Questa discussione dal titolo Depressione, Ansia e ... Zuccheri... è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; Egregio Dottore
vorrei gentilmente sapere se con i fatti che mi appresterò a esporle può dirmi se ...
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Sospetta depressione maniacale
Egregio Dottore
vorrei gentilmente sapere se con i fatti che mi appresterò a esporle può dirmi se questa persona può soffrire o meno di depressione
La Signora in questione non lascia entrare nessuno in casa sua da quando suo figlio ha iniziato a star male per un cancro(fortunatament e scampato) per cui tutti i medici avevano dato 1 mese di vita.
Da quell'episodio la sua casa è inaccessibile per qualsiasi persona ed ogni volta che i membri della famiglia entrano all'interno di essa, immediatamente si trasforma in un'altra persona: sbraita,dice parolacce,piange
Ha gettato mobili di casa, i componenti della famiglia non possono farsi una doccia in pace perchè è diventata anche maniaca della pulizia, non possono mangiare sul tavolo ma in piedi sul lavandino, sono costretti a dormire dentro un solo letto matrimoniale perchè ha gettato via gli altri letti e minaccia di fare pazzie se per caso si azzardassero a comprarne degli altri
Tutto questo accade solo all'interno di quella casa(ovviamente io non ci sono mai entrata) perchè quando parla con me o con altre persone appare come la donna più dolce della Terra
I familiari hanno provato a farla andare da qualche psichiatra ma non c'è stato verso...appena viene contraddetta scoppia in lacrime e minaccia di "non farsi trovare più"
Il dolore sofferto per la paura di perdere il figlio può aver causato tutto questo anche a distanza di 20 anni?
Inoltre prende dei tranquillanti ai quali ormai è dipendente
La ringrazio
Ultima modifica di anna1401; 13/06/2008 alle 15:52
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turbe comportamentali
Certamente si tratta di turbe del comportamento presumibilmente più di tipo paranoide che depressivo. Il trauma legato alla forte paura di perdere il figlio,
magari interagendo con un terreno predisposto, può averne slatentizzato l'espressione.
Vent'anni, per i tempi della nostra mente, che vive un eterno presente, sono un soffio...
dr. vincenzo valesi
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dr. vincenzo valesi sanihelp
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La ringrazio per la cortese risposta.
la domanda che ora mi pongo è come si potrebbe intervenire?
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Originariamente Scritto da
nndd_84 La ringrazio per la cortese risposta.
la domanda che ora mi pongo è come si potrebbe intervenire?
Non è un risposta facile: dovrebbe avere quel minimo di disponibilità di accettare almeno un approccio a livello di colloqui psicologici che possa permettere di risalire all'origine di questi suoi comportamenti anomali
ed eventualmente di individuare una strategia terapeutica coadiuvata anche da un intervento farmacologico di supporto.
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dr. vincenzo valesi sanihelp
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L'incenso
L'incenso è utilizzato da molte persone per profumare l'ambiente casalingo e godere dell'aroma rilassandosi.
Da uno studio condotto sugli animali è emerso che l'incenso ha effettivamente un effetto calmante.
Il team di ricerca diretto dal Dr. Arieh Moussaieff della Hebrew University di Gerusalemme, ha scoperto che un componente del franchincenso, noto anche come olibano, ha nei topi la capacità di attivare alcuni meccanismi cerebrali che abbassano l'ansia e alleviano i sintomi della depressione.
Dallo studio israeliano si deduce dunque che una particolare sostanza contenuta nell'incenso, l'incensole acetato, potrebbe essere utilizzata come agente contro ansia e depressione.
"I risultati ottenuti sugli animali sembrano indicare che l'incensole acetato e i suoi derivati sono una valida alternativa nel trattamento di queste patologie", dice Moussaieff.
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Grazie allo studio inoltre si è scoperto un meccanismo prima sconosciuto per la regolazione di ansia e depressione.
Iniettando infatti l'incensole acetato nei topi, si è visto che la sostanza influenza l'attivita' di una proteina chiamata Trpv3.
Il suo ruolo nel cervello è quasi sconosciuto, ma nei topi ha sicuramente un ruolo nella regolazione della depressione e dell'ansia e potrà essere usata come target per i futuri farmaci.
Come sempre è prima necessario dimostrare che gli studi validi sui topi lo siano anche sull'uomo.
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 12:58
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Testo sulla depressione
Salve a tutti, vorrei segnalarvi un mio testo che parla di depressione. Spero che la lettura vi aiuti come ha aiutato me la stesura dello stesso a uscirne:
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 12:58
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dubbi su un farmaco
Ciao a tutti
Soffro di depressione da anni .
Ultimamente il mio medico mi ha prescrittto il 5 idrossitriptofano.
Ho dei seri dubbi:
1) Risultano collegati all'assunzione di tale farmaco seri disturbi quali: l'eosinofilia /mialgia. Vero é che il foglio illustrativo suggerisce controlli periodici della formula leucocitaria
2) Ho peraltro seri dubbi sull'efficacia di tale sostanza, che sembrerebbe essere piuttosto un integratore.
Il mio medico afferma che se non ci credo il farmaco non sarà efficace.
Insomma: o é un semplice placebo oppure é una sostanza dai possibili effetti micidiali.
Non è quello che cerco e la depressione si aggrava.
Qualcuno può darmi indicazioni precise ?
Grazie
Ultima modifica di anna1401; 01/10/2008 alle 09:04
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biochimica e spirito
Il 5 idrossitriptofano è un precursore della serotonina, quindi in qualche modo si inserisce nel ciclo di questa sostanza una cui carenza è associata a molte forme di depressione. Gli antidepressivi di ultima generazione sono appunto degli inibitori della ricaptazione della serotonina da parte della membrana presinaptica, per cui questo neurotrasmettitore è disponibile per interagire coi recettori postsinaptici. Io concordo con la teoria biochimica della depressione,
sulla quale probabilmente convergono vari fattori: la genetica, una maggiore o minore ricchezza di recettori, una capacità di metabolizzare più o meno velocemente, le esprienze della vita che di fatto si traducono in un sovraccarico di certi circuiti nervosi per cui il funzionale in qualche modo alla fine diventa biochimica. Nello stesso tempo trovo troppo riduttivistico relegare tutto solo a una biochimica "passiva".
penso che l'approccio più corretto al problema debba essere misto, cioè sposare l'energia con la materia, perchè non siamo fatti per "viver come "bruti", che l'uomo deve far cadere tutti quei veli che gli impediscono di evolvere spiritualmente, che ogni vera guarigione è la risultante di un processo di crescita anche spirituale.
dr. vincenzo valesi
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dr. vincenzo valesi sanihelp
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Vincere la depressione
Dalla depressione si può guarire, ma è necessario individuare con precisione le cause e praticare una corretta alimentazione e uno stile di vita equilibrato.
Per tutti esistono dei periodi in cui si va incontro a uno stato di scoraggiamento. Nella società moderna questi momenti possono diventare più frequenti per tante ragioni: l'insoddisfazione dovuta all'aumento infinito dei bisogni personali, il senso di inadeguatezza per le continue richieste esterne, l'impossibilità di vivere liberamente secondo la propria natura e l'obbligo di soddisfare a modelli sociali imposti.
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I sintomi
La depressione dell'umore, quando è appropriata ad una data situazione nella vita, è una reazione naturale di ogni persona sana. Quando invece non si riesce a vincere il proprio dolore e la propria infelicità, ci si sente ammalati e si cerca un aiuto.
Vi sono molti casi in cui il soggetto è infelice senza ragioni evidenti: afferma di sentirsi triste, infelice, giù di morale; attività un tempo piacevoli improvvisamente non lo sono più. In altri l'alterazione dell'umore è meno evidente rispetto all'astenia (riduzione dell'energia fisica e psichica).
In genere, il senso di affaticamento è quasi la regola, ed è più forte al mattino dopo una notte di sonno senza riposo.
Nella conversazione compaiono parole come "stanco, debole, mancanza di energia per il lavoro", la visione del futuro è pessimistica, compaiono angustia e preoccupazioni incontrollate per cause banali, paure, insoddisfazioni, sensazioni di inefficienza e di inferiorità, talvolta di colpa.
Per l'eccesso di preoccupazioni si riduce la capacità di pensare con l'abituale efficienza e si ha la sensazione che la mente non funzioni bene, la memoria è diminuita e la capacità di concentrazione ridotta.
In alcuni casi può comparire l'ipocondria per una malattia associata, mentre in realtà si tratta di depressione.
La depressione può presentarsi come una semplice reazione ad una situazione esterna (depressione reattiva), come una forma di nevrosi (nevrosi depressiva, che è una forma cronica) o come una psicosi.
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Uni- o bipolare
Spesso la depressione è preceduta da un lungo periodo di nervosismo ed ansia, che sfocia poi in un quadro depressivo.
La definizione ufficiale di depressione, secondo il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, è basata su otto criteri primari:
inappetenza con perdita di peso oppure aumento dell'appetito e incremento ponderale
insonnia o ipersonnia
inattività o iperattività fisica
perdita di interesse o piacere per le attività usuali
perdita del desiderio sessuale
scarsa stima di sé, sensi di colpa immotivati
diminuita capacità di pensare o di concentrazione
pensieri ricorrenti di morte o di suicidio
La presenza, almeno da un mese, di cinque di questi otto criteri, determina la diagnosi di depressione.
Da una parte c'è la depressione maggiore o "unipolare" che si tratta di un disturbo depressivo episodico.
Dall'altra c'è la depressione "bipolare" (maniaco-depressiva), caratterizzata dall'alternarsi di periodi di depressione maggiore alternati a periodi di elevazione eccessiva del tono dell'umore.
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Le cause
La psichiatria moderna dà una maggiore importanza, nella terapia della depressione, al controllo degli squilibri dei neurotrasmettitori, piuttosto che all'individuazione dei fattori psicologici che sono la causa dell'insorgenza di squilibri tra serotonina, dopamina, GABA e altri neurotrasmettitori.
D'altra parte, la depressione spesso può essere legata a fattori patologici, come: diabete, patologie cardiache, patologie polmonari, flogosi cronica, dolore cronico, cancro, epatopatie, sclerosi multipla;
all'assunzione di farmaci (antipertensivi, antinfiammatori, contraccettivi, antistaminici, corticosteroidi, tranquillanti e sedativi) oppure a sindrome premestruale, stress/ridotta funzionalità surrenalica, metalli pesanti, allergie alimentari, ipotiroidismo, ipoglicemia, carenze nutrizionali, disturbi del sonno.
È fondamentale quindi constatare se nella genesi della malattia sono coinvolte cause nutrizionali, ambientali, sociali e psicologiche.
Nel trattamento della depressione, infatti, sono molto importanti una dieta e uno stile di vita che promuova la salute. In primo luogo, attenzione a fumo, alcool e caffè.
Il fumo di sigaretta è un fattore importante nella genesi della depressione, agendo sulla stimolazione della produzione di ormoni surrenalici, tra cui il cortisolo.
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L'elevato livello di cortisolo è una caratteristica ben nota della depressione: l'effetto chiave del cortisolo e dello stress sul tono dell'umore, si esplica attraverso l'attivazione dell'enzima triptofano-ossigenasi, che comporta una riduzione della quantità di triptofano presente a livello cerebrale.
Dal momento che il livello di serotonina nel cervello è dipendente dalla quantità di triptofano, il cortisolo riduce drammaticamente i livelli di serotonina e melatonina. Inoltre, il cortisolo riduce anche i recettori serotoninergici cerebrali, rendendo il cervello meno sensibile all'azione della serotonina.
Il fumo di sigaretta porta anche ad una carenza relativa di vitamina C, utilizzata per eliminare i radicali liberi. Bassi livelli di vitamina C nel sistema nervoso centrale possono comportare depressione.
L'alcool è un depressore del sistema nervoso centrale che aumenta il rilascio di ormoni surrenalici, interferisce con molti processi cerebrali e altera i normali cicli del sonno.
Inoltre induce l'ipoglicemia che determina un fortissimo desiderio di zuccheri, ma il consumo di zucchero tende ad aggravare ulteriormente l'ipoglicemia che a sua volta peggiora i problemi mentali del soggetto.
Sebbene la caffeina sia uno stimolante, molti dei suoi effetti si fanno sentire particolarmente sui soggetti che tendono all'ansia e alla depressione.
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Alcuni studi hanno verificato che i consumatori di moderate/alte quantità di caffè generalmente sono più depressi di coloro che ne consumano basse quantità.
Inoltre, i pazienti depressi ricercano il caffè e tendono a consumarne molto; la combinazione con lo zucchero raffinato peggiora ulteriormente la situazione.
Anche la carenza di alcuni nutrienti può alterare la funzione cerebrale e condurre a depressione, ansietà e altri disordini mentali.
Ciò di cui ci nutriamo può influenzare potentemente le percezioni, le sensazioni, il comportamento.
Nei depressi è comune una carenza di un buon numero di nutrienti, soprattutto vitamine. Inoltre, il cervello richiede un apporto costante di zucchero; è importante però evitare l'ipoglicemia, i cui sintomi sono diversi a seconda della gravità, e comprendono depressione, ansietà, irritabilità, astenia, cefalea, visione offuscata, eccessiva sudorazione, confusione mentale, comportamento bizzarro, convulsioni.
Diversi studi hanno mostrato che l'ipoglicemia è molto comune nei depressi: in qualche caso semplicemente eliminando gli zuccheri raffinati dalla dieta si possono avere miglioramenti o remissioni.
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Consigli nutrizionali
I consigli nutrizionali per la depressione sono quelli di un'alimentazione sana, costituita da cibi naturali, non conservati, non elaborati:
verdura, cerali, legumi, semi, frutta, pesce azzurro.
E' bene evitare caffè ed alcool.
In questo modo è assicurato il necessario apporto di vitamine e sali minerali.
Le fibre poi consentono di mantenere costante il livello di glicemia per più tempo, senza gli sbalzi glicemici che producono gli zuccheri a rapido assorbimento.
Tra i nutrienti è particolarmente importante l'acido folico, contenuto nei vegetali a foglia verde.
In studi su pazienti depressi, il 31-35 % ha mostrato di essere carente in acido folico; negli anziani queste percentuali possono essere anche più elevate.
A seguire, in ordine di importanza, la vitamina B12, ma la carenza di questa vitamina è molto meno frequente.
I livelli di vitamina B6 sono abbastanza bassi nei soggetti depressi, specialmente nelle donne che assumono contraccettivi orali.
Le vitamine del gruppo B si trovano nei cereali integrali e nel lievito di birra, anche in quello alimentare a scaglie.
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Anche una carenza di acidi grassi omega 3 è stata correlata alla depressione.
Questo potrebbe essere legato al loro ruolo nella composizione delle membrane delle cellule nervose.
La carenza di queste sostanze e l'assunzione eccessiva di grassi saturi, in genere di origine animale, porta alla formazione di membrane cellulari molto più rigide del normale.
Dal momento che una corretta funzione cellulare dipende dalla fluidità di membrana, questo tipo di alterazione a livello cerebrale può indurre alterazioni del comportamento, del tono dell'umore e della capacità mentale.
Alcuni studi hanno dimostrato che le proprietà biofisiche delle cellule cerebrali, tra cui la fluidità di membrana, influenzano direttamente la sintesi e il legame dei neurotrasmettitori, la trasmissione di segnali, l'assorbimento della serotonina come quello di altri neurotrasmettitori e l'attività delle monoamiossidasi.
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Tutte queste funzioni sono implicate nella genesi della depressione e in altri disturbi psicologici.
I ricercatori hanno concluso che gli acidi grassi omega 3 sono efficaci nel ridurre il rischio coronarico e nel prevenire l'insorgenza della depressione.
Infine, la depressione e l'astenia (stanchezza patologica) sono state correlate anche alle allergie alimentari.
Dunque può essere importante individuare allergie o intolleranze per particolari alimenti.
È consigliata l'integrazione di acidi grassi insaturi tramite un cucchiaio al giorno di olio di semi di lino e uno di olio di germe di grano, semi di sesamo e girasole.
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Il vuoto energetico
Per l'energetica cinese, la depressione è una patologia da vuoto.
Normalmente un individuo produce energia tramite il cibo, le bevande, la respirazione, il riposo.
Quest'energia viene poi consumata per mantenersi in vita, lavorare, pensare, creare e ricrearsi, nel senso più ampio.
Si parla di "vuoto" quando il bilancio tra le energie in entrata e quelle in uscita è deficitario.
In genere, questo accade quando vi è un eccesso di "consumo".
Eccesso che può essere di natura fisica o, come accade più spesso, nella nostra società di tipo mentale e psichico.
Vi è spesso una fase di "pieno": tanti eventi stressanti, tanto lavoro, dispiaceri, impegni, responsabilità eccetera, seguito dal "vuoto", che porta con sé i sintomi depressivi.
È dunque fondamentale rigenerare l'energia consumata attraverso una sana alimentazione che tonifichi i reni, la nostra "batteria"natura le.
Gli alimenti più indicati sono:
pesce, legumi, alimenti di colore nero come alghe e fagioli neri, riso nero, ecc. e tutto ciò che può "nutrire" il sangue come: azuki rossi, barbabietola rossa e più in generale gli alimenti ricchi di clorofilla.
Per la medicina cinese, la milza "genera il sangue" e si tonifica con cereali integrali, miele e carote.
Le verdure verdi e i frutti aspri (agrumi) tonificano invece il fegato che ha la funzione di accumulare il sangue e far fluire l'energia in tutti gli organi.
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Un grande aiuto può venire dall'esercizio fisico (almeno 30 minuti per tre volte alla settimana) e dalle tecniche di rilassamento (meditazione, visualizzazione creativa, ecc.).
Così come efficaci sono le terapie con il colore, grazie alle quali si possono manifestare i sentimenti repressi: bastano un foglio di carta, un pennello e dei colori a tempera per lasciar uscire "quel pieno che continuamente ricrea il vuoto".
Molti soggetti sono predisposti alla depressione per costituzione ed ereditarietà, altri invece si ammalano perché abusano delle proprie energie. Prevenire la depressione è in entrambi i casi possibile con un buono stile di vita.
Per chi è già ammalato, ristabilire gradualmente delle sane abitudini può contribuire notevolmente alla guarigione.
Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 10:26
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