Questa discussione dal titolo Epatite C è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; Dall’ omeopatia e omotossicologia deriva il concetto del recupero funzionale e strutturale , (operato attraverso la detossificazione ...
-
Dall’omeopatia e omotossicologia deriva il concetto del recupero funzionale e strutturale, (operato attraverso la detossificazione ed il drenaggio connettivo, il drenaggio emuntoriale, il ripristino del fisiologico metabolismo cellulare.
La detossificazione del tessuto connettivo, è considerata la chiave di volta per il mantenimento o il ripristino della salute.
Questa fu una grande intuizione di H. H. Reckeweg, il padre della omotossicologia.
Evidenze sperimentali indicano che, le modificazioni della matrice connettivale (dove le delicate relazioni tra citochine, neuropeptidi ed ormoni coordinano e controllano il funzionamento coerente dell’ecosistema-organismo) influenzano la dinamica cellulare.
Neutralizzazione delle cause eziologiche (attraverso l’azione immunoterapia dei nosodi)
-
il passo successivo è:
La regolazione dell’equilibrio neuro-endocrino (per tramite degli ormoni e degli europeptidi omeopatizzati)
recupero dell’efficienza immunologia (grazie all’utilizzo delle citochine omeopatizzate)
si passa alla supplementazione alimentare, attraverso:
- il sostegno plastico alle sintesi proteiche (per mezzo dell’integrazione con una combinazione di amminoacidi.)
– corretta attività enzimatica (oligoelementi e vitamine)
– protezione dai radicali liberi (antiossidanti)
EFFETTI COLLATERALI di queste terapie:
a) nessuno a livello organico
b) i farmaci non sono contemplati in fascia A, quindi bisogna pagarli c) sono cure molto più impegnative a livello intellettivo, e danno molte soddisfazioni quando se ne vedono i risultati, perché siamo attivi e determinati nella cura di noi stessi
-
5) Ozono terapia: rimozione di una certa quantità di sangue, che viene arricchita con ozono per poi essere reintrodotta nel corpo in modo tale da uccidere i virus.
6) Tarassaco: la radice fa bene per tutti i problemi di fegato, incluse cirrosi, itterizia.
7) Latte di Cardo: esso stimola la rigenerazione delle cellule del fegato e funge da antifiammatorio e stabilizzatore di cellule.
8) Carciofo: una lunga tradizione popolare è stata dimostrata verificando gli effetti rigenerativi e protettivi del carciofo nei confronti del fegato.
9) Radice di liquirizia: studi hanno dimostrato che un componente della liquirizia è efficace nel trattamento dell'epatite virale cronica. Infatti la Glicirrizina ha un'attività antivirale.
10) Spirulina: estratto di alga verde-blu, contiene una sostanza che mostra un'attività antivirale.
11) Aglio: è un antibiotico naturale
12) Vitamina C: si consiglia da 20 a 50 g al giorno in forma pura.
-
13) Sostanze naturali che aiutano:
- Astragalo: erba cinese che aumenta la reazione degli anticorpi
- Clorofilla: pigmento di una pianta
- Coenzima Q10: antiossidante che aiuta ad incrementare le cellule T-helper
- Echinacea: erba più popolare del Nord america
- Ginko Biloba: potente antiossidante del sistema nervoso
- Melatonina: ormone della ghiandola pineale con forte attività
-
Qualcosa in più sulla vitamina C
questa comunissima vitamina che si trova in molti alimenti, è uno degli antiossidanti più potenti conosciuti. Non costa molto, e viene utilizzata in molti protocolli non invasivi, associata a Sali minerali, amminoacidi, (tipo il glutatione) e altro.
La vitamina C e' un ottimo integratore utile nella cura per il cancro, nelle malattie cardiovascolari e in molte altre gravi problematiche; ci difende dalle infezioni:
E’accaduto in due ospedali (Fukuoa General e Taciara) nella regione di Osaka (Giappone) durante i primi anni '70
continua...
-
Il dottor Akira Murata del Laboratorio di Microbiologia Applicata dell'Universita' di Saga ha trovato che l'incidenza dell'epatite B era il 7% nei 150 pazienti che avevano ricevuto delle trasfusioni di sangue e che avevano ricevuto meno di 1500 milligrammi di vitamina C al giorno.
Tra i 1095 pazienti che avevano ricevuto trasfusioni di sangue e che avevano preso 2000 milligrammi o piu' di vitamina C al giorno, non ci fu nessun caso di epatite.
la Vitamina C adesso viene somministrata di routine in entrambi gli ospedali e i pazienti operati e in terapia intensiva ricevono dai 6 ai 10 grammi di vitamina C al giorno, diversi giorni prima di ricevere le trasfusioni e per diverse settimane successive.
-
Cose da evitare in caso di epatiti:
E’ importante non affaticare il fegato, quindi sarebbe buona norma fare pasti leggeri e non abbondanti, più volte al giorno, ascoltando la nostra fame, il messaggio che viene dal nostro stomaco.
Da evitare:
grassi animali
carne rossa alcool
caffè ed eccitanti droghe elaborate chimicamente fumo sale
molluschi crudi
arachidi e frutta secca zucchero raffinato
-
Alimentazione
1) Secondo una guida di medicina alternativa:
si raccomanda una dieta povera di proteine per minimizzare lo stress al fegato. Tutta la dieta dovrebbe avere un regime ipoglicemico con piccoli pasti durante il giorno, evitando cibi zuccherati, alcool e caffeina.
Bere moltissima acqua depurata, e con succo di limone fresco ogni mattina e sera, seguito da succhi vegetali. Fare questo per due tre settimane. L'ideale sarebbe un'insalata e un pasto a vapore, oppure vegetali leggermente saltati in padella ogni giorno.
2) Secondo l'Enciclopedia della Medicina Naturale:
si raccomanda una dieta naturale ricca di fibre, e povera di grassi saturi animali e sintetici, carboidrati semplici (zuccheri, succhi di frutta, farina bianca, miele ecc) acidi grassi ossidati (oli fritti) e grassi animali.
Mangiare cibi ricchi di lecitina, acidi grassi essenziali (salmone, olio di lino) e vegetali verdi.
Le radici di "dente di leone" e di carciofo sono condimenti dietetici utili per migliorare il flusso della bile.
Possibilmente tutto biologico, per non fare il pieno di pesticidi e conservanti
-
Molte persone con HIV e HCV utilizzano la medicina naturale e trovano in queste terapie un beneficio generale.
Ogni cosa che noi mangiamo, respiriamo, oppure assorbiamo attraverso la pelle deve essere purificata dal fegato: un’attenzione speciale all’alimentazione e alla dieta può aiutare a mantenere il fegato in buona salute.
Il concetto di salute si rifà appunto a un equilibrio organico che una volta ripristinato, reagisce a virus e batteri con tutta la sua energia. Più si conduce una vita sana, più viene preservato questo equilibrio.
Fonte http://www.lila.toscana.it/hiv-hcv.php
-
biologia e spirito

Originariamente Scritto da
anna1401
Molte persone con HIV e HCV utilizzano la medicina naturale e trovano in queste terapie un beneficio generale.
Ogni cosa che noi mangiamo, respiriamo, oppure assorbiamo attraverso la pelle deve essere purificata dal fegato: un’attenzione speciale all’alimentazione e alla dieta può aiutare a mantenere il fegato in buona salute.
Il concetto di salute si rifà appunto a un equilibrio organico che una volta ripristinato, reagisce a virus e batteri con tutta la sua energia. Più si conduce una vita sana, più viene preservato questo equilibrio.
Fonte
http://www.lila.toscana.it/hiv-hcv.php
dr. vincenzo valesi sanihelp
-
Di questo concetto di salute,che condivido, fa parte anche la visione dell'essere umano in una nuova dimensione che consiste nel pieno recupero della sua dignità di persona con le sue potenzialità spirituali.
Dove il concetto di salute è un concetto di equilibrio e di armonia
in cui l'uomo non può abdicare all'esercizio del suo potere spirituale
il che significa non porsi al centro ma nel contesto del tutto vivendo il proprio ruolo
con l'umiltà non falsa modestia di chi avendo dei limiti biologici
vuole conoscere per crescere e dare un senso all'esperienza di questa vita
all'uomo del terzo millennio sarà sempre più difficile realizzare l'obbiettivo
di questa salute al di fuori della risonanza con questa armonia.
E sempre più limitata è la distanza fra la biologia e lo spirito.
dr. vincenzo valesi
____________________ ____________________ ____________________ ___
dr. vincenzo valesi sanihelp
-
Terapia omotossicologica delle epatiti virali acute e croniche
(Prof. Besik Kulturiavitch Shamugiya - La Medicina Biologica gennaio-marzo 2006)
Riassunto
Studi effettuati in pazienti affetti da epatite virale tipo B e B + C acuta hanno d mostrato che i farmaci omotossicologici riducono durata e frequenza delle manifestazioni delle principali sindromi cliniche e biochimiche e sviluppano, inoltre, marcato effetto immunomodulante.
Si evidenzia come un’accentuata espressione di molecole HLA-DR+ sui monociti produca aumento della risposta antigene-specifica.
Secondo le attuali conoscenze, l’insorgenza dell’epatite virale provoca disturbi al Sistema imunitario legati all’alterazione del numero dei linfociti T e B, coinvolgendo uno o più processi immunopatologici.
In pazienti affetti da diverse forme di epatite virale, si è osservata la pogressione della malattia solo in presenza di replicazione virale attiva.
Si presume che status del Sistema Immunitario, variabilità biologica dell’agente patogeno e reciproche interazioni determinino la patogenesi dell’infezione da HBV e delle forme latenti.
Una inadeguata risposta immunitaria è causa di cronicizzazione.
L’attività della replicazione virale determina netta accelerazione e tipizzazione dell’epatite cronica in atto.
-
Farmaci Omotossicologici
La Reazione Immunologica di Soccorso, in grado di arrestare il processo infiammatorio, viene attivata in modo particolarmente soddisfacente dai medicinali omotossicologici complessi.
I principi attivi in essi contenuti agiscono sulle cellule Th3 che producono citotossina anabolica TGF-ß.
Quest’ultima, a propria volta, ha effetto antinfiammatorio ed immunomodulante.
I farmaci omotossicologici non sovraccaricano l’organismo e non presentano
contro.indicazioni ed effetti collaterali:
correggono le alterazioni patologiche in diversi organi e Sistemi, attivano le difese ed influiscono favorevolmente sul decorso di un processo infettivo.
I costi globali di terapia, inoltre, sono molto più contenuti rispetto a quelli della terapia convenzionale.
Nelle epatiti virali, Engystol® N è il rimedio d’elezione grazie all’azione antinfiammatoria, immunomodulante e antivirale, richiamata dalla produzione aggiuntiva di interferone endogeno.
Regola l’equilibrio idrico, elettrolitico ed ossigenativo nel Tessuto Connettivo agendo, inoltre, da drenante della matrice.
-
Recentemente, il metabolismo dei grassi e lo stato strutturale funzionale delle membrane cellulari sono oggetto di molte ricerche e studi avanzati.
Lycopodium compositum è un farmaco ad alta attività antiossidante, in grado di inibire la perossidazione lipidica, bloccare la degradazione delle membrane cellulari e rafforzare i meccanismi antiossidanti.
I virus alterano l’attività enzimatica delle cellule infettate, riducendone l’attivtà metabolica.
Per la normalizzazione delle funzioni di queste ultime ed il ripristino dei processi redox, Coenzyme compositum Ampullen è rimedio indicato ed efficace.
Anche Echinacea compositum S è utile,poiché, nell’immunogenesi delle epatiti virali B e C, l’insufficiente produzione di interferone endogeno svolge un ruolo chiave per la progressione patologica.
-
Materiali e metodi
Tra il 1999 e il 2002, presso l’Ospedale n. 9 della Città di Kiev (Ucraina), sono stati accolti 180 pazienti (72 di sesso femminile e 108 di sesso maschile; età 18 – 48 anni; età media 21,5) affetti da epatite virale acuta di tipo B (HBVa) (Gruppo 1) e da epatite mista B+C (HBV/HCV) (Gruppo 2).
– Il Gruppo 1 (55 pz.) è stato trattato con Engystol® N (1 cps 3/die) e Lycopodium compositum (2,2 ml in 2,0 ml di sangue autologo e.v. 2/sett.) per 1,5 2 mesi;
Il Gruppo di controllo (34 pz.) è stato trattato con terapia standard: preparati polivitaminici, antistaminici, rimedi detossicanti.
– Al Gruppo 2, appartenevano 62 pz. affetti da epatite mista B+C che, presumibilmente, si sono infettati mediante assunzione di stupefacenti e.v.
Questi pazienti sono stati avviati a terapia, oltre che con Engystol® N e Lycopodium compositum nel dosaggio sopraccitato, con Echinacea compositum S e Coenzyme compositum Ampullen 2,2 ml, 2 volte alla settimana i.m., miscelati in un’unica siringa.
-
Dopo una pausa di due mesi, la terapia è stata ripetuta due volte all'anno.
Il Gruppo di controllo includeva 29 pz. affetti da HBV/HCV, trattati con terapia standard e con più preparati a base di interferone.
La durata della terapia con interferone è stata – mediamente – di 7,6 ± 2,4 mesi.
L'IFN-α è stato somministrato per via i.m. 3 volte alla settimana, al dosaggio di 3 milioni U.I.
La diagnosi di epatite virale è stata definita sulla base dei sintomi clinici, anamnesi, analisi di laboratorio standard ed immunosierologiche, mentre il grado dell’espressione patologica è stato classificato secondo criteri clinici standardizzati.
-
L'efficacia della terapia è stata valutata attraverso:
• Evoluzione clinico-sintomatologica.
• In fase acuta sono state regolarmente effettuate – ogni 7/10 giorni – le analisi biochimiche di routine. La determinazione quantitativa di bilirubina e delle sue frazioni sieriche è avvenuta mediante il metodo Jendra schek. L'attività dell’ALAT (alaninaminotransfer asi) e dell’ASAT (aspartat-aminotransferasi) è stata determinata attraverso il metodo Reitman e Frenkel.
Il test di torbidità del timolo è stato effettuato secondo il metodo Huergo-Popper. Inoltre è stata determinata l'attività della fosfatasi alcalina (FA) e della gammaglutamiltranspe ptidasi (γ-GTP).
• Sono state effettuate, a tutti i pazienti, le analisi di sangue e urine. Secondo necessità, le feci ed altri reperti, sono stati analizzati batteriologicamente.
• Attraverso il metodo immunoenzimatico sono stati determinati i marker HBV, HBsAg, AntiHBcIgM (IgG), HBeAg (FIG. 1), Anti-HBe e i marker HCV Anti-HCV (generali).
Per escludere gli HDV e gli HAV sono stati determinati anche i marker HDV Anti HDV IgM (IgG) e i marker HAV Anti-HAV IgM.
-
• Metodiche strumentali: monografia degli organi cavi addominali, ecogenità ed ecostruttura del fegato, vie biliari, milza, pancreas; misurazione del diametro dell'aorta e della venasplenica.
• Metodi immunologici: il numero dei leucociti è stato determinato su sangue appena prelevato, stabilizzato con eparina (20 U/ml), secondo il metodo Boyum. La separazione monociti/macrofagi è stata realizzata per mezzo dell’adesione al polistirolo.
Il fenotipo è stato determinato tramite la reazione di immunofluorescenza indiretta in relazione a CD3, CD4, CD8, CD20, CD16, HLA DR secondo l'indicazione del Produttore degli anticorpi monoclonali.
• Per il rilevamento statistico è stato calcolato il test di Student per gruppi indipendenti. Il 95% delle probabilità di differenza è stato considerato come statisticamente significativo (p<0,05).
-
Risultati
Sono stati messi a confronto i parametri biochimici, virologici ed immunologici dei pazienti; è stato, inoltre, considerato l'influsso dei fattori clinici e dei parametri di laboratorio sul decorso della malattia, dopo terapia.
EPATITE B ACUTA
In tutti i pazienti del Gruppo 1 e Gruppo di controllo (HBVa), la malattia ha avuto decorso mediograve. I sintomi tipici si sono manifestati nello stadio prodromico ed itterico con medesima frequenza e durata.
Alla prima visita, nella maggior parte dei soggetti, si sono osservati marcati disturbi quali astenia, limitata resistenza, inappetenza, algie o senso di pesantezza al quadrante addominale superiore destro.
La sindrome da colestasi era poco evidente in tutti i pazienti. La presenza di sindrome epatolienale è stata considerata una delle caratteristiche guida del processo infiammatorio.
-
Parametri biochimici
La determinazione dell’attività di ALAT, ASAT e bilirubina ha evidenziato un miglioramento rapido e duraturo dei valori ematici nei pz. del Gruppo 1, dopo terapia omotossicologica.
Il tasso di bilirubina si è normalizzato al 15°-20° giorno dall’inizio di terapia (valore medio 18,4 µmol/l vs 27,9 µmol/l nel Gruppo di controllo).
In questa fase, il livello medio di ALAT e ASAT nel siero era di 40,6 e 34,5 µmol/min/l nel Gruppo 1 (terapia omotossicologica) più basso di 2,5 volte rispetto al Gruppo di controllo (150,3 e 95,3 µmol/min/l).
AP e test di torbidità del timolo erano notevolmente ridotti, mentre la quantità percentuale dell’indice di protrombina è aumentato (TAB. 1). (vedere la pagina)
Permessi di Scrittura
- Tu non puoi inviare nuove discussioni
- Tu non puoi inviare risposte
- Tu non puoi inviare allegati
- Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
-
Regole del Forum