o, forse, commosso della mia innocenza (allora lo ero veramente) dopo qualche tentativo mi lasciò in pace.
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Che bello,da padre Turoldi in poi e la POETESSA Alda Merini le poesie le apprezzo...trovo che solo i loro autori le sanno leggere con il tono giusto.
Anche se ho sentito Arnoldo Foa,con quella voce meravigliosa leggere qualche poesia...roba da brividi.
La guerra con la fame o malnutrimento scatteno tanta tbc...ricordo che mio nonno lo ebbe dopo pochi anni finito la guerra....tutta la famiglia venne vaccinata,noi bambini compresi.Poi ci fecerò il nuovo vaccino anni dopo il Bcd...poi ogni anno controllo radiografico,fino a 12 anni...Oggi persino quella macchina per fare la radiografia è stata eliminata.Si fanno i cosidetti "bucini"sul braccio,per vedere se c'è stato un contatto con la tbc.
Il futuro è oggi....
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Fra i vari episodi della mia vita ce n'è uno che coinvolge Sandro Mazzola che penso se lo ricordi ancora anche se dopo quel fatto non ebbi mai occasione di rivederlo e di ringraziarlo per avermi salvato la vita.
La seconda moglie di mio padre (anche questa sarebbe una storia da raccontare) insegnava spagnolo al liceo Parini di Milano e, come quasi tutti i docenti, arrotondava lo stipendio dando lezioni private. Fra i suoi studenti c'era anche il Sandro che allora sui diciassette anni frequentava credo ragioneria. Mentre la mia matrigna faceva lezione io andai a fare un bagno con lo scaldabagno a gas acceso. Ovviamente la combustione del gas esaurì tutto l'ossigeno del locale ed io cominciai a star male ed a gridare aiuto con le poche forze che mi erano rimaste. Fortunatamente le mie invocazioni furono udite prima che io scivolassi nell'acqua annegando come un p..la. Il Sandro ruppe il vetro della porta del bagno, riuscì ad aprirla e con l'aiuto della sua insegnante mi tirò fuori dall'acqua ovviamente nudo come un verme (unico maschio che mi abbia visto così) e in due riuscirono a mettermi sul letto ed a farmi riprendere.
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Originariamente Scritto da
soleil
un p..la. ????? ???
Non capisco.
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Restando in attesa di sapere che cosa intendesse dire soleil, non so se quanto sto per narrare stia bene qua come mio ricordo o se non dovrebbe andare nel 3D dei viaggi.
Comunque nel 1960, avendo maturato i mei giorni di ferie decido di fare un viaggio in quella Spagna dove ero già stato da bambino. Penso che pochi fra chi si prenderanno la briga di leggermi fossero già nati il 4 settembre di quell'anno ed abbiano idea di che cosa potesse essere un viaggio in quell'epoca per chi godesse di tanto spirito d'avventura e di pochi quattrini. Avevo già una canadese, piccola e quindi facile da montare e smontare, e per completare la mia attrezzatura mi bastarono un completo impermeabile (mantellina e pantaloni) ed un paio di pinne. Acquistai 5000 pesetas e 4780 franchi francesi e la mattina del 4 partii per la mia avventura. Da Milano a Serravalle non c'era ancora l'autostrada per cui mi feci Valenza, Acqui Terme ed Albisola entrando qui nella A10 che mi portò fino a Bordighera.
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Non ho detto che viaggiavo sulla mia Lambretta 150 comprata con i risparmi che ero riuscito ad accumulare nei primi quattro anni di servizio alle PT. Per memoria faccio presente che all'epoca il mio stipendio era di circa 55.000 lire. Qui passai la notte in uno spiazzo libero, sulla spiaggia, vicino ad un oleificio tanto puzzolente da disgustarmi per sempre dall'olio ligure e con un qualche macchinario che ogni 20 o 30 secondi emetteva un boato. L'indomani mattina faccio colazione con un caffellatte (100 lire) e compro un berretto di tela (non era ancora venuta l'imposizione del casco). Riparto e faccio una tirata mostruosa fino a Marsiglia dove debbo celare la mia nazionalità per trovare un posto dove dormire (non ero riuscito a trovare il campeggio dove avevo intenzione di piantare la tenda ed ero troppo stanco per fare giri a vuoto). Il pernottamento mi costò 135 franchi, la colazione 130 ed il successivo pranzo a Montpellier, dove riuscii a montare la tenda, 600. La cena, uno sballo, 1235 ff.
Continua.......se qualcuno mi dice di farlo.
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Originariamente Scritto da
collenuccio
Non ho detto che viaggiavo sulla mia Lambretta 150 comprata con i risparmi che ero riuscito ad accumulare nei primi quattro anni di servizio alle PT. Per memoria faccio presente che all'epoca il mio stipendio era di circa 55.000 lire. Qui passai la notte in uno spiazzo libero, sulla spiaggia, vicino ad un oleificio tanto puzzolente da disgustarmi per sempre dall'olio ligure e con un qualche macchinario che ogni 20 o 30 secondi emetteva un boato. L'indomani mattina faccio colazione con un caffellatte (100 lire) e compro un berretto di tela (non era ancora venuta l'imposizione del casco). Riparto e faccio una tirata mostruosa fino a Marsiglia dove debbo celare la mia nazionalità per trovare un posto dove dormire (non ero riuscito a trovare il campeggio dove avevo intenzione di piantare la tenda ed ero troppo stanco per fare giri a vuoto). Il pernottamento mi costò 135 franchi, la colazione 130 ed il successivo pranzo a Montpellier, dove riuscii a montare la tenda, 600. La cena, uno sballo, 1235 ff.
Continua.......se qualcuno mi dice di farlo.
Ma certo...condivido l'amore del vero campeggio...compreso l'acqua che entra in tenda
Il futuro è oggi....
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Originariamente Scritto da
viol@
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il
piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici
era il più figo.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in
casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la
bella, e poi la bella della bella..
Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i
personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con
la D era sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album
Panini.
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio
segreto'.
Noi che ci divertivamo anche facendo '1,2,3 Stella!'.
Noi che giocavamo a '*****' con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava
riavvolgere il nastro con la bic.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!
Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore
sarebbe piu forte di Holly e Mark Lenders...'
Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria','Candy Candy' e
'Giorgie'anche se mettevano tristezza.
noi che si andava a comprare il giornaletto zozzo nell'edicola piu' distante da casa...
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Buongiorno
Noi che prima dei 18 anni e del Diploma non avevi nulla a cui pensare (lavoro, casa, soldi), eri spensierato e le uniche cose da portare a termine erano lo studio e il divertimento......
NEC RECISA RECEDIT
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Buonasera
Noi che le Galatine le trovavi solo in farmacia e al gusto latte, mentre oggi le puoi comprare al supermercato, al bar e in tabaccheria, non solo al latte ma anche al gusto frutta e cioccolato......
NEC RECISA RECEDIT
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