Questa discussione dal titolo Critica letteraria è all'interno del forum Libri che passione; Quando ero studente di liceo, mi interrogavo spesso su dove fosse il confine tra finzione e realtà ...
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Critica letteraria
Quando ero studente di liceo, mi interrogavo spesso su dove fosse il confine tra finzione e realtà nella critica letteraria. Dove sia questo confine nella letteratura stessa non ha grossa importanza, perché in quel caso le due cose non vanno necessariamente distinte. Per quel che riguarda la critica invece sarebbe fondamentale saperlo, per capire se quello che ci dicono di un autore corrisponde a verità o lo sta facendo morire dalle risate (o rivoltare nella tomba se non è più tra noi). Quando parlo di finzione nella critica letteraria mi riferisco a quelle interpretazioni che suonano evidentemente come forzature e che sembrano così azzardate da farci domandare "ma davvero l'autore avrà voluto dirci questo?" Ebbene, io ho spesso sospettato che non fosse così. A parte per quegli autori che dichiaratamente si propongono nella loro opera di scrivere in maniera allegorica (magari per motivi politici o per scelta stilistica), per gli altri ho sempre sospettato che si trattasse di molto fumo e pochissimo arrosto. Ora, almeno in un caso, lo so per certo. Avendo letto praticamente tutto di Garcia Marquez, ho riscontrato più volte palesi incongruenze su ciò che egli stesso scrive delle sue opere e su ciò che invece gli attribuiscono alcuni critici distratti.
Just like stars burning bright - Making holes in the night - We are building bridges
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Riferimento: Critica letteraria
Dico distratti perché io sono solo un lettore attento e non uno studioso, quindi immagino che certe sviste siano frutto di distrazione e non di conclamata incompetenza. Perché, voglio dire, l'ha detto lui stesso quel che intendeva, perché mai darne un'interpretazione diversa? A questo punto, però, mi chiedo: quante volte ci hanno detto e abbiamo studiato delle fregnacce? Ma forse sono anche viziato da ciò che penso della critica in generale: che andrebbe fatta solamente da chi è capace di fare altrettanto, altrimenti si tratta solo di un misto di azzardo e invidia.
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Originariamente Scritto da
mathman
Dico distratti perché io sono solo un lettore attento e non uno studioso, quindi immagino che certe sviste siano frutto di distrazione e non di conclamata incompetenza.
Io credo ci sia anche una terza possibilità, sicuramente usata in passato,
ed è l'interpretazione artificiosa per far dire quello che si vorrebbe.
In tal modo il critico che è un "quasi" signor nessuno ottiene di farsi ascoltare
come se fosse un autore di importanza riconosciuta.
avevo un cuore contratto e avvizzito
ma è arrivata la primavera
che con la sua rugiada l'ha fatto fiorire.
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Riferimento: Critica letteraria
Essere un critico letterario certamente richiede una certa cultura "si presume"superiore,al lettore medio.
Mentre non ne sono affatto convinta.Perchè c'è il critico che è sicuramente di parte...lo paga la casa editrice.
Poi c'entrano le preferenze del genere di lettura,lo stile di certi autori/trice che non sono graditi...
Molti grandi scrittori si documentano minuziosamente sull'argomento che affrontano.
Non per nulla le ultime pagine sono zeppi delle loro fonti e persone che gli hanno aiutati nella loro ricerca.
Ecco perchè scrivere un libro "buono"richiede qualche volta anni.
Molte volte ho imparata di più sulla storia attraverso un buon romanzo,che le fredde spiegazioni dei test scolastici.
Credo che ci vogliono anni di lettura,per giudicare se un libro è valido....che poi resta cmq soggettivo.
Il futuro è oggi....
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Invece ci sono dei metodi rigorosi per valutare la qualità estetica di un'opera letteraria. Bisogna studiare però. Ed è una materia complessa che ingloba teorie estetiche e di linguaggio e altro ancora, credo....
Il tempo è un grande scultore (Marguerite Yourcenar )
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per Math, prova a cercare nella classe di lettere della Scuola Normale di Pisa,
dovresti trovare molte cose interessanti
Se poi navighi nei corsi, ci sono programmi e testi ....
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Originariamente Scritto da
ulisse69
Invece ci sono dei metodi rigorosi per valutare la qualità estetica di un'opera letteraria. Bisogna studiare però. Ed è una materia complessa che ingloba teorie estetiche e di linguaggio e altro ancora, credo....
Sono quasi d'accordo. Io mi riferivo però agli arzigogoli che certi fanno sul contenuto dell'opera, non sulla sua estetica. Penso che ogni autore - di qualsiasi opera, non solo letteraria - abbia ben chiaro cosa vuole dire con la sua opera, ma accolga anche con curiosità l'interpretazione che chi la vede dà, con maggiore o minore competenza che sia. È quello che normalmente accade quando una persona espone a un'altra un suo pensiero: il commento che segue dall'altra persona può essere anche del tutto fuori luogo, ciononostante suggerire aspetti non precedentemente presi in considerazione di quel pensiero. Un'opera d'arte rappresenta un momento cruciale di questo pensiero, una tappa fondamentale di questo pensiero da cui non si intende recedere. Quel che rappresenta deve rimanere così com'è, giusto o sbagliato che sia. Modificarla dandone un'interpretazione che ne indirizzi la percezione di chi se la trova davanti ingenuamente vanifica questo intento.
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