Questa discussione dal titolo Epatite C è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; Salve, ho scoperto quasi 20 anni fa casualmente di aver contratto (non si sa quando e come) ...
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Epatite C
Salve, ho scoperto quasi 20 anni fa casualmente di aver contratto (non si sa quando e come) l'epatite C.
Non ho mai avuto sintomi di nessun genere, però dopo averlo saputo chiaramente ho fatto esami di controllo più spesso.
I valori del fegato in tutti questi anni sono sempre stati nella norma tranne qualche episodio sporadico (mai raggiunto più di 100).
Il problema è che il mio HCVRNA è positivo da sempre, cioè la malattia avanza.
Il mio medico (primario degli infettivi e amico caro) dice che dovrei sottopormi ad interferone e ribavirina e che sono pazza a non farlo e che il mio genotipo di epatite è quello che risponde meglio alle cure.
Io ho sempre avuto una paura folle a farlo per la marea di effetti collaterali che dà. (ho visto persone messe molto male).
Ho letto che l'omotossicologia ha avuto delle alternative di cura a questa patologia, ma non so in che modo o in che esito. Se qualcuno mi sa dare informazioni sarò grata.
Inoltre visto che, se in effetti la cura omotossicologica può essere una valida alternativa all'interferone, prenderò un appuntamento, QUALI ESAMI DEVO PORTARE (dato che mi sembra di aver capito che la lettura della diagnosi si fa attraverso una visione più ampia dell'organismo, non solamente legata all'organo interessato).
Grazie a tutti
Ultima modifica di anna1401; 28/02/2009 alle 20:05
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In caso di epatite C la valutazione del livello di attività della malattia
si fa sullla base della sintesi del danno d'organo, espresso dalle prove di funzionalità epatica, e la ricerca "quantitativa" degli anticorpi specifici, per chè il loro valore e i loro "movimento" esprime l'aspetto evolutivo o quiescente della malattia stessa.
Ci sono delle cure ufficiali o convenzionali rappresentate dall' INTERFERONE
e da sostanze quali la RIBAVIRINA, che non vogliamo assolutamente mettere in discussione, e che poggiano il loro razionale su criteri di evidenza scientifica.
Altrettanto non si può dire per gli interventi cosiddetti naturali
i quali a livello di scienza ufficiale sono delle "non cure"
dico questo con assoluta serenità per un inquadramento anche medico legale del problema, così come ho sempre parlato di tutto senza nessuna velleità di proselitismo, ma semplicemente per dare delle risposte, che esprimono anche delle mie opinioni personali, nel modo più corretto possible.
Ogni persona in grado di intendere e di volere ha anche il diritto
di esercitare il suo libero arbitrio e ogni medico ha comunque il dovere di prendere atto dell accettazioni e dei rifiuti, nel rispetto delle scelte informate dei suoi pazienti.
dr. vincenzo valesi
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dr. vincenzo valesi sanihelp
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quindi...?
So assolutamente dell'efficacia di alfa interferone e ribavirina in quanto molti si sono negativizzati (come hcvrna), quindi è palese che abbiamo bloccato la patologia. E non voglio assolutamente criticarle.
Chiedevo soltanto se in effetti prima di fare questi, si potesse provare con altre cure - non cure (mi sembra di aver letto qualcosa in merito per l'omotossicologia) e se avessero avuto x qualcuno effetti benefici o no.
Non ho capito molto bene la sua risposta in merito a delle alternative.
Cioè io SO che dovrei fare la cura tradizionale ma ho paura di non sostenerla e di tutto ciò che comporta. Quindi chiedo liberamente se ci sono delle alternative che magari in alcuni casi hanno dato dei risultati. Oppure se su queste patologie in effetti non c'è molto.
Attendo una risposta.
Grazie come sempre
Ultima modifica di anna1401; 06/10/2008 alle 22:46
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Ti parlo in tutta franchezza: il problema non è se ci sono stati dei casi
che si sono giovati o meno delle cure complementari per questa determinata patologia. Il problema è che se un'epatite C che è stata trattata con le cure ufficiali dovesse in qualche modo evolvere in una direzione sfavorevole questo non crea problemi al medico che ha operato seguendo le linee guida di terapia internazionale. Se invece evolve sfavorevolmente anche nel lungo termine(cirrosi, epatocarcinoma) un'epatite C( o anche B) che non è stata trattata con le cure ufficiali, questo equivale per il medico che le ha sconsigliate a un'omissione di soccorso, con tutte le conseguenze che si possono facilmente
immaginare. .
d. vincenzo valesi
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dr. vincenzo valesi sanihelp
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capisco capisco, però ognuno è responsabile di sè stesso, cioè intendo se io ho l'epatite c e non ho fatto dopo 20 anni la cura "autorizzata" saranno pure affari miei. Meglio tentare qualcosa di diverso nel mio caso, se poi non funziona mi piegherò anch'io all'evidenza di fare la cura normale.
Nessuna mi sconsiglia nulla, sono solo io che vorrei capire se in effetti questa malattia è stata trattata anche da punti di vista differenti, gusto pER SCEGLIERE io stessa COme E se DECIDO di curarmi. La libertà è essenziale anche nella malattia.
Non la voglio far sbilanciare, le chiedo solo in modo generico:"l'omotossi cologia ha mai trattato le epatiti c croniche? voglio farmi una cultura generale"
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Non è un problema di sbilanciamento, ma di seguire una linea di comportamento, tanto in privato quanto in pubblico. In questo senso posso rispondere che l'omotossicologia pur con i dovuti distinguo legati a diverse situazioni che non possono essere generalizzate, ha naturalmente delle strategie di intervento anche nelle epatopatie virali.Questo non significa che abbia mai pensato di dissuadere dalla terapia un paziente
a cui lo specialista, verificate la sussistenza delle indicazioni e della tollerabilità del trattamento, abbia fatto la proposta terapeutica. convenzionale.
dr. vincenzo valesi
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dr. vincenzo valesi sanihelp
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grazie mille è stato chiarissimo
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Epatite C (HCV) alcune informazioni generali
Nella maggior parte dei casi il momento dell’infezione con HCV non è associato ad alcun sintomo; il contatto con il virus rimane quindi del tutto asintomatico. Solo in rari casi si manifestano sintomi lievi come malessere generale, astenia, febbricola ed ittero.
Dopo l’avvenuta infezione, circa il 15% delle persone riesce ad eliminare il virus naturalmente. Il restante 85% va incontro ad un’epatite cronica che può rimanere asintomatica per decenni. Una piccola percentuale di pazienti, forse meno del 20%, sviluppa sintomi non specifici, tra cui affaticamento e malessere.
Un’epatite è da considerarsi cronica se persiste per un periodo più lungo di 6 mesi. Circa il 25% delle persone con infezione cronica non trattate possono sviluppare nel corso di decenni una cirrosi epatica, ossia una condizione di danno e cicatrizzazione del tessuto epatico dovuta all’infiammazione cronica.
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Nello stadio cirrotico il tessuto cicatrizzato modifica e compromette la struttura epatica alterandone la funzionalità e impedendo il passaggio del flusso sanguigno.
L’infezione cronica da HCV, ed in particolare lo sviluppo di cirrosi epatica, aumenta la possibilità di sviluppare il tumore al fegato (carcinoma epatocellulare HCC). Il rischio di tumore per una persona con cirrosi epatica va dall’1% al 5 % per anno.
Tra i fattori che possono accelerare la progressione clinica della malattia ricordiamo: il consumo di alcool, la coinfezione con HIV o HBV, il sesso maschile e l’età avanzata al momento dell’infezione.
Le complicazioni potenzialmente fatali possono comparire non prima di 10 o 20 anni dal momento dell’infezione.
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Esami di laboratorio ed indagini strumentali
La funzionalità del fegato può essere monitorata mediante l’andamento nel tempo di una serie di parametri nel sangue:
le AST e le ALT sono enzimi presenti nelle cellule del fegato, comunemente dette Transaminasi che si diffondono nel sangue e si innalzano rispetto ai loro valori normali quando le cellule del fegato sono danneggiate.
Il monitoraggio delle AST e delle ALT è fondamentale per seguire l’evoluzione dell’epatite e la risposta alla eventuale terapia in corso.
ALT = GPT valori normali = 5 – 40
AST = GOT valori normali = 5 – 37
Altri valori da tenere sotto controllo sono gli indici di colestasi:
FOSFATASI ALCALINA: valori normali nell’adulto 98-279
GAMMA GGT valori normali 11–50
La alterazione della Fosfatasi Alcalina e delle Gamma GGT possono indicare una condizione di occlusione del sistema biliare.
Sebbene pazienti con HCV e livelli ALT normali siano stati definiti portatori “sani” di epatite C, la biopsia epatica potrebbe mostrare evidenze istologiche di epatite cronica in molti di questi pazienti
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La biopsia epatica
L’esame di maggior importanza per determinare l’entità del danno epatico è la biopsia.
La biopsia epatica è una procedura diagnostica invasiva che prevede il prelievo di un piccolo campione di tessuto epatico, che è successivamente esaminato al microscopio per determinare lo stadio e l’estensione del danno epatico.
Si tratta di un esame che si effettua in regime ambulatoriale e che richiede una semplice anestesia locale. I pazienti sono dimessi entro 3-6 ore, purché non vi siano complicazioni o emorragie.
Occasionalmente, alcuni pazienti hanno un calo di pressione subito dopo la biopsia epatica.
Il rischio di complicazioni dopo una biopsia epatica è generalmente molto basso.
Il rischio di morte per una biopsia epatica è inferiore allo 0,01%. Il rischio principale è il sanguinamento nel punto di ingresso dell’ago (meno dell’1%). Nel caso in cui l’emoglobina sia inferiore a 9-10 g/dl e le piastrine siano inferiori a 50.000-60.000 non è consigliabile effettuare la biopsia.
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Il fibroscan
È un sistema ecografico adatto soprattutto a chi è in cirrosi, e misura la fibrosi del fegato con una scala di valori da zero a 50. in questa maniera si capisce come si evolve la cirrosi epatica. (...)
Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 11:48
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ANNAAAAAAAAA che pauraaa... si lo so tutte queste cose sono tremende. Dal momento che sono 20 anni che l'ho scoperto (prima non esisteva nemmeno un test che la riconoscesse) capisci bene le mie ansie..
Diciamo che sarebbe giusto, logico e assolutamente da fare la terapia. Come mamma di un bimbo piccolo ho paura di tutte le conseguenze (stanchezza, vomito, depressione ecc) molto frequenti. La razionalità mi dice fallo.
La quotidianità mi dice, se lo faccio come farò (a lavorare in proprio, a mantenermi, a guardare mio figlio ecc).
Per questo chiedevo supporti "alternativi" prima di tentare la cura classica. Una signora che conosco, (che con l'interferone ha avuto gravi complicanze alla tiroide per cui gliel'hanno sospesa) è andata in Germania e sta facendo una cura, diciamo "sostitutiva" (dato che l'ufficiale non poteva farla).
Ha avuto qualche disturbo, ma molto meno, si è già negativizzata e adesso vedremo se avrà recidive. (chiaramente questa la paga, l'altra la passa l'ospedale). Boh sono molto molto in conflitto...
Ultima modifica di anna1401; 05/10/2008 alle 19:51
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Cara mapuz, le informazioni che ho riportato sono info in generale, poi ogni caso è certamente particolare, visto che ognuno di noi ha una reazione propria a sviluppare le malattie, nell’evoluzione delle malattie, nella guarigione delle malattie e anche nel ” vivere” le proprie malattie. Anche questo aspetto è molto importante e per niente da sottovalutare!
A questo proposito ti invito a leggere questi interessanti post
Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 11:48
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Il Fegato
Il fegato è un organo che svolge numerose funzioni di fondamentale importanza per l’organismo:
• ha funzione digestiva tramite la produzione di bile che favorisce l’assorbimento dei lipidi contenuti negli alimenti da parte delle cellule intestinali
• regola il metabolismo dei carboidrati, dei lipidi e delle proteine; contribuisce a mantenere costanti i livelli di glucosio e di colesterolo nel sangue
• sintetizza numerose proteine tra cui le albumine, le globuline, il fibrinogeno e i fattori necessari alla coagulazione del sangue
• rappresenta la principale sede in cui gli ormoni sono metabolizzati per poi essere eliminati dall’organismo
• trasforma e promuove l’eliminazione di un cospicuo numero di farmaci e di sostanze tossiche tra cui l’alcool, sotto forma di molecole inattive.
Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 11:48
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Alcune proposte di cure naturali - da valutare col medico!
Generalmente il trattamento dell'epatite virale è di pertinenza del medico, ma poiché spesso la terapia si limita, giustamente, alla somministrazione di liquidi, al riposo, ed alla prescrizione di una dieta a base soprattutto di carboidrati (eliminando cioè i grassi cotti, e riducendo carne, formaggi, latte ecc.), e controllando soprattutto le sostanze fermentate e lievitate, l'intervento delle terapie naturali può efficacemente stimolare ed accelerare la guarigione.
Si userà Phosphorus 7 CH, nella misura di 4-5 granuli per due volte al giorno, per almeno 30-40 giorni, comunque dal momento della scoperta fino al momento in cui calano le Transaminasi;
questa indicazione vale anche per le epatiti non virali, ma tossiche.
Si possono associare inoltre tutti i rimedi fitoterapici e vitaminici indicati per l' Insufficienza epatica, ricordando che nei primi momenti, in cui è preferibile bere che mangiare, si possono utilizzare dei brodi di verdura, sfruttando in particolare i brodi di carciofo (bevendo cioè l'acqua di bollitura degli stessi).
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Una particolare integrazione alimentare va fatta con le sostanze che impediscono la formazione di radicali liberi, come Selenio, Vitamina C, e Cellfood per ridurre il rischio che l'epatite diventi cronica o aggressiva.
L'impiego della mesoinosite o Inositolo è una delle strategie di terapia più importanti per consentire al fegato di “respirare” e ripararsi.
La evoluzione di una epatite deve fare riflettere. Ci piace ricordare che la presenza di una epatite antica non è un dato così drammatico come spesso ci viene fatto credere. La capacità di guarigione spontanea è veramente elevata.
L'impiego della vaccinazione antiepatite B o A deve essere assolutamente ragionato e consapevole in considerazione dei molti rischi ad essa correlati, e spesso sottostimati (vedere articoli correlati in alto a destra nella pagina).
Dott. Attilio Speciani
Allergologo e Immunologo clinico
Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 11:48
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Insufficienza epatica
Il trattamento di questa forma è di stretta pertinenza medica, soprattutto per le molteplici implicazioni diagnostiche che questo problema pone. È possibile però aiutare la terapia già esistente con alcune sostanze.
Tra i prodotti omeopatici organoderivati, si utilizzerà Hepatine 5 CH, da utilizzare nella misura di 3-4 granuli al giorno per cicli terapeutici di un mese.
Per attivare una azione antinfiammatoria si potrà utilizzare invece il rimedio Orthohistaminum 9 CH.
Gli oligoelementi più indicati sono invece i minerali che svolgono una forte azione antiossidativa, come il Manganese, lo Zinco, il Selenio e il Rame, affiancati dalla Vitamina C e dall'Inositolo.
È necessario ricordare che si sta sempre più evidenziando la relazione che esiste tra resistenza all'insulina e aggravamento della patologia del fegato.
La steatosi del fegato (fegato grasso) è sicuramente in relazione con la dieta, non solo per l'uso dell'alcol, come ormai tutti segnalano, ma anche per l'eccesso di uso di carboidrati nella alimentazione.
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Fitoterapia e drenaggi
Diversi prodotti possono accompagnare e integrare altre terapie, allo scopo di migliorare la efficienza del fegato.
Per i preparati gemmoderivati e le Tinture Madri va considerata la presenza di alcol nella loro composizione e quindi il loro impiego va riservato ai casi in cui, pur in piccolissima quantità, l'alcol può essere utilizzato.
Juniperus communis 1D gemmoterapico, va utilizzato al dosaggio di 40 gocce due volte al giorno in caso di intense alterazioni del fegato, fino anche alla cirrosi, in quanto favorisce la ristrutturazione della cellula epatica;
Rosmarinus officinalis 1D gemmoterapico, anche in associazione al precedente, è utilissimo quando serve accentuare maggiormente la funzione biliare e della colecisti, in particolare quindi per la digestione dei grassi: è un ottimo prodotto per cure stagionali di disintossicazione;
Arctium lappa TM, al dosaggio di 20 gocce per 2 o 3 volte al giorno, è, insieme a Fumaria TM, uno dei prodotti più indicati per favorire la ripresa di una efficienza del fegato, soprattutto in persone ingrassate e sovraccaricate dalla alimentazione.
I tradizionali depuratori del fegato sono comunque Cynara scolymus TM (il carciofo), e Taraxacum dens leonis TM (il soffione dei campi o tarassaco), da utilizzare allo stesso dosaggio di Arctium lappa anche per periodi prolungati.
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Vitaminoterapia e integrazione alimentare
Il prodotto più importante per la depurazione del fegato è sicuramente l'Inositolo, cui si affiancano anche altre sostanze che stimolano il drenaggio a livello del fegato.
Basti pensare alla efficacia della Vitamina E (ancora una sostanza antiossidante) per riequilibrare l'organismo e la funzione del fegato anche nel caso di forme importanti di sofferenza del fegato.
Tra le sostanze che possono contribuire ad un mantenimento del fegato in condizioni di salute, inseriamo sicuramente la Colina (una parte della Lecitina di soia), il Selenio (Lievito di Birra, da usare se non ci sono intolleranze ai lieviti,) e la Vitamina B (di cui sono ricchi i cereali integrali).
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