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Discussione: Italia VACCINI OBBLIGATORI e sanzioni pesantissime !

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Vaccini e autismo


    La scienza che rifiuta di confrontarsi con ricerche che siano indipendenti dai grossi interessi che la condizionano, dovrebbe proclamare pubblicamente il proprio asservimento, invece di stracciarsi le vesti di fronte a chi sfugge a un certo tipo di controllo totalizzante e illiberale.

    Per sottolineare altri tipi di atteggiamenti antidemocratici, ricordo che nel 2014 il tribunale di Milano ha emesso una sentenza che riconosceva il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino esavalente e lo sviluppo di encefalopatia post-vaccinica in forma di autismo.

    Ebbene, il ministero della salute si è scagliato violentemente contro la sentenza e più società di pediatria hanno chiesto la testa del medico consulente tecnico d’ufficio ‘colpevole’ di avere studiato, guardato gli atti e ragionato sui fatti con mente libera da pregiudizi.
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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Vaccini e autismo


    Si tratta chiaramente di un sistema dittatoriale che, lungi dal considerare gli interessi dei cittadini, in particolare dei più fragili come i bambini, si

    dà da fare per escogitare le minacce più efficaci per farli diventare bacino di utenza di vari farmaci,

    cercando di piegare all’obbedienza la classe medica, premiando l’esercito di chi si piega e privando dell’abilitazione

    all’esercizio i medici che ragionano con la propria testa, quelli che hanno studiato lo stato immunologico, metabolico,

    tossicologico dei bambini e ragazzi ammalatisi dopo i vaccini, e non hanno paura che i loro pazienti curiosino su Internet.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Papilloma Virus e vaccino HPV

    La storia di questo vaccino è indicativa e riassuntiva. Parole altisonanti sul vaccino anti HPV, età dell’oro in cui un tipo di cancro sparirà dalla faccia della terra, pubblicità a tappeto nelle scuole, pensiero di allargarlo anche ai maschi… e anche ai neonati. Ma qual è il problema alla base di questo colossale affare?

    Per il tumore al collo dell’utero, secondo dati dell’OMS, in Italia muoiono in media 90 donne in un anno.
    Percentuale piccolissima rispetto alle morti per tumore; non si tratta di un flagello tale da giustificare una simile vaccinazione a tappeto.

    Inoltre il vaccino protegge solo da due dei 13 ceppi del virus potenzialmente cancerogeni.
    Infine il cancro al collo dell’utero si sviluppa in un tempo lungo.

    Un controllo annuale col pap-test riesce a individuare le cellule malate sul nascere e la guarigione è praticamente totale.
    A questo si aggiunga che questa vaccinazione aumenterà la circolazione degli altri ceppi e di nuovi sottotipi del virus che potrebbero colpire vaccinati e non; il fenomeno è ben noto ai veri esperti (non c’è niente di più devastante che giocare coi virus, che in pochissimo tempo possono mutarsi acquisendo ‘informazioni’ dalle situazioni circostanti).

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Papilloma Virus e vaccino HPV

    Di fronte all’inutilità e dannosità del vaccino ci sono state tante prese di posizione.

    In vari Paesi il vaccino è stato ritirato per precauzione perché mancano totalmente i dati sul reale rapporto rischi/benefici.
    In Italia, Francia e Spagna centinaia di medici hanno firmato una petizione per sospenderlo.

    È noto il caso dei medici danesi che hanno denunciato centinaia di effetti collaterali in ragazze perfettamente sane prima della vaccinazione.

    La loro denuncia è stata trattata in modo sprezzante dall’Ema che, sappiamo bene, è quasi totalmente in mano alle case farmaceutiche.

    In Giappone il ministero della Salute ha deciso di ritirare la sua raccomandazione al vaccino in seguito a centinaia di segnalazioni in merito ai danni; ma le vittime del vaccino, di cui quattro paralizzate sulla sedia a rotelle, chiedono di fermare il programma vaccinale.

    Di fronte a tutto questo, di fronte a un vaccino che ha bruciato le tappe nello sviluppo del prodotto, che è stato commercializzato molto prima che ci fossero dati sufficienti sull’efficacia e sui rischi, c’è solo una motivazione:

    il vaccino più costoso della storia muove un giro d’affari attorno ai 25 miliardi di euro.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Quale Comunità scientifica?

    Una delle accuse rivolte a chi ha fondati dubbi su tante pratiche vaccinali è di non essere scientifico, ma in tutto il mondo della pratica vaccinale c’è ben poco di scientificamente dimostrabile, a partire dall’assenza di danni e dalla reale efficacia delle vaccinazioni.

    Basterebbe un solo dato per far calare un’ombra su tutto quello che viene detto riguardo a provata sicurezza ed efficacia, attente verifiche e altro: gran parte degli studi e dei riferimenti citati dal sistema sanitario (qualche anno fa il «British Medical Journal» parlava del 90%!) derivano dal lavoro di ricercatori finanziati dalle case farmaceutiche, produttrici dei vaccini,

    che hanno inevitabilmente più simpatia per quelle situazioni, reali o costruite ad arte, e per quelle politiche che permettono alle loro attività commerciale di prosperare.

    È una situazione gravissima in cui è stata delegata tutta la ricerca all’industria e non vengono realmente controllati i conflitti di interesse.

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  7. Registrato da
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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Quale Comunità scientifica?

    Viene richiesto un atteggiamento scientifico senza pregiudizi, ma l’Ema, l’agenzia europea per il farmaco, non è un’agenzia indipendente, essendo finanziata per l’83% dall’industria farmaceutica.

    Attraverso l’Ema l’industria regola l’autorizzazione dei suoi stessi prodotti.

    Tra l’altro è da notare che i documenti di Ema sono privati, nessuno può accedervi.

    L’Ema approva i farmaci, detta le regole scientifiche, decide i prezzi, tutto in modo inaccessibile a qualsiasi verifica. Più chiaro di così!

    Ci sono poi tantissimi casi in cui riconosciuti esperti nei vari campi della ricerca, che si sono interrogati su alcuni aspetti di quelle che sono diventate presunte verità inconfutabili, siano diventati immediatamente incompetenti e radiati.

    Tra i tanti casi mi sembra particolarmente importante quello della batteriologa Bernice Eddy, che lavorava all’Istituto Nazionale della Sanità degli USA.

    Per ottenere i vaccini si utilizzano anche virus oncogeni e cellule artificialmente rese cancerogene (in modo da renderle ‘immortali’ e poterle riprodurre senza limiti).

    Il dr. W. John Martin, già direttore della sezione di Oncologia Virale del Dipartimento di Biologia dell’FDA parlò del rischio che questi finiscano per inquinare i vaccini.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Quale Comunità scientifica?

    Ad un Congresso statunitense del ’72, Bernice Eddy disse:

    Se continuate a permettere la produzione di questi vaccini contaminati, vi garantisco che entro i prossimi vent’anni avrete un’epidemia di cancro quale il mondo non ha mai vista”.
    Naturalmente fu subito destituita dal suo incarico!

    In tutto questo parlare di falsa scientificità risalta invece l’immensa approssimazione in un’azione potenzialmente devastante per la salute dell’intera umanità. Ad esempio:

    – non sono note le proprietà dei vaccini di portarsi dietro virus sconosciuti, così come non sono note le reazioni e le mutazioni di virus presenti negli organi animali al contatto con un organismo diverso (bisogna ricordare che i vaccini vengono

    fabbricati utilizzando animali e organi animali
    reni di scimmia per la poliomielite, topi per la pertosse, e poi conigli, cani, pecore, uova e embrioni di gallina, ecc. – o tecnologie genetiche.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Quale Comunità scientifica?

    Si può escludere che virus noti o non noti possano contaminare i vaccini durante la fase di coltura su cellule?);

    questi virus causano l’insorgere di patologie in altre specie animali, spesso dopo lunghi anni e quasi sempre a danno del cervello
    (senza parlare del virus Hiv, su cui ci sono coincidenze impressionanti ma non dati certi del suo legame col vaccino antipolio Sabin, bisogna ricordare un suo ‘fratello’, il virus SV40, trasmesso al vaccino antipolio dalle scimmie, che nell’uomo causa il cancro e che è stato diffuso su scala planetaria negli anni ’55-’63)

    – la reazione del sistema immunitario all’inoculazione del vaccino non è conosciuta. L’interazione dello stato alterato del sistema immunitario con altre variabili è sconosciuta

    – le vaccinazioni adattano il sistema immunitario. Cosa esattamente succeda va al di là delle attuali possibilità di conoscenza dell’analisi scientifica, ma certo non sembra casuale la correlazione tra attivazione del sistema immunitario e l’aumento delle malattie autoimmuni (sclerosi, leucemia, tumori, ecc.;

    le conseguenze a lungo termine delle vaccinazioni sono sconosciute perché il loro legame con le vaccinazioni è difficile da provare statisticamente e perché le lesioni meno appariscenti e le loro conseguenze non vengono considerate

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Quale Comunità scientifica?

    – inserire artificialmente nel circolo biologico umano dei virus o dei batteri di un certo tipo facilita la crescita e proliferazione di altri simili che improvvisamente da benefici o innocui diventano nocivi. Un esempio tipico è il bordetella parapertussis un tempo innocuo per l’essere umano e ora dannoso dopo che da vaccino ha ‘inflazionato’ l’ambiente di diffusione e presenza, in cui questi tipi di batteri replicano.

    Tenuto conto che le vaccinazioni sono estese al maggior numero di persone possibili, si può immaginare il danno catastrofico che possono provocare e che quasi certamente già hanno provocato e provocano.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Si ammalano sia vaccinati che non vaccinati

    Uno degli aspetti pochissimo notato dai dati ufficiali perché fa mettere in dubbio vari punti dell’impianto vaccinale e fa interrogare sulla reale efficacia dei vaccini è che se la malattia arriva si ammalano sia vaccinati che non vaccinati.

    La circolare del Ministero della Sanità del 27/8/’94, parlando della recrudescenza della difterite negli Stati dell’ex-URSS, ne trova la causa in una bassa copertura immunitaria dei bambini di due anni e si propone l’obiettivo di un’alta copertura in Italia: almeno il 95%.

    Ma si dimentica di far notare dall’80 all’85% di coloro che si sono ammalati di difterite nell’ex-URSS erano stati precedentemente vaccinati.

    In seguito a questa e altre considerazioni scientifiche, la Russia ha soppresso tutti gli obblighi vaccinali, compreso l’antitubercolare, considerata come una bomba a orologeria;

    ha dato dunque ai genitori il diritto di accettare o rifiutare le vaccinazioni per i loro bambini e ha eliminato ogni rifiuto di ammissione alle scuole per i bambini non vaccinati.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Si ammalano sia vaccinati che non vaccinati

    Oltretutto, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, negli USA i tassi di copertura per la difterite dal 1980 al 1985 sono stati in media del 69-73% (quindi ben al di sotto di una soddisfacente copertura e anche al di sotto della copertura media dell’ex-URSS) eppure non c’è stata l’ombra di epidemie (una media di tre casi all’anno).

    Nel 1989 il CDC di Atlanta (considerata l’istituzione ufficiale più prestigiosa nel campo delle vaccinazioni) riportava:

    “Tra i bambini in età scolastica le epidemie di morbillo si sono manifestate in scuole con un livello di vaccinazioni maggiore del 98%”.

    Il 90% dei 1300 casi di pertosse registrati negli USA nel 1986 erano stati adeguatamente vaccinati.
    Il 72% dei casi di pertosse, durante l’epidemia del 1993 a Chicago, aveva regolarmente completato la vaccinazione antipertossica”.

    Viene accuratamente notato dalle fonti ufficiali che nel ’92 ci sono stati in Olanda 68 casi di poliomielite in soggetti non vaccinati appartenenti a una comunità religiosa.

    Ma non si dice che nel 1988 ci sono stati 15 casi in Israele e 43 nell’Oman, tutti vaccinati.

    Ad accomunare i casi di Olanda e Israele erano le condizioni: comunità religiose con stretti contatti sociali e condizioni igieniche scarse.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Si ammalano sia vaccinati che non vaccinati

    Sulla poliomielite ci sono tanti altri dati contrastanti, in cui la copertura sembra contare ben poco.
    Con le stesse basse coperture la polio è endemica in Pakistan mentre ci sono pochi casi in Congo.

    In Sud America le coperture vaccinali mai hanno raggiunto il 95%, ma è immune da polio.

    I dati ufficiali sulla poliomielite negli USA negli anni ’80-’90 mostrano che ci sono stati in media 9 casi di poliomielite all’anno (su una popolazione di 250 milioni di abitanti non si può parlare di epidemia; e in realtà erano dovuti proprio alla vaccinazione) con una copertura vaccinale media del 63%, che scendeva al 56% nei bambini da 1 a 4 anni, i più colpiti dalla polio.

    Ricordiamo a tutti il recente caso delle meningiti prese sia da non vaccinati che da vaccinati (dati certi dicono che i casi sono stati maggiori tra i vaccinati che tra i non vaccinati)

    e per questo messo rapidamente a tacere, con la patetica affermazione che i vaccinati l’hanno presa in forma più lieve (non si sa bene basandosi su quale criterio di scientificità tirato fuori dal cappello).

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.



    Necessità dell’ “effetto gregge”

    L’efficacia del vaccino e la spinta a una vaccinazione di massa è spesso messa in relazione al cosiddetto ‘effetto gregge’.
    Esso consisterebbe nel fatto che superando una certa soglia percentuale di popolazione vaccinata, il 90-95% , si supererebbe il rischio di epidemia e sarebbero protetti anche i non vaccinati.

    Il cavallo di ***** che si cerca di usare è insistere sul fatto che chi non si vaccina mette a rischio la salute di chi non può vaccinarsi perché immunodepresso; pensiero nobile, se fosse sincero, ma la realtà è più complessa.

    L’immunodepresso infatti è sensibile a moltissimi patogeni ed è impensabile che si possa vaccinare tutta la popolazione contro tutti i patogeni a cui l’immunodepresso potrebbe essere sensibile.

    È molto più utile cercare nuove modalità di protezione del soggetto più debole.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


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    Necessità dell’ “effetto gregge”

    L’efficacia del vaccino e la spinta a una vaccinazione di massa è spesso messa in relazione al cosiddetto ‘effetto gregge’.
    Esso consisterebbe nel fatto che superando una certa soglia percentuale di popolazione vaccinata, il 90-95% , si supererebbe il rischio di epidemia e sarebbero protetti anche i non vaccinati.

    Il cavallo di Tro ia che si cerca di usare è insistere sul fatto che chi non si vaccina mette a rischio la salute di chi non può vaccinarsi perché immunodepresso; pensiero nobile, se fosse sincero, ma la realtà è più complessa.

    L’immunodepresso infatti è sensibile a moltissimi patogeni ed è impensabile che si possa vaccinare tutta la popolazione contro tutti i patogeni a cui l’immunodepresso potrebbe essere sensibile.

    È molto più utile cercare nuove modalità di protezione del soggetto più debole.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


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    Necessità dell’ “effetto gregge”

    La teoria dell’effetto gregge, insieme alle paure dei genitori a scuola se ci sono bambini non vaccinati, è un ragionamento che fa inevitabilmente mettere in dubbio l’efficacia delle vaccinazioni e soprattutto parte più da un assunto aprioristico che da una reale constatazione dei fatti.

    Infatti la soglia del 95% di copertura vaccinale è largamente disattesa per vari fattori:

    esiste una percentuale di vaccinati che ‘non risponde’ alla vaccinazione;

    ci sono persone che non sono vaccinate per controindicazioni mediche;

    esiste una evasione vaccinale pratica attraverso varie vie;


    infine, e ancora più importante, l’immunità permanente si acquisisce solo naturalmente, passando per la malattia, mentre

    quella eventualmente prodotta dai vaccini dura pochi anni
    (di molti neppure i produttori dicono quanti!), per cui in realtà buona parte della popolazione adulta non è di fatto coperta da immunità.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

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    Necessità dell’ “effetto gregge”

    Come si può allora affermare che solo grazie al mantenimento di un adeguato livello di immunità, ottenuto attraverso le vaccinazioni, sono rare o assenti certe malattie?

    Gli unici anticorpi efficaci e protettivi sono quelli che si formano attraverso la mucosa orale quando i patogeni invadono l’organismo nella malattia naturale.

    La risposta anticorpale artificiale in alcuni casi funziona in altri no o cade nel breve periodo; in ogni caso non impedisce la circolazione del virus, specie se si tratta di vaccini prodotti con virus vivi attenuati (nel caso della varicella ciò è addirittura riportato nel foglietto illustrativo del vaccino, ma vale anche per altri).

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
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    Campagne di eradicazione delle malattie infettive dal mondo

    L’enfasi posta su queste ‘battaglie’ è molto forte e apparentemente giustificata.

    Come già detto, però, va molto relativizzata l’importanza delle vaccinazioni nella diminuzione delle malattie infettive;

    e soprattutto va notata la visione ristretta e riduttiva con cui viene affrontato il problema, visione che rispecchia quella ‘monocoltura della mente’, caratteristica del mondo tecno-scientifico, in cui tutto ciò che non è adatto agli scopi immediati dell’uomo o non può essere facilmente tenuto sotto controllo, viene eliminato.

    Non ci si rende conto che le grandi battaglie centralizzate portano sempre ritorni di morte, perché la vita non è un’equazione lineare e le soluzioni centralizzate dimenticano o schiacciano un’infinità di legami particolari che sono parti indispensabili della vita stessa.

    Così, ad esempio, in agricoltura di fronte agli insetti ‘dannosi’ si pensa solo ad eliminarli con massicce dosi di insetticidi, non si pensa che ci sono sempre stati e che la natura ha sempre vissuto in equilibrio con essi e che, se ci sono, hanno senz’altro uno scopo; bisogna quindi solo tenerli sotto controllo.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

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    Campagne di eradicazione delle malattie infettive dal mondo

    La parte apparentemente ‘cattiva’ della natura, oltre ad altri effetti equilibratori, stimola la parte ‘buona’ a diventare più forte.
    Così, ad esempio, un conto è curarsi, un conto è l’uso massiccio di antibiotici che sta generando lo sviluppo di germi sempre più resistenti che si controllano con sempre più difficoltà.

    Un conto è la pulizia, un conto è la disinfezione esasperata, la distruzione ossessiva dei ‘microbi’, che, insieme ad un uso assurdo degli antibiotici, sta indebolendo in modo drammatico le capacità di difesa dell’organismo umano.

    Allora è chiaro il punto fondamentale: le capacità di difesa del nostro organismo non vanno continuamente indebolite, ma mantenute e potenziate, aiutandolo così ad affrontare tutte le patologie infettive;

    il nostro organismo infatti ha in sé delle capacità di autodifesa enormemente superiori a quello che si vuole far credere.

    Purtroppo questa diffusa tendenza a medicalizzare la società, inquadrando tutto in una visione meccanicistica, accanendosi contro questa o quella patologia invece di potenziare l’immunità naturale aspecifica che permetterebbe al corpo di affrontare tutte le patologie in generale, sta minando più in profondità di quanto si pensi la salute delle persone, rendendola sempre più dipendente dai farmaci.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Campagne di eradicazione delle malattie infettive dal mondo

    In particolare riguardo alle vaccinazioni non è molto razionale (ma è molto remunerativo per le case farmaceutiche) ridurre numericamente alcune malattie e contemporaneamente squilibrare e indebolire il sistema immunitario;

    cosa tanto più grave alla luce della realtà attuale che vede comparire sempre nuove infezioni e nuovi agenti virali contro i quali contano essenzialmente proprio le nostre difese immunitarie aspecifiche.

    Questi meccanismi possono essere difesi con una vita sana, col lavoro fisico, un’alimentazione naturale, un legame profondo con la terra e con gli altri, con cibo, aria e acqua non inquinati.

    Viene allora da chiedersi qual è il senso di questo tentativo prometeico e propagandistico di eradicazione mondiale quando migliaia di prodotti chimici vecchi e nuovi vengono introdotti continuamente nell’ambiente con l’industria, i trasporti, l’agricoltura, l’industria alimentare.

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    Re: Vaccinazioni, scienza e corretta informazione

    (Tratto da: http://www.veja.it/2017/08/09/le-riflessioni-don-marco-belleri-sulle-vaccinazioni-della-lorenzin/)


    Riflessioni di don Marco Belleri
    Un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.


    Campagne di eradicazione delle malattie infettive dal mondo


    Ma più ancora c’è da chiedersi come possa essere disinteressato lo sforzo di eradicazione nei Paesi poveri, quando

    quegli stessi Paesi che si impegnano per esso mantengono in vita, per esempio, la più diabolica forma di usura

    legalizzata mai inventata (il Debito dei Paesi poveri), che sconvolge la vita di tanti popoli;


    oppure non vogliono riconoscere (come è successo a Durban) che la schiavitù, con cui hanno umiliato e sfruttato i popoli

    di tutto il mondo per secoli, è un crimine contro l’umanità.

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