Questa discussione dal titolo Metalli pesanti e tossicità è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; DRENAGGIO OMOTOSSICOLOGICO
Il drenaggio deve mirare a limitare l’accumulo dell’elemento, mantenendo più efficienti le fisiologiche vie di ...
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DRENAGGIO OMOTOSSICOLOGICO
Il drenaggio deve mirare a limitare l’accumulo dell’elemento, mantenendo più efficienti le fisiologiche vie di detossicazione, potenziandole con adeguato stimolo mirato alle vie linfatiche ed agli organi emuntori, soprattutto rene e fegato (TAB. 2).
Si deve agire stimolando e/o ripristinando le funzioni emuntoriali mediante opportuni medicinali di drenaggio mirati al sostegno delle funzioni epatorenali e gas****ntestinali.
La terapia drenante deve essere rivolta anche al mesenchima.
Il drenaggio cellulare, infine, riveste una particolare importanza per l’elettivo deposito dei metalli pesanti in sede intracellulare.
La terapia drenante sui tre fronti non può in nessun modo essere disgiunta.
È necessaria una particolare attenzione all’elettivo deposito dei metalli pesanti nel Sistema Nervoso, specialmente nell’ipofisi.
Considerato il ruolo di assoluta preminenza di questa ghiandola nella neuroendocrinoimmuno logia nasce l’indicazione all’utilizzo in tutti i pazienti
dell’organoderivato HYPOPHYSIS SUIS - Injeel® e – Injeel® forte.
Il paziente deve essere monitorato per tutta la terapia al fine di renderla sempre attuale non esitando ad apportare eventuali modificazioni.
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– Anche quando l’eliminazione delle otturazioni fosse messa in opera nel miglior modo espone – comunque – il paziente ad un potenziale picco di rilascio, inversamente proporzionale alla qualità della tecnica di rimozione (FIG. 5).
In questa fase, della durata di 3-6 giorni, con picco nelle prime 24 h, sarà necessaria l’integrazione della terapia drenante emuntoriale e mesenchimale corrispondente alle Fasi Umorali della Tavola delle Omotossicosi.
Lo schema terapeutico prevede l’utilizzo di
- 1 fiala di LYMPHOMYOSOT® +
- 1 fiala di LYCOPODIUM COMPOSITUM +
- 30 gocce di GALIUM - HEEL ® +
- 30 gocce di DENTOTOX 3
in mezzo litro di acqua da sorseggiare durante la giornata.
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Durante questo intervallo si raccomanda una dieta equilibrata, una buona canalizzazione intestinale ed una buona idratazione che favorisca la diuresi.
Le diverse fasi di escrezione durano rispettivamente 1 settimana, 3-4 mesi, ed 1 anno, continuando, poi – in quantità modeste – per lunghissimi periodi.
L’escrezione a lungo termine dopo la rimozione delle otturazioni in amalgama è presente in maniera fisiologica se i Sistemi detossicanti dell’organismo sono efficienti.
Nei 3-4 mesi successivi, la terapia di accompagnamento deve proseguire per favorire l’eliminazione del tossico attraverso le tre differenti vie, regolando l’apporto dei medicinali in relazione alle condizioni individuali, tenendo presente che il deposito intracellulare è prevalente.
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RIMOZIONE CONTROLLATA/PROTETTA DELLE OTTURAZIONI IN AMALGAMA
Le rimozioni dovrebbero essere effettuate in un’Unità odontoiatrica allestita allo scopo e ben ventilata.
Prima di iniziare è necessario misurare il potenziale elettrico relativo a ciascun amalgama e rimuovere prima quelli con valori più elettronegativi essendo questi
l’anodo e la mucosa il catodo della pila presente nel cavo orale (FIGG. 2; 6).
– Durante la rimozione:
1) far respirare il paziente con una maschera nasale collegata ad un circuito di
O2 al fine di ridurre ulteriormente il rischio di inalazione;
2) poiché i vapori di Hg intaccano l’occhio e si accumulano nel SN, gli occhi
dovrebbero essere protetti con garza bagnata ed occhiali;
3) posizionare correttamente la diga di gomma sul dente da trattare al fine di
evitare la possibile ingestione dei detriti d'amalgama (FIG. 7).
La diga di gomma è costituita da un foglio di plastica che copre tutto ad esclusione del dente su cui operare costituendo un'intercapedine nella cavità
orale.
Quando l'operazione di rimozione dell'amalgama è ultimata, il foglio di plastica viene rimosso con le particelle di amalgama.
La rimozione va effettuata con massima irrigazione: l’acqua fredda non solo riduce i vapori di Hg, ma anche l’aumento di temperatura causata dall’attrito della punta del trapano che aumenta il rilascio di Hg.
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– Rimuovere, quando possibile, l'otturazione agendo con la fresa tra questa e le pareti residue del dente, avvalendosi di strumenti manuali per enuclearla al fine di ridurre l'azione della fresa sull'amalgama.
Circa le modalità di enucleazione dell’otturazione, l’azione della fresa dovrebbe avvenire all’interfaccia con il dente senza temere di danneggiare il tessuto dentale.
Secondo Black, le caratteristiche geometriche delle cavità dentali otturate – con pareti inclinate in modo da ottenere una “forma ritentiva” – determinano la necessità di rimuovere parte del tessuto dentale per ottenere la nuova cavità che abbia pareti verticali necessarie per il corretto posizionamento dei materiali compositi, che sfruttano la capacità di adesione al tessuto dentale.
Le pareti devono – comunque – essere trattate per eliminare lo strato superficiale ricco in Hg.
È consigliabile l'impiego di frese di piccole dimensioni al carburo di tungsteno con lame a taglio incrociato e a testa lavorante per abbreviare i tempi di rimozione, così come l'uso di un aspiratore complementare che agisca su entrambi i lati del dente.
Un’abbondante detersione della cavità dopo la rimozione è necessaria al fine
di asportare i detriti microscopici eventualmente presenti (TAB. 3).
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– Si ricordi che le otturazioni dentali in amalgama non devono essere rimosse (o lucidate) durante la gravidanza e l’allattamento.
Circa la tempistica più idonea si precisa che dal punto di vista immunitario non si ha effetto dose-dipendente; conseguentemente una o più otturazioni in amalgama non fanno alcuna differenza nell’organismo ipersensibile al Hg.
La rimozione di tutti gli amalgami in tempi brevi porta a grande sollievo nei pazienti ipersensibili.
Dal punto di vista tossicologico, è opportuno limitare l'esposizione acuta ad alte dosi di vapori di Hg prodotte dalla rimozione mediante la trapanazione delle otturazioni.
Idealmente, si dovrebbe rimuovere un’otturazione per volta.
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SEGNI E SINTOMI ASPECIFICIS DA INTOSSICAZIONE MERCURIALE
SINTOMI GENERALI
tremori fini, tremor mercurialis, sonnolenza, inappetenza, facile affaticabilità, stanchezza cronica, abbattimento psichico, diminuzione delle capacità di reazione, invecchiamento precoce, disfunzionalità delle ghiandole endocrine
SISTEMA NERVOSO
malattie nervose e degenerative centrali e periferiche, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, apprendimento difficoltoso, epilessia, difficoltà di coordinamento motorio, alto grado di “nervosismo”
SINTOMI PSICHICI
depressione fino a propositi suicidi, paura della morte, irritabilità, agitazione, violenza
CAPO
cefalea, emicrania, nevralgie facciali, sensazione di lingua urente, bocca asciutta, afte, sapore metallico in bocca, dolori nucali e cervicali
OCCHIO
disturbi visivi da patogenesi dubbia dovuti a disfunzionalità dei muscoli ocu.lomotori o contaminazioni neuromuscolari da Hg degli stessi, iriditi, edemi perioculari, occhio opaco
ORECCHIO
ronzio, rumori strani, variazione della frequenza emessa da cervello/orecchio con conseguente perdita o attenuazione della capacità di percezione della spazialità dei suoni
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POLMONE
asma bronchiale, irritazioni alle vie respiratorie
CUORE
Aritmie
APPARATO GASTRO-ENTERICO
dispepsia, ernia iatale, vomito, colite ulcerosa, disbiosi intestinale, diarrea, gastroenterite, tenesmo rettale, sindrome della valvola ileocecale, cattiva digestione, diarrea, enterocolite, stipsi, infiammazione della mucosa viscerale, atrofia dei villi, Sistema Nervoso enterico
eretistico
APPARATO GENITO-URINARIO
irritazione dolorosa della muscolatura vescicale, tenesmo vescicale, frequenti infezioni delle vie urinarie, vaginite da Candida, alterazione del ciclo mestruale
TEGUMENTI
Defluvium capillorum, cambiamento del colore dei capelli, prurito cutaneo, esantemi, eritemi localizzati
ARTICOLAZIONI
artralgie, disturbi reumatici e muscolari
RESISTENZA ALLA TERAPIA
sindrome influenzale, angina tonsillare, sinusite, rinite, malattie all’Apparato respiratorio
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PROTOCOLLO OPERATIVO di RIMOZIONE di OTTURAZIONE DENTALE di AMALGAMA
• Drenaggio adeguato per almeno 15 gg. prima di procedere alla rimozione, durante tutto il trattamento e per tre mesi dopo la fine della rimozione
• Rimozione degli amalgami ogni 2, 3 o 4 settimane in relazione alle condizioni del paziente
• Rimozione dell’amalgama più elettronegativo, provvedendo ad enucleare l’otturazione, cercando di provocare la minor polverizzazione possibile; abbondante irrigazione
• Somministrazione di O2 per via inalatoria durante la rimozione
• Utilizzo di diga ed aspiratore ad alta velocità “clean-up”
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RIMOZIONE di AMALGAMA: TERAPIA DOMICILIARE
DRENAGGIO CELLULARE
• Hypophysis suis -Injeel ® e forte
• Hypothalamus suis -Injeel ® e forte
• Catalizzatori intermedi
DRENAGGIO MESENCHIMALE
• Galium –Heel ®
• Pulsatilla compositum
DRENAGGIO EMUNTORIALE
• Lycopodium compositum
• Solidago compositum S
CHELAZIONE-DRENAGGIO
Dentotox 1
Dentotox 2
Dentotox 3
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SOSTEGNO D’ORGANO
Intestino tenue/crasso (IV, V, VI e VII odontone)
• Nux vomica -Homaccord®
• Mucosa compositum
TERAPIA DELLA DISBIOSI
Flora batterica
• Eubioflor 1
M.A.L.T.
• Micox
INTEGRAZIONE
Carenze relative
• Oligoel 17 (Zinco)
• Selenium compositum
(Dr. Roberto Facecchia – Medico Chirurgo Odontoiatra. Docente A.I.O.T.)
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 14:55
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