Questa discussione dal titolo Herman Hesse è all'interno del forum Libri che passione; Stasera, in una serata un poco così, ho tolto dalla libreria il libro di fiabe e leggende ...
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Herman Hesse
Stasera, in una serata un poco così, ho tolto dalla libreria il libro di fiabe e leggende di Hesse, che amo particolarmente, e mi piace leggere alcuni passaggi al lume di candela, solo, nella fredda notte.
"..essa sorrise come un angelo e gli disse: "non dovrai rinunciare a me per sempre. Un giorno noi staremo davanti al trono di Dio. Sforziamoci di poterlo guardare negli occhi e uscire assolti dal suo giudizio. Allora sarò la tua amica. E'solo per poco che dovrai star separato da me " Dolcemente egli lasciò la sua mano, ed essa proseguì sorridente. Il giovane restò per un po'come ammaliato, poi si avviò, chiuse la sua casa e si recò nel deserto, per servire Dio. La bellezza lo abbandonò, diventò sparuto e nero e divise la sua dimora con gli animali dei campi. E quando la stanchezza lo assaliva e i dubbi lo tormentavano e non sapeva più trovar conforto ripeteva cento volte le parole di lei: " E'solo per poco..."
In verità per lui fu lungo, il tempo. Diventò grigio, poi bianco, e rimase su questa terra fino agli ottantun anni. Ma cosa sono ottant'anni? "
( da "il giovane innamorato" )
Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso
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Re: Herman Hesse
" Allora Haan Fooc prese il suo piccolo flauto e discese nella terra natale, e ovunque incontrasse i suoi simili, questi gli rivolgevano il saluto che si addice ai vecchi e alle persone ragguardevoli e quando arrivò nella sua città natale ecco che suo padre, la fidanzata, i parenti, erano tutti morti e altre persone abitavano le loro case. La sera però sul fiume si celebrava la festa delle lanterne e il poeta Haan Fooc se ne stava sull'altra riva, appoggiato al tronco di un vecchio albero, e non appena prese a suonare il suo piccolo flauto, le donne sospirarono e fissarono lo sguardo, incantate e malinconiche, nella notte, e le ragazze chiamarono il musicante che non riuscivano a scorgere nell'oscurità, ed esclamarono che mai avevano udito suoni così belli.
Haan Fooc sorrise tra se e se. Guardò il fiume in cui tremolavano le immagini speculari delle mille lanterne; e quando non riuscì più a distinguere tra i riflessi e gli oggetti reali, nell'animo suo non seppe più trovare differenza tra questa festa e quell'altra, la prima, quando era stato lì, in quello stesso posto ed era giovane ed aveva udito le parole del maestro sconosciuto. "
( da " Il poeta " )
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