Questa discussione dal titolo Cisti sebacee, mucose ecc... è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; Salve, ho un problema che ho già esposto in un'altra sezione ma mi hanno consigliato di scriverla ...
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Cisti sebacee, mucose ecc...
Salve, ho un problema che ho già esposto in un'altra sezione ma mi hanno consigliato di scriverla qua e chiedere consiglio al Dott. Valesi.
Da circa un anno e mezzo mi compaiono nelle zone intime delle piccole cisti sebacee che con il tempo (di solito 1-2-3 mesi) si ingrossano e poi si infiammano e infine lentamente vanno via.
Il problema è che quando una cisti si infiamma e poi va via, ne compare un'altra (a volte anche più di una insieme) che col tempo si infiammerà.
Io al momento ho provato a mandare via queste fastidiose cisti prima spalmando un po' di calendula nella zona interessata ma la cosa non ha funzionato.
Allora andai dall'urologo per alcune cose tra cui questa e mi consigliò la crema gentalin per fare regredire le cisti in stato iniziale, ma anche questo rimedio ha fallito... infatti la cisti su cui mettevo il gentalin si è comunque infiammata.
Chiedo quindi al Dott. Valesi se mi può dare gentilmente qualche rimedio contro queste cisti, che veramente non sopporto più.
Ultima modifica di anna1401; 24/09/2009 alle 16:45
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Ragionando da medico classico ti posso dire che non esiste nulla per prevenire una tendenza alle cisti. Generalmente si attua una politica attendista, intervenendo quando si infiammano con farmaci antibiotici per spegnere l'infezione che le complica, oppure con la rimozione chirurgica, quando sono troppo grosse e quindi danno fastidio, o per prevenire l'infezione.
L'OMOTOSSICOLOGIA le considera una fase in cui le tossine si sono depositate in un tessuto connettivo che ha indebolito la sua capacità di reazione: da cui l'interesse per alcuni farmaci drenanti come GALIUM, LYMPHOMYOSOT, PSORINOHEEL, oltre a farmaci modulanti l'infiammazione quali ARNICA COMPOSITUM:
lo scopo è quello di riaccendere la capacità di reazione del mesenchima(o connettivo o matrice) in modo da modulare, senza sopprimere, una reazione infiammatoria che se contenuta entro certi limiti e non eccessivamente protratta nel tempo, rappresenta un fuoco metabolico ed enzimatico di eliminazione di elementi tossici.
Ultima modifica di anna1401; 19/04/2008 alle 15:31
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La ringrazio (un po' in ritardo
) per la sua risposta. Al momento incredibilmente non ho cisti sebacee ma credo che fra un po' torneranno a farsi vive. Lei dice che prevenire è difficile... non c'è proprio qualche cosa che posso fare per far si che ci siano più possibilità che le cisti non tornino (tipo forse utilizzare l'argilla...)?
Ultima modifica di anna1401; 19/04/2008 alle 15:31
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Poichè le cisti rappresentano secondo la visione omotossicologica una fase cosiddetta di "deposito" delle tossine a livello a livello del mesenchima o matrice, la strategia omotossicologica basata sul drenaggio, ha un suo razionale anche per quanto riguarda la prevenzione della loro formazione;
come pure l'inquadramento costituzionale omeopatico che le considera espressione della diatesi (o miasma) sicotica, che ha come suo farmaco costituzionale THUYA.
Ultima modifica di anna1401; 19/04/2008 alle 15:32
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Grazie anche per questa risposta.
Volevo chiederle un'ultima cosa. A me è stato detto che le cisti sebacee non vanno stuzzicate ma vanno lasciate in pace. Questo è quello che mi dissero un paio di urologi e anche lessi in qualche sito. Però un andrologo mi disse che le posso anche stuzzicarle fino a far uscire il liquido (e durante la visita fece così con una mia cisti sebacea, che poi non si infiammò e effettivamente scomparì
... visto che ci sono opinioni discordanti su questo mi chiedevo (visto che per ora è l'unica cosa che ha funzionato contro queste cisti per non farle infiammare) se far uscire il liquido delle cisti strizzandole con le dita (sempre con cautela comunque...) sia una cosa nociva oppure no. A me pare sia un ottima soluzione... a meno che lei non mi dica che ci sono delle contro-indicazioni e quali danni potrebbe eventualmente crearmi questa soluzione.
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E' meglio non strizzare, e lasciare che evolvano seguendo la loro storia, orientandosi poi a seconda della situazione verso uno dei prodotti omotossicologici menzionati nel post soprastante
dr. vincenzo valesi sanihelp
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Ma strizzandole posso fare qualche danno oppure no? Cioè, ci sono dei motivi precisi per cui sarebbe meglio non strizzarle?
Per ora è l'unico "metodo" che ha funzionato realmente contro le mie cisti...
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Strizzarle, se non sono complicate, potrebbe favorirne l'infiammazione, che allora renderebbe più che opportuna l'evacuazione
anche se non tutti i casi e tutte le fasi sono uguali, per cui è meglio sottoporle all'ispezione medica.
dr. vincenzo valesi sanihelp
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Quando mi compaiono delle cisti sebacee, si infiammano sempre col tempo. Quindi, anche se strizzandole poi queste si infiammano non farei altro che accelerare il processo. Visto che già 2 volte su 2 sono riuscito a far uscire il liquido prima che la cisti si infiammasse senza poi avere problemi pensavo che questa potesse essere una soluzione. Se Lei mi dice che l'unico "danno" che strizzare le cisti può essere quello di farle infiammare, io propenderei per continuare a strizzarle quando mi vengono perchè tanto col tempo si infiammano sempre e comunque. Se invece strizzarle potrebbe causare altri problemi opterei per altre soluzioni ma, almeno per il momento, strizzare le cisti ha funzionato meglio di creme e antibiotici vari...
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deposito
Personalmente questa strategia della strizzatura
la trovo non molto ortodossa, e non mi sento di poterle dare un avallo ufficiale. Ripeto il mio punto dio vista riguardo al drenaggio, perchè trovo che vada alla profonditò delle cause,e che le cisti rappresentino una fase di DEPOSITO delle tossine.
dr. vincenzo valesi sanihelp
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CISTI SEBACEA - alcune info generali...
Cisti sebacea:
Escrescenza dura, grande come un pisello ma che può diventare anche grande quanto una noce, formata dalla dilatazione di una ghiandola sebacea in seguito all'occlusione del suo sbocco naturale.
L'occlusione è provocata dal solidificarsi della secrezione ghiandolare che arriva a formare una specie di tappo, bloccando così la fuoriuscita del materiale che intanto la ghiandola continua a produrre.
Può capitare che si infetti, allora emana un odore sgradevole e provoca l'arrossamento e l'indolenzimento di tutta la cute sovrastante.
Spesso si forma sotto la cute del cuoio capelluto.
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Cosa fare ?
A volte regredisce spontaneamente fino a scomparire senza che si renda necessario nessun intervento.
Se invece si cronicizza (cioè permane per qualche settimana), se continua ad ingrossarsi oppure si infetta diventando dolente, bisogna rivolgersi al dermatologo che provvederà all'asportazione.
È un piccolo intervento molto semplice e rapido, che si esegue ambulatoriamente facendo uso di un anestetico locale.
Non lascia conseguenze.
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Cosa non fare?
Non stuzzicatela e specialmente non tentate di forarla o spremerla come se fosse un comedone. Non far niente che possa irritarla o infettarla. È assolutamente inutile qualunque tipo di impacco. 
Fonte saluteoffresi.it/
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Le malattie della pelle sono numerose e tra queste sono da annoverare anche le cisti dermiche o sebacee.
Il dermatologo è la persona più indicata per rispondere alle nostre domande sulle origini, le cause, la localizzazione, le terapie per sconfiggere questo disturbo.
«Le cisti della pelle sono molto frequenti?»
«Si, difatti sono pochissime le persone che nel corso della vita non ne accusano la comparsa anche soltanto una volta».
«Come si formano?»
«Le cisti si formano a causa dell'ostruzione dei pori delle ghiandole sebacee, per cui la secrezione, non potendo fuoriuscire, si accumula».
«Dove si formano normalmente?»
«Possono svilupparsi in ogni parte del corpo, anche se le zone preferite sono il cuoio capelluto, il viso e la schiena».
«Le cisti sebacee sono pericolose?»
«No, nel modo più assoluto».
«Quale terapia è consigliata?»
«L'ablazione chirurgica è l'unica soluzione valida, sempre se la cisti non è infetta: in tal caso è consigliabile incidere la cisti per fare uscire il pus e in un secondo tempo, scomparsa l'infezione, asportarla.
L'operazione avviene ambulatoriamente ed è sufficiente, per intervenire chirurgicamente, avvalersi della sola anestesia locale».
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L'argilla
Le cisti sebacee sono delle affezioni cutanee molto fastidiose, specialmente quando, ingrossandosi, si infettano causando dolore alla minima compressione. La soluzione migliore è l'ablazione chirurgica della cisti, ma, anche se l'intervento avviene in ambulatorio e con anestesia locale, qualche paziente è sempre restio al bisturi. 
Quindi prima di intervenire chirurgicamente, e possibilmente quando la cisti è al primo stadio, usiamo costantemente la benefica argilla. 
Si deve applicare sulla parte interessata una nocciolina oppure una noce di argilla, a seconda della grossezza della cisti, e lasciarla agire un'ora o un'ora e mezzo circa.
Il piccolo impacco deve essere applicato freddo e rinnovato in continuazione.
Per ottenere dei risultati soddisfacenti è necessario, alle volte, protrarre il trattamento per parecchi mesi.
In questo caso basterà eseguire le applicazioni al mattino e alla sera in modo che non interferiscano con le attività quotidiane.
È necessario seguire contemporaneamente anche un regime disintossicante a base di frutta e di argilla per via orale per almeno 17-30 giorni consecutivi in modo che l'organismo venga depurato in profondità consentendo in tal modo alla pelle una migliore recepibilità al trattamento esterno.
Fonte digilander.libero.it
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cisti sebacea
Comunque queste cisti si formano perchè il sebo, normalmente prodotto dalle ghiandole omonime per lubrificare la pelle, e che sono annesse al follicolo pilifero, per qualche motivo non riesce più a defluire regolarmente, intasando il condotto escretore, per cui la ghiandola sebacea si dilata in quanto il sebo viene ad essere continuamente prodotto.
Intorno si forma una capsula connettivale che delimita la cisti.
Se germi patogeni (stafilococchi e streptococchi) che si trovano sulla superficie della pelle vi si impiantano, si può avere una sua ascessualizzazione (formazione di pus) con tutti i 4 classici segni dell'infiammazione: calore, rossore, tumefazione e dolore.
Quando si arriva a questo punto conviene, sotto copertura antibiotica e se possibile preliminarmente in modo da raffreddare il processo, incidere la cisti in modo da far fuoriuscire il contenuto infetto, cercando di rimuovere completamente la capsula (perchè facilmente rigenererebbe il processo infettivo), mantenendo beante (cioè aperta) la lesione con uno zaffo (pezzettino di garza sterile imbevuta di una soluzione antibiotica) per permetterle il graduale drenaggio del materiale infetto.
dr. vincenzo valesi
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Ultima modifica di anna1401; 20/04/2008 alle 18:08
dr. vincenzo valesi sanihelp
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Dottore, ma se una persona ha tendenza a formare spesso queste cisti sebacee, è possibile parlare di predisposizione genetica?
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da Empedocle ad Einstein

Originariamente Scritto da
anna1401 Dottore, ma se una persona ha tendenza a formare spesso queste cisti sebacee, è possibile parlare di predisposizione genetica?
Nella parola stessa "tendenza" c'è la risposta alla tua domanda. La tendenza o predisposizione è tradotta dalla parola "DIATESI", quella che Samuel Hanemann definiva "MIASMA.
Hanemann ha vissuto in epoca premicrobiologica e pre genetica, però aveva intuito, anche se non poteva dimostrarlo perchè non possedeva il microscopio, due cose importanti:
- che molte delle malattie infettive che affliggevano l'umanità si trasmettevano attraverso non ben visibili agenti patogeni, che chiamo' "miasmi"
- e che determinate modalità di reagire, diverse a seconda degli individui, erano legate a un qualche cosa di trasmissibili nelle generazioni, che egli chiamò impregnazioni, riconducibili quindi a un determinismo genetico, che due secoli più tardi Watson e Crick dimostrarono essere insito nella famosa doppia elica del DNA.
La grandezza di uno scienziato è sempre da correlare con le informazioni scientifiche in suo possesso al momento in cui vive, e la storia della conoscenza umana è un grattacielo che si costruisce piano dopo piano.
Per questo Empedocle di Agrigento, Pitagora di Samo e Platone
non sono meno grandi dei nostri moderni premi Nobel.
dr. vincenzo valesi
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Ultima modifica di anna1401; 21/04/2008 alle 09:38
dr. vincenzo valesi sanihelp
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malattia dei fichi
Quando determinati problemi tendono a ripetersi, viene sempre da pensare che
esista una predisposizione genetica o genotipo correlata a determinate, anche se non sempre esattamente quantificabili, espressioni del fenotipo, cioè di quello che appare nell'espressione materiale.
Secondo la visione "omotossicologic a", la cisti rappresenta una struttura di "deposito" dove si accumulano elementi tossici, un sistema quindi per isolare quello che non è gradito, e l'infiammazione acuta non sarebbe altro che il tentativo di eliminare queste tossine, cosa che in effetti si verifica perchè l'ascesso ha tendenza ad aprirsi e ad essere evacuato (processo facilitato dalla chirurgia).
Secondo la visione "omeopatica miasmatica" di Hanemann (vedi il post precedente) "le formazioni cistiche e le proliferazioni sarebbero espressione della diatesi sicotica (sicosi significa "malattia dei "fichi", linguaggio colorito riferito all'aspetto proliferativo e accumulativo di questo tipo di lesioni).
dr. vincenzo valesi
Ultima modifica di anna1401; 21/04/2008 alle 09:42
dr. vincenzo valesi sanihelp
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Originariamente Scritto da
vvalesi ...La grandezza di uno scienziato è sempre da correlare con le informazioni scientifiche in suo possesso al momento in cui vive, e la storia della conoscenza umana è un grattacielo che si costruisce piano dopo piano.
Per questo Empedocle di Agrigento, Pitagora di Samo e Platone
non sono meno grandi dei nostri moderni premi Nobel.
dr. vincenzo valesi
Concordo pienamente ! 

Originariamente Scritto da
vvalesi Secondo la visione "omeopatica miasmatica" di Hanemann (vedi il post precedente) "le formazioni cistiche e le proliferazioni sarebbero espressione della diatesi sicotica
Diatesi sicotica… e sì, le cisti sono proprio come i fichi
… anche se non sono molto fiche, viste agli gli occhi degli umani …
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