Questa discussione dal titolo Depressione ansiosa è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; La Cannella ci abbraccia come in una danza, avvolgendoci e non facendoci più sentire soli. Inalare la ...
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La cannella
La Cannella ci abbraccia come in una danza, avvolgendoci e non facendoci più sentire soli. Inalare la dolce fragranza della cannella dà la sensazione di danzare abbracciati e di poter affrontare la vita con leggerezza e non più in solitudine: utilissima nella depressione, dove la sensazione di ‘essere soli’ è sempre presente.
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:27
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Il petitgrain
Il Petitgrain ha un fresco profumo verde che ben si abbina alle qualità di freschezza, leggerezza e slancio innovativo legate ai nuovo getti. Porta il nuovo e spazza via il vecchio. Nella depressione il dono del petitgrain è non solo la freschezza del suo profumo, ma il suo slancio innovatore. Del resto, che sarebbe la vita se ci fermassimo intrappolati nel vecchio e non ci aprissimo al nuovo? Nella depressione tale atteggiamento è fondamentale per poter uscire dall’apatia.
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:27
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L'incenso
L’Incenso, essenziale per la depressione, porta ciò di cui ha maggiormente bisogno la persona che è entrata nel tunnel del male: la pace; inoltre la sua fragranza ci aiuta a ritrovare l’equilibrio nelle situazioni più difficili. Essenza di centratura, fa vedere soluzioni nuove quando apparentemente non esiste via d’uscita.
Fonte scuolasimo.it
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:27
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Approccio floriterapico ai disturbi ansioso-depressivi
(di M. E. Campanini Psicologa Floriterapeuta)
Depressione, ansia e attacchi di panico sono disturbi sempre più diffusi in tutto il mondo occidentale, in continuo aumento negli ultimi anni. Secondo uno studio recente quasi il 34% degli italiani soffre di un disturbo ansioso o depressivo.
La medicina convenzionale le considera come malattie a sé stanti e tende a trattarle con terapie farmacologiche, combattendone i sintomi con un ricorso massiccio agli psicofarmaci, senza però tener conto dell’aspetto esistenziale, sociale e affettivo del malato.
Gli ansiolitici e gli antidepressivi, anche se possono “spegnere” momentaneamente il sintomo, non ne curano l’origine, la causa profonda, che se non viene affrontata continuerà ad alimentarsi e a dare segnali sempre più forti e “gridati” del malessere e del disagio.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 18:52
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Secondo una visione olistica e psicosomatica l’ansia e la depressione sono dei messaggi che il nostro corpo ci manda per avvisarci di una sofferenza più profonda, spesso ci vogliono dire che non stiamo vivendo in sintonia con noi stessi, che qualcosa dentro di noi viene soffocato, che stiamo reprimendo le nostre forze vitali, le nostre tendenze naturali, non stiamo facendo quello che amiamo e desideriamo, non stiamo esprimendo la nostra creatività, le nostre potenzialità, il nostro talento.
Questi concetti coincidono perfettamente con i principi espressi più di 70 anni fa da Edward Bach, il medico inglese che ha scoperto ed elaborato la floriterapia.
Bach considerava la malattia non come un nemico da combattere, ma come un alleato che ci segnala che qualcosa non va nel nostro modo di vivere, ci avverte che non stiamo ascoltando la nostra voce interiore.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 18:52
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La malattia ci permette di conoscerci meglio e di prendere coscienza dei nostri errori: in questo modo il malessere e la sofferenza possono essere trasformati in un’occasione di rinnovamento e di rigenerazione, di crescita personale.
Anche Jung, del resto, diceva che la malattia non è uno “sbaglio” da estirpare, ma ha un significato simbolico da capire e rielaborare.
Bach ha scritto:
“Nel corpo fisico la malattia è il risultato della resistenza della personalità alla guida del proprio Sé … Questo conflitto è la causa profonda della malattia e dell’insoddisfazione … Dobbiamo imparare a sviluppare la nostra individualità secondo le direttive del nostro Io superiore”.
Questi concetti sono attualissimi ancora oggi e costituiscono la base, l’impianto teorico della floriterapia.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 18:53
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I rimedi di Bach hanno una profonda azione energetica e non sintomatologica.
Non veicolano alcuna sostanza chimica (infatti non contengono molecole attive) ma veicolano un’informazione energetica, una sorta di messaggio psicologico; aiutano a sbloccare la nostra forza reattiva, ad attivare le energie necessarie alla guarigione.
È dunque un approccio terapeutico attivo e non passivo: non si cura il sintomo, ma l’atteggiamento disarmonico che ne è la causa.
La floriterapia si dimostra utile ed efficace nel trattamento di molti disturbi ansiosi e depressivi, a cui è particolarmente congeniale perché, come già detto, questi non sono semplici “sintomi” ma spie di un “male di vivere” più profondo e inascoltato.
I fiori corrispondono ad Archetipi, a qualità positive presenti in tutti gli esseri umani (come la fiducia, il coraggio, la sicurezza, l’empatia, la speranza) e grazie alla loro forza vibrazionale agiscono risvegliando queste qualità, stimolando lo stato d’animo positivo.
Quindi, per esempio, in caso di disturbi ansiosi il rimedio non sopprime la paura e l’ansia, ma aiuta a sviluppare il coraggio;
in caso di depressione non sopprime la tristezza e il dolore, ma attiva la forza d’animo e la speranza 
Fonte gfmer.ch
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 18:53
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i rimedi più noti
Per quanto riguarda le essenze floreali, le varie floriterapie hanno tutte affrontato il tema della depressione, ciascuna a modo proprio e con le proprie specificità. I rimedi sono molti, ne indichiamo alcuni tra i più usati e noti.
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Fiori di Bach
per la depressione cosiddetta ‘endogena’. Quando all’improvviso si è assaliti da attacchi di tristezza senza apparente motivo (è ciò che si chiama ‘la buia notte dell’anima’). Può essere utile anche nelle sindromi dove ad una fase di euforia si accompagna una fase di depressione, o nelle depressioni da insufficiente esposizione alla luce.
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:27
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utile quando la depressione dipende da un momento di cambiamento.
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:27
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se all’origine della depressione c’è un trauma.
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:27
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Fiori australiani
Per il senso di alienazione, solitudine e isolamento caratterizzato da una mancanza di connessione o di senso di appartenenza alla famiglia, ad un posto di lavoro o ad una realtà sociale o nazionale. E' inoltre indicato per la mancanza di amore, poichè queste persone tendono a tagliare fuori i loro sentimenti facendoli vivere solo di cognizione e ragione. Il fiore dona la riscoperta della sensazione di appartenere a un gruppo (famiglia, amici, colleghi di lavoro, ecc), e favorisce le relazioni con gli altri.
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:27
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Red suva frangipani
Questa essenza è indirizzata alle emozioni di grande intensità, difficoltà ed avversità nel caso di una relazioni che sta attraversando un periodo particolarmente duro o che è finita. E' specifica per i momenti relazionali contraddistinti da grande difficoltà ed intensa freddezza. Il fiore dona rinnovata calma e soddisfazione. Aiuta a trovare la pace interiore e la calma per affrontare le difficoltà .
Quando ci sono dolore ed agitazione intensi ed immediati di fronte alla minaccia o alla realtà che la persona amata ci sta lasciando, per separarsi o perchè sta morendo
- Nei momenti in cui una relazione entra improvvisamente in crisi
- Difficoltà e conflitti nelle relazioni intime
- Dolore legato alla morte di una persona amata o alla rottura di una relazione
- Profondo dolore associato ad una relazione tumultuosa o alla sua fine
- Quando vi è intenso sconvolgimento iniziale e dolore per la morte di una persona cara
- Offre un sostegno quando si sta interrompendo un rapporto o si sta attraversando un periodo difficile
- Per le persone che durante la rottura di una relazione o in momenti di agitazione si sentono molto fragili e addolorati e piangono spesso
- Per la grande intensità emozionale, il dolore, la tristezza e lo sconvolgimento che le persone possono provare quando una relazione sta finendo o sta attraversando un periodo burrascoso
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:27
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E' l'essenza per i traumi profondi, tristezza e sofferenza a livello emozionale anche se di vecchia data. Il fiore libera dai ricordi tristi e dona una rinnovata motivazione e forza per andare avanti.
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:27
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Crowea
Questo fiore ha un potente effetto calmante sulla mente e sul corpo, donando una intensa sensazione di benessere e quiete. Preoccupazioni, perdita dell'equilibrio, mancanza di sicurezza di se stessi, sensazione di non essere abbastanza adeguato. Ansia. Il fiore dona la riscoperta dell'equilibrio individuale ed un rinnovato contatto con i propri sentimenti.
Quando c'è agitazione o ansia o preoccupazione continua, per favorire la calma e l'equilibrio
- Placa l'intensità delle emozioni, se c'è preoccupazione l'essenza equilibra, centra su se stessi e porta pace e calma
- Per calmare ed addolcire le personalità ipersensibili e intense che sono tipiche di molte persone creative
- Per le persone troppo apprensive
- Per la preoccupazione e la considerazione degli altri
- Nel periodo premestruale per riportare il corpo in equilibrio e diminuire il periodo doloroso
- Se una persona non riesce a dormire a causa delle preoccupazioni
- Per rimanere calmi e concentrati prima di una gara sportiva .
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:27
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Arrow Depressione - Brevi considerazioni psicosomatiche
Nella depressione sono presenti quattro tipi di cambiamento negativo: nel pensiero, nell’umore, nel comportamento e nelle risposte fisiche (Seligman). Il cambiamento negativo del pensiero induce un’immagine cupa di sé, del mondo e del futuro. Il soggetto ha un umore triste, si sente scoraggiato e senza speranza (disperato).
Il comportamento è improntato alla passività (riesce ad eseguire quasi esclusivamente compiti di routine e si arrende facilmente di fronte ad un ostacolo), manifesta indecisione e può culminare nell’azione suicida.
Sul piano fisico vi è spesso un senso di malessere generale con inappetenza, insonnia, mancanza di interesse per i rapporti sessuali e presenza frequentemente di disturbi circolatori, muscolari, gastro,intestinali, oculari, cutanei.
La concomitanza frequente di disturbi comportamentali e disturbi somatici è riconducibile ad una modificazione della funzionalità del sistema ipotalamo-ipofisario che esprime la sua azione su un duplice livello: i recettori presenti nel Sistema Nervoso Centrale (SNC) e i recettori somatici.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 18:57
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Vi sono molteplici evidenze cliniche e sperimentali della presenza di alterazioni neuroendocrine nella depressione: i livelli di cortisolo plasmatici sono costantemente elevati e non rispettano le variazioni indotte fisiologicamente dal ritmo circadiano, vi è riduzione nella risposta di secrezione del TSH allo stimolo da TRH (Gold), vi è insufficiente risposta ai test di stimolazione della produzione di GH, sono presenti picchi plasmatici notturni di iperprolattinemia (Pancheri).
Ma il punto nodale sembra essere la disarmonia del sistema CRH, il fattore ipotalamico che induce l’ipofisi a secernere corticotropina (ACTH) e che a sua volta stimola la corticale del surrene a produrre cortisolo. Uno dei principali stimolatori del CRH è la serotonina che è anche implicata sul versante somatico (piastrine) nella regolazione della risposta infiammatoria.
In alcune forme depressive (melanconia) vi è un’ipereccitabilità dei neuroni ipotalamici che producono CRH, nella depressione “atipica”, al contrario, vi è un deficit di CRH (Bottaccioli). Questa considerazione dovrebbe far riflettere sull’uso indiscriminato di farmaci antidepressivi che agiscono inibendo la produzione di CRH.
Il sistema CRH, con l’asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrene, è lo stesso invocato nelle risposte di stress (Scuotto) ed in questa ottica possiamo comprendere le modificazioni biologiche e quelle psichiche della depressione come schema di reazione con significato adattativo dell’organismo.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 18:57
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Non si tratta in questo caso di uno stress individuale che attiva un programma di protezione dell’incolumità fisica (reazione attacco-fuga), né di uno stress che inferisce sulla sopravvivenza della specie e che comporta l’attivazione del programma riproduttivo (sessualità, gravidanza, cure parentali); nella depressione lo stimolo che comporta la reazione di stress è connesso all’evento della perdita di rapporti interpersonali significativi (Pancheri), quindi alla sopravvivenza sociale.
L’obbiettivo è, come in tutte le reazioni di stress, la neutralizzazione dello stimolo perturbante (Scuotto); in questa visione, lo stato di disagio depressivo reattivo, che consegue all’esperienza della perdita, spinge il soggetto al ripristino di nuovi legami di attaccamento al posto di quelli interrotti.
Ma, come per lo stress individuale, la mancata eliminazione dello stressor realizza una condizione di cronicizzazione. A questo punto bisogna precisare che l’evento oggettivo può riguardare la perdita reale, la perdita minacciata e la perdita simbolica, ma è importante l’esperienza soggettiva della perdita alla luce della valutazione cognitiva.
Nei confronti di un evento negativo tutti sperimentano uno stato di demoralizzazione, ma, mentre per alcuni questa condizione è transitoria ed in tempi brevi essi si riprendono, per altri questa condizione dura più a lungo.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 18:57
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Lo stato di demoralizzazione deriva principalmente dalla condizione di impotenza che si accompagna all’evento negativo; questa condizione percepita viene mantenuta più a lungo nei soggetti con atteggiamento pessimistico, cioè in coloro che hanno la tendenza a spiegare le cause dell’evento negativo (lo stile esplicativo, secondo Seligman) in maniera autocolpevolizzante, con estensione di lunga durata nel tempo (addirittura per sempre) e coinvolgimento di tutti o di gran parte degli ambiti della propria vita.
E’ possibile fornire al soggetto, soprattutto in via preventiva, quelle abilità cognitive di controllo personale che intervengono sul meccanismo di elaborazione dell’atteggiamento e che permettano di cambiare lo stile esplicativo in modo da interrompere la genesi e il perdurare del sentimento di impotenza.
Queste modalità non hanno nulla a che vedere con le facili e, pertanto, inefficaci ricette del “pensiero positivo” alla Pollyanna che esortano a vedere la vita esclusivamente tinta di rosa, ma, al contrario, mettono a fuoco una realtà espressa da una considerazione di Virginia Satir che sottoscrivo pienamente: “La vita non è quella che dovrebbe essere. E’ quella che è. E’ il modo in cui l’affronti che crea la differenza.”
Fonte: scuolasimo.it
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 18:58
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Depressione nella letteratura e nell'arte
La malattia è conosciuta fin dall'antichità e fin dall'antichità è descritta come un'anomalia rispetto alla normalità: un insieme di comportamenti o modulazioni affettive che ora definiremmo depressione.
Forse la prima descrizione di depressione è quella che Omero fa di Bellerofonte nell'Iliade: "...ma quando viene in odio agli Dei, Bellerofonte solo e consunto di tristezza errava pel campo acheio l'infelice e l'orme dei viventi fuggìa " con l'abbandono degli Dei si spegne il coraggio e la forza di vivere ed è il vuoto assoluto, la tristezza divorante in cui l'eroe si dibatte e si logora.
Gli artisti prima e meglio degli altri sono riusciti a cogliere ed a rappresentare le sofferenze e le inquietudini dell'uomo e le loro descrizioni sono state esemplificative della depressione.
Ultima modifica di anna1401; 31/12/2008 alle 18:58
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