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Discussione: Ma riusciremo col tempo ad aver un mondo unito?

  1. Registrato da
    13/12/2007
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    Ciao Godilia,

    mi dai un tuo commento sui da te pubblicizzati?

    Ciao

  2. # ADS
    Ma riusciremo col tempo ad aver un mondo unito?
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  3. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da psyche Visualizza Messaggio
    Ciao Ciclico,

    non sò se hai visto ieri la puntata di Anno Zero dedicata agli immigrati, era interessante per capire le dinamiche che si innescano tra italiani e immigrati.

    A volte mi chiedo come mai nel 2008 dopo vari secoli di trasformazioni interiori, sociali, della famiglia, della scuola, ecc, stiamo ancora a parlare di "differenze" invece di "Vivere" Serenamente la convivenza con persone di altri paesi.

    Ciao da psyche
    Tristemente, la via all'interazione civile tra persone di culture, lingue madri, religioni e/o usanze diverse è ancora lunga; in alcuni tratti tortuosa.

    Riporto qui, basita, l'appellativo che negli ultimi anni ho sentino rivolgere con sempre più ignoranza e spudoratezza da ragazzi adolescenti a loro coetanei immigrati o nati in Italia da genitori immigrati (per lo più da Nord Africa ed Albania): talebani di mer.da.

    Punto.

    No comment.



    (molti dei ragazzi che usano questi vergognosi epiteti hanno almeno un genitore meridionale. Non vi fa pensare?)

  4. Registrato da
    18/09/2008
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    129
    Citazione Originariamente Scritto da harp Visualizza Messaggio
    Tristemente, la via all'interazione civile tra persone di culture, lingue madri, religioni e/o usanze diverse è ancora lunga; in alcuni tratti tortuosa.

    Riporto qui, basita, l'appellativo che negli ultimi anni ho sentino rivolgere con sempre più ignoranza e spudoratezza da ragazzi adolescenti a loro coetanei immigrati o nati in Italia da genitori immigrati (per lo più da Nord Africa ed Albania): talebani di mer.da.

    Punto.

    No comment.



    (molti dei ragazzi che usano questi vergognosi epiteti hanno almeno un genitore meridionale. Non vi fa pensare?)
    Si triste,molto triste. Chi si esprime così è in uno stadio arretrato rispetto alla possibilità di interagire serenamente con popoli di altre culture. Quando si parla così, quando si fa di tutta un erba un fascio si è avvolti dall'ignoranza ( non si sa di cosa si sta parlando - i talebani uguale a chi talebano non è ), di intolleranza ( l' attributo riferito ) mancanza di apertura nei confronti dell'altro ( l'aggressione a perdere ); in parole povere si è razzisti,di quel razzismo che non ha margini di miglioramento. Di quel razzismo che forse ha le sue radici nelle famiglie,nel contesto sociale di riferimento.

    Triste,molto triste.
    vicina ti temo lontana ti amo,

    il tuo fuggir mi alletta il tuo cercar mi blocca...

  5. Registrato da
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    Ciao ragazzi,

    io invece penso che nei giovani possiamo ritrovare un cambiamento positivo (anche se a volte ritroviamo delle eccezioni come quelle esposte da Harp).

    Ad esempio nella scuola oggi vi sono classi miste composte da italiani e immigrati, nelle classi si formano amicizie tra ragazzi italiani e immigrati, amori, compagni di feste, di sport, ecc.
    In questo modo l'intolleranza, la diffidenza, il colore della pelle, o le differenze etniche e religiose, non avranno piu' difficoltà ad esistere

    E' dai primi anni di vita che si impara a comunicare con gli altri, quindi dalle città multietniche si puo' sperare in un cambiamento positivo, ad una evoluzione delle coscienze e di conseguenza delle relazioni umane, anche se il bene ed il male ci saranno sempre.

    Un caro saluto da psyche

  6. Registrato da
    02/11/2004
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    Caro Psyche...Certamente lo straniero che fa andare i suoi figli a scuola nel paese dove si trasferisce,è la maniera più completa per un ottimo inserimento dei suoi figli.
    Ma non sempre purtroppo.Perchè lo abbiamo visti in Inghilterra,Olanda.. .dove il fanatismo ha ugualmente presa sui giovani.
    Perchè?
    Ho una mia teoria..posso sbagliare.Questi giovani in casa vivono molte volte alla maniera del paese d'origine...molte volte le madri non imparano mai la lingue del paese ospitante.
    Questi stessi giovani fuori di casa vivono l'altra realtà,totalmente differente.Poi c'è il gruppo degli amici,con la quale si divide il malessere di sentirsi "figlio di nessuna patria".
    Allora c'è la moskea,dove trovi chi ti capisce,e non sempre ti consiglia in modo giusto.Perchè è proprio li,che si creano i contatti per tutti quei atti di terrorismo.E quei giovani si sono creati un ideale per quale combattere....gli danno una patria"fittizio"!
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  7. Registrato da
    13/12/2007
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    Ciao frederika,

    sicuramente in una famiglia ci puo' essere un conflitto nel ragazzo che a scuola vive in un modo la convivenza coi suoi amici e in casa vede come la pensano i genitori, sarà poi lui o lei a scegliere ma è un passo importante che devono fare visto che le città, i paesi e le nazioni si stanno trasformando in luoghi multietnici.

    Per me questa è una bella realtà anche se a volte ci sono dei conflitti che possono aumentare le difficoltà di evoluzione e di crescita di un società.
    Ma queste ci sono sempre state nella storia, ricordate: il nordico contro il meridionale, i pelle rossa contro i cow boy, i bianchi contro i neri o i cinesi, i tedeschi contro gli ebrei, ecc.
    Sembra che ogni volta che c'è una differenza uno si debba accanire su quella invece di accogliere le persone nuove, le idee nuove, la cultura nuova, la musica diversa, le tradizioni diverse, le religioni diverse.

    Riflettiamo; cosa saremmo noi senza l'integrazione tra persone?
    - L' Oriente ci ha insegnato la meditazione, lo yoga, le arti marziali, ecc
    - I neri la musica jazz, il combattere per la libertà
    - L'Occidente l'evoluzione tecnologica, l'arte, la filosofia

    Questo per dire che dobbiamo imparare ad apprezzare le parti migliori di ogni essere umano e di ogni popolo, in questo modo possiamo solo migliorare ed evolverci assieme,
    cioè imparare sempre l'uno dall'altro

    Un caro saluto da psyche

  8. Registrato da
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    E' vero quello che dice frederika riguardo a quelle persone che la casa propria è come se fosse la patria d'origine; infatti queste persone da chi studia i linguaggi multiculturali è come se fossero senza patria,alienati o divisi fra la propria e quella d'accoglienza.

    Spesso questa è la realtà di chi è nato in un luogo e vive in un altro; probabilmente ha in sè due culture e l'aver integrato senza problemi una cultura gli fa pensare che non ha più bisogno di accrescere il proprio bagaglio,all' occorrenza. E' la realtà di figli di diplomatici ad esempio.

    Come dici tu Psyche senza l'integrazione non c'è evoluzione, soprattutto in una società che tende alla multietnicità. Però ti faccio notare che uno dei paesi più tecnologici è il Giappone e la loro evoluzione la si deve al dopo Hiroshima - Nagasaki,cioè 60 anni fa. L'Arte è una manifestazione dello spirito e i primi segni li troviamo nelle grotte, un pò sparse per il globo. L'Arte cosi come la Filosofia l'Occidente ce le ha insegnate perchè a Oriente non si è guardato,ma anche li c'è Arte e Filosofia.

    Semmai un elemento caratteristico dell'Occidente che è passato da li per tutto il mondo è il Capitalismo. Questo si che gli appartiene.
    vicina ti temo lontana ti amo,

    il tuo fuggir mi alletta il tuo cercar mi blocca...

  9. Registrato da
    09/10/2005
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    Ma riusciremo col tempo ad aver un mondo unito?
    No.
    O forse sì, quando resterà un solo e ultimo essere umano.

  10. Registrato da
    13/12/2007
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    326
    Ciao Maius,

    come mai sei così pessimista? Cosa volevi dire con il tuo post?

    Spiegati meglio.

    ciao da psyche

  11. Registrato da
    09/10/2005
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    Citazione Originariamente Scritto da psyche Visualizza Messaggio
    come mai sei così pessimista?
    Il pessimismo è parte integrante della mia indole.

    Citazione Originariamente Scritto da psyche Visualizza Messaggio
    Cosa volevi dire con il tuo post?

    Spiegati meglio.
    Gli uomini, e i gruppi di uomini, si azzuffano l'un con l'altro sin dall'alba dei tempi.
    Non vedo come la situazione possa migliorare in un contesto socio-economico schizofrenico come quello odierno.

  12. Registrato da
    02/11/2004
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    24,945
    Citazione Originariamente Scritto da maius Visualizza Messaggio
    Il pessimismo è parte integrante della mia indole.


    Gli uomini, e i gruppi di uomini, si azzuffano l'un con l'altro sin dall'alba dei tempi.
    Non vedo come la situazione possa migliorare in un contesto socio-economico schizofrenico come quello odierno.
    Perchè secondo me è presto detto.....ci vuole il lavoro.
    Ho letto da qualche parte dell'invidia di un giovane di oggi,verso chi era giovane negli anni 60.Vedendo queste sfilate contro la guerra nel Viet Nam,poi la rivoluzione pacifista degli "figli dei fiori".Si era in pieno bum economico,e se molte cose sono stati dimenticati,perchè anche allora non era tutto "rose e fiori"...credo che proprio per mancanza di lavoro,manca un altra cosa più importante che ci tocca il fondo dell'animo.....
    LA SPERANZA....SI la speranza per un futuro.Chi lavora,e tira avanti discretamente,si sente un essere umano,perchè noi siamo il nostro lavoro chi ci da speranza.
    Magari mi sbaglio pure!
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  13. Registrato da
    13/12/2007
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    326
    Ciao Frederika,

    il lavoro è importante perchè ci responsabilizza, perchè ci aiuta a gestire il sacrificio, perchè ci permette di vivere, perchè affina alcuni aspetti interiori della nostra persona.

    Ma mettere il lavoro al primo posto nella vita mi sembra eccessivo.
    Noi siamo quello che sentiamo dentro, le nostre emozioni
    Noi siamo quello che desideriamo
    Noi siamo quello che abbiamo raggiunto sin ad ora
    Il lavoro spero che in futuro sia svolto sempre di piu' dalle macchine affinchè l'uomo possa dedicarsi alla ricerca dei misteri della vita, non trovi?

    Un caro saluto da psyche

  14. vafly Ospite
    Se continuiamo con questo passo non solo gli uomini ma anche le macchine un giorno si ribelleranno.... le macchine non possono sostituire il lavoro dell'uomo, perchè altrimenti dovrebbero sostituire anche noi, prima o poi...

  15. Registrato da
    13/12/2007
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    326
    Ciao Vafly,

    il lavoro è secondo me un passaggio nell'esistenza dell'uomo e dell'umanità, per questo lo vedo come una parte della vita, ma non la parte basilare e decisiva.

    Inoltre trovo che con l'evoluzione della tecnologia, il lavoro potrà benissimo essere svolto dalle macchine anche se adesso ci può sembrare impossibile, pensa alle miriadi di cose in cui le macchine ci hanno sostituito nel tempo, l'uso dei computer poi non ne parliamo

    ciao da psyche

  16. Registrato da
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    3,545
    Anche a mio avviso ci definiamo (a livello tanto individuale quanto collettivo) attraverso il nostro fare. E' il nostro lavoro (come diceva frede) che ci rende umani e ci realizza. E c'è una certa giustezza nel fatto che questo nostro lavoro sia legato alla nostra possibilità di sostentarci e soddisfare i nostri bisogni.

    Purtroppo, a 33 anni e dopo aver vissuto a lungo all'estero, mi ritrovo a dover ammettere a me stessa che tornare a vivere in Italia è stato un errore.
    E' alienante constatare che sebbene io lavori sodo e onestamente (come tanti altri) non sono in grado di provvedere al mio sostentamento col frutto del mio lavoro. Non basta...

    E questo ci priva, almeno un po', della possibilità di affermare la nostra umanità e di contribuire positivamente alla vita sociale.

    (scusate lo sfogo)

  17. vafly Ospite
    Si ma se ci dovessero sostituire completamente noi potremmo veramente affidarci alla ricerca di noi stessi? qualcuno dovrà pur sempre controllare le macchine...almeno che non si arrivi a fare in modo che la IA diventi autonom ed assuma coscienza propria....se dovesse arrivare mai a quel punto il genere umano rischierebbe di essere dominata dalle macchine (vedi terminator 3)

  18. vafly Ospite
    Harp hai perfettamente ragione. Ti quoto in pieno. Ho raggiunto la stessa tua consapevolezza.

  19. Registrato da
    13/12/2007
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    Ciao,

    anche se le macchine potranno sostituirci nel lavoro non possono avere una coscienza propria, quindi non c'è pericolo per una ribellione dei robot, inoltre anche se le persone dovranno schiacciare un pulsante, questo non è niente rispetto alla mole di lavoro che l'uomo doveva fare nel passato, non trovi?

    ciao da psyche

  20. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da psyche Visualizza Messaggio
    Ciao,

    anche se le macchine potranno sostituirci nel lavoro non possono avere una coscienza propria, quindi non c'è pericolo per una ribellione dei robot, inoltre anche se le persone dovranno schiacciare un pulsante, questo non è niente rispetto alla mole di lavoro che l'uomo doveva fare nel passato, non trovi?

    ciao da psyche
    Le macchine ragionano solo su modelli di inteligenza deduttiva quindi hanno sempre bisogno di nuovi imput immessi dall' esterno, però studi sull'intelligenza artificiale mi pare non escludino in futuro questo tipo di approccio, da parte delle macchine.

    Non darei nulla per scontato.

    Sono d'accordo sul tempo liberato dal lavoro che può essere dedicato alla propria ricreazione interiorie. In fondo è solo una questione di equilibri, da trovare.
    vicina ti temo lontana ti amo,

    il tuo fuggir mi alletta il tuo cercar mi blocca...

  21. Registrato da
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    326
    Ciao Ciclico,

    parlando di macchine e dell'uomo faccio una premessa:
    la materia come l'energia e la coscienza sono onde vibratorie diverse, che vibrano in modo differente.

    Ho letto che la coscienza dell'uomo è così sottile che nessuna macchina la può contenere, la coscienza è la piu' alta forma di evoluzione che è riservata solo agli esseri umani

    Ciao da psyche

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