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Malattie, Sintomi e Consigli Per chiedere informazioni su malattie e disturbi vari. Per cercare consigli e rimedi che possono aiutarci a raggiungere o ritrovare il nostro giusto equilibrio e la nostra salute.


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  #1 
Vecchio 31/08/2009, 20:06
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Sani Young
 
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apemaya69 è appena arrivato, ma promette beneapemaya69 è appena arrivato, ma promette beneapemaya69 è appena arrivato, ma promette beneapemaya69 è appena arrivato, ma promette bene
Prevenire l'influenza A

Caro dott Valesi, di solito non mi allarmo per l'influenza e anzi sono anni che riesco a evitarla senza ricorrere a farmaci e facendo tesoro di tutto ciò che ho imparato qui e non solo sulle terapie naturali...
MA a ottobre devo andare in Brasile per lavoro e sono anche nel pieno di un periodo mooolto stressante per vari motivi.
In quei giorni dovrei persino avere le mestruazioni, il che mi renderà vulnerabile...

Cosa posso fare per alzare il più possibile le mie difese immunitarie e prevenire la temutissima influenza A?
Avevo pensato agli oligoelementi Cu Au Ag... ma lei senz'altro avrà suggerimenti preziosi...
grazie infinite!
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Muere lentamente quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño...

Ultima modifica di anna1401; 04/09/2009 alle 14:42
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  #2 
Vecchio 02/09/2009, 18:09
Sani New
 
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gina80 è appena arrivato, ma promette bene
Riferimento: Prevenire l'influenza A

Buongiorno, sono nuova e sono entrata qui proprio alla ricerca di informazioni sull'influenza A.
Da anni faccio prevenzione stagionale con Oscillococcinum, una monodose a settimana, e nessuno della mia famiglia si è più preso l'influenza, solo qualche raffreddore, sarà un caso?

Però il mio medico dice che quest'anno non dobbiamo prenderlo, perchè rischiamo una resistenza ad eventuali farmaci antivirali che si rendessero necessari.
A parte che gli altri anni diceva "ma sì, tanto non fa nulla" e ora invece qualcosa dovrebbe fare

Mi chiedo come regolarmi, sono molto preoccupata, anche per mio figlio di 13 anni, che sembra il più a rischio.
Prendiamo solo l'Echinacea? Può bastare?

Aggiungo che non ho mai fatto vaccini antinfluenzali perché contraria in genere ai vaccini, e anche questa volta ne farei a meno...

grazie per le risposte che verranno!!

Ultima modifica di anna1401; 04/09/2009 alle 14:44
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  #3 
Vecchio 04/09/2009, 14:49
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Riferimento: Prevenire l'influenza A

In attesa del parere del dr Valesi, incomincio a dire la mia

Anch’io prendo una monodose a settimana di Omeogriphi durante l’inverno, e mi trovo benissimo. Ho intenzione di prenderli anche e soprattutto quest’anno
E una compressa di Engystol Heel, da sciogliere sotto la lingua, mattino e sera.
In caso di raffreddore, io uso Echinacea in gocce e compresse e Influ-Pirin CZ in bustine che è un integratore di magnesio, potassio, vitamina C, Zinco L-monometionina, estratto di salice, spirea, ulmaria, timo, echinacea.
Inoltre aggiungo una compressa al giorno di C Plus retard (Natural Plus)

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  #4 
Vecchio 04/09/2009, 14:55
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I sintomi dell’influenza A non differenziano dai sintomi della consueta influenza stagionale.
Si può sapere se si tratta di influenza A solo in seguito a specifici esami di laboratorio, altrimenti passa come una normale influenza.

La cura è sempre la solita: riposo, alimentazione leggera con abbondante verdura (anche centrifugati) e frutta (soprattutto agrumi ricchi di vitamina C), cure naturali utili per alleviare i sintomi e per rafforzare le difese immunitarie.
Per cercare di evitare di contagiare altre persone, le norme igieniche e di educazione, suggeriscono di starnutire possibilmente nel fazzoletto!
Di rimanere a casa se si è ammalati, e non di andare al lavoro o a scuola con la febbre!
Di lavare spesso le mani
ecc ecc

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  #5 
Vecchio 04/09/2009, 15:03
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Pandemico vuol dire globale.
Pandemia non vuol dire pericolosità, ma alta e persistente diffusione di una malattia in parecchi continenti.

La pericolosità di questa influenza, come del resto di tutti i consueti tipi di influenze stagionali, sta nelle eventuali complicanze in quelle persone che hanno già altre patologie croniche, soprattutto quelle a carico delle vie respiratorie.
Le persone sane, qualora dovessero prenderla, la possono superare benissimo senza complicazioni, come una normale influenza.


Inserisco un'intervista audio del dr Fabrizio Pregliasco (virologo) riguardo all' l’influenza A

Corriere della Sera - CorriereTV
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  #6 
Vecchio 04/09/2009, 15:11
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E inserisco anche il parere del dr Eugenio Serravalle (specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura e Patologia Neonatale) sull'influenza A
Tratto da edizionisalus.it

Responsabile un virus influenzale (A/H1N1) nato da un triplice riassortimento aviario, suino e umano, che dal Messico si è diffuso in quasi tutto il mondo.

Inizialmente è stato chiamato “virus dell’influenza suina” poiché pare che il riassortimento virale sia avvenuto negli enormi allevamenti intensivi di maiali.
Poi il virus ha iniziato a trasmettersi tra gli esseri umani, viaggiando velocemente, favorito dai voli aerei transcontinentali.
Se altri microrganismi hanno avuto bisogno di almeno sei mesi per diffondersi in tutto il mondo, la nuova influenza si è propagata in poche settimane.

Le immagini del contagio rimbalzano su tutti i telegiornali, aumenta la paura, si diffonde ancor più velocemente il panico, gli spettri delle pandemia precedenti sono sempre evocati. Virus letali: in quanti film catastrofisti sono i protagonisti indiscussi?
Si confondono, come sempre, trattando temi che riguardano la salute e quindi la vita delle persone, affermazioni ed opinioni con dati scientifici e risultati di ricerche cliniche.

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Ultima modifica di anna1401; 04/09/2009 alle 15:38
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  #7 
Vecchio 04/09/2009, 15:14
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Sono ancora molte le domande aperte su questo nuovo virus influenzale, sulla sua origine (perché è iniziato in Messico?), sulla sua evoluzione (ci sono microrganismi associati che circolano contemporaneamente? quali sono i gruppi di età più colpiti?), sulla nostra capacità di affrontarlo (cosa c'è di insolito in questa epidemia?) e soprattutto di chiederci, onestamente, quanto hanno influito sulla sua comparsa elementi incontrollabili e quanto condizioni create dall’uomo.

Maiali che vivono e vengono macellati in allevamenti intensivi sono soggetti ad una serie di malattie che rendono indispensabile l'uso massivo di farmaci ed antibiotici, con grave danno del loro (e di conseguenza del nostro) sistema immunitario. “Siamo quel che mangiamo”, ma siamo anche quel che mangia quello che mangiamo noi.

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  #8 
Vecchio 04/09/2009, 15:15
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Altre ipotesi sull'origine e sulla diffusione della malattia parlano di un errore umano verificatosi in laboratori di ricerca e di studio dei virus.
Questo è quanto sostiene Adrian Gibbs, virologo australiano, uno dei “padri” dell’antivirale oseltamivir (farmaco anti-influenza più noto con il nome Tamiflu), in una comunicazione inviata all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e ai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc).

Già nel 1977 un virus influenzale del tipo H1N1 venne prodotto per errore in seguito alla cattiva gestione di un laboratorio in Russia.

A queste domande giornali e televisioni non cercano risposte: l'informazione, che è linfa vitale della democrazia, esalta così non il racconto del fatto – cioè la sua origine, il suo sviluppo, l'accadere - ma solo gli aspetti che più di altri colpiscono l'emotività: a grossi caratteri si parla di pandemia.

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  #9 
Vecchio 04/09/2009, 15:17
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Riferimento: Prevenire l'influenza A

La definizione di pandemia, in realtà, non comporta un criterio di gravità, anche se il termine evoca subito “la spagnola” con il suo carico di morti.

E' usato per segnalare un criterio di diffusione: quando la diffusione di un virus è sostenuta e persistente in più continenti.
«Pandemico significa globale, ma non ha connotazioni di gravità», ha puntualizzato il portavoce dell'Oms, Gregory Hartl, ma il seme della paura germoglia.

Il grande numero di decessi segnalati inizialmente in Messico, è stato ridimensionato anche se la situazione epidemiologica di quel territorio rimane poco nota.

Il virus, è vero, circola rapidamente, ma si presenta con sintomi lievi, come nelle banali sindromi virali, con facile guarigione spontanea.

Eppure ogni giorno apprendiamo che qualche nuovo caso è segnalato in qualche città o paese a noi vicino.
Se questa accuratezza di diagnosi eziologica (cioè l'identificazione precisa dei virus in tutte le patologie di lieve entità) fosse estesa a tutte le malattie, la medicina moderna farebbe enormi progressi.

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  #10 
Vecchio 04/09/2009, 15:19
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L'indice di mortalità della “nuova influenza” è veramente basso: meno dell' 1 per cento.
Molto inferiore al tasso di decessi per l' influenza stagionale, che varia tra il 5 e il 15 per cento.

Durante le epidemie influenzali, quando normalmente non ci si preoccupa di eseguire diagnosi di laboratorio per identificare il virus, la morte per influenza di un anziano o di una persona con patologia cronica (una cardiopatia, una bronchite cronica, ad esempio) viene attribuita in genere alle complicanze di queste patologie, e non all'influenza stagionale.

Cosa che non succede quando si formula la diagnosi di nuova influenza: in questo caso, la responsabilità del decesso è generalmente riferito al virus. Eppure, nonostante questo artificio statistico, la malattia non risulta particolarmente aggressiva.
Al contrario dell'influenza aviaria, che avrebbe dimostrato un tasso di mortalità di circa il 40 per cento, ma che, generalmente, non si trasmette da uomo a uomo.

In realtà è verosimile che il numero dei casi reali della nuova influenza sia fortemente sottostimato, dal momento che i sintomi sono così aspecifici e a volte anche molto lievi.
Ciò rende ancora più difficile valutare la reale proporzione delle complicazioni e dei decessi.

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  #11 
Vecchio 04/09/2009, 15:20
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Tanta preoccupazione per una malattia molto contagiosa, ma estremamente benigna.

Questo virus H1N1 è caratterizzato da una particolare forma della proteina di superficie, che si lega male ai recettori presenti nel tratto respiratorio umano, secondo i ricercatori dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) Usa.

"Il virus è capace di legarsi ai recettori umani, ma chiaramente è limitato", ha affermato Ram Sasisekharan, direttore della divisione Scienze della salute e tecnologia del Massachusetts Institute of Technology (Mit).

Questo legame limitato, debole, insieme a una piccola variazione genetica in un enzima dell'H1N1, spiega perché il virus non si diffonde con la stessa efficacia dell'influenza stagionale.

I ricercatori hanno poi scoperto una seconda mutazione che ostacola l'abilità dell'H1N1 di trasmettersi rapidamente. In pratica, il nuovo ceppo del virus non presenta la versione del gene PB2 cruciale per una rapida diffusione nell'uomo.

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  #12 
Vecchio 04/09/2009, 15:23
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Tanti governi – compreso il nostro - hanno annunciato la disponibilità di scorte di antivirali ai quali il virus è risultato suscettibile (Oseltemivir, Tamiflu e Zanamivir, Relenza) veicolando un messaggio indiretto di protezione certa.

Ma la suscettibilità riscontrata in vitro è cosa diversa dall’efficacia clinica, non brillante neppure verso l’influenza stagionale, che andrà verificata sul campo.

Basterebbe una singola mutazione per portare a un'inefficiente interazione del microrganismo con l'oseltamivir (Tamiflu), il farmaco usato per curare i pazienti, e potrebbero così emergere facilmente ceppi resistenti al Tamiflu.

Inoltre l' uso esteso e indiscriminato degli antivirali potrebbe favorire l'insorgere di resistenze, come già riscontrato.
L'uso degli antivirali è stato esteso recentemente anche ai bambini sotto l’anno di età e nelle donne gravide in base a una valutazione teorica di maggior beneficio rispetto al rischio.

Ma questo andrebbe verificato, anche alla luce delle numerose e gravi reazioni avverse segnalate in bambini giapponesi dopo la somministrazione del farmaco.

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  #13 
Vecchio 04/09/2009, 15:25
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In un report del BPCA ( Best Pharmaceuticals for Children Act ) sono state riportati eventi neurologici e psichiatrici, come delirio, allucinazioni, confusione, comportamento anormale, convulsioni ed encefalite.

In 12 pazienti pediatrici l’esito è stato fatale. E' vero che in molti di questi casi, una relazione tra impiego di Tamiflu e morte era difficile da valutare a causa dell’assunzione di altri farmaci, della presenza di altre patologie e/o per la mancanza di approfondite informazioni nella segnalazione, ma è certo che non è prudente per tutti i bambini assumere questo farmaco (che va somministrato entro 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi) senza ulteriori dati di sicurezza, per una patologia che si risolve in genere spontaneamente.

Intanto la corsa al vaccino è cominciata. Il ceppo «madre» del virus della nuova influenza A/H1N1 è finalmente arrivato nei laboratori delle aziende farmaceutiche: per settembre-ottobre saranno pronti sia il vaccino antipandemico, sia il vaccino contro l' influenza stagionale.

Ma siamo proprio sicuri che sarà efficace?

L’assoluta novità del virus e il possibile utilizzo di nuove tecnologie, fanno sì che la reale efficacia e sicurezza del vaccino si potranno conoscere solo dopo l’introduzione su larga scala.

Fino ad allora è tutto un tirare ad indovinare.

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  #14 
Vecchio 04/09/2009, 15:28
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Eppure i vaccini godono ancora di questo privilegio: sono considerati uno strumento salvifico, a prescindere, prima della dimostrazione clinica.

Conviene allora ricordare che, per il vaccino contro l'influenza stagionale, importanti studi scientifici hanno affermato che “L’efficacia del vaccino nei bambini, così come negli anziani, è risultata incerta, quando non addirittura assente”.
Non c’è ragione di vaccinare i bambini sani. Innanzitutto, perché non sappiamo se e quanto funzioni la vaccinazione per l'influenza nel bambino, come è stato confermato da uno studio pubblicato sugli Archives Of Pediatrics And Adolescent sugli esiti della vaccinazione nei bambini con meno di 5 anni.

E non bisogna scambiare per influenza le numerose patologie virali che possono interessare i bambini durante l'autunno e l'inverno.
C'è molta confusione a proposito: i classici sintomi del raffreddore, mal di gola e febbre che mettono a letto grandi e piccoli non sono sempre riconducibili al virus dell'influenza ma, nella maggior parte dei casi, ad altri virus e patogeni.

Si parla in questi casi, di sindrome simil influenzale. Si stima che siano positivi al virus dell'influenza solo tre adulti su dieci e un bambino su dieci che presentano i sintomi simili all'influenza.
E sulle forme simil-influenzali l'efficacia della vaccinazione è ovviamente zero.

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