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Discussione: Il DIABETE

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    Lo scambio fra gli alimenti e gli equivalenti

    Ciascun alimento può essere sostituito da un altro o da alcuni altri, purché appartenenti allo stesso gruppo; è possibile anche la sostituzione fra alimenti appartenenti a gruppi diversi, purché abbiano contenuto simile di nutrienti.
    Il sistema dello scambio fra gli alimenti permette di pianificare i pasti a seconda dei vari gusti.
    Un modo per scambiare gli alimenti mantenendo inalterato l'apporto calorico è quello di raggrupparli in base al loro contenuto in zuccheri.

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    Sono state scelte arbitrariamente tre principali quantità di glucidi (equivalenti):

    Equivalente latte (per il latte): 10 g di carboidrati
    Equivalente frutta (per la frutta): 10 g di carboidrati
    Equivalente pane (per i cereali e per i legumi): 25 g di carboidrati

    All'interno dei vari gruppi è stato determinato il peso di vari alimenti che apportano la stessa quantità di glucidi. In ciascun gruppo di equivalenti tutti gli alimenti che ne fanno parte possono essere sostituiti l'un con l'altro perché hanno tutti lo stesso valore.
    Ad esempio sono equivalenti
    - latte 200 ml di latte magro e un vasetto di yogurt naturale; sono equivalenti
    - frutta 100 g di pera, 130 g di pesca e 80 g di uva; sono equivalenti
    - pane 50 g di pane bianco, 100 g di spaghetti cotti e 70 g di pizza.
    Per carni e formaggi l'equivalenza riguarda proteine e grassi. Un equivalente
    - carne magra (es. sogliola) corrisponde a 100 g di parte commestibile e può essere sostituito da 80 g di carne semigrassa (es. controfiletto di manzo) o da 60 g di carne grassa (es. salame) o da 60 g di formaggio (es. ricotta o parmigiano).

    Fonte: diabete.net

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    Il Diabete di Tipo 2 (non insulino dipendente)

    è di gran lunga la forma più frequente, è tipico dell'età matura e l'insulina è prodotta a ritmo rallentato, in quantità quasi normale, ma è poco attiva sulle cellule.
    Questo diabete è detto Non(N) Insulino (I) Dipendente (D) perché l'iniezione di insulina esterna non è vitale, a differenza del tipo 1 detto ID (Insulino Dipendente), tipico del giovane, in cui il pancreas non produce più l'insulina o ne produce troppo poca ed è necessario, anzi vitale, fornirla dall'esterno con una, due o più iniezioni al giorno.

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    Le cause scatenanti

    alla base dell'insorgenza della malattia vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali. Negli anni si è evidenziato che esiste un fattore di trasmissione ereditario, non ancora ben chiarito che espone a tale patologia alcune popolazioni e addirittura alcune famiglie più delle altre. In questi casi ciò che viene trasmesso non è ovviamente il diabete ma la tendenza ad ammalarsi di diabete.

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    l'obesità

    Alla ereditarietà si affiancano aspetti caratteristici della persona quali l'obesità. Ricordiamo che le cellule hanno bisogno di zucchero per vivere; tanto maggiore è il numero di cellule da alimentare tanto maggiore sarà il fabbisogno di insulina. Nell'obeso quindi l'insulina viene prodotta ma non più in quantità sufficiente.

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    vita sedentaria e stress

    La vita sedentaria, lo stress, malattie che inducono l'organismo a risposte importanti ricadono nell'elenco dei fattori ambientali scatenanti. Esse impongono al pancreas un lavoro aggiuntivo poiché aumentano il fabbisogno di glucosio e quindi di insulina. Qualora il pancreas fosse indebolito da una predisposizione ereditaria al diabete queste cause accelerano l'insorgenza della stessa.

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    Anche l'età gioca il suo ruolo.

    L'invecchiamento dell'organismo si riflette sulla funzionalità di tutti gli organi, non ultimo il pancreas che invecchiando non è più in grado di rispondere prontamente alle richieste ricevute.
    La persona affetta da Diabete di Tipo 2 è quindi generalmente una persona della seconda o terza età, con un peso superiore a quello ideale, spesso con genitori, nonni o zii diabetici.
    I sintomi non sono generalmente evidenti come nel diabete di tipo 1, vengono facilmente ignorati e la scoperta del diabete è casuale durante un check-up.

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    diagnosi tardiva

    Per questo motivo la diagnosi di tale forma di diabete è piuttosto tardiva; può addirittura passare qualche anno tra la comparsa e la diagnosi della malattia. E' così facile riscontrare, all'atto della diagnosi, la presenza di complicanze in stato avanzato di sviluppo.

    Fonte: diabete.net

  10. Registrato da
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    Glicemia alta al risveglio

    Soprattutto senza un motivo apparente, quale preoccupazioni, mestruazioni, infezioni dentarie, ecc.
    Le cause possono essere:
    • dose insufficiente di insulina
    • dose di insulina troppo elevata con ipoglicemia notturna ed iperglicemia "di rimbalzo"
    • dose di insulina troppo elevata con ipoglicemia notturna seguita da una assunzione eccessiva di zucchero per compensarla
    • insulina ad azione troppo breve la sera
    • maggior fabbisogno di insulina sul finire della notte, all'alba
    • un pasto troppo abbondante la sera precedente

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    Insulina insufficiente

    L'iperglicemia è legata all'assunzione di insufficienti unità di insulina. La situazione si può verificare sia per terapie con un'unica iniezione al giorno, cioè al mattino, sia per terapie basate su due o tre iniezioni al giorno, fra cui una prima del pasto serale; in questo caso sarà in quest'ultima iniezione la dose insufficiente.
    Per verificare che la causa dell'iperglicemia mattutina sia proprio questa occorre controllare la glicemia prima di coricarsi (h. 22-23 ), poi verso le 3 o le 4 di notte.
    Nel caso in cui la glicemia sia sempre elevata, e magari accompagnata da glicosuria mattutina elevata, l'ipotesi di insulina insufficiente diviene più plausibile.

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    L'effetto "Rimbalzo Iperglicemico" (o Somogyi)

    Si traduce nella oscillazione della glicemia che balza da livelli bassi a livelli molto alti. Il fenomeno può essere dovuto ad un dosaggio elevato dell'insulina oppure spontaneo. In quest'ultimo caso durante la notte un problema di ipoglicemia non avvertito, ha indotto l'organismo a cercare di compensare tale situazione liberando glucosio dal fegato, ma in eccesso!

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    Troppo zucchero in seguito ad una ipoglicemia notturna

    Se durante la notte ci si accorge di essere in ipoglicemia, talora, la preoccupazione porta ad assumere un eccesso di zuccheri (zollette di zucchero e biscotti e magari anche del pane).
    Una dose di 15 g di zucchero (sotto qualsiasi forma) di norma è sufficiente, di più, è troppo.
    Il caso è simile al precedente ma rispetto ad esso sappiamo di essere stati noi ad assumere troppo zucchero, non è stato il nostro organismo a produrne in eccesso.

  14. Registrato da
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    Insulina a durata troppo "breve"

    L'insulina assunta la sera, invece di assicurare una copertura di 12 ore, dura semplicemente 8-10 ore, fino a notte inoltrata.
    La fondatezza di tale sospetto è verificabile mediante un controllo della glicemia prima di coricarsi e uno intorno alle 2 di notte. Se entrambi riveleranno una concentrazione di glucosio nel sangue normale o accettabile (80 -140 mg/dL) mentre solo al risveglio la glicemia sarà molto alta, si potrà supporre che la teoria dell'insulina troppo "breve" sia corretta.

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    L'effetto "Alba"

    Non è una situazione molto frequente ed è legata al fatto che alcuni diabetici, per motivi complessi di natura ormonale, hanno un fabbisogno di insulina variabile e non stabile durante le ore notturne. Alcuni ormoni la cui secrezione aumenta durante le ore notturne provocano un rialzo della glicemia; il fabbisogno insulinico aumenta ma la quantità iniettata la sera non basta a coprire le ore notturne fino al risveglio. Questo porta ad avere delle glicemie mattutine più elevate di quelle riscontrate al sera precedente, nonostante le ore di digiuno.

    fonte: diabete.net

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    Esercizio fisico

    Rinunciare all'attività fisica può condurre ad un progressivo peggioramento dello stato di efficienza del nostro organismo; muscoli flaccidi, ossa fragili, articolazioni rigide. Inoltre, una vita sedentaria e un regime alimentare ipercalorico favoriscono malattie come l'obesità, l'arteriosclerosi, l'uricemia.
    L'esercizio fisico, oltre ad apportare i benefici sopra citati comuni a tutti e per tutte le età, è particolarmente utile nel soggetto diabetico poiché induce modifiche positive del metabolismo, del sistema cardiocircolatorio, delle funzioni ormonali e del sistema nervoso.

    L'esercizio fisico di lieve o moderata intensità è sempre consigliabile nei soggetti diabetici, previa visita medica che verifichi lo stato delle eventuali complicanze; l'adesione a discipline che richiedano un intenso e prolungato sforzo fisico richiede una condizione fisica ottimale e una costante e accurata vigilanza medica.

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    Cosa accade nell'organismo quando si effettua esercizio fisico

    La contrazione muscolare rende necessario un adattamento cardiovascolare, respiratorio, endocrino e neuronale, per fornire una maggiore quantità di ossigeno e di substrati energetici ai muscoli e per rimuovere i prodotti di scarto.
    Nel soggetto diabetico l'esercizio fisico regolare, di lieve o moderata intensità, determina una migliore utilizzazione del glucosio e consente di abbassare i livelli di grassi (colesterolo e trigliceridi) nel sangue.

  18. Registrato da
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    Autocontrollo della glicemia durante l'attività fisica

    Ogni diabetico può controllare la propria risposta personale all'attività fisica misurandosi la glicemia prima, durante e dopo l'esercizio fisico.
    Se nonostante i controlli e le precauzioni compaiono sintomi di ipoglicemia occorre:
    - smettere e riposarsi
    - mangiare cibi contenenti glucosio o che formano glucosio, bevendo un po' d'acqua per favorirne l'assorbimento
    - stare fermi per almeno 15 minuti
    - se i sintomi non passano totalmente, occorre tornare a casa, camminando piano o preferibilmente usando un mezzo di trasporto ( taxi, bus, metro, treno, ecc. ) o facendosi accompagnare.

  19. Registrato da
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    La pelle specchio della salute

    Le funzioni della pelle

    Protezione (verso sostanze esterne dannose/trattiene sostanze necessarie)
    Secrezione (sebo e sudore)
    Assorbimento(sfrutta ta in terapia e cosmetologia per trasferire molecole al sangue)
    Difesa Immunitaria (antibatterica)
    Terminale periferico del SNC (sensibilità, stimoli termici, dolorifici, pressori, ecc.)
    Produzione (Vitamina D)

    La pelle ( o cute ) è formata da tre strati sovrapposti: l'epidermide ( il più esterno ), il derma
    ( subito sotto ), l'ipoderma ( cuscinetto di grasso posto fra il derma e gli organi sottostanti ).

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    L'Epidermide

    Ha uno spessore variabile, da 0,5 millimetri sulle palpebre a 4-6 millimetri sulla pianta del piede.
    Le cellule vitali sono i cheratinociti, così chiamati perché produttori di cheratina, la proteina che protegge la pelle e la rende impermeabile.
    I melanociti producono la melanina e ve ne sono in proporzione 5-10 per ogni cheratinocita; altre cellule dell'epidermide sono le cellule di Langerhans, prima linea delle difese immunitarie e le cellule di Merkel, sempre associate ad una fibra nervosa perché implicate nella funzione sensoria della pelle: si trovano soprattutto nei polpastrelli delle dita, nella mucosa delle labbra, nei follicoli piliferi.

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    Il Derma

    Anche il derma ha uno spessore variabile che tende a decrescere con l'età; le fibre del derma sono prodotte dai fibroblasti.
    La funzione delle fibre elastiche è di dare elasticità alla pelle, mentre le fibre collagene sono deputate alla funzione di sostegno della struttura cutanea.

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