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mastopatia al seno
Chi sa qualcosa di questo problema? Grazie in anticipo Barbara
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La MASTOPATIA FIBROCISTICA è una situazione (benigna) della mammella caratterizzata dalla presenza di cisti mammarie, noduli multipli non classificabili, che si associa a dolore mammario particolarmente in fase premestruale e mestruale. E' riferibile a una condizione di IPERESTROGENISMO assoluto o relativo.
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La mastopatia fibrocistica - info-
La mastopatia fibrocistica, detta anche displasia mammaria benigna, è l’affezione più frequente della mammella. La sua incidenza è talmente elevata, particolarmente in alcune fasce di età (tra i 25 e i 45 anni), che alcuni autori la considerano una situazione parafisiologica. Non sono necessari per tale motivo interventi terapeutici.
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La mastopatia fibrocistica è caratterizzata clinicamente da una diffusa nodularità, che interessa in genere entrambe le mammelle ed è localizzata principalmente ai quadranti superiori esterni. I noduli all'esame istologico sono talora solidi (costituiti da aree di fibrosi stromale o di iperplasia lobulare), talora liquidi (con formazione di cisti di dimensioni variabili da pochi millimetri a diversi centimetri). E’ presente in genere una mastalgia, più intensa nei periodi premestruali.
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Numerosi studi hanno dimostrato che la mastopatia fibrocistica non rappresenta una situazione preneoplastica, Una sola condizione determina un rischio moderatamente aumentato di sviluppo di carcinoma mammario: la presenza di iperplasia epiteliale, caratterizzata istologicamente da un aumento numerico degli strati di cellule epiteliali mammarie al di sopra della membrana basale. Il riscontro casuale, in corso di esame istologico mammario eseguito per qualsiasi motivo, di un quadro di iperplasia epiteliale, in particolare se atipica, impone perciò una stretta sorveglianza, clinica e mammografica, della paziente.
Fonte: senology.it
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Mastopatia fibrocistica
La sua origine è legata alla diversa produzione di ormoni nelle varie fasi del ciclo. Si presuppone che esista anche una certa predisposizione congenita della ghiandola, destinata a manifestarsi nel periodo fertile, cioè dalla pubertà alla menopausa. I sintomi più caratteristici sono:
• mammelle dolenti alla pressione
• senso di gonfiore e di tensione al seno che aumenta prima dell'arrivo delle mestruazioni e tende a scomparire alla fine del ciclo.
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Alla palpazione si rilevano come dei granuli di varia dimensione ricoperti da una cute scorrevole. La mastopatia fibrocistica non è una malattia (per cui è inesatto dire "soffro di mastopatia fibrocistica", frase di cui spesso si abusa), ma solo una fase dell'evoluzione del tessuto ghiandolare mammario e quindi la visita periodica di prevenzione non si fa per "controllare la mastopatia fibrocistica" ma per controllare il seno.
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Comunque la mastopatia non deve essere trascurata. Non esiste una terapia efficace; è invece utile mantenere un atteggiamento di costante sorveglianza attraverso l'autopalpazione, la visita medica periodica e la mammografia, in quanto il quadro clinico della mastopatia rende meno facile la diagnosi per il riconoscimento di eventuali malattie maligne.
Fonte: angelini.it/salute-del-seno
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Cos'è la mastopatia fibrocistica?
La mastopatia fibrocistica è un problema diagnostico che ha coinvolto molto i medici, soprattutto chirurghi, già da tempi remoti. Diverse le interpretazioni che le sono state attribuite, tanto che è assai frequente che le donne inizino il loro colloquio con il senologo dicendo: “Io soffro di mastopatia fibrocistica da anni, per cui mi è stato detto che devo stare sotto stretto controllo”.
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Attualmente questa espressione non è più accettata dai patologi, ma in passato la sua presenza costante nel tessuto ghiandolare normale delle persone operate di tumore aveva fatto nascere l’ipotesi che la mastopatia fibrocistica fosse una situazione predisponente al cancro. Solo quando si è constatato che la cosiddetta mastopatia era uno stato di tutte le mammelle, questa ipotesi è stata abbandonata.
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Il corretto uso del termine nasce da uno studio condotto a Nashville su 3000 biopsie mammarie, con l’intento di verificare quali situazioni che si devono considerare “a rischio” di evolvere in cancro. Tutte le lesioni riscontrate sono state catalogate in tre gruppi:
• lesioni non-proliferative;
• lesioni proliferative senza atipia;
• iperplasie atipiche.
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Questo studio, pubblicato nel 1985, è stato ufficialmente adottato l’anno successivo come criterio guida dell’esame patologico delle biopsie mammarie. Allo stato attuale, considerato che ci vorrà molto tempo prima che il termine “mastopatia fibrocistica” non venga più usato, va puntualizzato che:
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• il tumore del seno e il dolore mammario non derivano dalla cosiddetta mastopatia fibrocistica;
• la mastopatia fibrocistica non è una malattia (per cui è inesatto dire “Io soffro di mastopatia fibrocistica”), ma solo una fase dell’evoluzione del tessuto ghiandolare mammario e quindi la visita periodica di prevenzione non si fa per “controllare la mastopatia fibrocistica” ma per controllare il seno.
Fonte: health.yahoo.net
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Possibili cure naturali
Più del 50% delle donne adulte soffre di questo disturbo e uno studio del Medical College della Pennsylvania afferma che una comune causa di questa malattia è la carenza di iodio.
Altri fattori includono uno squilibrio ormonale e una esagerata quantità di estrogeni nell’organismo, derivante da un eccessivo uso di proteine animali.
La malattia è caratterizzata dalla formazione di noduli rotondi che di muovono (al tatto sottopelle) e sono sia morbidi che solidi, cui dimensioni possono variare. In ogni caso queste cisti sono di natura benigna.
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Tra i sintomi ci sono sensibilità e granulosità dei seni: il dolore è generalmente più accentuato prima delle mestruazioni.
Durante la malattia le cisti si riempiono di liquido mentre il tessuto connettivo si indurisce per un processo fibromatoso. La pressione causa dolore. Con l’avanzare dell’età diventa sempre più difficile (per il sistema linfatico) riassorbire il liquido, che rimane quindi intrappolato provocando un’infiammazione della mammella.
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Per avere una conferma basta abituarsi a fare l’autopalpazione del seno: una cisti è morbida e si muove liberamente al tatto (è simile all’occhio sotto la palpebra) mentre invece un nodulo canceroso non si muove ed è solido.
L’olio di enotera ha prodotto buoni risultati nella riduzione delle dimensioni delle cisti. Ma ci sono anche altri integratori che aiutano a risolvere il problema.
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Essenziali:
- Coenzima Q10 (100 mg al giorno) simile nell’azione alla vit. E, ma più efficace. Un ottimo antiossidante.
- Germanio (100 mg al dì) migliora l’ossigenazione dei tessuti, inoltre è un analgesico naturale.
- Kelp (6 pastiglie al giorno) ricca fonte di iodio
- Olio di enotera (2 capsule 3 volte al giorno) Usato con successo in Europa per questo disturbo.
- Vit. E (emulsione) (1000 UI per un mese) può portare da solo alla guarigione. Meglio se associato alle Kelp e all’olio di enotera.
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Molto importanti:
- Betacarotene (15.000 UI al giorno) necessario per le membrane mucose del sistema dei dotti mammari.
- Vit. B6, B1 e complesso B (50 mg 3 volte al giorno per tutti e tre) Importanti per diminuire la ritenzione idrica e per regolare gli ormoni.
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Importante:
- Vit. C (3.000-7.000 mg al giorno, suddivisi in più assunzioni) necessaria per la produzione e l’equilibrio ormonale.
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Alimentazione
- E’ importante una dieta povera di grassi e ricca di fibre. Mangiare molti alimenti crudi compresi semi, noci e cereali. Inoltre mele, uva, pompelmi, banane, fagioli, vegetali e frutta biologica.
- Evitare alcol, prodotti animali, olio per cucinare comperato nei supermercati, alimenti rancidi, alimenti fritti, sale (usare sale marino integrale), zucchero (usare fruttosio), prodotti con farina bianca, sughi, alimenti poveri (industriali e precotti).
- Secondo una ricerca del dott. John Peter Minton della Divisione Chirurgica dell’Ohio State University College of Mecine, togliendo dalla dieta caffè, alimenti contenti caffeina, prodotti animali, sale e zucchero, c’è una netta scomparsa del problema.
Fonte: ioloso.it/
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