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Questa discussione dal titolo Metodi naturali per alzare la SEROTONINA è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; esistono metodi naturali per innalzarla?...
  1. #1
    bau
    bau non  è collegato Sani All
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    Metodi naturali per alzare la SEROTONINA

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    esistono metodi naturali per innalzarla?

  2. #2
    L'avatar di godilia
    godilia non  è collegato Sani All
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    Citazione Originariamente Scritto da bau
    esistono metodi naturali per innalzarla?
    Riso fa buon sangue..
    secondo me...l'amore , ilsesso, l'amicizia, l'ottimismo, la salute,....

  3. #3
    bau
    bau non  è collegato Sani All
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    sì questo sì... ma se non basta?

  4. #4
    L'avatar di anna1401
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    Lampadina La serotonina

    La serotonina (5-idrossitriptamina, 5-HT) è un neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale, nonché nelle cellule enterocromaffini nell'apparato gastro.intestinale.

    Nel sistema nervoso centrale, la serotonina svolge un ruolo importante nella regolazione dell'umore, del sonno, della sessualità e dell'appetito.

    La serotonina è coinvolta in numerosi disturbi neuropsichiatrici, come l'emicrania, il disturbo bipolare, la depressione e l'ansia.

    Esercita anche funzioni a livello periferico, ad esempio sulle piastrine, nel processo di coagulazione del sangue e nella peristalsi gastro.intestinale.

    È prodotta dall'organismo per decarbossilazione di un amminoacido essenziale, il triptofano.

    Molti psicofarmaci noti, come ad esempio gli antidepressivi SSRI (come il Prozac e Zoloft), antidepressivi triciclici e inibitori delle monoammino-ossidasi interferiscono con la sua azione

    Fonte wikipedia.org

  5. #5
    L'avatar di anna1401
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    Mantenere in equilibrio i neurotrasmettitori migliora l'umore...

    ... e lo stile alimentare di chi è goloso

    Ciò che mangiamo ha forti influenze sull’umore, come sa benissimo chi ha una passione per i dolci. Viceversa anche il nostro stato emotivo incide in larga misura sulle nostre scelte alimentari. In molti casi, i cibi vengono scelti proprio in base all’effetto che producono sull’umore, affermano numerose ricerche. Per molte persone, però, l’uso ripetuto e abbondante di zucchero o di carboidrati a veloce assorbimento può trasformarsi in un severo problema di salute.

    Negli esseri umani, lo stato emotivo e l’umore sono regolati dall’equilibrio di un certo numero di neurotrasmettitori, quali la serotonina e le beta-endorfine, fortemente influenzati dall’assunzione degli zuccheri.

    Ogni volta che assumiamo un pasto a base prevalente di carboidrati, o direttamente dello zucchero, l’organismo risponde con una maggiore produzione di serotonina, un neurotrasmettitore a effetto decisamente rilassante e antidepressivo.

    Contemporaneamente viene attivato anche il sistema beta-endorfinico, che riduce la percezione del dolore e migliora l’autostima.

    Fonte eurosalus.lycos.it
    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:23

  6. #6
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    In attesa delle ferie il nostro sistema nervoso richiede una dieta quotidiana speciale

    L’umore di fondo è una caratteristica della personalità ed è relativamente indipendente dagli stimoli ambientali, occorre quindi distinguerlo dal cosiddetto “tono dell’umore”, che invece è influenzabile e può variare da momento a momento.

    Ed è proprio sul tono dell’umore che i componenti alimentari svolgono una determinata azione, stimolando la produzione da parte dell’apparato neuroendocrino di sostanze dall’attività eccitante oppure inibente.
    A luglio, ad esempio, c’è bisogno di cibi tonificanti, per superare i cali di energia; di alimenti anti ansia e apatia, in grado di farci superare serenamente l’ultimo mese di lavoro prima delle ferie.

    E principi nutritivi che ci aiutino a concentrarci, per mantenere alta la produttività e superare la stanchezza. È necessario quindi pianificare una dieta quanto più possibile varia e attenta ai bisogni del nostro sistema nervoso. A partire da questi alimenti di base, da inserire nella dieta quotidiana per tutto il mese.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:24

  7. #7
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    Banane contro la stanchezza
    Chi è particolarmente stanco dovrebbe aumentare l’apporto di magnesio: ne sono ricchi il cioccolato e le banane (senza eccedere nelle quantità), i cereali integrali, i legumi e le carni bianche.

    Frutti di mare anti-apatia
    Se vi sentite privi di grinta e di spirito di iniziativa, provate i cibi che contengono tirosina, un aminoacido che aiuta a migliorare le capacità di resistenza allo stress. Frutti di mare, uova, carne e formaggi ne sono ricchi.

    Il latte scaccia ansia e malumore
    Se l’ansia è la vostra sensazione prevalente, affidatevi a latte e yogurt, ricchi di triptofano. Questo amminoacido fornisce al corpo le sostanze che gli permettono di fabbricare serotonina, neurotrasmettitore che induce serenità e benessere.

    Ottimo anche il miele:
    contiene vitamina B12, anti-insonnia.
    Un’esperienza abbastanza comune è quella di desiderare un dolcetto quando ci si sente giù o bisognosi di conforto. Ma come mai questo accade? La ricerca ha analizzato questo comportamento ed è stato confermato che solo un pasto ricco di zuccheri ha la capacità di innalzare il tasso di serotonina, un neuromediatore che favorisce la sensazione di benessere.

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    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:26

  8. #8
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    Ma anziché rivolgersi ai dolciumi, pericolosi per la linea e la salute, è molto meglio affidarsi ad altri alimenti che contengono questo prezioso elemento come:
    l’avocado, l’ananas, le arachidi, le banane, i kiwi, le noci, le prugne, i pomodori e le melanzane.

    Tutti questi cibi sono la base di una corretta dieta antidepressiva e dovrebbero essere integrati nell’alimentazione quotidiana: ottime, ad esempio, le macedonie miste preparate con i frutti, da consumare due volte al giorno.

    Quanto agli ortaggi, sceglietene uno al giorno e consumatelo come contorno. Fondamentale è anche un corretto apporto di triptofano, una sostanza che favorisce la produzione di serotonina nel cervello.

    È contenuto in molti alimenti: il riso, da utilizzare come base per tutti i primi piatti; la pappa reale (se ne prende un cucchiaino al mattino); le mandorle secche (quattro al giorno, come snack) e gli spinaci.

    Tra i pesci, scegliete merluzzo e orata, che ne contengono in buona quantità.

    Ma anche un corretto stile alimentare è fondamentale: «La razione alimentare quotidiana va distribuita in cinque pasti - suggerisce Elio Muti, nutrizionista-.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:27

  9. #9
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    In questo modo, oltre a favorire la digestione, eviterete “l’abbiocco” dopo un pasto troppo abbondante, che può causare anche cali di umore e di concentrazione».

    Importantissimo, poi, creare un’atmosfera piacevole: «Preparare bene la tavola, apparecchiando con cura e decorandola con fiori e candele è un valore aggiunto che aumenta l’autostima e predispone a una digestione ottimale dei principi nutritivi contenuti nei cibi».


    Un aiuto in più viene dalle erbe aromatiche.

    Timo, rosmarino, salvia, pepe e peperoncino, spolverizzati sui formaggi e sulle carni, aumentano i livelli di energia.

    Origano e maggiorana, invece, sono preziosi quando, insieme alla depressione, si manifesta una difficoltà ad addormentarsi.
    Consumateli a cena, per favorire un rigenerante riposo notturno.

    Ansia, agitazione e soprattutto l’insonnia possono avere le cause più diverse. Esistono caratteristiche personali del ritmo sonno-veglia, così come cause ambientali, fisiologiche, psicologiche e anche ormonali, che possono turbare l’equilibrio personale. Molto spesso, però, ci si dimentica dell’alimentazione quotidiana.

    I cibi, infatti, giocano un ruolo importantissimo, perché il metabolismo degli alimenti, la quantità e la qualità di vitamine, proteine e oligoelementi assorbiti, sono strettamente legati al rilassamento muscolare, alla serotonina, all’adrenalina: i protagonisti principali del nostro essere calmi o ansiosi.

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    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:28

  10. #10
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    Le soluzioni
    Alcune ricerche hanno evidenziato che un’adeguata alimentazione può aiutare a ridurre l’ansia e l’insonnia. A tale scopo, dovrebbero essere evitati i cibi “stimolanti” come il caffè, e tutti gli alimenti che producono istamina (pomodori, crostacei e molluschi, formaggi stagionati, vino bianco, fragole).

    Vanno evitati, in particolare, i cibi ricchi di glutammato (un aminoacido che stimola il sistema nervoso), come le pietanze industriali già pronte che, tra l’altro, contengono anche sale modificato, non percepito dal palato ma di sicuro impatto sul sistema nervoso.

    Da preferire, invece, cibi “basici” (che controllano la risposta eccitatoria), come le verdure e i carboidrati integrali. È importante non eliminare completamente le proteine della carne e del pesce perché giocano un ruolo fondamentale nell’equilibrio biochimico delle persone ansiose.

    Ognuno di noi tende ad avvicinarsi istintivamente a quei cibi che possono modificare in positivo la propria biochimica umorale. Involontariamente, siamo sempre portati a scegliere proprio quei cibi che agiscono come “antidepressivi” o che ci consentono di sfogare l’ansia e lo stress.

    Come abbiamo visto, un comportamento molto comune è confortarsi con alimenti ricchi di zuccheri: danno subito una sensazione di energia e, inconsciamente, rimandano alla dolcezza delle cure materne.

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    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:28

  11. #11
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    Pollice in su sciroppo d'acero

    Ma non tutti sanno che lo zucchero, in particolare quello bianco, causa un “effetto paradosso”:

    dopo un’ora, il glucosio causa un rialzo della glicemia. Ne consegue un aumento della produzione di insulina, il che genera un senso di spossatezza e un abbassamento della concentrazione.

    Per rimediare, ci vuole lo sciroppo d’acero, che tonifica il sistema nervoso e dà energia a lungo termine

    Fonte riza.it

  12. #12
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    Appartenente alla famiglia delle Crassulacee deve il nome alla profumazione di rosa dei suoi fiori gialli. Cresce spontaneamente nelle fredde zone del nord Europa (Lapponia e Scandinavia) e del nord Asia (Siberia Orientale ed Occidentale) ad altitudini di 3000 / 5000 mt. sul livello del mare, ma si può trovare anche sulle Alpi e sui Pirenei ed in estremo Oriente; può raggiungere un’altezza di 75 cm.

    Il suo impiego ha una storia leggendaria: antiche popolazioni siberiane ne tramandavano l’uso di generazione in generazione, considerando la pianta ( di cui utilizzavano le radici sotto forma di tè o altri infusi) un valido aiuto per aumentare la resistenza fisica durante i freddi inverni asiatici oltre che per curare malattie da raffreddamento, depressione e prevenire malori dovuti alle alte quote.

    Medici mongoli prescrivevano l’estratto di Rhodiola per il trattamento della tubercolosi e del cancro.

    Interessatissimi alle sue proprietà, per molti secoli gli imperatori cinesi hanno organizzato numerose spedizioni in Siberia orientale con il compito di reperire i luoghi in cui tale pianta cresceva spontaneamente poiché le popolazioni locali custodivano gelosamente il segreto di queste zone.

    Solo successivamente si è passati alla sua semina e coltivazione.
    Della pianta, raccolta nel periodo autunnale all’età di 3-4 anni, si utilizza il rizoma, lavato ed essiccato a temperature di circa 40-50°C.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:29

  13. #13
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    Ad oggi sono ormai tutti concordi, grazie ai lunghi anni di sperimentazione, ad ammettere che le straordinarie proprietà riconosciute dalla tradizione popolare sono scientificamente giustificate.

    La caratteristica fondamentale che rende unica la Rosea, differenziandola dalle altre 200 specie di Rhodiola, è da attribuire alla presenza di glicosidi fenilpropanoidici: salidroside, rosavin, rosin e rosarin; proprio questi ultimi composti citati fanno di questa forse il più completo adattogeno mai studiato sino ad ora .

    A differenza di altri adattogeni quali eleuterococco, ginseng, schizandra ed aralia, contenenti solo salidroside, costituisce un valido aiuto nella cura di malattie depressive, in casi di affaticamento da stress psico-fisico, nella regolazione del peso corporeo, nell’incremento delle prestazioni fisiche e dello stato energetico, nella cura dell’amenorrea secondaria, per il morbo di Parkinson e nelle turbe di memoria ed apprendimento.

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    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:30

  14. #14
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    Composizione chimica
    Abbiamo accennato ai principali componenti della R.R. ma è sicuramente importante approfondire questo aspetto, considerato che la particolarità terapeutica della pianta è da ricondursi con molta probabilità, tanto al tipo di principi attivi presenti, quanto ai loro rapporti nella distribuzione quantitativa .
    Studi effettuati individuano all’interno del rizoma numerosi costituenti importanti:

    • acidi organici quali: ac. citrico, malico, ossalico, succinico, gallico
    • olii essenziali con presenza di alcool feniletilico, cinamaldeide e citrale
    • macro e microelementi, tra cui il manganese in percentuale elevata.

    Restano comunque i più importanti i componenti di tipo fenolico e glicosidico: Salidroside, Rosavin, Rosarin, Rosin, Rodiosin, ecc.

    Proprio questi la caratterizzano e la differenziano dalle altre specie di Rhodiola ( in cui è presente solo salidroside) e dagli altri più conosciuti ed utilizzati adattogeni (Ginseng, Eleuterococco, Schizandra, Aralia), rispetto ai quali la Rhodiola rosea è considerata sicuramente più efficace .

    Ricordiamo che, per essere definita adattogeno (termine coniato da Brekhman nel 1958), una sostanza deve avere la capacità di rinforzare le difese non-specifiche dell’organismo a stress non-infettivi, mantenerne inalterate le funzioni e prevenirne disordini anche in condizioni di stress prolungato rafforzandone o aumentandone le capacità adattative fisiologiche, senza arrecare importanti tossicità o effetti collaterali .

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    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:30

  15. #15
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    Principali effetti terapeutici
    Il meccanismo d’azione dei costituenti della Rhodiola Rosea (in particolare del Rosavin che ha maggiore attività biologica) coinvolge direttamente la serotonina le cui funzioni sembrano essere legate al controllo dell’appetito, sonno, comportamento, umore, funzionalità cardiovascolare, memoria e capacità di apprendimento.

    L’effetto terapeutico sembra determinarsi attraverso l’inibizione dell’enzima deputato all’inattivazione della serotonina (COMT) e la stimolazione del trasporto del 5- HTP (precursore della serotonina) attraverso la barriera ematoencefalica.
    Il risultato finale porta ad un aumento dei livelli di serotonina nel sangue.

    E’ stato dimostrato, inoltre, che il Rosavidin, contenuto nella radice di Rhodiola Rosea, stimola la biosintesi di ormoni quali epinefrina, norepinefrina e adenocorticotropo che, attivando l’adenilatociclasi a livello delle cellule adipose, stimolano il suddetto enzima promuovendo in tal modo il rilascio degli acidi grassi nel sangue. La mobilizzazione degli ac. grassi dal tessuto adiposo rappresenta un aumento del miglior substrato per la produzione di ATP.

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    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:31

  16. #16
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    Attenendosi agli studi fin ora effettuati ed alle considerazioni appena esposte possiamo attribuire alla Rhodiola Rosea:

    1. Miglioramento degli stati depressivi, grazie all’azione diretta sulla regolazione dell’umore e del comportamento che determina quindi una riduzione delle reazioni allo stress nella fase di allarme, ritardando o evitando, di conseguenza, la fase di esaurimento.
    Un recente studio sovietico, condotto su un gruppo di 120 pazienti affetti da stati depressivi di diversa origine, ha dimostrato il miglioramento delle manifestazioni cliniche della depressione nel 65% dei casi in seguito a somministrazione di una preparazione a base di Rhodiola Rosea.

    2. Stimolo dell’attività mentale, miglioramento della concentrazione, della lucidità e del potenziale mnemonico, proprietà che rendono la Rhodiola Rosea particolarmente indicata nei casi di surmenage intellettuale.
    Questi effetti sono probabilmente dovuti alla capacità della Rhodiola Rosea di attivare la produzione endogena di Creatina Fosfato e ATP nelle cellule cerebrali.

    3. Miglioramento della funzionalità cardiovascolare.

    4. Perdita di peso, grazie alla mobilizzazione degli ac. grassi accumulati nel tessuto adiposo. Gli studi clinici condotti a riguardo hanno dimostrato che per ottenere una maggiore perdita di peso bisogna associare esercizio fisico all’assunzione dell’estratto di Rhodiola Rosea affinché gli ac. grassi messi in circolo vengano utilizzati dai mitocondri cellulari per la produzione di energia.

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    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:31

  17. #17
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    5. Aumento della resistenza alla fatica, grazie all’aumento del substrato (ac. grassi) per la produzione di ATP sarà presente una quantità di energia adeguata al fabbisogno dei muscoli durante esercizi fisici intensi e prolungati con conseguente miglioramento delle prestazioni fisiche ed aumento della resistenza alla fatica (dovuta anche alla capacita della Rhodiola Rosea di consentire una rapida normalizzazione dei tassi di ac. lattico e urico).

    Studi clinici condotti su atleti hanno evidenziato anche un miglioramento del polso, della pressione arteriosa, della capacità polmonare e dei tempi di normalizzazione del battito cardiaco: il polso dopo 10 min di riposo era sceso a 67 battiti/ min nei soggetti che avevano assunto la Rhodiola e ad 86 nei soggetti del gruppo controllo.

    6. Effetto anabolizzante sul tessuto muscolare: la Rhodiola Rosea è in grado di aumentare i livelli di ac. glutammico e proteine nei muscoli allo stesso modo degli steroidi anabolizzanti, ma senza produrre gli effetti negativi caratteristici di un’assunzione prolungata di questi ultimi.

    7. Trattamento contro l’amenorrea secondaria, ritenuta sino ad ora legata alla stretta connessione tra questa e lo stress.

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    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:32

  18. #18
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    8. Miglioramento della funzionalità sessuale

    9. Miglioramento della funzionalità uditiva, probabilmente legato all’aumento dei livelli di serotonina con conseguente amplificazione della reattività del cervello agli stimoli sensoriali.

    10. Miglioramento della salute gengivale.

    11. Parkinsonismo. La Rhodiola Rosea sembra essere in grado di contrastare gli effetti più evidenti delle condizioni pre- parkinsoniane probabilmente perché determina un aumento del livello di dopamina nel cervello.
    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:33

  19. #19
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    Inquadramento secondo MTC
    La pianta, adattogeno poco conosciuto in occidente, nasce in alte quote ed è utilizzato nella tradizione popolare per difendersi dal freddo inverno, dallo stress e dalla fatica. La porzione utilizzata è il Rizoma, di sapore dolciastro, classificabile di pertinenza della loggia terra.
    Riassumendo quanto precedentemente descritto, è stata dimostrata la sua capacità di:

    1. “ regolarizzare” i polsi, riducendo i ritmi elevati ed innalzando quelli troppo lenti
    2. mobilizzare e tonificare le stasi uterine causa di dismenorrea secondaria
    3. “ schiarire” la mente migliorando memoria ed apprendimento
    4. migliorare e guarire stati depressivi, irritabilità, stress intellettuale
    5. stabilizzare il peso corporeo
    6. migliorare lo stato energetico generale
    7. regolarizzare il sonno
    8. regolarizzare le funzioni epatiche
    9. migliorare l’apparato genitale e l’attività sessuale
    10. regolarizzare l’attività cardiaca
    11. migliorare la salute del parodonto
    12. migliorare l’udito
    13. aumentare il livello di serotonina nel sangue

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:33

  20. #20
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    Trattasi pertanto di pianta che non riscalda in maniera assoluta (in caso contrario , pur migliorando l’avversione al clima freddo, peggiorerebbero sintomi quali irritabilità, turbe della mente e della memoria : in termini cinesi il calore prodotto disturberebbe cuore, shen ed conseguentemente i 3 TR ), piuttosto mobilizza le stasi ( più frequentemente legate a clima freddo) attraverso la tonificazione del Qi e del sangue ( M/S), permettendo una migliore salita dello yang puro al cervello e “ schiarendo” la mente.

    Proprio grazie alla produzione , purificazione e mobilizzazione del sangue attraverso il Qi riesce probabilmente a risolvere le amenorree secondarie e, nutrendo di cuore, a “ stabilizzare” lo shen nei casi di ipereccitabilità.
    La tonificazione del sangue del fegato e del cuore può essere la causa della regolarizzazione dei polsi e del miglioramento degli stress intellettuali, con effetto di regolazione sull’attività cardiaca ed epatica e conseguente miglioramento del sonno.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 24/02/2010 alle 17:35

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