Questa discussione dal titolo Meningite fulminante è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; Quindi ancora una volta come sempre la prevenzione è un elemento importante, ove per prevenzione si deve ...
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cum grano salis
Quindi ancora una volta come sempre la prevenzione è un elemento importante, ove per prevenzione si deve intendere non solo la vaccinazione, ma anche la realizzazione di condizioni ambientali idonee, e il perseguimento di quello stato di benessere e di equilibrio anche del sistema immunitario che ci rende sicuramente più resistenti, e non solo ai meningococchi e agli pneumococchi. Tutti i giorni veniamo a contatto con il bacillo di koch, eppure quanti di noi sviluppano una TBC clinica? E lo sapete che il bacillo di koch in forma vaccinale era usato dalla medicina ufficiale per aumentare le resistenze in soggetti malati di tumore specie del polmone? Quante volte senza saperlo stringiamo la mano a persone variamente positive a vari virus che oggi se ne circolano tranquillamente, ma non per questo ci ammaliamo. Quante persone sono portatrici sane di questo e di quel batterio e non si ammalano mai?
Quindi prudenza, prevenzione e anche vaccinazioni, sempre nella valutazione serena dei rapporti rischi-beneficio ( e non sto parlando di soldi naturalmente), ma con la percezione serena che determinati problemi devono essere valutati in un contesto più generale, evitando crisi di panico collettivo, che spesso fanno più danni delle malattie stesse.
dr. vincenzo valesi sanihelp
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dott. Valesi molte grazie
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Storiella
Permettetemi di riportare una storiella tratta da "Ogni sintomo è un messaggio" della dottoressa Claudia Rainville, per ricollegarmi a quanto ha detto il dottor Valesi sulla paura 
Un giorno un saggio che stava recandoisi in pellegrinaggio in un piccolo villaggio dell’India, incontrò sulla strada il signor Colera. Il saggio chi chiese dove stesse andando così di buon ora, e il signor Colera gli spiegò di aver ricevuto il mandato di prelevare 500 anime dalla Terra.
"Dal momento che il pellegrinaggio è molto affollato e le condizioni igieniche lasceranno a desiderare, è il posto ideale per compiere la mia missione”.
Quando il saggio fu di ritorno dal pellegrinaggio, pensò tuttavia che il signor Colera gli avesse mentito, giacchè invece di 500 anime, come gli aveva detto, ne aveva prelevate 1500. Pensò:
“Ah se lo rivedo quello là”…!
Fu in quell’istante che incontrò il signor Colera. Gli chiese allora:
“Ebbene, e gli altri mille?”
Il signor Colera si affrettò ad aggiungere
“C’era al pellegrinaggio anche il signor Paura, e gli altri 1000 se li è portati via lui…”
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La paura della malattia può fare disastri quanto la stessa malattia, se non peggio. Non appena cominciamo ad alimentare un pensiero di paura, segniamo con esso le nostre cellule: il campo atomico-vibratorio emette allora una risonanza che tende ad attrarre a noi l’oggetto della nostra paura.
Tutti sanno che chi ha paura dei cani li attira… queste persone dicono” sembra che i cani vedano solo me e che io sia l’unico a vederli."
Il vero pericolo di questi pensieri di paura è che hanno un potere creativo nel nostro immaginario.
La paura crea una ritenzione, una contrazione di tutto il corpo, sia all’interno che all’esterno.
L’energia circola al rallentatore, diventiamo ostinati, dubbiosi, stiamo ad aspettare, non osiamo, immaginiamo il preggio.
Mal di testa (ci preoccupiamo di quello che potrebbe accadere), il nervo sciatico ci si mette anche lui (paura di ciò che potrebbe accadere) ci tratteniamo e diventiamo stitici (paura di mollare la presa).
Poi ci viene male al gomito (temendo di prendere una nuova direzione) osserviamo che la vista diminuisce e ci confonde (paura di vedersi in una situazione difficile), l’ansia si fa sempre più presente, ed eccoci angosciati.
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Le paure sono responsabili di molti dei nostri malesseri di parecchie malattie e fobie (claustrofobia, agorafobia...).
Sono collegate ad una dolorosa esperienza del passato o al fatto si anticipare il futuro, e questo spiega perché, di solito, i bambini siano meno paurosi degli adulti.
Tratto da" Ogni sintomo è un messaggio"
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la paura
"illanguidisce per il pallido riflesso del pensiero in modo tale che ogni impresa di grande forza e importanza perde perfino il nome di azione"...
william shakespeare
amleto
dr. vincenzo valesi sanihelp
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Originariamente Scritto da
vvalesi
"illanguidisce per il pallido riflesso del pensiero in modo tale che ogni impresa di grande forza e importanza perde perfino il nome di azione"...
william shakespeare
amleto
“Non è che io abbia paura di morire. E’ solo che io non vorrei essere lì quando accadrà.”
(Woody Allen)
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Interessanti queste citazioni
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ma... cosa accade di preciso dentro di noi quando abbiamo paura?
Biologia della difesa del territorio
(Tratto da "La biologia delle credenze"
Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula di Bruce H. Lipton)
Negli organismi pluricellulari (l’uomo), i comportamenti di crescita/protezione sono controllati dal sistema nervoso. È compito del sistema nervoso monitorare i segnali ambientali, interpretarli e organizzare le appropriate risposte comportamentali.
In una comunità pluricellulare, il sistema nervoso è come un governo che organizza le attività dei suoi cittadini-cellule. Quando il sistema nervoso riconosce un fattore di stress ambientale, allerta la comunità delle cellule riguardo al pericolo imminente.
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Di fatto, il corpo è dotato di due distinti sistemi di protezione, entrambi essenziali per la difesa della vita.
Il primo mobilita la difesa dalle minacce esterne, e si chiama asse ipotalamico-ipofisiario-surrenalico (HPA).
In assenza di pericoli, l'asse HPA è inattivo ed è attiva la crescita. Ma quando l'ipotalamo del cervello percepisce una minaccia ambientale, chiama in causa l'asse HPA inviando un segnale all'ipofisi o ghiandola pituitaria, la "ghiandola di comando" che ha il compito di mobilitare i cinquanta trilioni di cellule della comunità per affrontare la minaccia incombente.
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... sììì... dicono tutti così!
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continuo da sopra...
Pensiamo di nuovo al meccanismo stimolo/risposta delle proteine recettori-effettori della membrana cellulare: l'ipotalamo e l'ipofisi sono i loro equivalenti comportamentali.
Analogamente alla proteina recettore, l'ipotalamo riceve e riconosce i segnali ambientali; e la funzione dell'ipofisi è simile a quella della proteina effettore in quanto mette in azione gli organi del corpo.
In risposta a una minaccia esterna, l'ipofisi invia un segnale alle ghiandole surrenali, informandole della necessità di coordinare la risposta fight or flight.
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I dettagli tecnici del modo in cui avviene l'attivazione dell'asse HPA da parte degli stimoli di stress si susseguono in una semplice concatenazione: in risposta alle percezioni di stress registrate nel cervello, l'ipotalamo secerne un fattore di distacco di corticorropina (CRF) diretto all'ipofisi.
Il CRF attiva speciali cellule dell'ipofisi inducendole a secernere degli ormoni adrenocorticotropici (ACTH) nel sangue.
Gli ACTH a loro volta raggiungono le ghiandole surrenali, dove fungono da segnale per attivare la produzione degli ormoni surrenali fight-flight.
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Questi ormoni dello stress coordinano la funzione degli organi del corpo, fornendoci una grande energia fisiologica per combattere il pericolo o per fuggire.
Una volta che l'allarme surrenalico è suonato, gli ormoni dello stress rilasciati nel sangue costringono i vasi sanguigni del tubo digerente, forzando il sangue, fornitore di energia, a irrorare piuttosto i tessuti delle braccia e delle gambe, le parti dell'organismo che ci consentono la fuga. Prima di essere inviato alle estremità, il sangue era concentrato negli organi viscerali.
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La ridistribuzione del sangue viscerale agli arti per attivare la risposta fight flight determina un'inibizione delle funzioni relative alla crescita;
senza il nutrimento del sangue, gli organi viscerali non possono funzionare correttamente e interrompono le funzioni vitali come la digestione, l'assimilazione, l'escrezione e altre funzioni collegate alla crescita cellulare e alla produzione delle riserve di energia del corpo.
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Quindi, la risposta allo stress inibisce i processi di crescita e compromette ulteriormente la sopravvivenza del corpo, perché va a interferire con la produzione delle riserve di energia vitale.
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La seconda protezione del corpo è il sistema immunitario, che ci difende dalle minacce che hanno origine sotto la pelle, come quelle causate dai batteri e dai virus.
Quando si mobilita, il sistema immunitario può consumare gran parte delle riserve energetiche del corpo.
Per farvi un'idea dell'energia consumata dal sistema immunitario, pensate a quanto vi sentite deboli quando state combattendo contro un'influenza o un raffreddore.
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Quando l'asse HPA mobilita il corpo in una risposta fight or flight, gli ormoni surrenali ci reprimono direttamente l'azione del sistema immunitario per conservare delle energie di riserva. Gli ormoni dello stress sono così efficaci nel limitare l'attività del sistema immunitario che vengono dati ai pazienti che ricevono un trapianto perché il loro sistema immunitario non rigetti i tessuti.
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Perché il sistema surrenalico dovrebbe annullare il sistema immunitario?
Immaginate di essere sotto una tenda nella savana africana, con un'infezione batterica e una terribile diarrea. Sentite il rauco ruggito di un leone fuori dalla vostra tenda. Il cervello deve prendere una decisione: qual è la minaccia maggiore? Non vi servirà a molto sconfiggere i batteri se lasciate che il leone vi sbrani 
Perciò il vostro corpo interrompe la lotta contro l'infezione e raccoglie le energie per la risposta di fuga, allo scopo di evitarvi un incontro ravvicinato con il leone.
Una conseguenza secondaria dell'attivazione dell'asse HPA è quindi la sua interferenza con la nostra capacità di combattere la malattia.
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