Questa discussione dal titolo Ipocondria è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; Esistono rimedi naturali all'ipocondria?...
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Ipocondria
Esistono rimedi naturali all'ipocondria?
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cara bau
parlando di ipocondria mi vengono subito in mente alcuni fiori di bach (eventualmente Anna sposterà il post! 
provo a farti un minielenco mettendoli a confronto.
Poi, dato che io non ho molti elementi per scegliere i fiori più adatti a te, prova a rifletterci e a individuare ciò che più ti corrisponde.
Crab Apple: osserva se stesso esageratamente, ma non ama stare al centro dell'attenzione, anzi, siccome si vergogna, preferisce passare inosserevato.
Ha una sensibilità così forte che capta molta energia negativa, più di quanta ne possa "metabolizzare".
Si sente sporco, impuro, e cerca di purificarsi.
Quando questo bisogno di purificazione passa dal piano energetico a quello fisico si manifesta l'ipocondria.
Sessualmente si sente sporco e tende ad evitare i contatti fisici.
Più in generale può mostrare atteggiamenti ossessivi.
Heather: è l'ipocondriaco per eccellenza, ma a differenza di CRA ha sempre bisogno di qualcuno cui raccontare la sua vita, cerca ossessivamente il contatto fisico, sessualmente può arrivare alla promiscuità.
Vuole essere sempre al centro dell'attenzione e non sopporta di essere ignorato.
L'ipocondria è soprattutto una conseguenza dei suoi squilibri sul piano affettivo.
E' un espediente per attirare l'attenzione, dato che il suo problema è una enorme carenza affettiva.
Questi sono i due ipocondriaci
...segue
Ultima modifica di anna1401; 07/06/2008 alle 16:49
Muere lentamente quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño...
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ma accanto a (uno di) questi, potresti considerare
Mimulus (la paura ipocondriaca: è inferiore a quella di HEA, non è una costante della sua personalità, deriva più che altro dalla sua natura debole e apprensiva. Per MIM l'ipocondria si scatena di fronte alle situazioni che gli ispirano timore)
Chicory (la paura della solitudine affettiva che sfocia in ipocondria per la strumentalizzazione che fa della malattia come ricatto affettivo)
Larch (come estensione della paura di Mimulus diventa paura di non essere all'altezza = bassa autostima)
Willow (anche questo come estensione di Mimulus se pensi di meritare di più di quello che la vita ti ha dato finora e covi un certo risentimento).
Naturalmente, queste sono solo indicazioni. Volendo si potrebbe (e si dovrebbe) approfondire. Come ti dicevo, può essere molto utile che tu rifletta per capire quali di questi fiori si avvicinano di più a te.
Questo primo passo verso l'autoconsapevolezza è anche il primo fondamentale passo verso la "guarigione".
Un abbraccio
Ultima modifica di anna1401; 07/06/2008 alle 16:52
Muere lentamente quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño...
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Ho copiato i vostri messaggi nel sub forum "Fiori di Bach" http://www.sanihelp.it/forum/fiori-d...pocondria.html
così se volete continuare il discorso sui fiori potete farlo anche lì.
Qui aspettiamo qualche consiglio su altri rimedi naturali per l'ipocondria
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le crepe del vaso
La paura delle malattie esprime la percezione di uno stato di insicurezza, di precarietà, e anche la non capacità di riuscire in qualche modo a trovare in se stessi argomenti rassicuranti, per cui che ne soffre cerca sollievo alla sua paura e alla sua ansia in una figura carismatica fuori di lui.
Dovremmo chiederci quale sia il primum movens che ha innescato questa dinamica. Bene i fiori e l'omeopatia, ma anche la necessità di guardare dove sono le crepe del vaso.
dr. vincenzo valesi
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dr. vincenzo valesi sanihelp
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mmmmmmmmm... il primo movens... chissà!? certo è che sono di natura impressionabile!! sto già prendendo crab apple ed in effetti mi sembra di notare dei miglioramenti, ma va a giornate...
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bau
se sei un tipo impressionabile forse dovresti aggiungere mimulus, e probabilmente ci sta anche larch.
I fiori servono proprio a cercare il primum movens di cui parla il dott valesi.
Cercando di capire quali fiori ci rappresentano, siamo "costretti" a guardarci con occhi più attenti e lungo questo percorso riusciamo a vedere a una a una le "crepe del vaso". Non è un perorso facile né breve..però fa un gran bene!
P.S. Anna scusa io ho continuato qui, ci pensi tu a "copiare"?
Muere lentamente quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño...
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per dott Valesi Oligoelementi
Gentile dottor Valesi, sono una persona piena di paure e tra queste c'è la pura delle malattie.
Faccio psicoterapia per DAP e mi è rimasta la paura di viaggiare.
Da circa 1 anno ho un problema di vista e prima che mi fosse diagnosticato un ipermetropismo, ho passato una serie di esami del sangue e visite da specialisti da perdere la testa.
Mi hanno persino trovato streptococco, asintomatico, curato con antibiotici. Non continuo perchè è tutto troppo lungo.
La scorsa settimana sono stata da un naturopata (scuola di SIMO) che mi ha fatto riflessologia plantare, iridologia e test kinesiologico per testare intolleranze, vitamine e sali e fiori di Bach.
Mi ha tolto latticini, prescritto Tarassaco 50 gtt 2 volte al dì, fiori Gentian Heather Rock rose, integratori Vitamine B e Daily della Nutrilite e Oligolito Bismuthum della Pegaso.
Sono tornata a casa entusiasta della visita e ho acquistato tutto per poi prendere solo il tarassaco e i fiori di Bach perchè mi è venuta la paura che i rimedi fossero troppi e che potessero essere tossici (bismuto per esempio).
Gentile dottore so che non mi conosce e non può farmi un quadro personale ma può almeno dirmi se questa cura per 1 mese può danneggiarmi?
Conosce anche qualche rimedio per aiutarmi a fidarmi degli altri?
Grazie infinite
Ultima modifica di anna1401; 09/06/2008 alle 16:27
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lasciarsi andare
Io credo che il modo migliore per agire su questo atteggiamento mentale sia quello di favorire situazioni di rilassamento, opponendosi all'idea a volte ossessiva e tiranna di tenere tutto sotto controllo.
Non devi però fartene una colpa, non ci sono colpe: il senso di colpa genera paura e la paura è l'esatto contrario dell'amore.
L'amore rende liberi, la paura crea dipendenze.
Numerosi fattori, genetici, assetto costituzionale che si esprime nella maggiore o minore attività a livello di alcuni neurotrasmettitori, l'interazione con gli stimoli che ci circondano, le esperienze della vita, favoriscono determinati atteggiamenti, che sono un modo di vivere l'esperienza dell'essere: ma l'uomo è sempre libero, attraverso vari percorsi, di realizzare i suoi obbiettivi.
E' curioso meditare che la tua ipermetropia ti obbliga a fare uno sforzo di accomodazione per spostare il fuoco dell'immagine degli oggetti vicini anteriormente per renderla chiara sulla retina: anche con gli occhi devi sforzarti per mettere le cose a fuoco.
Però ci sono anche lati positivi: per esempio ci sono studi basati sulle evidenze che suggeriscono che l'ipocondria allunga la vita, perchè si sta più attenti alla propria salute.
I riimedi naturali che ti sono stati consigliati x un mese non possono danneggiare la tua salute.
C'è un rimedio omeopatico che favorisce il "lasciare/lasciarsi andare" si chiama IGNATIA AMARA.
dr. vincenzo valesi
Ultima modifica di anna1401; 10/06/2008 alle 17:23
dr. vincenzo valesi sanihelp
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Gentilissimo dott. Valesi, grazie di cuore per la celere risposta e per le belle parole usate, è proprio vero che cerco di tenere tutto sotto controllo com'è vero che non riesco a lasciarmi andare in nessuna occasione e non so esprimere le mie emozioni belle o brutte che siano.
Spesso mi soffermo a pensare cerco di analizzare il mio modo di pormi e fare con gli altri e tristemente arrivo alla conclusione che non so amare....forse per la troppa paura, come lei ha detto.
I problemi all'occhio sono arrivati 1 anno fa o meglio me ne sono accorta 1 anno fa in un momento di grande stress, data la malattia di mio padre che mi porta a contatto con medici e ospedali. Meno male che nell'ipocondria esiste anche un lato positivo.....
Grazie anche per l'incoraggiamento a prendere i rimedi, le farò sapere.
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L'Ipocondria
La caratteristica essenziale della ipocondria è la preoccupazione legata alla paura di avere, oppure alla convinzione di avere, una grave malattia, basata sulla errata interpretazione di uno o più segni o sintomi fisici.
Perché si possa parlare di ipocondria, ovviamente, una valutazione medica completa deve avere escluso qualunque condizione medica generale che possa spiegare pienamente i suoi segni o sintomi fisici (per quanto possa talora essere presente una condizione medica generale concomitante).
L'aspetto principale dell'ipocondria è che la paura o la convinzione ingiustificate di avere una malattia persistono nonostante le rassicurazioni mediche.
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Nella ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la traspirazione o la peristalsi); alterazioni fisiche di lieve entità (per es. una piccola ferita o un occasionale raffreddore); oppure sensazioni fisiche vaghe o ambigue (per es. "cuore affaticato", "vene doloranti").
La persona attribuisce questi sintomi o segni alla malattia sospettata ed è molto preoccupata per il loro significato e per la loro causa.
Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati, in momenti diversi o simultaneamente.
In alternativa ci può essere preoccupazione per un organo specifico o per una singola malattia (per es. la paura di avere una malattia cardiaca).
Visite mediche ripetute, esami diagnostici e rassicurazioni da parte dei medici servono poco ad alleviare la preoccupazione concernente la malattia o la sofferenza fisica.
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Per esempio, un soggetto preoccupato di avere una malattia cardiaca non si sentirà rassicurato dalla ripetuta negatività dei reperti delle visite mediche, dell'ECG, o persino della angiografia cardiaca.
I soggetti con l'ipocondria possono allarmarsi se leggono o sentono parlare di una malattia, se vengono a sapere che qualcuno si è ammalato, o a causa di osservazioni, sensazioni, o eventi che riguardano il loro corpo.
La preoccupazione riguardante le malattie temute spesso diviene per il soggetto un elemento centrale della immagine di sé, un argomento abituale di conversazione, e un modo di rispondere agli stress della vita.
Fnte http://www.ipsico.org/ipocondria.htm
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Ipocondria - Descrizione dettagliata
Spesso nell'ipocondria la storia medica viene presentata con dovizie di dettagli e assai estesamente.
Sono comuni "l'andare per medici" e il deterioramento della relazione medico-paziente, con frustrazioni e risentimento reciproci.
I soggetti ipocondriaci spesso ritengono di non ricevere le cure appropriate, e possono opporsi strenuamente agli inviti a rivolgersi ai servizi psichiatrici. Complicazioni possono derivare dalle ripetute procedure diagnostiche, che possono di per sé comportare dei rischi e che sono costose.
Tuttavia, proprio in quanto questi soggetti hanno una storia di lamentele multiple senza una chiara base fisica, c'è il rischio che ricevano valutazioni superficiali, e che venga trascurata la presenza di una condizione medica generale.
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Le relazioni sociali vengono sconvolte per il fatto che il soggetto ipocondriaco è preoccupato della propria condizione e spesso si aspetta considerazione e trattamento speciali.
La vita familiare può diventare disturbata poiché viene focalizzata intorno al benessere fisico del soggetto. Possono non esserci effetti sul funzionamento lavorativo dell'individuo, se questo riesce a limitare l'espressione delle preoccupazioni ipocondriache al di fuori dell'ambiente lavorativo.
Più spesso la preoccupazione interferisce con le prestazioni e causa assenze dal lavoro. Nei casi più gravi, il soggetto ipocondriaco può divenire un completo invalido.
Malattie gravi, specialmente nell'infanzia, ed esperienze pregresse di malattia di un membro della famiglia sono facilmente associate con il manifestarsi della Ipocondria.
Si ritiene che certi fattori psico-sociali stressanti, in particolare la morte di qualche persona vicina, possano in alcuni casi precipitare l'Ipocondria.
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Il disturbo risulta equamente distribuito tra maschi e femmine. E' sconosciuta la percentuale di diffusione del disturbo nella popolazione generale, ma nella pratica medica generale va dal 4 al 9%.
L'ipocondria può esordire a qualunque età, ma si pensa che l'età più comune di esordio sia la prima età adulta.
Il decorso è solitamente cronico, con i sintomi che vanno e vengono, ma talora si verifica una completa remissione.
A causa della sua cronicità alcuni ritengono che il disturbo sia soprattutto espressione di tratti di carattere (cioè preoccupazioni di lunga durata riguardanti i problemi fisici e la focalizzazione sui sintomi somatici).
E' importante distinguere l'ipocondria dal disturbo ossessivo-compulsivo da contaminazione, che è caratterizzato non tanto dal timore di avere una malattia, ma dalla paura eccessiva e irrazionale di ammalarsi o di far ammalare qualcun altro tramite contagio e, in genere, da rituali di lavaggio e evitamenti volti a scongiurare tali paure.
Caratteristiche essenziali del disturbo sono pensieri, immagini o impulsi ricorrenti che creano allarme o paura e che costringono la persona a mettere in atto comportamenti ripetitivi o azioni mentali.
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Come il nome stesso lascia intendere, il DOC è quindi caratterizzato da ossessioni e compulsioni.
Almeno l'80% dei pazienti con DOC ha sia ossessioni che compulsioni, meno del 20% ha solo ossessioni o solo compulsioni.
Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi che si presentano più e più volte e sono al di fuori del controllo di chi li sperimenta.
Tali idee sono sentite come disturbanti e intrusive, e, almeno quando le persone non sono assalite dall'ansia, sono giudicate come infondate ed insensate.
Le persone con DOC possono preoccuparsi eccessivamente dello sporco e dei germi.
Possono essere terrorizzate dalla paura di avere inavvertitamente fatto del male a qualcuno, di poter perdere il controllo di sé e diventare aggressive in certe situazioni, di aver contratto malattie infettive o di essere omosessuali, anche se di solito riconoscono che tutto ciò non è realistico.
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Le ossessioni sono accompagnate da emozioni sgradevoli, come paura, disgusto, disagio, dubbi, o dalla sensazione di non aver fatto le cose nel "modo giusto", e gli innumerevoli sforzi per contrastarle non hanno successo, se non momentaneo.
Le compulsioni vengono anche definite rituali o cerimoniali e sono comportamenti ripetitivi (lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (contare, pregare, ripetere formule mentalmente) messi in atto per ridurre il senso di disagio e l'ansia provocati dai pensieri e dagli impulsi tipici delle ossessioni; costituiscono, cioè, un tentativo di elusione del disagio, un mezzo per cercare di conseguire un controllo sulla propria ansia.
In generale tutte le compulsioni che includono la pulizia, il lavaggio, il controllo, l'ordine, il conteggio, la ripetizione ed il collezionare si trasformano in rigide regole di comportamento e sono spesso bizzarre e francamente eccessive.
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Trattamento psicoterapeutico e farmacologico Ipocondria
Psicologico
La psicoterapia è una disciplina molto poco omogenea; esistono decine di forme di psicoterapia individuale, familiare, di coppia e di gruppo.
Nel trattamento dell'ipocondria, la forma di psicoterapia che la ricerca scientifica ha dimostrato essere più efficace, nei più brevi tempi possibile, è la "cognitivo-comportamentale".
Si tratta di una psicoterapia breve, a cadenza solitamente settimanale, in cui il paziente svolge un ruolo attivo nella soluzione del proprio problema e, insieme al terapeuta, si concentra sull’apprendimento di modalità di pensiero e di comportamento più funzionali, nell’intento di spezzare i circoli viziosi dell'ipocondria.
In ogni caso il trattamento dell'ipocondria può risultare particolarmente difficoltoso, in quanto i soggetti non sono mai del tutto convinti che la causa dei loro mali sia soltanto di tipo psicologico.
Generalmente la psicoterapia è possibile in quei casi in cui la persona si preoccupa incessantemente di avere delle malattie, ma si rende conto, almeno in parte, che le sue preoccupazioni sono eccessive e infondate.
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La terapia farmacologica
dell'ipocondria, ammesso che la persona accetti di prendere dei farmaci senza temere che arrechino dei danni al proprio organismo, si basa fondamentalmente sugli antidepressivi, sia triciclici che SSRI.
Quest'ultima classe presenta, rispetto alle precedenti, una maggiore maneggevolezza e minori effetti collaterali.
Dato che l'ipocondria viene spesso assimilata al disturbo ossessivo-compulsivo, considerando le preoccupazioni del paziente come delle ossessioni di malattia, la terapia farmacologica rispecchia le linee guida per tale disturbo, con alti dosaggi di antidepressivi ad azione serotoninergica assunti per periodi prolungati.
Nelle forme lievi la prescrizione di sole benzodiazepine può essere sufficiente, ma generalmente non è risolutiva e ottiene soltanto di placare l'ansia a breve termine.
Fonte http://www.ipsico.org/ipocondria.htm
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