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Risultati da 1 a 20 di 188

Discussione: Il DIABETE

  1. Registrato da
    02/12/2005
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    Arrow Il DIABETE

    Si parla spesso di diabete e prevenzione.
    Come prevenire ? Alcune fonti parlano di fattore ereditario, altri parlano di prevenzione seguendo un alimentazione sana, evitando troppi dolciumi, variando la dieta, evitando abuso di alcoolici, fumo e via dicendo.
    I soggetti obesi sono i particolarmente a rischio.
    Personalmente mi chiedo, avendo madre insulinodipendente affetta da diabete tipo 2, comunque perfettamente sotto controllo, nonna e zia anch'esse diabetiche, corro il rischio, e se si che rischio, di diventare diabetico col tempo ? Preciso che mangio sano, evito di ingozzarmi di caramelle e nutella.
    Non assumo zucchero semolato, gli zuccheri li assumo tramite pane, frutta e pasta e cibi zuccherati. Adesso mi chiedo, non vorrei esagerare e privarmi piu' del necessario degli zuccheri che sono fondamentali per la salute, pero' non vorrei nemmeno esagerare e mangiarne troppi. In poche parole, mi piacerebbe sapere qual'e' la via di mezzo per star bene e nello stesso tempo prevenire il diabete.

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    Il DIABETE
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  3. Registrato da
    07/04/2004
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    2 tipi di diabete

    Esistono due tipi di diabete "mellito": quello di tipo 1, detto anche insulino sensibile o insulino dipendente, dovuto principalmente a una ridotta produzione di insulina da parte delle cellule Beta delle insule pancreatiche ( da cui il nome di insulina, la sostanza da esse prodotta), e un diabete di tipo 2 o insulinoresistente, in cui la produzione di insulina è normale, ma c'è un difetto della sua utilizzazione a livello dei tessuti periferici.

  4. Registrato da
    07/04/2004
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    fattori favorenti

    Due fattori importanti possono favorire la comparsa della malattia diabetica, oltre a una predisposizione ereditaria:
    incongrui valori di zucchero nel sangue e l'obesità.
    L'assunzione ripetuta di zuccheri semplici determina dei picchi di glicemia a cui fanno seguito dei picchi di insulina nel sangue: la glicemia può scendere così a valori anche più bassi di quelli di partenza, facendoci desiderare di assumere di nuovo zuccheri semplici in maniera compulsiva, e questo meccanismo può perpetuarsi per molte volte al giorno e per tutta la vita, favorendo l'obesità, perchè l'insulina oltre che abbassare il livello del glucosio nel sangue, favorisce la sintesi, ciioè la fabbricazione , dei grassi.
    L'OBESITA' determina sia un'aumentata richiesta di insulina, sia un rigonfiamento delle cellule adipose per cui i recettori per l'insulina che si trovano sulla membrana cellulare, si comportano come una serratura che si deforma e quindi non può reagire in maniera adeguata con la sua chiave, rappresentata dall'insulina, e quindi l'insulina non può agire.
    Accanto ai due modelli "tipo" di DIABETE 1 e 2 esistono anche forme miste in cui sono presenti, in maniera variabilmente associata, entrambi i meccanismi.

  5. Registrato da
    03/06/2006
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    53

    Domanda x dtt.valesi

    innanzitutto buongiorno, poi volevo avvertirla che nn sono sicura di aver "azzeccato" il forum giusto per fare questa domanda ma siccome ne aveva parlato nel 3d "zucchero e memoria", ho pensato di inserire la mia discussione qui.
    allora..lei ha parlato di indice glicemico degli alimenti e,siccome mi incuriosiscono queste cose, ho letto e guardato le tabelle relative all'IG di alcuni alimenti. ora la mia domanda è questa..premesso che sono consapevole che le diete fai-da-te sono in primis un pericolo per la salute e inoltre senza risultati "reali"...come si può impostare un regime alimentare basandosi sull'IG? ..dimenticavo..insieme alla premessa dovevo anche dire che nn è nelle mie intenzioni costruire 1 dieta fai-da-te..al limite mangiare meglio e ponderatamente!
    grazie mille
    ps..sono ben accetti anche i pareri degli altri

  6. Registrato da
    07/04/2004
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    7,072
    Bisogna distinguere fra la quantità totale di zuccheri di una categoria alimentare e la velocità con cui questa porta a un'elevazione dei valori di glicemia, cioè della quantità di glucosio nel sangue: perchè sono due cose diverse. La velocità con cui la glicemia sale in base all'assunzione di un determinato alimento può variare nello stesso alimento anche per motivi legati alla cottura, come per esempio avviene per le patate e le carote. Questo determina una pronta secrezione di insulina nel sangue, alla quale fa seguito una ipoglicemia riflessa, alla base del senso di fame che porta un vero e proprio "craving", cioè desiderio morboso, di zuccheri semplici, nella persona che ha un controllo glicemico normale. E così la cosa si ripete all'infinito,per tutta la vita, creando vari tipi di problemi.
    Nel diabetico, sia in quello che ha una difettosa produzione di insulina, sia in quello che ha una difettosa utilizzazione periferica dei carboidrati, questo è un fatto particolarmente negativo.
    Non credo si debba fare un'ossessione di quante calorie o quanti grammi di carboidrati contenga un alimento, ma è giusto
    avere chiari quei concetti e quei meccanismi sui quali si basa il nostro comportamento alimentare, questo si.

  7. Registrato da
    07/12/2004
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    Arrow il DIABETE

    Definizione e criteri diagnostici

    Il Diabete Mellito è una condizione caratterizzata da un patologico aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Responsabile di questo fenomeno è un difetto assoluto o relativo di insulina, ormone secreto dalle insule di Langherhans del pancreas ed indispensabile per il metabolismo degli zuccheri. Si ritiene normale la glicemia fino al valore di 110 mg/dl, i valori compresi fra 110 e 125 definiscono la condizione di alterata glicemia a digiuno (IFG).

  8. Registrato da
    07/12/2004
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    23,899
    Valori di glicemia uguali o superiori a 126 mg/dl. Sono sufficienti secondo l'American Diabetes Association a porre diagnosi di diabete. La diagnosi di Diabete è certa con un valore = a 200 mg/dl, rilevato in qualunque momento della giornata o due ore dopo un carico di glucosio. Valori di glicemia compresi fra 140 a 200 dopo un carico di glucosio definiscono invece la ridotta tolleranza al glucosio (IGT). IFG ed IGT possono evolvere nel tempo verso un Diabete conclamato.

  9. Registrato da
    07/12/2004
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    Complicanze

    La vera spada di Damocle del diabetico sta nel rischio che la sua patologia possa degenerare nelle "complicanze", spesso legate alla durata e al compenso metabolico.
    Gli organi bersaglio sono l'occhio, il rene, il sistema nervoso e il sistema cardiovascolare.

  10. Registrato da
    07/12/2004
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    la retinopatia

    Il disturbo oculare più frequente è la retinopatia emorragico-essudativa, mentre il più importante è la retinopatia proliferativa, responsabile della perdita o di una grave riduzione della vista. Quest'ultima richiede, data la sua gravità, interventi tempestivi. Gran parte dei diabetici presenta segni di retinopatia, una lesione dei vasi sanguigni nella parte posteriore dell'occhio, entro dieci anni dall'insorgere del diabete.

  11. Registrato da
    07/12/2004
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    La nefropatia

    Altra complicanza è la nefropatia diabetica, che colpisce il rene al punto che questo organo non filtra adeguatamente le scorie del metabolismo. Nella sua forma più lieve interessa una buona percentuale di diabetici, di cui una quota degenera nell'insufficienza renale al punto da richiedere il trapianto del rene.

  12. Registrato da
    07/12/2004
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    La neuropatia

    è invece una malattia del sistema nervoso: colpisce circa il 30% dei diabetici e si presenta sotto forma di intorpidimento e formicolio agli arti, dolori tipo crampo ai polpacci, specialmente notturni, diminuita sensibilità e comparsa di ulcerazioni alla pianta dei piedi. Può degenerare nel piede diabetico, determinato da lesioni vascolari e nervose che provocano gravi deformazioni ossee e disturbi della vascolarizzazione terminale.

  13. Registrato da
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    Le complicanze del sistema neurovegetativo

    possono determinare disturbi intestinali (diarrea), vescicali (incontinenza urinaria) e sessuali (impotenza). Infine possono manifestarsi nei diabetici anche forme di coronaropatia e vas****patia cerebrale (infarto acuto del miocardio, ma anche espressione cronica dell'angina pectoris, e ictus cerebrale).

  14. Registrato da
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    complicanze a distanza

    Può sembrare un paradosso, ma le complicanze a distanza sono meno temibili nelle forme più conclamate. Questo perché il diabete conclamato consente una diagnosi e trattamento tempestivo, mentre una forma a lungo inapparente rimane misconosciuta e mina indisturbata gli organi bersaglio. Da qui l'imperativo categorico di una terapia che mantenga la glicemia nella normalità evitando fluttuazioni e picchi iperglicemici, che sarebbero la causa principale delle complicanze.

    Fonte: diabete.net

  15. Registrato da
    07/12/2004
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    Autocontrollo della glicemia (glucosio nel sangue)

    Uno degli obiettivi principali della gestione del diabete è mantenere la glicemia il più possibile all'interno dell'intervallo di normalità (euglicemia) nell'arco dell'intera giornata. Per misurare il raggiungimento di questo fondamentale obiettivo è necessario eseguire controlli domiciliari quotidiani dei livelli di glucosio nel sangue.
    L'insieme delle operazioni che sono alla base di questa pratica quotidiana prende il nome di AUTOCONTROLLO.
    Non è quindi azzardato asserire che, dopo la scoperta dell'insulina (1921), la pratica dell'autocontrollo domiciliare della glicemia ha rappresentato il passo più importante nella gestione del diabete..

  16. Registrato da
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    Obiettivi dell'autocontrollo della glicemia

    Educare il paziente, e la sua famiglia, alla pratica dell'autocontrollo significa consegnargli gli strumenti adatti al fine di:
    - conseguire un adeguato compenso metabolico
    - prevenire o posticipare l'insorgenza delle complicanze acute (chetoacidosi e ipoglicemia)
    - prevenire o posticipare l'insorgenza delle complicanze croniche (retinopatia, nefropatia, micro e macro-angiopatia)
    Tutto ciò si traduce in pratica in una miglior conoscenza della propria malattia allo scopo di mantenere un elevato livello della qualità della vita, riducendo al contempo i costi di gestione della stessa.

  17. Registrato da
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    A chi è consigliato l'autocontrollo della glicemia

    Anche se qualsiasi diabetico può imparare a misurare la propria glicemia, l'autocontrollo glicemico è di fondamentale importanza per:
    - i diabetici insulino-dipendenti
    - le donne diabetiche in stato di gravidanza o che prevedono di diventarlo
    - le persone con problemi renali
    - i soggetti con soglia renale per il glucosio anormale
    - coloro che assumono farmaci potenzialmente iperglicemizzanti o che soffrono di malattie che comportano un rialzo della glicemia oltre i valori di normalità
    - coloro che credono che un controllo rigoroso della glicemia contribuisca a monitorare in modo accurato il diabete indipendentemente dal fatto di seguire una dieta e/o di assumere farmaci ipoglicemizzanti orali
    - i soggetti che facilmente vanno incontro ad ipoglicemi

  18. Registrato da
    07/12/2004
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    Come si esegue l'autocontrollo della glicemia

    La glicemia si può misurare mediante l'ausilio di sistemi che operano con modalità differenti:
    - visivamente, confrontando il colore che viene a svilupparsi sull'area reattiva di un'apposita striscia, con la scala colorometrica riportata sulla confezione contenente detta striscia, oppure
    - elettronicamente grazie all'ausilio di uno strumento elettronico.

  19. Registrato da
    07/12/2004
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    La determinazione della glicemia

    con dispositivi portatili per la lettura automatica della glicemia, è di facile esecuzione e conduce a risultati molto più accurati. Oggi, inoltre, sono a disposizione sistemi che grazie alle più recenti tecnologie richiedono piccolissime quantità di sangue (un decimo di goccia), aspirano automaticamente la giusta quantità di campione necessaria all'analisi e alloggiano più strisce reattive pronte all'uso, che consentono di eseguire dovunque la glicemia senza la necessità di piani d'appoggio.

  20. Registrato da
    07/12/2004
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    23,899

    Come utilizzare i risultati

    L'annotazione dei risultati e di altre informazioni inerenti la gestione della patologia ha importanza fondamentale sia per il paziente che per il medico. Solamente dall'attenta analisi e conseguente discussione dei dati registrati ha infatti origine il "progetto terapeutico" più adatto.
    Usare un diario giornaliero significa quindi annotare: i valori della glicemia, i valori della glicosuria e chetonuria, le dosi di insulina ( o di altri farmaci ipoglicemizzanti orali ) assunte, l'attività fisica svolta, e tutti gli altri eventi importanti relativi al diabete occorsi durante la giornata.

  21. Registrato da
    07/12/2004
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    Autocontrollo: quando e quante volte

    Di solito il suggerimento è di eseguire l'autocontrollo glicemico prima e dopo ogni pasto e prima di coricarsi la sera. In totale si tratta di sette controlli quotidiani, tre prima e tre dopo i pasti principali ed uno la sera prima di coricarsi; è importante rispettare sempre gli stessi intervalli di tempo.
    Non sempre è necessario controllare l'intero profilo glicemico; lo si può fare con uno schema a "scacchiera".
    Influenza, raffreddore o altre indisposizioni, in aggiunta a stati di tensione emotiva possono alterare profondamente il livello glicemico. Quando si è malati è bene determinare anche l'eventuale presenza di corpi chetonici nelle urine, onde evitare i possibili gravi rischi originati dalla presenza di tali sostanze circolanti nel nostro organismo (chetosi o cheto-acidosi diabetica).

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