Questa discussione dal titolo Depressione ansiosa è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; Sì, mi riferisco all'omeopata che mi ha in cura da poco. tra parentesi non ho nessuna intenzione ...
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Sì, mi riferisco all'omeopata che mi ha in cura da poco. tra parentesi non ho nessuna intenzione di riferire questa mia scelta di curarmi omeopaticamente al mio medico curante: so che è contraria al 100% e non ho voglia di discutere.
In questo periodo sento tanti pareri discordanti di amici e conoscenti: ognuno si sente in diritto di dare fiato alle corde vocali ed esprimere la propria opinione sulla diatriba omeopatia/allopatia.
Sicchè ho deciso di fare di testa mia: il mio obiettivo è stare bene, ottenere serenità per me e per le persone a cui voglio bene. Vado dritta per la mia strada e se malauguratamente un giorno mi accorgessi che la scelta dell'omeopatia non fosse quella giusta, allora ci penserò sul da farsi (spero che questo non succeda!)
Quanto al Rescue Remedy non ho intenzione di rompere nuovamente le scatole al doc, lo prendo nelle emergenze e faremo il punto della situazione alla prox visita di controllo..
Buona giornata!!
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 17:42
..tutto si risolve...
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cara white ti riporto una citazione...
"tutti dicono che non si può fare, poi arriva uno che non lo sa, e lo fa! " ...........
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Grande AnnA, bellissima la tua citazione
indispensabile in giornate come oggi in cui è una casino arrivare fino a sera, ma non per mancanza di volontà (tutt'altro!) ma per assenza assoluta di forza. L'ansia mi sta mangiando viva...
..tutto si risolve...
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e io che continuavo a guardare lontano e a cercare strade impossibili.. sono felice di avere le idee più chiare e la mente più lucida
per la cronaca le crisi di ansia continuano imperterrite, ma siamo sulla buona strada..
Scusi la mia ignoranza, ma che significa "taoista"? GRAZIE
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 17:42
..tutto si risolve...
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Il Tao
Il Taoismo è una religione panteistica e monistica. Per comprendere quale sia la natura del Tao bisogna evitare qualsiasi tipo di paragone con il Dio delle religioni monoteiste.
Il Tao non è un ente trascendente, che governa e amministra letteralmente il mondo — punendo o premiando l'uomo.
Piuttosto che un Dio personificato è più che altro, infatti, un Dio essenziale o energetico: è un'entità immanente che fa parte del mondo, che letteralmente lo costituisce; è la matrice divina di tutte le cose che esistono.
Il termine Dio suona inappropriato, sebbene se ne possa fare uso, ricordando sempre di evitare i parallelismi sopra riportati.
Parlando del Tao si parla dell'Uno, l'Infinito. Esso è l'energia cosmica che compone tutte le cose dell'universo — dal sasso all'essere umano —, è la Grande Madre del mondo, come definito da Laozi nel Libro della Via e della Virtù.
l Tao è dunque all'interno di ogni cosa che esiste — anche nell'uomo — essendo la più intima e sottile energia che fluisce attraverso il tutto, che condensata va a formare quella che è la materia: esso è energia pura.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 19:22
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Anna, lo sai che a pensare al Dio del taoismo mi gira la testa e il pensiero va in corto circuito?
Sì, perché i concetti di immutabilità ed eternità sono stati per me sempre difficili da reggere e, quando ho provato a ragionarci, sono andata ko di brutto.. Amo pensare a un Dio buono, compassionevole,che accetta i nostri limiti e le nostre difficoltà e che si manifesta in ogni aspetto del quotidiano..
In tutta questa spiritualità, confesso spudoratamente che sto franando.. La mia forza di volontà mi sta facendo tenere duro ma ansia, angoscia, paura e dolore stanno formando un mix che mi sta togliendo l'energia pian piano.. Domani devo sentire il doc: vorrei finalmente chiarezza da lui se la cura omeopatica fa al caso mio..o è troppo tardi..
che giornata dura!! e che notte da urlo mi attende... speriamo bene..
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 17:43
..tutto si risolve...
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Credo che tu abbia bisogno di un confronto col tuo terapeuta
per aggiornarlo sulla situazione e per poter meglio canalizzare le tue energie e la tua voglia di stare bene
cosa che è molto positiva e che mi sembrava valesse la pena di sottolinearti. a prescindere da tutte le considerazioni di carattere filosofico e religioso, in merito alle quali ultime mi pare che in realtà la distanze fra il concetto di dio immanente non è molto lontana dal concetto di un regno dei cieli (che deve essere letto non come un luogo ma una condizione di equilibrio interiore e quindi non collocabile in alcun punto dell'universo ma dentro di noi) come condizione dello spirito.
dr. vincenzo valesi sanihelp
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Disturbo da ansia - alcune informazioni
Tale disturbo è caratterizzato da uno stato emotivo molto spiacevole, gravato da tensione e nervosismo e accompagnato da sintomi fisiologici più o meno accentuati come palpitazioni cardiache, tremore, nausea, vertigini, cefalee (mal di testa), spasmi addominali e sudorazione fredda.
I termini ansia e paura vengono spesso usati indifferentemente per denotare un medesimo stato psicofisiologico. Ma l'ansia riguarda la sfera emotiva e la paura quella cognitiva.
La paura cioè si riferisce alla valutazione (ipervalutazione) di uno stimolo minaccioso considerato tale soggettivamente mentre l'ansia riguarda la risposta emotiva a quella valutazione.
La paura entra in azione quando il soggetto è esposto fisicamente o psicologicamente allo stimolo esterno o interno che considera pericoloso (minaccioso) e l'attivazione della paura genera l'ansia.
Ad esempio: se entro in ascensore potrei rimanere bloccato, se sono già in ascensore mi assale la tensione; se tento un approccio con quella ragazza potrei essere rifiutato, quando le parlo lei sembra non ascoltarmi con interesse ed io mi agito.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 19:24
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Se il fenomeno dell'ansia è visto dal punto di vista cognitivo, cioè dal punto di vista della testa che valuta lo stimolo minaccioso prima che si verifichi la reazione di ansia, diviene possibile poter gestire in tempi molto più brevi la cura del disturbo mediante interventi centrati sul problema senza dover far ricorso a lunghe e costose terapie tradizionali che sono per lo più rivolte alla ristrutturazione globale della personalità.
Può accadere che il soggetto ansioso si chieda se il suo stato emotivo sia irrazionale. L'argomento è complesso, ma è illogico denotare l'emozione o lo stato emotivo razionale o irrazionale, qualificazioni che sono invece da applicare ai pensieri o ai concetti.
La paura al contrario è possibile definirla realistica o irrealistica, razionale o irrazionale.
Una paura è realistica quando si basa su assunzioni logiche e sull'osservazione oggettiva, è irrealistica quando si basa su assunzioni false e/o su un ragionamento difettoso oltre ad essere in contrasto con l'osservazione.
L'ansia non è né reale né irreale poiché si riferisce ad una risposta affettiva e non ad un processo di valutazione della realtà.
A volte può accadere che la persona possa avvertire la reazione di paura solo parlando o rappresentandosi (visivamente, auditivamente o cenestesicamente, mediante la sensazioni cioè) la situazione minacciosa, soffermarsi su quest'ultimo aspetto rende concreto e presente un pericolo distante e futuro.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 19:25
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Le reazioni di una persona tra la previsione di un confronto con la situazione di pericolo e l'effettivo confronto con la stessa sono molto diverse, cioè non appena la persona entra nella situazione "pericolosa" vengono attivati i modelli dell'emergenza costituiti dalla fuga, dall'inibizione o dallo svenimento.
Ad esempio un soggetto che deve sostenere un esame, fuori dalla sala è relativamente calmo poi a mano a mano che si avvicina il suo turno gli sembra di non ricordarsi più niente e sente il bisogno di uscire all'aperto.
Un altro soggetto in attesa di un prelievo di sangue per delle analisi visualizza l'ago che gli penetra la vena e sente di stare per svenire.
Un altro ancora che dovendo parlare con il suo capoufficio in presenza dello stesso sente che le parole che deve dire gli "muoiono in gola" provando una penosissima sensazione d'inibizione.
L'ansia è una esperienza drammatica che ognuno cerca di evitare compiendo passi per la riduzione dell'emozione e per prevenirne il ritorno. Ma l'ansia in sè non costituisce il processo patologico nei disturbi ansiosi proprio come il dolore non costituisce il processo patologico in una infezione.
Funzione dell'ansia è quella di innescare strategie di cambiamento per ridurre il "pericolo" o la "minaccia".
I pensieri e le azioni che hanno successo nella riduzione del pericolo, riducono generalmente l'ansia, diversamente l'ansia persiste.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 19:27
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Nei disturbi di ansia, la continua produzione di reazioni ansiose spinge il soggetto alla riduzione del supposto pericolo che è attivato dalla risposta ansiosa.
Ma quando il pericolo non è reale o se ne ha una percezione sbagliata oppure viene ipervalutato, la reazione ansiosa impedisce di porre in essere un comportamento adeguato: il soggetto non ha la possibilità cioè di fermare un pericolo che non esiste o che è esagerato.
Quindi il problema principale nei disturbi ansiosi non è costituito dalla reazione ansiosa ma dagli schemi di valutazione cognitiva che non sono adatti ad affrontare il pericolo e che costituiscono l'organizzazione esperenziale interna del soggetto in termini di pericoli e minacce.
Se hai una cattiva opinione delle persone ansiose non ti puoi aspettare che valutazioni negative da parte degli altri.
Quando pensi che gli altri potrebbero evitarti se si accorgono della tua ansia, pensa che un ladro teme sempre che tutti lo riconoscano!
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 12:23
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Cara Anna, sto leggendo i tuoi post con enorme attenzione. Il mio dubbio è: quando l'ansia può sfociare in depressione? Sono una la causa dell'altra o in che nesso stanno? Non ci sto capendo piu niente e soprattutto non capisco perchè ho sempre paura...
..tutto si risolve...
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sotto le stelle
E' nato prima l'uovo o la gallina? Io credo che per anima candida prima ancora che quello che conosce sia importante quello che sente. In questo tipo di problemi viene istintivo di aggrapparsi a qualcuno, di cercare aiuto. Premesso che essere ansiosi non è assolutamente una colpa, e che quindi vergogna e senso di colpa( e perchè?) contribuiscono ad aumentare il nostro senso di inadeguatezza, penso che la cosa migliore, oltre a eventuali interventi, anche farmacologici se è il caso, debbano essere supportati dalla ricerca di un chiarimento ed un equilibrio nei rapporti con noi stessi e con la socialità che ci circonda.
Questo richiede anche un approccio diretto, uno scambio empatico, e non solo epistolare(per quanto utile anch'esso possa essere) efficace e produttivo. E soprattutto non ci si deve scoraggiare, perchè tutto ha un senso sotto le stelle, anche il disagio, a cui solo noi possiamo dare un valore.
dr. vincenzo valesi sanihelp
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Per White
Cara White, io non pretendo di darti risposte specifiche, perché non sono una psicologa professionista.
Ho riportato queste informazioni traendole da un sito di psicologi che si occupano di persone emotivamente in difficoltà.
Io vorrei solo sostenerti un po’ per farti coraggio, per farti parlare e di conseguenza per scaricare un po’ di quella tensione che hai addosso. Ti va di parlarne un po’? Se sì, posso farti alcune domande per capire meglio la tua storia? Così magari anche qualcun altro potrà darti eventuali consigli leggendo le tue risposte.
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Eccome!! Mi sarebbe di enorme aiuto.. Grazie e chiedi pure
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 17:43
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White, dici che hai paura di tutto.
E' da tanto tempo che hai questa paura?
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In passato ho sofferto di attacchi di panico, una cosa davvero brutta.. Poi ho terminato la cura e per un pò sono stata bene (anche se la crisi di astinenza è stata tremenda, nonostante fossi andata a scalare). Tante cose si sono accavallate, sono andata a vivere da sola e in totale precariato lavorativo.. La paura di non farcela, l'angoscia del riempire le giornate, sono diventate pesanti da reggere.. Infatti a dicembre sono crollata: una crisi depressiva coi fiocchi..
Non so che dire, ho paura di tutto, di affrontare la vita, della solitudine, del dolore..
..tutto si risolve...
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Ma nessun uomo, e nessuna donna è un'isola, come recita quella famosa frase, e nessuno è mai veramente solo, e anche quando ci sembra che tutto sia più buio, ci può essere sempre una scintilla che riaccende in noi la voglia di vivere a un'altra velocità, come nella canzone di Battiato. Se siamo qua un motivo deve esserci, e anche una spiegazione anche per certi momenti di disagio psicologico...
dr. vincenzo valesi sanihelp
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Originariamente Scritto da
vvalesi
Se siamo qua un motivo deve esserci, e anche una spiegazione anche per certi momenti di disagio psicologico...
a volte, pero', 1 spiegazione al dolore e' difficile (se non impossibile) da dare.......
"....tieniti su', le altre stelle son disposte.....
solo che tu, a volte credi, NON TI BASTI....."
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non c'è nulla di impossibile in ciò che si muove e tutto ha un senso anche se può essere difficile capirlo
dr. vincenzo valesi sanihelp
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