Questa discussione dal titolo I vaccini è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; "In presenza di infiammazioni autoimmuni o allergie croniche a causa di una funzione Th2 predominante, una vaccinazione ...
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"In presenza di infiammazioni autoimmuni o allergie croniche a causa di una funzione Th2 predominante, una vaccinazione porterebbe la funzione Th2 a predominare ancora di più, aggravando lo squilibrio del sistema immunitario e predisponendo l'individuo a sviluppare asma, eczema, allergie primaverili, intolleranze alimentari ed eventualmente autoimmunità e produzione di auto-anticorpi” - dr Philip F. Incao, 1997.
Imani & Proud hanno dimostrato una correlazione tra le vaccinazioni e i parametri biochimici responsabili per l'attivazione dell'asma infantile.
La probabilità di avere asma era doppia in una popolazione di bambini che aveva ricevuto il vaccino triplo DPT (difterite tetano pertosse) rispetto a quelli che non lo avevano ricevuto - (Hurwitz & Morgensten, Department of Epidemiology, Los Angeles Medical School).
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IL-9 (InterLeukina 9) è una di quelle sostanze Th2 che diventa iper-attiva, che sopprime la funzione Th1 e che, insomma, vi condanna ad avere l'asma.
Ricercatori alla McGill University e all'Istituto Pasteur hanno scritto sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, che se si riesce ad abbassare il numero di IL-9, ciò aiuterà a trattare e a prevenire l'asma.
Predominanza di Th2 coincide con depressione di Th1, cosa che favorisce lo sviluppo di infezioni virali croniche (virus influenzale o altri, ma anche candida), perché l'organismo non riesce più ad arginare e scacciare entità virali e batteriche aggressive.
È come se noi davanti ad una mela messa sul tavolo ci mettessimo a piangere (in uno stato di squilibrio verso Th2 il riconoscimento scatena inesorabilmente sintomi esasperati, iperattività Th2 fuori luogo) e comunque non riuscissimo a mangiarla perché non abbiamo denti o altro (Th1 depresso, impossibile fagocitare l'elemento esterno).
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I vaccini, tutti i vaccini, sono immunosoppressori (per la precisione deprimono Th1). Essi riducono la nostra immunità attraverso molti meccanismi importanti:
1. I vaccini contengono sostanze chimiche (formaldeide) e metalli tossici (mercurio e alluminio) che hanno un forte effetto di depressione immunitaria (Th1, ridotto numero di macrofagi).
Il mercurio è il più allergizzante dei metalli insieme al nichel (Th2, iperattività IgE, IgM).
2. I vaccini contengono tessuti e materiale DNA/RNA di altri animali, che hanno l'effetto di deprimere il sistema immunitario attraverso un meccanismo di rigetto dell'organismo di cellule estranee.
3. I vaccini alterano il rapporto di linfociti T helper/ linfociti soppressori.
Tale parametro è un indicatore chiave del grado di funzionalità del sistema immunitario.
4. I vaccini alterano l'attività metabolica di neutrofili polimorfonucleari (NPM) e riducono la loro capacità fagocitante.
Gli NPM rappresentano la difesa dell'organismo contro batteri e virus.
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5. I vaccini sopprimono la nostra immunità non solo sovraccaricando l'organismo con mercurio ed altro materiale estraneo, ma anche introducendo virus attenuati e patogeni.
Mentre le tossine nei vaccini rallentano il sistema immunitario, i virus si instaurano e mutano preparando l'attacco.
6. I vaccini intasano il nostro sistema linfatico e i linfonodi con grandi molecole di proteine che essendo state iniettate direttamente nel sangue, non sono state adeguatamente ridotte dai processi digestivi.
7. I vaccini impoveriscono il nostro organismo di elementi essenziali per la vitalità immunitaria, quali vitamina C, A e zinco.
Questi nutrienti permettono ai globuli bianchi e ai macrofagi di funzionare in maniera ideale.
8. I vaccini sono neurotossici, rallentano il livello di trasmissione nervosa e di comunicazione al cervello ed altri tessuti.
Ora noi sappiamo che alcuni linfociti comunicano direttamente con il cervello attraverso una complessa serie di neurotrasmettitori. Alterare questi fattori avrà conseguenze anche sulla immunità.
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Una forte polarizzazione verso Th2 è caratteristica di patologie autoimmuni e sclerosi sistemiche e produzione di auto-anticorpi.
Elevati livelli di anticorpi alle proteine di base della mielina cerebrale sono riscontrati in oltre il 95% dei bambini autistici secondo gli studi del Dr Singh.
Th1 (cioè i linfociti T helper di tipo 1) produce una serie di modulatori immunitari molto importanti: interferone gamma, interleukina (IL)-2 e TNF, tumor necrosis factor.
Uno studio pubblicato dal Journal of Infectious Diseases ha documentato una diminuzione di produzione di interferone causata dal vaccino del morbillo.
Questo declino persisteva per un anno dopo la vaccinazione, periodo cui fu limitato tale studio.
L'interferone è una sostanza prodotta da Th1 che rende l'organismo resistente alle infezioni.
Cioè il risultato finale è che i vaccini portano ad una maggiore vulnerabilità alle infezioni.
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Ed in effetti fu scoperto da uno studio pubblicato dalla rivista American Journal of Public Health Investigators nel 1990 che, su un campione di 3437 casi di polio nello stato di New York, le vittime avevano probabilità doppia di avere ricevuto il vaccino DTP nei due mesi precedenti la comparsa del polio rispetto ai bambini di controllo.
Più recentemente, in un'epidemia di polio nello stato di Oman, è stato dimostrato che le vaccinazioni DPT, difterite tetano pertosse, avevano causato la comparsa di polio paralitico.
Nello studio pubblicato sulla rivista The Lancet fu confermato che una percentuale significativamente elevata di questi bambini con polio avevano ricevuto una vaccinazione DTP nei 30 giorni precedenti la comparsa del polio.
I vaccini DTP sopprimono la capacità del corpo di combattere il virus del polio.
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Fino a poco tempo fa veniva spiegato che il meccanismo di azione dei vaccini era semplicemente che essi causano un aumento di livelli di anticorpi contro un antigene specifico di una malattia (virus o batterio).
Oggi la scienza ha appreso che il sistema immunitario umano è più complicato di quello che si era pensato e si distinguono schematicamente almeno due categorie differenti, Th1 e Th2.
Non risulta difficile comprendere perché, contrariamente a quanto ipotizzato in passato, i vaccini non rafforzano o sostengono il sistema immunitario nel suo complesso.
Anzi predispongono ad infezioni ed allergie, rispettivamente perché deprimono Th1 e spostano l'equilibrio verso Th2.
Ecco di cosa stiamo parlando. Di un baratto in cui otteniamo una specifica immunità di 3-4 anni (temporanea) verso un virus innocuo (per es. morbillo) al posto di una depressione generalizzata del sistema immunitario.
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Germi e virus sono pleiomorfici, cioè possono cambiare e adattarsi a secondo dell'ambiente in cui si vengono a trovare.
Germi e virus possono instaurarsi e mutare in un organismo limitatamente alle condizioni biologiche che trovano in esso.
Più queste condizioni sono squilibrate, più i virus avranno la possibilità di mutare nelle forme più aggressive.
Le vaccinazioni deprimono le funzioni immunitarie dell'organismo e ciò ci rende suscettibili a contrarre una serie illimitata di altre patologie.
È un atteggiamento molto infantile pensare che noi possiamo prendere un vaccino per un solo virus, per es. influenzale, e mai ammalarci delle tante altre varietà di influenza esistenti, specialmente perché i virus possono mutare così velocemente quando ci sono condizioni a loro favorevoli.
Ultima modifica di francyfre; 27/01/2012 alle 10:00
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Certezze ed incertezze, tra realtà e propaganda
Non vorrei sprecare il mio tempo per intervenire in risposta a queste campagne in favore delle vaccinazioni cui stiamo assistendo da diverse settimane.
Innanzitutto perché non sono contrario alle vaccinazioni per partito preso, per astratte convinzioni ideologiche, perché voglio fare l’”alternativo”.
Cerco solo di ragionare, da medico, in scienza e coscienza, sul rapporto rischio/beneficio di una pratica che viene fatta passare per scontata – è obbligatoria- senza fornire alle famiglie una informazione esauriente. Soltanto nell’interesse dei bambini.
La campagna di questi giorni, intere pagine dei principali giornali nazionali, radio, televisioni, necessita di una risposta non tanto perché si attaccano le riflessioni di chi esercita un pensiero critico, quanto i genitori che cercano informazioni per decidere se vaccinare o meno i propri figli.
Il tono è da crociata. Le risorse, la possibilità di occupare i media, sembrano illimitate.
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Ultima modifica di francyfre; 27/01/2012 alle 10:00
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I genitori preoccupati che scelgono di non vaccinare i propri figli, o anche solo di rimandare le vaccinazioni, sono accusati di essere i moderni untori delle malattie infettive, o di essere i parassiti dell’altrui immunizzazione.
Gli esperti, con toni a volte suadenti, a volte autocelebrativi, appaiono sempre molto sicuri di sé: vaccinate, vaccinate, vaccinate.
Tutti e contro tutto. Non si rendono conto che il motivo per cui alcuni genitori scelgono di non vaccinare i propri figli, o utilizzano programmi di vaccinazione alternativi, è perché hanno perso fiducia sulla sicurezza dei vaccini, e sugli esperti che li consigliano.
La vicenda del vaccino contro l’H1N1 ha lasciato tracce profonde.
Il dogma della efficacia e sicurezza è stato messo in discussione.
Dopo le vaccinazioni, in conseguenza delle vaccinazioni, ci sono bambini che hanno avuto gravi reazioni avverse, altri che hanno riportato importanti effetti collaterali. Erano bambini clinicamente sani. La loro vita è cambiata profondamente. Alcuni sono morti. Questo oggi è conosciuto da tanti.
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Non sono più vittime invisibili. Le organizzazioni che li riuniscono hanno credibilità ed autorevolezza.
Molti padri e molte madri pensano che alcuni bambini possono essere più vulnerabili, e che corrono rischi maggiori di reazioni avverse.
Per molti di questi bambini il rischio della vaccinazione può essere maggiore del rischio di malattia.
Questo può stabilirlo soltanto il medico che conosce il bambino: a lui, solo a lui, dovrebbe spettare il compito di stabilire se e quando un bambino dovrebbe essere vaccinato. Ma il dato reale non sembra essere importante: bisogna tacere la verità che i vaccini possono anche essere pericolosi.
Che possono causare danni molto più spesso di quanto la gente è portata a credere. Che non è mai stata eseguita una verifica adeguata per stabilire se i vaccini hanno provocato un miglioramento globale della salute della popolazione.
L’unico modo per avere un giudizio definitivo è effettuare quello studio che non è mai stato eseguito.
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Bisognerebbe arruolare un numero congruo di bambini, e dividerli in due gruppi, entrambi numerosi. Un gruppo sarà costituito dai bambini che, seguendo le raccomandazioni ufficiali, verrà immunizzato con tutti i vaccini disponibili (Rotavirus, Poliomielite.
Difterite, Tetano, Epatite B, Pertosse, Haemophilus influenza B, Pneumococco, Meningococco, Morbillo, Parotite, Rosolia, Varicella, Influenza stagionale e suina, Epatite A, Papillomavirus) ed un altro sarà rappresentato da quei bambini i cui genitori, per scelta consapevole, decideranno di non sottoporli ad alcuna vaccinazione.
Si seguiranno questi bambini per 14 anni, finché non usciranno dall’età pediatrica, e poi si traccerà un bilancio di salute. Vedremo così la frequenza delle malattie allergiche dell’uno e dell’altro gruppo: quanti i casi di asma, di rinite o di congiuntivite allergica. E poi si valuteranno le frequenze delle patologie autoimmuni nei due gruppi. Solo così si potrà davvero stabilire il corretto rapporto rischio/beneficio.
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Sono ormai trenta anni che vivo tra i bambini, da pediatra. All’inizio della mia professione alcune malattie non mi capitava di vederle che di rado. Sarà un dato poco “scientifico” ma è la realtà di tutti i giorni.
Oggi sempre più spesso visito bimbi molto piccoli con il diabete, o con la celiachia, con patologie della tiroide, o con artriti, o con malattie neurologiche.
L’autismo mi era sconosciuto: oggi visito un nuovo caso ogni mese. E le allergie sono così diffuse che qualcuno ha stimato che tra qualche anno interesseranno la metà dei nostri bambini (oggi lo è circa un terzo).
Tutta colpa dei vaccini? Non lo so, non credo. Però esistono nella letteratura scientifica articoli e studi che mi aiutano nel comprendere quanto vedo nel mio ambulatorio.
Nella pratica di ogni giorno mi rendo conto che i bambini non vaccinati presentano in genere meno manifestazioni allergiche dei vaccinati, proprio come sostengono i ricercatori della UCLA School of Public Health: la probabilità di sviluppare l’asma è due volte maggiore tra i soggetti vaccinati che tra i non vaccinati.
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Le probabilità di sviluppare sintomi di allergia respiratoria è del 63% maggiore tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati.
Lo studio fa riferimento al vaccino contro difterite, tetano e pertosse.
Oppure constato che i bambini vaccinati più tardi, con calendari diversi da quello ufficiale, sono anch’essi meno soggetti ad allergie: ha confermato la mia intuizione uno studio canadese, che ha riscontrato come i bambini vaccinati 2 mesi più tardi contro difterite, tetano, pertosse presentano il 50% in meno di asma bronchiale dei loro coetanei vaccinati secondo il calendario corrente.
Nello scorso anno ho conosciuto 5 bambini dell’età inferiore a 2 anni con il diabete di tipo 1: uno solo non era vaccinato, e mi sono ricordato degli studi del dottor J. Barthelow Classen sui rapporti tra vaccini e questa malattia.
Poi c’è l’autismo: come è difficile aiutare questi bambini, essere accanto a queste famiglie!
Le campagne pro vaccini affermano che il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia non causa questa malattia. Lo dichiarano con un atteggiamento condiscendente e irritante, insultando sistematicamente l’intelligenza dei genitori che tentano di prendere una decisione informata.
Citano studi epidemiologici criticati per i loro difetti metodologici e per i conflitti di interesse degli autori coinvolti in questi studi.
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Nessuno ha finora valutato gli effetti della somministrazione multipla di più vaccini (anche sette, come oggi è prassi corrente anche in Italia).
L'ex direttore del NIH, Dr. Bernardine Healy, intervistato da CBS News, ha affermato:
“Penso che il governo, o alcuni funzionari della sanità pubblica, siano stati troppo veloci nel rassicurare le famiglie senza studiare a fondo la popolazione che si è ammalata.
Non ho visto studi importanti sui trecento ragazzi che hanno sviluppato i sintomi autistici alcune settimane dopo la vaccinazione.
Penso che i funzionari della sanità pubblica siano stati troppo veloci nel respingere l'ipotesi come irrazionale, senza studi sufficienti di causalità.
Penso che spesso siano state troppo veloci nel non considerare gli studi in animali di laboratorio che mostrano alcune criticità per alcuni vaccini e anche per il mercurio conservante nei vaccini.”
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La verità è che nessuno può affermare di sapere cosa succede al sistema immunitario dei bambini – fisiologicamente immaturo - in conseguenza dell’effetto sinergico dei vaccini multipli 5, o 10 anni dopo la loro somministrazione.
Un convinto assertore della vaccinazioni, il Dott Offit ha dichiarato che“ un neonato sano può tranquillamente arrivare fino a 100.000 vaccini in una volta”.
Questa affermazione, che di scientifico non ha niente, la dice lunga sull’obbiettività di chi ritiene normale vaccinare nei primi 15 mesi di vita un bambino contro 14 malattie, con 30 dosi di vaccini.
L’ostinazione con cui si continuano a sottostimare le reazioni avverse ai vaccini non è sorprendente.
E’ una strategia fondamentale del marketing dell’industria: si chiama “produzione di incertezze” ed è stata adottata a lungo, per esempio, dall’industria del tabacco.
Per negarne la pericolosità i produttori di sigarette hanno richiesto delle prove inoppugnabili, spesso al di là del buon senso, della pericolosità di questa sostanza.
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Per 50 anni hanno schierato fior di scienziati disposti a giurare che non vi era rapporto tra tabacco e cancro al polmone, o che la nicotina non crea dipendenza.
Hanno presentato i propri studi come inequivocabili, sottoponendo quelli a loro contrari a mille osservazioni e polemiche, ingigantendo piccole osservazioni e sollevando dubbi appena possibile.
La campagna dell’incertezze non ha vinto, ma per decenni sono state rimandate le misure di protezione per la salute pubblica e gli indennizzi per le vittime.
Ora la farsa è finita, l’industria del tabacco ha perso ogni credibilità ed ha abbandonato questa strategia. Ma ha aperto la strada ad altri…
Tra qualche anno questa campagna sulle vaccinazioni sarà vista con lo stesso sgomento e la stessa indignazione con cui oggi guardiamo agli inganni perpetrati dall’industria del tabacco..
Speriamo che non sia troppo tardi.
(Dr Eugenio Serravalle – Pediatra )
Ultima modifica di francyfre; 27/01/2012 alle 10:00
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