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| L'identità in un mondo multietnico Come viene vissuta la nuova società multietnica da persone immigrate e da italiani. |
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#1
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Quali sono i problemi del melting pot?
Quali sono secondo voi i principali problemi legati alla presenza di immigrati?
Non mi riferisco a clandestini, malviventi, trafficanti vari, ma agli stranieri integrati che usano i servizi del territorio, lavorano, si formano una famiglia e crescono i loro figli come noi e insieme a noi. Quali problemi dovuti alle differenze culturali avete incontrato? A scuola, con un partner o amico straniero, sul lavoro... |
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#2
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Guarda, posto così il problema sembrerebbe di facile soluzione. In realtà, non lo è. Non lo è perchè c'è un fenomeno più importante e profondo con il quale bisogna fare i conti. Ogni società umana ha un limite alla propria capacità di accogliere ed amalgamare i diversi. Varia in funzione della storia e della cultura di ciascuna. In Europa, quando si passa una percentuale tra il 5-10% sembra che scatti il rigetto. In America, la percentuale è verosimilmente più alta. Conta anche la velocità degli afflussi. Se si passa da 0% al 5% in trent'anni è un conto, se allo stesso cambiamento ci si arriva in dieci o cinque è un altro. Si innescano inevitabilmente reazioni di rigetto e di intolleranza. Anche il diritto diventa più rigido. Poco da fare.
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#3
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Veramente mi interessavano i problemi pratici e quotidiani legati alla convivenza con persone di origine e cultura diversa.
E' vero che ci sono dei limiti alla capacità di accogliere senza intaccare la cultura dominante. Oltre quei limiti si modifica la cultura dominante. E' un processo normale, in fondo. |
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#4
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Credo che anche da noi,si manifesta lo stesso problema deglli States.Non c'è una vera integrazione.Anche se mandano i loro fogli con i nostri figli a scuola,una buona fetta ha contatti sociali solo con il proprio etnia(che brutta parola,ma non ne conosco un altra)
Vedo i pochi bimbi muselmane che andavano alla scuola materna con la mia nipotina...ora vanno alle elementari....quelle bambine si trattano solo con quelli del loro gruppo.Stessa storia per le loro mamme.Malappena ti salutano con la testa! Mentre ci sono le lettone che sono molto bene inserite...belle donne,molto ma molto socievole e istruite. Credo che avendo una religione cristiana,sono quasi tutte ortodosse,hanno un altro approccio verso la cultura europea. I pochi cinesi che son quà,sono come ombre...invisibili,h anno contatto solo tra di loro. Anche i nord-africani sono solo tutti giovani uomini....e stai pure certo che il pregiudizio che c'è quà nessuna ragazza c'è lo fa amico.
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Tutti abbiamo bisogno,nella nostra vita,di maestri. |
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#5
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Da come descrivi la situazione i contatti sarebbero pochi, ridotti al minimo indispensabile.
Così però si creano dei ghetti, è il contrario dell'integrazione. ![]() Bisognerebbe offrire degli spazi di incontro e scambio. |
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#6
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Citazione:
Allora le figlie non possono partecipare alle recite scolastiche,perchè la mamma non le può andare a vedere la figlia,perchè da sola non va alla scuola della figlia. Se escono a fare la spesa senza marito,c'è di certo una donna più anziana con le giovane donne. Non so se è cosi per tutte le etnie muselmane,ma quelle del nostro quartiere sono cosi. E ascoltando i reportage dei paesi marocchini/turche,li è prassi vivere cosi per le donne.Queste donne parlano poco e male l'italiano,e non vengono mai alle riunione con le maestre. Voglio dire,se un indomani i loro figli maschi diventano terroristi,la colpa è dei genitori,che non si sono inseriti nella nostra società,e hanno allevati figli che non sanno a che cultura appartengono.Perchè vivono circondati da una società,che non è quella di casa.
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#7
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No, non tutte le famiglie musulmane vivono così. Non tutte le donne musulmane sono così.
In Tunisia l'uso del velo è scoraggiato, se ne è occupata anche Amnesty International (per tutelare la libertà delle donne, a volte arrestate per aver portato il velo nei luoghi pubblici). In Francia (ma anche da noi) ci sono associazioni di donne musulmane che rivendicano diritti e tutele per proteggersi dall'integralismo della famiglia. Istruzione, assistenza, servizi possono permettere alle donne che subiscono imposizioni di aprirsi alla società di accoglienza, integrarsi e trasmettere ai figli una cultura più aperta. |
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#8
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Ciao a tutti
Ciao internauti,
io penso che per riuscire ad andare daccordo tra varie etnie, dobbiamo considerare le persone provenienti da altri paesi come tali, cioè non identificandoli sotto una voce che li appartiene (l'immigrato, lo straniero, il musulmano, il rumeno, ecc.) ma cominciando a dire: quella persona, perchè la parola "persona", identifica meglio in tutta la sua globalità, interezza, unità, tutto cio' che fà parte di quella persona, tutti gli aspetti che lo comprendono, cioè il fatto che sia un immigrato, che abbia quella religione, che voti quel partito, che provenga da quel paese. Puo' sembrare una cosa piccola, ma è molto sottile, ad esempio vi è mai capitato di sentire una notizia in cui si dice: "arrestato uno straniero sorpreso a rubare" anzichè dire: "arrestato una persona sorpresa a rubare". Veicolare una parola giusta puo' evitare tanti fraintendimenti, (ed evitare di innestare sottili intolleranze che col tempo possono amplificarsi soprattutto tramite i massmedia) oltre a dare una connotazione di dignità, rispetto ed accettazione degli altri popoli. L'importante è naturalmente mettere questo rispetto, questa accettazione e la dignità in pratica nella nostra vita quotidiana. Che ne pensate? Ciao da psyche www.aiutopsicologico.org
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#9
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Se l'intervento si riferisce anche a questo thread vorrei far notare che mi riferivo ai problemi pratici, legati alla convivenza tra cittadini italiani (cioè persone che hanno la cittadinanza italiana) e cittadini stranieri (cioè persone immigrate in Italia).
La terminologia è puramente funzionale, non mi pareva di aver dato connotazioni particolari alle parole che ho usato. Vorrei davvero raccogliere delle esperienze di problemi sorti a causa della lingua, cultura, religione differente. |
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#10
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Citazione:
Sono troppo diretta,può essere ma di interventi cosi,se ne può anche fare almeno.
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#11
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Sì, infatti il tuo intervento mi interessa molto ed era quello che cercavo.
Grazie.
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#12
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Per quanto riguarda gli interventi di Psyche, come ho già scritto, mi sembra che troppo spesso vadano fuori tema.
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#13
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Ciao Frederika e bbbb,
il mio post non era una critica alle vostre parole, ma un intervento sulle difficoltà che vi sono oggi di riuscire ad avere una società in cui si riesca a vivere insieme amichevolmente anzichè cercare sempre cio' che non và nella persona immigrata. Ho provato a spiegare anche le cose sottili che possono indurre ad opporsi a coloro che vengono a vivere in Italia o in altri paesi. Quello che ho scritto è cio' in cui credo anche se puo' sembrare diversamente come dice Frederika (riferendosi a parole prestampate) Il fatto che puo' sembrare che dica cose fuori tema dipende anche dal fatto che non ho sempre il tempo di seguire il forum, ed a volte rispondo a domande o post di qualche giorno prima, me ne scuso anche se puo' essere sempre un contributo fatto in ritardo. Comunque ben vengano le critiche per migliorare Un caro saluto da psyche www.aiutopsicologico.org
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#14
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Capisco la mancanza di tempo, ma il tuo intervento sembra proprio ot perché io vorrei raccogliere problemi concreti di convivenza quotidiana, per capirli meglio, anche se so benissimo che neppure tutti gli utenti del forum basterebbero per dare il polso del Paese riguardo al problema dell'integrazione.
Avevo cercato di interpretare il tuo post come una critica alla mia impostazione del discorso, ma se l'hai scritto senza leggere il post iniziale allora funziona come precisazione e non come critica. ![]() Comunque non voglio parlare di accoglienza perché ci sono altri thread su questo argomento così importante. Vorrei limitarmi a conoscere qualche problema quotidiano diffuso, come mi ha aiutata a fare Frederika. Conoscere i problemi è il primo passo per risolverli. |
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