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Risultati da 61 a 76 di 76
Questa discussione dal titolo Epatite C è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; Al controllo dei pazienti affetti da HBVa, si è osservata una ritardata convalescenza nei soggetti non trattati ...
  1. #61
    L'avatar di anna1401
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    Marker dell’epatite B

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    Al controllo dei pazienti affetti da HBVa, si è osservata una ritardata convalescenza nei soggetti non trattati con terapia omotossicologica.
    Nella maggior parte dei pz. del Gruppo di controllo è stato possibile dimostrare la persistenza di HBsAg per 45 giorni e, nel 25% dei casi, anche al 60° e 90° giorno di osservazione (FIG. 2). (vedere la pagina)

    Nel 96,6% degli individui appartenenti al Gruppo 1 e nel 64,7% del Gruppo di controllo, l’HBeAg non era più evidenziabile già dopo 30 giorni.
    Sono stati determinati anti-HBs, anti-HBe ed anti-HBcore, per il rilevamento dell’immunità protettiva e pos-tinfettiva dopo HBVa.

    Dalla successiva osservazione dei convalescenti HBV (Gruppo 1) è emerso che tutti i pazienti non accusa vano più sintomi dopo 3 mesi dall’inizio della malattia e i valori di laboratorio, così come le dimensioni del fegato, erano rientrati nei limiti di norma.

    I dati evidenziano un ridotto rischio di epatite B cronica (HBVch) sotto copertura omotossicologica e permettono un’ottimizzazione della strategia terapeutica nei pazienti HBVa in relazione alla durata della terapia ed alla prognosi dei parametri biochimici e virologici di routine.

  2. #62
    L'avatar di anna1401
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    EPATITE MISTA B+C

    Tra i pazienti affetti da epatite mista (HBV/HCV, Gruppo 2), quelli trattati
    omotossicologicament e sono migliorati ed i valori biochimici si sono normalizzati.
    L’uso di farmaci antivirali e patogenetici nei pazienti affetti da epatite cronica induce normalizzazione o riduzione dei valori biochimici principali, ma, nella maggior parte dei casi, si è evidenziata una recidiva dopo sospensione della terapia.

    Spesso si è verificata esacerbazione di malattie croniche pregresse. La bilirubina era notevolmente aumentata (34,9 µmol/l), a partire dal 12° mese, nei pazienti trattati solo con IFN-α.

    Nei pazienti trattati anche con farmaci omotossicologici si è registrata, invece,
    una stabilizzazione duratura della bilirubina totale (19,5µmol/l dopo terapia;
    19,2 µmol/l dopo 6 mesi; 20,1 µmol/l dopo 12 mesi).

    Va inoltre considerata l’attività di ALAT che, nei pazienti del Gruppo di controllo, ammontava a 69,5 µmol/l, 58,9µmol/min/l (dopo 6 mesi), 88,9 µmol/min/l (dopo 12 mesi): valori quasi doppi rispetto alla norma.

    Nei pazienti trattati con farmaci omotossicologici è stato rilevato solo un aumento di 1,3 volte al 12° mese di trattamento, pari a 47,3µmol/min/l; mentre al 6° mese di controllo, dopo terapia, è stato evidenziato un valore di 54,8µmol/min/l e 51,6µmol/min/l.
    Simili oscillazioni sono state osservate anche per ASAT, test di torbidità del ti molo e AP.

  3. #63
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    Immunologia

    Nel quadro della terapia omotossicologica è stata valutata l’immunità cellulare ed umorale. La carenza di cellule T totali e lo squilibrio della regolazione immunologica si sono normalizzati dopo terapia.

    Il contenuto relativo di monociti HLA-DR+ è aumentato in modo significativo e i valori di ZIK sono migliorati (TAB. 2). (vedere nella pagina)
    I dati confermano l’effetto immunomodulante dei farmaci omotossicologici.

    Nei pazienti con stato immunologico T mediato relativamente normale, i farmaci omotossicologici – molto probabilmente – avviano la neosintesi di interferoni endogeni, tanto che l’espressione accentuata di molecole HLA-DR+ osservata sui monociti porta ad aumento della risposta antigene specifica.
    Ciò deriva – in ultima analisi – da una soppressione della replicazione virale.

  4. #64
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    Marker dell’epatite B/C

    I marker dell’infezione HBV e HCV si sono azzerati 12 mesi dopo l’inizio del periodo di osservazione in 38 pazienti (61,3%) del Gruppo 2 e in 20 (68,9%) del Gruppo di controllo.
    L’HCV nel RNA è stato sempre rilevato, ogni volta che il valore di ALAT superava il range di più di 2 unità.
    In alcuni pazienti, la viremia HCV si aggirava su valori normali; in altri si sono verificati “un nuovo aumento enzimatico ed una guarigione apparente dopo la prima caduta del livello di ALAT”.

    I pazienti con enzimi aumentati da più di 6 mesi e ripetuti aumenti di ALAT – dopo precedente riduzione a valori normali – e con replicazione attiva di HCV, anche in presenza di valori normali del la transaminasi, sono rientrati nel Gruppo epatite C cronica.
    I dati relativi all’incidenza di marker HBV e HCV indicano una dinamica positiva nei pazienti del Gruppo omotossicologico e del Gruppo di controllo.

    Questo risultato è di grande importanza poiché l’impiego di farmaci omotossicologici implica assenza di effetti collaterali e contro.indicazioni, buona tollerabilità, miglioramento della qualità di vita e costi contenuti.

  5. #65
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    Sintomatologia

    In entrambi i Gruppi 1 e 2, già a 3 e 6 mesi dopo l’inizio di terapia, si è osservato un netto miglioramento dello stato cenestesico generale ed una riduzione dei sintomi principali.
    Nei pazienti trattati con farmaci omotossicologici si è registrato un miglioramento più definito e duraturo.

    Gran parte dei pazienti, dopo 6 mesi di terapia, godeva di buona salute, mentre i pazienti dei Gruppi di controllo presentavano disturbi quali nausea e “senso di fastidio” riferito al quadrante addominale superiore dx; si registrava, inoltre, sindrome astenovegetativa post-epatitica.

    Nei pazienti trattati con farmaci omotossicologici (Gruppo 1+2), le dimensioni del fegato e della milza si sono normalizzate più rapidamente rispetto ai pazienti dei Gruppi di controllo (TAB. 3). (vedere nella pagina)

    Grazie alla somministrazione di farmaci omotossicologici è stato possibile ridurre i tempi di regressione della sindrome infiammatoria mesenchimale colestasica e citolitica rispetto ai Gruppi di controllo. Ciò è di grande importanza per la prognosi dell’epatite cronica.

  6. #66
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    Conclusioni

    Il processo infettivo in pazienti affetti da HBV ed HBV/HCV è caratterizzato da risposta iper-immune mista cellulo-umorale, cui corrispondono:

    • marcata riduzione del numero dei linfociti T e loro sottopopolazioni (CD3, CD4, CD8) – in particolare dei linfociti citotossici (CD8);

    • aumento dell’indice di differenziazione;

    • significativo aumento del numero di cellule con “marker di attivazione” (HLA II);

    • aumentata attività funzionale dei linfociti e dei ZIK.

    I medicinali omotossicologici influiscono essenzialmente sulla riduzione della durata dei principali parametri biochimici in pazienti affetti da HBV (intossicazione, ittero, epatomegalia, citolisi).
    Somministrando correttamente i medicinali omotossicologici, è possibile ridurre le probabilità di evoluzione in epatite cronica e la durata del ricovero nei casi di epatite virale acuta.

  7. #67
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    Nei pazienti affetti da HBV e HBV/HCV si è confermato l’effetto immunomodulante dei farmaci omotossicologici.
    Inoltre, nell’ambito della terapia, l’espressione accentuata delle molecole HLA-DR+ sui monociti causa risposta antigene specifica e conseguente soppressione della replicazione virale.

    L’utilizzo di farmaci omotossicologici in pazienti affetti da epatite virale, può essere suggerito indipendentemente da sesso, età ed assunzione di stupefacenti.
    L’applicazione pratica dei risultati di questo studio clinico contribuisce, inoltre, a ridurre i problemi sociali correlati allo sviluppo delle epatiti virali B e C, nonché a contenere le infezioni HBV e HCV.

    Riferimento bibliografico:
    SHAMUGIYA B.K. – Terapia omotossicologica delle epatiti virali acute e croniche.
    La Med. Biol., 2006/1; 9-13.
    venerdì, 28 marzo 2008
    Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 11:32

  8. #68
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    Alcune proposte di cura in caso di epatiti virali

    (tratto da “ Grande Dizionario Enciclopedico di Omeopatia e Bioterapia” Ivo Bianchi - Louis Pommier
    Nuova Ipsa Editore

    Premessa: Nelle epatiti gravi, o aggravate, (sindrome emorragica, disturbi della coscienza, ecc.) o nelle forme che si prolungano, il ricovero in ambiente specializzato è d’obbligo.

    Proposte (da attuarsi sempre con la consultazione del medico)


    OMEOPATIA

    - Phosphorus triiodatus 7CH, 5 gr. ogni 10 giorni.
    - Phosphorus triiodatus 5CH, Lycopodium clavatum 5CH, 2 gr. un giorno l’uno, un giorno l’altro.
    - Nux vomica 5CH, Bryonia 5CH, Berberis 4CH, 2 gr. di ciascuno, 1 v. al dì.
    - Juniperus oxycedrus (mac. glic.) D1, 40 gtt. a pranzo + Alnus glutinosa (mac. glic.) D1, 40 gtt. La sera.
    - Hepatine 4CH, una supp. andando a letto, 3 volte la settimana.
    - Magnesia muriatica D6 trit., un pizzico in un po’ d’acqua; 1 v. al dì.
    - Dr. Reckeweg R 7, 15 gtt. 2 v. al dì.

  9. #69
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    OLIGOELEMENTI

    - Rame alternato con Rame-Oro-Argento, ogni 2 giorni.
    - Litrison Roche, 1 cp. ai pasti.


    TERAPIA OMOTOSSICOLOGICA

    - Chelidonium-Homaccord, 8-10 gtt. 3 v. al dì.
    - Galium-Heel, 8-10 gtt 3 v. al dì.
    - Nux vomica-Homaccord, 8-10 gtt. 3 v. al dì.
    - Ipeca-Heel, 1 cp. 3 v. al dì.


    MICOTERAPIA

    - Cordyceps sinensis, da 3 a 6 cp. secondo gravità


    TERAPIA SANUM


    Estremamente valido si è dimostrato il seguente schema terapeutico:
    - Rebas D 4 capsule - 1 cp. al risveglio,
    - Sanuvis gocce - 10 gtt. dopo i pasti, fino all’esaurimento della fase clinica, seguito da
    - Mucokehl D 5 gocce - 15 gtt. dopo i pasti
    - Fortakehl D 5 capsule - 1 cp. alla sera, fino alla normalizzazione delle transaminasi, quindi seguire
    per stabilizzare il paziente per due mesi:
    - Mucokehl D 4 capsule - 1 cp. al risveglio
    - Pefrakehl D 4 capsule - 1 cp. alla sera

  10. #70
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    Comportamento da adottare, dieta, profilassi.

    Riposo completo a letto per due settimane circa, all’inizio, e in ogni caso finché dura l’ittero, e riposo ancora per due settimane.
    Le occupazioni non dovrebbero essere riprese, se non ci sono complicazioni, prima di sei settimane (almeno) dopo lo sviluppo della malattia.

    Dieta

    I primi cinque giorni: tisane, succhi di frutta, brodi di verdure, niente latte.
    A partire dal sesto giorno, si aggiungeranno a poco a poco: verdure fresche, pasta, marmellate.
    Quando le feci riprendono colore: carne arrostita o alla griglia, pesce magro, in seguito, dieta ricca di vitamine e senza alcool per sei mesi.

    Igiene accurata del malato

    Stoviglie lavate a parte.
    Disinfezione del W.C.

    Per chi convive col malato

    Pulizia accurata delle mani, sciacquarle sempre spazzolando le unghie, prima di ogni pasto.
    In caso di epidemia evitare molluschi crudi, frutti non sbucciati e, in certi casi, l’acqua di certi pozzi.
    Nei bambini, evitare lo scambio di pupazzi da succhiare o di caramelle e dolciumi giù cominciati.

  11. #71
    redvil non  è collegato Sani All
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    Dubbio su cura convenzionale per HVC

    Salve

    premetto che faccio sport a livello agonistico da molti anni, precisamente nuoto con tanto di allenamenti in palestra, gare ecc
    Ho 22 anni e 2 mesi fa, per sbaglio, ho scoperto di avere HCV genotipo 2 con carica virale di circa un milione di unità

    Ho fatto tutte le analisi e i test
    - eco fegato ok
    - analisi del sangue ok
    - analisi oculistica ok
    - ecg ok

    Il mio epatologo mi spinge a fare la cura, visto la mia età e il genotipo favorevole
    Mi ha prescritto Interferone peghilato e Ribavirina 1000 al giorno

    Diciamo che mi ha esplicato una marea di effetti collaterali e non nascondo di essermi anche spaventato,tanto da farmi venire dei dubbi sull'iniziare o meno la cura
    Infatti pongo proprio qui questi quesiti per avere più che altro dei consigli e pareri

    Secondo voi alla mia età conviene fare questa cura?
    o sarebbe meglio aspettare?
    perchè alla fine io sto facendo tutto normalmente..cioè sport dieta (faccio una dieta dissociata per alimentarmi meglio per lo sport) studio senza nessuna complicazione dovuta all'HCVC
    Diciamo che ho molta paura che la cura mi possa 'rovinare' però il fatto è che ho paura a rovinarmi a quest'età

    Avevo posto un quesito al mio dottore per evitare eccessiva debilitazione e perdita di pesovvero se durante la cura potevo integrare la mia dieta con proteine, aminoacidi ramificati, glutammina, acido alfa lipoico, in modo da limitare almeno i danni fisici nel mio sport,ma mi è stato detto seccamente NO senza spiegazioni

    Cure alternative potrebbero giovare nel mio caso?

    Che ne pensate?
    grazie
    Ultima modifica di anna1401; 26/02/2009 alle 09:55

  12. #72
    L'avatar di sonic
    sonic non  è collegato Moderatore
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    Re: Dubbio su cura convenzionale per HVC

    Cure alternative potrebbero giovare nel mio caso?
    Che ne pensate?


    Io penso che la terapia migliore sia quella che ti ha prescritto il tuo medico... e penso anche sia meglio farlo ora.. perchè se te l'ha proposta vuol dire che ne vale la pena...
    Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 09:14

  13. #73
    L'avatar di anna1401
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    Re: Dubbio su cura convenzionale per HVC

    ...Cure alternative potrebbero giovare nel mio caso?
    Che ne pensate?

    Ciao redvil, ho unito il tuo messaggio a questa discussione già esistente sull'epatite C. In attesa di altre risposte, incomincia a dargli una lettura
    Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 09:14

  14. #74
    L'avatar di vvalesi
    vvalesi non  è collegato Moderatore
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    Re: Dubbio su cura convenzionale per HVC

    Io credo che sia opportuno ricorrere all'uso dell'interferone e degli altri antivirali se, per l'appunto come tu dici, la carica virale quantificata con la ricerca dell'HCV RNA è elevata, perchè non va bene lasciare alla replicazione del virus C troppo spazio.
    Vedo se mai la giovane età come un motivo ulteriore per sottoporsi a quella cura.
    Nel frattempo la tua condotta di vita soprattutto in campo alimentare deve essere molto corretta e adeguata al problema.
    Cure complementari e terapie antiossidanti potranno essere praticate in seguito.
    dr. valesi
    Ultima modifica di anna1401; 26/02/2009 alle 21:14
    dr. vincenzo valesi sanihelp

  15. #75
    redvil non  è collegato Sani All
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    Re: Dubbio su cura convenzionale per HVC

    grazie per la risposta..
    quindi secondo lei, integratori tipo spirulina.. multivitamninici o acido alfa lipoico conviene usarli dopo la cura oppure in contemporanea alla cura..?

    cmq alla fine ho deciso.. inizio la terapia domenica sera.. 28/02.. speriamo che non mi distrugga...
    resto sempre in attesa di qualche consiglio su qualche eventuale possibile integratore...
    Ultima modifica di anna1401; 01/03/2009 alle 21:40

  16. #76
    L'avatar di vvalesi
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    Re: Dubbio su cura convenzionale per HVC

    E' compatibile un intervento con composti omotossicologici: cioè con associazioni contenenti rimedi quali Cardus Marianus, Chelidonium, Lycopodium, Nux Vomica, Phosphorus.

    Mentre eviterei l'assunzione di altri prodotti, anche integratori, che agiscono con un meccanismo soprattutto ponderale.
    I composti omotossicologici contenenti i principi suddetti invece, lavorano a piccole dosi ottimizzando la funzione delle cellule epatiche senza stressarle.

    Questa però vuole essere solo una precisazione di massima per un doveroso richiesto chiarimento.
    Riguardo alle scelte terapeutiche eventuali, soprattutto in concomitanza con interventi istituzionali, raccomando comunque di consultarsi per lo meno con il proprio medico di famiglia.
    dr. vincenzo valesi
    Ultima modifica di anna1401; 01/03/2009 alle 21:42
    dr. vincenzo valesi sanihelp

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