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Risultati da 1 a 20 di 53

Discussione: Chemioterapia e cure naturali di sostegno

  1. Registrato da
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    Esclamazione Chemioterapia e cure naturali di sostegno

    Mi rivolgo in particolare al Dott. Valesi, ma come sempre chiunque abbia suggerimenti in base alla sua esperienza diretta o indiretta, è benvenuto.

    La mamma della mia più cara amica dovrà affrontare alcuni cicli di chemioterapia. Per fortuna la malattia non è delle più aggressive ed è a uno stadio iniziale. Ma tutti sappiamo come la "chemio" sia irrispettosa dell'organismo umano...
    Questa signora tra l'altro è molto magra e delicata e c'è preoccupazione per come affronterà il periodo di cura.

    Mi chiedevo allora: c'è qualcosa di naturale (prebiotici e probiotici, preparati fitoterapici, vitamine e minerali...) che potrebbe assumere per rafforzare il "terreno" e il sistema immunitario e affrontare al meglio la terapia?

    Ho letto che i fermenti lattici 'acidophilus-DDS può essere di grande aiuto e così anche l'alga Klamath (a questo proposito pensavo al Nutri-Flor). Che ne pensa Doc?

    E per quanto riguarda vitamine e minerali?

    Grazie...
    Ultima modifica di anna1401; 25/01/2016 alle 22:03
    Muere lentamente quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño...

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    Chemioterapia e cure naturali di sostegno
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    integrazione ragionevole e corretta

    Non si intende naturalmente proporre terapie
    "anticancro". Lasciamo alla medicina ufficiale l'onere e l'onore di gestire metodi e protocolli terapeutici. Ciò nonostante è etico e rientra anche nell'ottica di quella che la medicina ufficiale definisce interventi "compassionevoli " la possibilità di utilizzare supporti integrativi a base di vitamine, integratori alimentari, antiossidanti/antiradicali liberi, fattori che potenzialmente possono agire sul sistema immunitario favorendo un'azione disintossicante
    e aumentante il "performace status", in modo da perseguire per i malati di neoplasie, anche per quelli più severamente impegnati, la realizzazione di un livello di vita qualitativamente il migliore possibile.
    E' comunque auspicabile che questi interventi,per stabilirne tempi e modi,
    vengano portati di comune accordo e nell'informazione corretta dei medici oncologi o radioterapisti che gestiscono direttamente il caso dal punto di vista terapeutico.
    dr. vincenzo valesi sanihelp

  4. Registrato da
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    Domanda e se...

    ...il medico oncologo che l'ha in cura storce il naso o propone altri farmaci invece di preparati naturali?

    Mi aspettavo una sua risposta così professionale, ma purtroppo sono proprio pochi i medici come lei che hanno a cuore DAVVERO la qualità della vita di un paziente.

    Spero che la mamma della mia amica ne incontri uno così sulla sua strada!
    Muere lentamente quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño...

  5. Registrato da
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    per apemaya

    Citazione Originariamente Scritto da apemaya69 Visualizza Messaggio
    sono proprio pochi i medici come lei che hanno a cuore DAVVERO la qualità della vita di un paziente.
    Spero che la mamma della mia amica ne incontri uno così sulla sua strada!
    Sarebbe più opportuno cercarlo… che aspettare d' incontrarlo per caso…
    Dal detto “aiutati che il ciel t' aiuta…
    Ultima modifica di anna1401; 12/12/2019 alle 10:07

  6. Registrato da
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    Tratto da Sanihelp news
    Il cancro e le cure naturali - NEWS

    Per contrastare gli effetti collaterali di chemioterapia e radioterapia esistono molte strade alternative ai farmaci, dalla riflessologia alla bioterapia nutrizionale.

    Mentre sul fronte oncologico si affacciano importanti novità terapeutiche, dalle vaccinazioni all'immunoterapia con anticorpi monoclonali, sta prendendo sempre più piede l'utilizzo delle medicine naturali per attenuare gli effetti collaterali e tossici delle terapie tradizionali come chemioteapia e radioterapia.

    Sebbene queste tecniche abbiano portato, in quarant'anni di utilizzo, enormi miglioramenti nelle probabilità di sopravvivenza ai tumori, sono purtroppo ben note le loro contro.indicazioni.
    Diverse da farmaco a farmaco e a seconda della tollerabilità individuale, possono variare da un'intensità media a una talmente elevata da causare danni gravi e permanenti anche dopo aver concluso i trattamenti.

    L'approccio migliore per far fronte a queste situazioni è quello olistico, che associa la bioterapia nutrizionale, ovvero l'arte di usare gli alimenti per curare, al counseling psicologico e all'utilizzo di medicine alternative quali omeopatia, terapia iniettiva e riflessologia plantare.
    Ultima modifica di pippofranco; 09/07/2015 alle 11:13

  7. Registrato da
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    Se la base di questi interventi è costituita da una buona idratazione (almeno 2 litri d'acqua al giorno lontano dai pasti) e da una corretta alimentazione (frutta e verdura fresca, cereali integrali, proteine della soia), non bisogna sottovalutare il ruolo dei rimedi alternativi, che possono essere utilizzati in combinazioni specifiche per curare i segni tossici più comuni. Vediamoli insieme.

    Alopecia: può essere attenuata con decotti di ortica e olio essenziale di mirra, da applicare per 30 minuti intorno alla testa avvolti in un asciugamano.
    Oppure con impacchi di argilla verde e olio di ricino.
    La riflessologia plantare deve invece puntare alle aree corrispondenti a ghiandole surrenali, organi genitali, reni, testa e tratto superiore della colonna.
    Ultima modifica di anna1401; 02/08/2008 alle 17:44

  8. Registrato da
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    Astenia: va contrastata assumendo attraverso l'alimentazione sostanze che aumentino il metabolismo e mantengano livelli significativi di energia, come [B]alghe marine[/B], avena, germogli e semi.
    Con la riflessologia si può massaggiare leggermente tutto il piede, soffermandosi più a lungo sulle zone di diaframma, fegato e plesso solare.

    Anoressia e bulimia: in questi casi l'intervento più efficace è quello del counseling assistenziale con personale qualificato, associato a rimedi a base di cardus marianus, china, chelidonium, lycopodium, nux muschata, phosphorus e veratrum

    Nausea e vomito: un rimedio di soccorso per bloccare un attacco è quello di mangiare una fetta di limone cosparsa di zucchero, e di tenere a portata di mano un sacchetto di mandorle da masticare.
    La nausea si può ridurre anche drenando l'intossicazione da farmaci con erbe medicinali come aethusa, apomorphinum hydrocloricum, bryonia, colchicum, ignatia, ipecacuana, lycopodium e nux vomica


    Per saperne di più, Medicine naturali e chemioterapia, Red Edizioni
    Ultima modifica di anna1401; 02/08/2008 alle 17:44

  9. Registrato da
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    grazie anna!

    Citazione Originariamente Scritto da anna1401 Visualizza Messaggio
    Sarebbe più opportuno cercarlo… che aspettare d' incontrarlo per caso…
    Dal detto “aiutati che il ciel t' aiuta…
    grazie per i tuoi post e, quanto a quello che dici sul cercare un medico veramente bravo...bhe, ti assicuro che, non solo l'ho cercato a lungo invano, ma lavoro in un ospedale e di medici ne conosco tanti, ma la stragrande maggioranza, a sentire parlare di medicine naturali, storce terribilmente il naso.

    Sarò io sfortunata, ma non conosco molte persone aperte a questo campo. Molti (hai presente il nostro amico "ilsanta"?) gridano alla stregoneria o giù di lì.

    E in più, nel caso specifico, il problema riguarda la mamma di una mia amica e quindi non posso insistere più di tanto...alla fine, giustamente e comprensibilmente, si fidano tutti di più di ciò che dice un medico, anche se non è detto che un medico sappia sempre qual è la strada migliore...come spesso diciamo, il problema è che non hanno rispetto e considerazione per l'individuo, e questo mi fa terribilmente arrabbiare.
    E poi, ti dirò, quando una persona è malata e stanca e magari anche un po' scoraggiata, quante energie (e denaro) può mai permettersi di spendere alla ricerca del medico giusto (e in tempo...)?

    Tra l'altro io posso decidere per me stessa qualunque cosa, ma per chiunque altro, fosse anche un parente stretto, non potrei ...
    Muere lentamente quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño...

  10. Registrato da
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    Smile per apina

    ... capisco PERFETTAMENTE quello che dici e che sottintendi !

    Ad una mia amica, due settimane fa a sorpresa, è stato diagnosticato un cancro al seno.
    Ora sta consultando vari medici "alternativi". Valuterà bene la situazione e poi deciderà cosa fare.

    Comunque di medici "alternativi" COMPETENTI ce ne sono, eccome!
    E' che purtroppo non possono lavorare in santa pace, perchè ostacolati e beffeggiati in tutti i modi. Ed è proprio un vero peccato anche per i pazienti.
    Ultima modifica di anna1401; 28/10/2013 alle 16:11

  11. Registrato da
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    Arrow

    Riporto una parte di una pagina interessante
    di Ilario Rossi (antropologo presso l'Università di Losanna)

    Poi ciascuno tragga le proprie conclusioni...

    (...) Tra le pratiche della razionalità medica e i percorsi terapeutici dei pazienti si è instaurata una discrepanza che impone la redifinizione del concetto di terapia.

    Dobbiamo cercare di comprendere come, in un mondo che ci vede testimoni di trasformazioni e mutazioni importantissime, sia possibile contestualizzare la problematica della salute, partendo da un presupposto antropologico.

    L'obiettivo principale dell'antropologia è quello di osservare ciò che succede concretamente, in termini di pratiche e legami sociali, e successivamente di mettere in luce il senso delle pratiche che si osservano.

    Oltre a questo l'antropologia tenta di costruire dei legami tra delle logiche macrosociali e delle traiettorie personali, esistenziali.
    Ultima modifica di anna1401; 19/12/2008 alle 17:23

  12. Registrato da
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    Un altro fattore è quello dei rischi potenziali, concetto che utilizziamo ogni giorno nell'ambito della salute.
    Il sociologo tedesco Ulrich Beck, nel libro La società del rischio, afferma che, sin dagli albori dell'umanità, tutte le società sono nate per tentare di gestire al meglio i rischi naturali. Nel corso della nostra evoluzione storica siamo arrivati a costruire una società che è per sua natura produttrice di rischi, che non concernono solo la salute ma anche il clima, la società, l'educazione...

    La "società del rischio" obbliga ciascuno di noi ad anticipare i rischi potenziali che potrebbe incontrate nel suo percorso di vita. La logica dell'anticipazione ci porta a costruire il presente in funzione di un futuro potenzialmente negativo, mentre il presente, in quanto tale, ci sfugge.
    Anche questo, in termini antropologici, costituisce una trasformazione sostanziale della concezione dell'identità umana.
    Ultima modifica di anna1401; 02/08/2008 alle 17:47

  13. Registrato da
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    La medicina, nel suo progredire, si è sempre riferita alla scienza come a uno strumento e come a un elemento di rigore nella evoluzione delle sue conoscenze e delle sue pratiche.

    Questa fedeltà della medicina alla scienza non può mai essere dissociata dalla mentalità delle varie epoche storiche.
    La medicina scientifica è un dato recente nella storia dell'umanità perché è nata a metà del XIX secolo. La mentalità di un secolo e mezzo fa non è certo la stessa dei nostri tempi.

    Le spinte della modernità stanno mostrando sempre più i loro limiti e i loro paradossi, che interagiscono anche con il mondo della medicina.
    Stiamo assistendo all'inversione del processo secolare di concentrazione delle competenze della salute nelle mani della classe medica.

    Quella classe medica che è nata nel Rinascimento con le prime autopsie, che si è trasformata con la nascita dei primi ospedali nel XVII- XVIII secolo, che si è cristallizzata col paradigma scientifico nel XIX secolo, oggi è in crisi perché non è più l'unico attore a decidere cosa bisogna fare nell'ambito della salute e come lo si debba fare.
    Ultima modifica di anna1401; 02/08/2008 alle 17:47

  14. Registrato da
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    Ci sono altri fattori che intervengono, come quello economico e politico. La salute è diventata un mercato con tutte le implicazioni che ciò comporta.

    Ma non solo: c'è una valorizzazione importante delle cure paramediche. Il mondo infermieristico non è più sottomesso a una gerarchia rigida rispetto alla classe medica, ma le competenze mediche ed infermieristiche divengono complementari e sono chiamate a collaborare in una nuova prospettiva e attraverso nuove strategie.

    Un altro problema è legato alla riattualizzazione di quello che in termini antropologici viene chiamato pluralismo medico.
    Accanto al paradigma scientifico e alle professioni mediche e paramediche si osserva sempre più frequentemente il ricorso a pratiche terapeutiche complementari che sta modificando anche il senso strutturale che noi diamo alla salute.
    Ultima modifica di anna1401; 02/08/2008 alle 17:48

  15. Registrato da
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    La salute è un valore della società estremamente importante. Alcuni antropologi non esitano a mettere in relazione la crisi delle religioni tradizionali con l'emergere della salute come valore in seno alla nostra società: se ieri i valori di riferimento parlavano di vita eterna, oggi parlano di longevità; se ieri parlavano di anima, oggi parlano di corpo.
    Ci dobbiamo dunque confrontare con un cambiamento semantico nella costituzione dei valori che caratterizzano la nostra società.

    La salute sta diventando un valore e nella salute s'inscrivono simultaneamente dei concetti, delle pratiche, delle competenze e delle indicazioni che hanno a che vedere con i diritti e i doveri di chi fornisce le cure e di chi le domanda, con scienza e morale, economia e umanesimo, pubblico e privato.
    Per parlare di salute dobbiamo sì parlare di medicina, ma non solo, perché oggi la salute coinvolge la società civile nella sua totalità.
    Ultima modifica di anna1401; 02/08/2008 alle 17:48

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    cambiamenti epidemiologici

    Un'altra problematica è legata ai cambiamenti epidemiologici. A ogni epoca storica corrispondono determinate malattie.
    Nell'epoca della mondializzazione gli esperti di epidemiologia constatano che i tipi di patologie da affrontare si modificano. C'è innanzitutto una riattualizzazione molto forte delle malattie infettive (TBC, AIDS), ma la grande novità epidemiologica è data dalle c.d. malattie da civilizzazione, costituite da sindromi psicosomatiche, da malattie di adattamento, dalla depressione, dalla sofferenza psichica, dalle malattie degenerative, dalle sindromi legate alla geriatria, ma soprattutto dalle malattie croniche, che stanno aumentando vertiginosamente.

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    Le malattie croniche hanno una caratteristica in comune

    le risposte mediche e scientifiche non sono definitive, risolutive, l'unico mandato è quello di accompagnare nel tempo un individuo. La medicina si deve confrontare con nuovi problemi, nuove malattie, per le quali non ha sempre le migliori soluzioni terapeutiche.

    In quest'ambito constatiamo come, sempre più, le persone che soffrono di malattie della civilizzazione non consultino solo la medicina tradizionale, ma si rivolgano ad altre offerte terapeutiche (agopuntura, medicina ayurvedica, shiatsu, medicina tibetana, omeopatia, sofrologia...). I pazienti sollecitano contemporaneamente il mondo della medicina occidentale tradizionale e altre tecniche complementari.

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    Dobbiamo parlare dunque di bipolarismo formato da un lato dalla medicina scientifica (ortodossia) che comprende:

    - la medicina di base;
    - le specializzazioni mediche;
    - le scienze infermieristiche;
    - la psichiatria;
    - la psicologia medica;
    - le tecniche psico-corporee.

    Dall'altro dalle medicine e dalle cure complementari (eterodossia) che comprendono:

    - le medicine e le cure non convenzionali (per esempio l'omeopatia, un sistema medico che propone una visione dell'essere umano radicalmente diversa rispetto a quella proposta dal paradigma scientifico).
    Esse garantiscono una personalizzazione della presa a carico, in un mondo in cui tutto è standardizzato e uniformizzato (da ciò si può dedurre il fascino che queste pratiche esercitano sul paziente di oggi).


    - le medicine e le cure extraeuropee: la riflessologia plantare (che deriva dalla medicina egiziana di 4.000 anni fa), la sofrologia (tecnica di introspezione sciamanica che permette di controllare il dolore), l'osteopatia, la chiropatia, l'agopuntura, la medicina ayurvedica, ecc..


    - le cure popolari. È un campo che dovrebbe interessare chi si occupa di alleviare la sofferenza altrui.
    Ultima modifica di anna1401; 02/08/2008 alle 17:49

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    Ci sono due livelli interessanti: uno è ovviamente quello della ricerca dell'efficacia terapeutica, l'altro è quello della ricerca di significati nella terapia ("dimmi come curi e ti dirò che concezione hai di me").
    Il pluralismo medico è una sorta di autoregolazione sociale di certe tendenze monolitiche indotte dalla tecnologia e dalla "chirurgizzazion e" della vita.

    Questi aspetti non vengono rinnegati, ma ci si rende conto che non possono dare un senso a tutto.
    Da ciò deriva la ricerca di itinerari terapeutici complessi e sovente paradossali e la constatazione, per lo meno in una prospettiva antropologica, che salute e malattia sono sempre più dei luoghi di costruzione identitaria.
    L'identità e i saperi delle persone in una società plurale come la nostra, si pluralizzano sempre più.
    Ultima modifica di anna1401; 02/08/2008 alle 17:50

  20. Registrato da
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    Nelle varie ricerche che abbiamo condotto, abbiamo potuto constatare come ai riferimenti professionali che sono compresi e interiorizzati, le persone abbinino almeno altri due livelli, uno legato alle credenze e alle concezioni appartenenti alle reti sociali comunitarie in cui sono inscritte, l'altro di natura idiosincratica.

    Concludendo, il legame tra medicina e società ci spinge a constatare che esiste una discrepanza tra le pratiche della razionalità medica e i percorsi terapeutici dei pazienti.
    Le strategie terapeutiche attraverso cui lavora la medicina non sono esclusive, sono parte di ciò che la gente mette in pratica per trovare delle risposte ai propri problemi.

    L'episodio malattia si riferisce a una molteplicità di forme, tra le quali la razionalità medica occupa una posizione relativa.
    La condotta terapeutica del paziente è collegata alla logica interpretativa alla quale aderisce, e questa logica non è unicamente medica, scientifica.
    Ultima modifica di anna1401; 02/08/2008 alle 17:51

  21. Registrato da
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    Supponiamo che nella cura di un paziente si riescano a fare interagire più forme di terapia (chemioterapia, agopuntura per rinforzare il sistema immunitario, pranoterapia per alleviare gli effetti collaterali della chemioterapia, omeopatia per rinforzare l'organismo: sono tutte strategie che appartengono a diversi sistemi medici, ciascuno dei quali ha una sua finalità terapeutica).


    Anche gli individui si trasformano

    In questa società in continua trasformazione anche gli individui si trasformano.
    Il vero potere di decisione sta passando dalle mani dei medici alle mani dei pazienti.
    I pazienti diventano il laboratorio in cui si sperimenta la conciliazione dell'inconciliabile (prescrizioni terapeutiche della medicina tradizionale con strategie delle medicine complementari). Il corpo diventa un luogo di sperimentazione di queste grandi trasformazioni sociali e culturali.
    È necessario, quando si parla di salute, prestare attenzione alle pratiche sociali esterne a quelle della medicina.
    Ultima modifica di anna1401; 02/08/2008 alle 17:52

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