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Discussione: Ma riusciremo col tempo ad aver un mondo unito?

  1. Registrato da
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    Un mondo unito? ma sei di fuori? sarebbe già tanto se rimanesse unita l'Italia per altri 10 anni. Guarda Yanez non è un caso sporadico, solamente che lui dice apertamente quello che il 90% degli abitanti del nord pensa.

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    Ma riusciremo col tempo ad aver un mondo unito?
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  3. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da richarson Visualizza Messaggio
    Un mondo unito? ma sei di fuori? sarebbe già tanto se rimanesse unita l'Italia per altri 10 anni. Guarda Yanez non è un caso sporadico, solamente che lui dice apertamente quello che il 90% degli abitanti del nord pensa.
    Io sono del nord... e comunque anche molti del sud lo pensano...

    I federalisti comunque sono per rispettare le differenze nell'unità


    P.S: Io non ho identità regionale/provinciale/locale e ho una debole identità italiana quindi...
    Quando le cose diventano troppo complicate, qualche volta ha un senso fermarsi e chiedersi: ho posto la domanda giusta? (Enrico Bombieri, da Prime Territory in The Sciences)

  4. Registrato da
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    Ciao,

    beh sarebbe bello iniziare a pensare di appartenere al mondo intero, invece di relegarsi solo alla propria nazione, o alla propria regione, o alla propria città, al proprio quartiere, vedete come si rimpiccioliscono gli spazi quando sentiamo di appartenere solo al nostro piccolo luogo?

    Non sarebbe meglio cominciare a pensare in termini di vastità e quindi di comunione con altri popoli?
    Quando vado in un'altra nazione mi sento una parte di loro, non uno straniero.

    Così dovrebbe essere sempre in ogni parte del mondo non vi pare?

    Se cominciamo a crederci, non sarà più un utopia.

    Un caro saluto da psyche

  5. Registrato da
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    Be', ma le identità sono molteplici, perciò si può essere allo stesso tempo pariolino, romano, laziale, italiano, europeo, terrestre...

    Credo che per vivere bene e sfruttare davvero le enormi opportunità della globalizzazione si debba riuscire a sdoppiare l'identità in una dimensione locale e "universale", altrimenti, almeno in questo momento, si rischia di perdere le radici prima di arrivare a un approdo sicuro.

  6. Registrato da
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    E' vero quello che dici, è bene mantenere le proprie radici, ma allargandosi sempre di piu' agli altri, alle altre culture, agli altrui modi di essere e di pensare, questo ci arricchisce, e inoltre auspicabile fare in modo che le nostre radici non diventino una difesa per noi, o un modo di essere assoluto, ma essendo consapevoli che fanno parte di un universo in continua trasformazuione, quello dell'essere umano uguale e allo stesso tempo diverso dagli altri.
    Un cordiale saluto

  7. Registrato da
    14/02/2005
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    Ma infatti è proprio quello che ho detto... Forse non molto chiaramente.

    Volevo dire che ampliare i propri orizzonti non vuol dire necessariamente perdere di vista le proprie origini.
    Di fronte alla globalizzazione si può resistere con un ostinato e inutile localismo, oppure lasciare che la propria cultura si diluisca e accolga tutte le influenze esterne, cambiando radicalmente.

    La via di mezzo è moltiplicare l'identità a seconda del contesto, mantenedo sia le caratteristiche delle proprie origini culturali, sia la ricchezza degli influssi esterni.
    In questo modo un romano sarà consapevole della storia della sua città e saprà fare un'ottima carbonara, ma prendendo atto del fatto che il mondo sta cambiando e che sono buoni anche gli involtini primavera e il sushi. Insomma non rinuncia a niente, ma deve imparare a far convivere in armonia i diversi aspetti di sé.

  8. Registrato da
    13/12/2007
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    L'influenza delle culture

    Ciao bbbb,

    sono daccordo con tè, l'equilibrio è sempre la cosa migliore in ogni situazione.

    E poi cosa sarebbe il mondo senza la musica jazz o hip hop dei neri,
    senza le arti marziali tramandateci dagli orientali, senza l'arte degli italiani, senza lo yoga e la meditazione tramandateci dagli indiani, senza la musica rock dell'Inghilterra, ecc?

    Viva tutti i popoli

    Ciao da psyche

  9. Registrato da
    16/08/2008
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    Citazione Originariamente Scritto da psyche Visualizza Messaggio
    Buonasera a tutti,

    ma secondo voi con le trasformazioni veloci che la nostra società stà avendo negli anni, riusciremo ad avere una società multietnica tollerante verso tutti, o avremo problemi che da sempre tormentano l'uomo?
    Secondo voi come si superano le intolleranze ed il razzismo?

    Ciordiali saluti da psyche
    io non sono mai stato razzista , ma tutta sta gente se ne deve andare .... i grandi ne hanno approfittato , logicamente a scapito sia degli italiani e a scapito anche degli exstra che subiscono lavori pesanti , con paghe misere e se muoiono sul lavoro nemmeno si sa dove vanno a finire !

    chi vuole aiutare il prossimo lo aiuta , ma non danneggia una nazione per questo ! sassuolo prov di modena è un quartiere tutto marocchino , le ragazze hanno il terrore di uscire da sole per non esser violentate , litoranea di salerno , marocchini rubano nelle nostre case al mare ... quindi da nord a sud e lo scatafascio totale .......... ! come si potrebbe andar d'accordo in questo modo ? giochiamo in casa e stiamo prendento solo pallonate !
    non importa ne chi siamo e ne dove andiamo , ma che ci siamo !!!!

  10. Registrato da
    05/08/2008
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    tutti discorsi che confondono intero mondo col piccolo spazio,
    l'essere umano in tutte le sue fasi evolutive si e' sempre formato in clan,
    non solo per il territorio,non solo per le risorse alimentari,non solo per materie prime,
    non solo per confini,ma sempre contro un altro clan =questo e' l'uomo ,
    senza nemico non c'e l'uomo!

  11. Registrato da
    16/08/2008
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    1,660
    Citazione Originariamente Scritto da psyche Visualizza Messaggio
    Buonasera a tutti,

    ma secondo voi con le trasformazioni veloci che la nostra società stà avendo negli anni, riusciremo ad avere una società multietnica tollerante verso tutti, o avremo problemi che da sempre tormentano l'uomo?
    Secondo voi come si superano le intolleranze ed il razzismo?

    Ciordiali saluti da psyche
    perche ? avremo un mondo ?
    non importa ne chi siamo e ne dove andiamo , ma che ci siamo !!!!

  12. Registrato da
    13/12/2007
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    329
    Ciao Maxstaff,

    capisco le tue preoccupazioni, ma quello di cui tu parli è della mancanza di organizzazione in una città, ci sono mele marce dappertutto, penso che stai generalizzando, la malavita sia italiana che immigrata penso che sia la minoranza, quando un immigrato salva una vita o lavoro sodo 12 ore o piu' per mandare i soldi a casa sua, se ne parla poco, non cadere nel tranello, il bene e il male stanno dappertutto.

    Per me un immigrato è una persona in difficoltà che viene da noi o in un altro paese occidentale per risolvere dei problemi di vita.

    Proviamo a metterci al loro posto: cosa faremmo noi se non avessimo nulla (paesi africani), se non ci fosse lavoro nel nostro paese (paesi dell'est, Albania, ecc), se le prospettive di lavoro sono insufficienti (paesi sudamericani, Asia, ecc) ?

    Beh prima di aspettare 30 o 40 anni per far rinascere il loro paese forse anche noi affronteremo l'avventura di un viaggio (a volte mortale, vedi i morti annegati in Sicilia), per far vivere decentemente la nostra famiglia e noi stessi.

    La prima cosa che penso degli immigrati è: persone in difficoltà.
    E' ovvio che tra quelli che arrivano ci siano anche delinquenti, con loro bisogna essere decisi e inflessibili, ma non è giusto cacciare via tutti non trovi?

    Tu che faresti al loro posto? Che immagine hai degli immigrati?

    ciao da psyche

  13. Registrato da
    16/08/2008
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    1,660
    io non ho nessuna immaggine degli immigrati !
    me la prendo con chi dovrebbe gestire sta cosa e lo fa in maniera davvero poco patriottica !

    secondo me dovevano essere aiutati loro e non erresemessi in dofficolta noi !
    non importa ne chi siamo e ne dove andiamo , ma che ci siamo !!!!

  14. Registrato da
    05/08/2008
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    Citazione Originariamente Scritto da psyche Visualizza Messaggio
    per PSYCHE
    1)
    inanzitutto la malavita italiana e' gestita da italiani che per generazioni hanno
    partecipato alla creazione di questo paese (guerre comprese) non gli immigrati che sono stati anzi nemici.

    2)
    un immigrato e' una persona in difficolta ma non deve arrecarne a noi!
    in nessun modo
    3)
    noi abbiamo gia affrontato questa avventura ,con tutti i disagi annessi.

    4)
    cacciare via tutti no ,ma accogliere solo quelli che hanno intenzione
    di stabilirsi qui stabilmente, staccando tutti i legami con il paese di origine ,
    altro che lavorare 12 ore per mandare i soldi li ,che vada a lavorare li allora.
    non c'e' ne per tutti fine del discorso

  15. Registrato da
    02/11/2004
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    Citazione Originariamente Scritto da af74 Visualizza Messaggio
    1)
    inanzitutto la malavita italiana e' gestita da italiani che per generazioni hanno
    partecipato alla creazione di questo paese (guerre comprese) non gli immigrati che sono stati anzi nemici.

    2)
    un immigrato e' una persona in difficolta ma non deve arrecarne a noi!
    in nessun modo
    3)
    noi abbiamo gia affrontato questa avventura ,con tutti i disagi annessi.

    4)
    cacciare via tutti no ,ma accogliere solo quelli che hanno intenzione
    di stabilirsi qui stabilmente, staccando tutti i legami con il paese di origine ,
    altro che lavorare 12 ore per mandare i soldi li ,che vada a lavorare li allora.
    non c'e' ne per tutti fine del discorso
    Ho vissuta tutto il periodo della emigrazione italiana.Posso scrivere tanto...anche delle angerie che hanno subiti gli italiani all'estero e i meridionali nel settentrione.
    Ti chiedo di ripensare sul punto 4....
    continua
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  16. Registrato da
    02/11/2004
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    25,607
    Al punto quattro parli di una specie di obbligo nel non rientrare al proprio paese,e di non far mandare ai parenti i soldi guadagnati in Italia.
    Secondo me non deve essere cosi...che tu pretendi che lo straniero si inserisce,va benissimo.Ma certe culture sono radicati...ma finche non le vogliono imporre a noi...non ci sono problemi secondo me.
    Poi non facciamoci cosi civile in Italia...perchè abbiamo ancora nascosti certe usanze locali,che nel Nord/Europa vengono considerati pari alle usanze dei popoli extracommunitari.Fig urati che in Germania un sardo viene considerato di una etnia quasi barbaro!
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  17. Registrato da
    05/08/2008
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    753
    gia conosco abbastanza bene immigrazione italiana al estero,
    francia - stati uniti - belgio - germania - argentina e le
    conseguenze avute ,e le richieste ricevute(ultima ma non ultima
    le richieste attraverso vaticano e p2 per i desaparesidos,
    i bond ),
    per questo motivo un paese non deve aiutare un altro in questo modo,
    e i soldi sfortunatamente non crescono sugli alberi,se ne spediscono
    fuori non c'e'ne in casa,e proprio per questo che esigeranno in pegno
    qualche cosa domani.

  18. Registrato da
    13/12/2007
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    329
    Ciao,

    io personalmente considero il mondo di tutti, non l'Italia degli italiani o l'Inghilterra degli inglesi, ecc.

    Se io vado all'estero mi piacerebbe sentirmi a casa mia, essere accolto con affetto se non faccio nulla di male, e così vogliono le persone per bene ovunque vadano, il discorso che si fà: ognuno a casa propria e chiudiamo le barriere è egoistico e ci fà tornare indietro nel tempo anzichè progredire, inoltre può essere generato da una preoccupazione verso l'altro che non conosciamo, una paura inconscia di chi non è del nostro stesso paese.

    L'organizzazione di un paese che accoglie gli immigrati è una cosa, ma aiutare le persone immigrate in difficoltà accogliendole è un'altra cosa, il mondo è di tutti, ovunque andiamo dobbiamo sentirci a casa nostra, non su un altro pianeta.

    ciao da psyche

  19. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da psyche Visualizza Messaggio
    Ciao,

    io personalmente considero il mondo di tutti, non l'Italia degli italiani o l'Inghilterra degli inglesi, ecc.

    Se io vado all'estero mi piacerebbe sentirmi a casa mia, essere accolto con affetto se non faccio nulla di male, e così vogliono le persone per bene ovunque vadano, il discorso che si fà: ognuno a casa propria e chiudiamo le barriere è egoistico e ci fà tornare indietro nel tempo anzichè progredire, inoltre può essere generato da una preoccupazione verso l'altro che non conosciamo, una paura inconscia di chi non è del nostro stesso paese.

    L'organizzazione di un paese che accoglie gli immigrati è una cosa, ma aiutare le persone immigrate in difficoltà accogliendole è un'altra cosa, il mondo è di tutti, ovunque andiamo dobbiamo sentirci a casa nostra, non su un altro pianeta.

    ciao da psyche
    purtroppo questo e' discorso da bambino delle elementari,bello certo,ma utopistico,
    con risorse illimitate,
    con l'abolizione delle religioni,
    con l'abolizione della poverta,
    con l'abolizione della proprieta privata,
    con l'abolizione delle culture ,
    forse oggi no !

  20. Registrato da
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    Ciao af74,

    ma se non credi in un mondo migliore come farai a cambiarlo?
    La prima cosa è "CREDERCI"
    Le persone che hanno creduto in quelle che tu chiami "utopie" hanno cambiato il mondo.

    Se tu ti rassegni vedendo come vanno oggi le cose parti già male, col piede sbagliato non trovi?
    Il mondo è in continua trasformazione e mutamento, aiutiamolo a migliorare e a costruire qualcosa di utile e di positivo che rimane nel tempo nel nostro piccolo, ATTRAVERSO IL NOSTRO ESEMPIO

    ciao da psyche

  21. Registrato da
    05/08/2008
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    non voglio essere polemico o sembrarlo ,ma visto che il discorso viene letto anche da altri
    e' giusto rispondere !
    non e' affatto mia idea non credere in un mondo migliore,VA cambiato per molti troppi motivi,
    e visto che cambiarlo e' necessario meglio farlo in meglio,ma non e' che se non tengo conto delle
    problematiche lo miglioro,solo attraverso la conoscenza di esse si puo cercare la via del miglioramento,si e' iniziato il discorso sulla immigrazione (punto 1 cose? da dove deriva,dove porta!)
    non parlo di razzismo buono o cattivo!ma delle motivazioni che portano un paese a inviare emigranti
    1 e unico la mancanza di soldi nel paese e chi gestisce i soldi la banca,
    ma quale e' lo scopo di esso e in quale modo interagiamo!
    bisogna innanzitutto chiarire dei concetti base:
    1)terra = spazio risorse
    2)stato= Madre casa
    3)resto=vicini (amici o nemici che siano)(continua)

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