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c'è qualche medicina naturale che sia alternativa all' Eutirox ?
grazie...
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Disfunzioni della tiroide
Alternative all'Eutirox?
c'è qualche medicina naturale che sia alternativa all'Eutirox?
grazie
Ultima modifica di anna1401; 29/01/2012 alle 23:19
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Re: Alternative all'Eutirox?
dipende dall'entità dell'ipotiroidismo;
se lieve, si può sempre provare con preparati tipo R 59, uno stimolante metabolico che promuove la funzione tiroidea, e ricontrollare gli esami.
Ma se è grave, o per esempio dopo tiroidectomia, non vi sono soluzioni alternative alla L Tiroxina (EUTIROX).
v valesi
Ultima modifica di anna1401; 29/01/2012 alle 23:19
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Tiroidite
Tiroidite Di Hashimoto
Salve, è possibile guarire da questa malattia autoimmune?
Grazie.
Ultima modifica di anna1401; 15/10/2008 alle 23:28
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io ti posso dire che sono arrivata a quella partendo dal morbo di basedow. ora li ho tutti e 2 insieme ma la cosa è stabile e con 100 eutirux ci convivo bene, l'unica palla sono i kg di troppo che non vanno giu
Ultima modifica di anna1401; 15/10/2008 alle 23:27
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si può tenere sotto controllo. ma devi affidarti ad un buon endocrinologo.
che sintomi hai?
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Tiroidite Di Hashimoto
La TIROIDITE di HASHIMOTO è una DISEASE autoimmune della tiroide, cioè è dovuta al fatto che produciamo noi stessi anticorpi contro alcuni costituenti della tiroide.
Interessa prevalentemente il sesso femminile e questa capacità della tiroide di divenire per noi in qualche modo "non self" cioè estranea è favorita dagli ESTROGENI, dallo STRESS(s itratta spesso di donne con obbiettivi di carriera molto forti), da VIRUS latenti persistenti quali il virus di EPSTEIN BARR( quello che per intenderci può provocare anche la MONONUCLEOSI, la Kissis Disease).
Questa produzione di anticorpi contro la propria tiroide causando danno cellulare può nelle fasi iniziali determinare immissione in circolo di ormoni tiroidei in eccesso, per cui si possono avere i sintomi dell'IPERTIROIDISMO. Col progredire del disturbo il progressivo e lento danneggiamento della tiroide finisce per portare spesso alla fase opposta di IPOTIROIDISMO, cioè di insufficienza tiroidea.
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è il mio percorso tiroideo perfetto quello descritto dal dr vallesi. la tua tiroide haal come va?
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alcune informazioni sulla tiroidite
La tiroide
Anatomia.La tiroide (t.) è una ghiandola endocrina (cioè a secrezione interna) che si trova nella regione sottoioidea del collo, al davanti della trachea (cioè sotto il "pomo di Adamo"), ed è costituita da 2 lobi laterali uniti da un istmo. La ghiandola assume rapporti laterali col muscolo sternocleidomastoide o e con le carotidi, posteriormente col nervo laringeo-ricorrente, con la trachea e con l’esofago. Il suo rapporto col nervo è importante per le eventuali azioni di compressione che può esercitarvi (disfonia). La t. è vascolarizzata da 2 arterie tiroidee superiori, rami della carotide interna. Dal punto di vista anatomo-microscopico l’unità fondamentale è il "follicolo", di circa 300 micron di diametro, di forma cubica che delimitano la cavità follicolare, ripiena di sostanza colloide, costituita dalla tireoglobulina, che comprende residui tirosinici iodinati e rappresenta la forma di deposito degli ormoni tiroidei.
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Gli ormoni tiroidei.
Sono costituiti dalla tiroxina, T4 e dalla triodotironina, T3. Essi per il 65% sono costituiti da iodio. L’assunzione dello iodio giornaliera è fondamentale perciò per la costituzione degli ormoni e varia da 20 a 600-1000 microgrammi/die; nelle zone dove lo iodio è insuffciente avremo pertanto patologie che vanno sotto il nome di gozzo endemico, dovute all’ipertrofia della ghiandola per carenza di iodio e per stimolazione da TSH.
La tiroide è, infatti, avida di iodio e capta tutto lo iodio a disposizione in circolo (trappola degli ioduri), in virtù di un meccanismo a pompa di trasporto attivo energia-dipendente.
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ipertiroidismo e ipotiroidismo
Ipertiroidismo
Ogni qualvolta la disponibilità periferica di ormone tiroideo sia superiore alle fisiologiche necessità tissutali si produce il quadro dell’ipertiroidismo.
Le forme più comuni sono rappresentate dal Gozzo Tossico Diffuso o Morbo di Graves, Flajani e Basedow
Ipotiroidismo
Con questo termine facciamo riferimento a quadri in cui vi è deficit ormonale della produzione di ormoni tiroidei. L’ipotiroidismo può essere primitivo, nel 90-95% dei casi, o secondario, negli altri casi, cioè determinato da una insufficiente stimolazione da parte dell’ipofisi e/o dell’ipotalamo.
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Tiroidite cronica di Hashimoto.
La tiroidite di H. o linfocitaria cronica o struma linfomatoso, costituisce un tipico esempio di tireopatia autoimmunitaria. Non è ancora noto se traumi, agenti virali, irradiazioni e lo stesso gozzo semplice siano alla base dell’innesco di un processo autoimmune (la tiroidite di H. si associa infatti a processi autoimmuni come il lupus sistemico, anemie emolitiche, trombocitopenie autoimmuni, anbemia perniciosa). L’esordio della patologia è costituito da un decorso lento ed insidioso, con aumento progressivo del volume della tiroide, che diventa a superficie irregolare, di consistenza aumentata, granulare, con declino dell’attività funzionale.
Comunque l’infiammazione talora determina una circolazione aumentata ed una captazione ormonale accellerata. La ghiandola col tempo va incontro a fenomeno di regressione, si infiltra di cellule infiammatorie, va incontro a fibrosi ed il tessuto fibrosclerotico si sostituisce al tessuto parenchimale. La diagnosi si avvale della ricerca degli anticorpi antimicrosomiali (nel 95% dei casi sono elevati) ed antitireoglobulina. La terapia si basa su farmaci immunosoppressori ma il loro effetto è fugace, per cui è più sensato un trattamento con ormoni tiroidei per correggere il deficit graduale a cui va incontro la ghiandola, nell’intento di correggere il rialzo di TSH.
Fonte spazioinwind.libero. it
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Nel 1912 Hashimoto
descrisse i casi clinici di quattro donne nelle quali la tiroide appariva notevolmente ingrandita, istologicamente trasformata in tessuto linfoide, e diede a tale affezione il nome di "struma linfomatoso". In queste pazienti non si riscontravano inizialmente segni di ipotiroidismo o altre alterazioni.
Solo dopo 40 anni si poterono rilevare, in analoghi pazienti con tale disordine, anticorpi antitiroide e attualmente si conosce la malattia, primariamente descritta da Hashimoto, come "tiroidite cronica autoimmune".
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Tale definizione non è comunque universalmente accettata.
Alcuni Autori suddividono la tiroidite autoimmune, da un punto di vista istopatologico, in due entità separate: tiroidite linfocitica se è presente il solo infiltrato linfocitario e tiroidite di Hashimoto se sono presenti oltre all'infiltrato anche l'atrofia, la fibrosi della ghiandola e le modificazioni eosinofile delle cellule tiroidee.
Anche clinicamente la tiroidite può essere caratterizzata dalla presenza di un voluminoso gozzo o di una tiroide atrofica ridotta di volume e di consistenza aumentata. Entrambe le forme comunque sono caratterizzate dalla presenza nel siero di autoanticorpi contro antigeni tiroidei e da vari gradi di disfunzione ormonale.
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Epidemiologia ed evoluzione
La tiroidite autoimmune è una patologia relativamente frequente nella popolazione generale specie nelle aree geografiche a maggiore apporto iodico. Colpisce preferenzialmente (5/1) il sesso femminile e viene di solito diagnosticata tra i 30 e i 60 anni.
In uno studio autoptico condotto negli Stati Uniti ed in Inghilterra risulta che quasi il 45% delle donne ed il 20% degli uomini presenta vari gradi di tiroidite autoimmune: da 1 a 10 foci per cm2 di tiroidite nella forma lieve, più di 40 foci per cm2 per la forma severa e la prevalenza è del 5 - 15% nelle donne e del 1 - 5% negli uomini.
L'infiltrazione linfocitaria della tiroide è molto più frequente nelle donne bianche di età maggiore di 20 anni (41%) e meno comune nelle coetanee afroamericane (17%). In Italia la prevalenza degli anticorpi antitiroide nella popolazione generale varia dal 6% nelle donne di età inferiore ai 30 anni al 28% in quelle di età superiore ai 60 anni.
La presenza di anticorpi antitiroide e TSH elevato è fortemente predittiva di un successivo sviluppo di ipotiroidismo franco.
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Fattori predisponenti
L'autoimmunità tiroidea è familiare. Infatti più del 50% dei parenti di primo grado di soggetti affetti da tiroidite cronica autoimmune presenta anticorpi antitiroide.
Un ruolo importante nella genesi della tiroidite di Hashimoto è giocato dall'apporto iodico: la prevalenza è più alta nei paesi con maggiore apporto come gli Stati Uniti ed il Giappone (40) e in quelli con iodo-deficienza la supplementazione iodica aumenta del 40% la prevalenza di infiltrazione linfocitica della tiroide e gli autoanticorpi nel giro di 1 - 5 anni.
Inoltre, nelle aree con sufficiente apporto iodico la supplementazione di tale oligoelemento può indurre un ipotiroidismo transitorio e reversibile poiché viene inibita la biosintesi ed il rilascio dell'ormone e aumentata l'autoimmunità tiroidea.
La terapia con amiodarone, ad esempio, è una causa frequente di ipotiroidismo indotto da iodio, per la presenza di questo in percentuale del 35% nella molecola farmaceutica e per la lunga emivita.
Anche il litio può determinare un ipotiroidismo transitorio in 1/3 dei pazienti con o senza anticorpi antitiroide mediante un meccanismo diretto sul rilascio degli ormoni tiroidei.
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Terapia
Poiché i pazienti con tiroidite cronica autoimmune sviluppano spesso un ipotiroidismo, subclinico o conclamato, la terapia deve mirare essenzialmente alla correzione di quest'ultimo.
Tutti i soggetti affetti vengono generalmente trattati con L-Tiroxina il cui dosaggio va aggiustato monitorando i valori del TSH fino a ristabilirli entro il range della normalità, talvolta vengono utilizzati farmaci immunosoppressivi ed è consigliabile l'uso dei corticosteroidi.
La terapia con L-tiroxina si accompagna alla normalizzazione del TSH ed alla riduzione del gozzo e del titolo anticorpale.
La dose del farmaco va stabilita a seconda dell'età del paziente, del peso corporeo ed in base alla presenza di alcune con****ndicazioni relative. Infatti nei pazienti anziani e nei cardiopatici il trattamento va iniziato ed aumentato lentamente per evitare la slatentizzazione o la riacutizzazione di una cardiopatia ischemica.
La maggior parte degli autori ritiene che ci siano comunque e sempre molte buone motivazioni a favore del trattamento dei pazienti con ipotiroidismo subclinico:
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1) l'aumento del TRH e TSH (con o senza anticorpi antitiroide) è un fattore di rischio per lo sviluppo di un franco ipotiroidismo,
2) la sintomatologia di un lieve ipotiroidismo migliora nel 50% dei pazienti trattati con L-T4,
3) il metabolismo lipidico, quasi sempre alterato, viene migliorato,
4) la contrattilità cardiaca, ridotta nell'ipotiroidismo subclinico, si normalizza con la terapia,
5) il 25% dei pazienti sono più attivi mentalmente,
6) i livelli di FT4 anche se normali potrebbero non essere sufficienti per quel particolare individuo
Fonte: http://www.italway.it/associazioni/s...tiroidite.html
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Che cos'è l'ipotiroidismo?
La ghiandola tiroidea, situata nella parte anteriore del collo, immediatamente sotto il pomo di Adamo, è il sito di produzione degli ormoni tiroxina (T4) e triiodotironina (T3).
Gli ormoni tiroidei giocano un ruolo molto importante nel controllo del metabolismo corporeo.
Se la tiroide non produce una quantità sufficiente di ormoni, insorgono alterazioni a carico di tutti i sistemi dell’organismo.
L'ipotiroidismo è di comune riscontro nell’anziano; la frequenza maggiore si osserva nelle donne. La sua prevalenza nella popolazione oltre i 60 anni è dell’ 1,5-2 %. Può tuttavia manifestarsi anche in pazienti più giovani.
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Quali sono le cause dell'ipotiroidismo?
Le cause principali di ipotiroidismo sono rappresentate da:
• tiroidite cronica autoimmune, nota anche come tiroidite di Hashimoto (nelle condizioni di autoimmunità il sistema immunitario reagisce contro alcune strutture cellulari proprie dell’organismo che non vengono riconosciute come tali);
• pregressa somministrazione di iodio radioattivo per il trattamento dell’ipertiroidismo o di alcune forme di cancro tiroideo;
• pregressi interventi chirurgici di asportazione, totale o parziale, della tiroide;
• deficit congeniti di sviluppo della ghiandola tiroidea;
• impiego di farmaci antitiroidei (propiltiouracile, metimazolo), amiodarone e litio;
• deficit di iodio o, al contrario, assunzione di elevate quantità di iodio sotto forma di farmaci (è contenuto, ad esempio, negli sciroppi per la tosse) o di integratori alimentari.
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Quali sono i sintomi?
L’ipotiroidismo si associa in modo caratteristico ad un rallentamento generalizzato delle funzioni corporee. Si osserva un rallentamento dell’attività fisica e di quella mentale, della funzione cardiovascolare, di quella gas****ntestinale e di quella neuromuscolare.
I sintomi tendono ad apparire gradualmente, nell'arco di un lungo periodo di tempo. Il rallentamento del metabolismo negli anziani viene considerato un cambiamento naturale dovuto all'età; pertanto, una condizione di ipotiroidismo senile risulta spesso misconosciuta.
I sintomi tipici dell’ipotiroidismo sono:
• sensazione di freddo
• depressione
• sonnolenza diurna, anche dopo aver dormito tutta la notte
• difficoltà di concentrazione
• aumento di peso
• stipsi
• cute secca e ruvida
• gonfiore del viso
• voce rauca
• capelli secchi e fragili
• perdita di memoria (nelle persone anziane può rappresentare l’unico segno di ipotiroidismo)
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