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Discussione: Il paradigma vaccinale

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    Re: Il paradigma vaccinale

    Tratto da http://www.comilva.org/il-paradigma-vaccinale/)


    Leading Edge Research Group
    Guida di riferimento per una analisi approfondita del paradigma vaccinale.
    Dall’opera originale: LEADING EDGE MASTER ANALYSIS OF VACCINATION PARADIGM

    (Traduzioni e contributo scientifico dell’Accademia delle Scienze e delle Arti degli Ardenti di Viterbo (Sede Regionale Friuli Venezia Giulia, Centro Accademico Jatzu di Udine) e del dott. Ezio Battistel (2000-2001)
    Copyright;1995, 1996, 1997, 1998: Leading Edge Research Group


    Il MORBILLO

    Il fatto che queste epidemie avvengano nonostante la copertura vaccinale del 98% significa che questa vaccinazione è inefficace e, ancora una volta, una vera e propria FRODE.

    - Per quale motivo, poi si continua a promuovere la vaccinazione dal momento che si rivela inutile?

    - Perché continuiamo ad avere regolarmente delle epidemie di morbillo?

    - Perché questa vaccinazione viene fatta in primo luogo?

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    Il paradigma vaccinale
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    Re: Il paradigma vaccinale

    Tratto da http://www.comilva.org/il-paradigma-vaccinale/)


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    CO-FATTORI PER LO SCONVOLGIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

    È ben noto il fatto che l’infezione naturale del morbillo è una tappa fondamentale nella maturazione del sistema immunitario umano.
    Per quale motivo qualcuno dovrebbe creare un vaccino per fermare o ritardare questa importantissima fase di sviluppo del nostro sistema immunitario acquisita attraverso una infezione naturale che causa una malattia lieve?

    Diverse tipologie di vaccino furono introdotte dal 1963, con l’intento di prevenire il morbillo contratto naturalmente: tra questi vi erano quelli prodotti con virus vivo attenuato e con virus “disattivato” con formalina.

    Questi vaccini furono somministrati a quasi 1,000,000 di persone fra il 1963 ed il 1967

    Poco tempo dopo l’introduzione di questi vaccini, i bambini trattati cominciarono a sviluppare una forma di morbillo atipico, da una parte una forma particolarmente subdola, resistente al trattamento e dall’altra una forma leggera con lo sviluppo di chiazze rosse minuscole o addirittura senza chiazze

    Queste forme atipiche hanno l’effetto di provocare malattie croniche di tipo degenerativo, incluso il cancro

    È curioso notare come i pazienti affetti da cancro sembrano aver avuto nella loro storia una incidenza di malattie infettive particolarmente bassa

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    Re: Il paradigma vaccinale

    Tratto da http://www.comilva.org/il-paradigma-vaccinale/)


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    CO-FATTORI PER LO SCONVOLGIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

    Nel 1985, altri studi misero in evidenza la correlazione fra il morbillo senza chiazze rosse con l’incremento dell’incidenza di malattie degenerative e di malattie autoimmunitarie
    .

    In uno studio interessante, iniziato nel 1961 a Cincinnati, vennero seguiti 386 bambini ai quali era stato somministrato in tre dosi successive un vaccino contenente virus uccisi di morbillo.
    Di questi 386 bambini, 125 furono esposti al virus naturale: 54 dei 125 svilupparono comunque la malattia.

    Uno studio del 1967 descriveva la manifestazione di morbillo atipico in 10 ragazzi che avevano ricevuto un vaccino da virus di morbillo disattivato dai 5 ai 6 anni prima.
    Nove di essi svilupparono polmonite che si rivelò resistente a qualsiasi trattamento.

    Reazioni avverse gravi si manifestarono inoltre nei bambini in cui veniva iniettata una prima dose di vaccino con virus disattivato e la seconda con virus vivi.
    Nonostante i continui episodi di reazioni avverse, sia locali che sistemiche al vaccino, e la ovvia mancanza di efficacia, gli ufficiali sanitari continuavano a dichiararne la sicurezza e l’efficacia.
    FRODE E NEGLIGENZA CRIMINALE!

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  5. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

    Tratto da http://www.comilva.org/il-paradigma-vaccinale/)


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    CO-FATTORI PER LO SCONVOLGIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

    Le autorità sanitarie hanno sempre respinto i rapporti che dimostravano il fallimento della vaccinazione, e hanno definito il morbillo atipico come causato da una cattiva conservazione dei lotti o da una vaccinazione troppo precoce.

    Già nel 1973 i rapporti che descrivevano i gravi disordini neurologici dovuti al vaccino contro il morbillo cominciarono a fiorire in gran numero.

    In uno di questi venivano descritti 80 casi che si manifestarono all’incirca 30 giorni dopo la vaccinazione.

    Il fatto che 45 di questi bambini avessero avuto problemi neurologici tra i 6 e i 15 giorni dopo l’iniezione fu l’indizio per dimostrare che non era un “caso” l’associazione di questi disturbi con la vaccinazione.

    Infatti, questo periodo di due settimane sembra si possa applicare anche alle vaccinazioni DTP e alla vaccinazione antipolio, per quanto riguarda la risposta sintomatologica.

    Questo è il vero motivo per cui si è stabilito di istituire un periodo limitedi monitoraggio per le reazioni avverse da vaccino, per evitare proprio il periodo stesso in cui queste reazioni si manifestano!

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    CO-FATTORI PER LO SCONVOLGIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

    Il vaccino contro il morbillo può generare condizioni patologiche estremamente gravi,
    come l’atassia (perdita di coordinazione), ritardo mentale, iperattività, meningite asettica, attacchi apoplettici, paralisi ed encefaliti generalizzate.

    È opinione generale che, durante un processo encefalitico, la mielina che riveste i nervi venga distrutta, trasformandosi in un antigene, intensificando i processi infiammatori, anche se il meccanismo non è stato ancora ben compreso.

    Prima del 1900 le encefaliti erano quasi trascurabili nel panorama delle malattie infantili.

    Quella parte di potere occulto che ha il controllo sociale e che si è “autoproclamata Autorità Sanitaria” continua a promulgare i benefici della presunta protezione conferita dalle vaccinazioni ed è completamente indifferente al fatto che epidemie di morbillo continuano sostanzialmente a colpire i bambini vaccinati.

    Dal 1970 anche gli adulti hanno cominciato a contrarre questa malattia senza apparenti motivazioni.

    Questo non era mai accaduto prima dell’introduzione del vaccino contro il morbillo.

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  7. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    CO-FATTORI PER LO SCONVOLGIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

    Nel 1978, il segretario del Ministero della Sanità americano annunciò “un nuovo sforzo per liberare gli USA dal morbillo fin dal 1981″ e, di conseguenza, venne lanciata una nuova campagna vaccinale.

    Ricordiamo ancora che l’età tipica dei pazienti affetti da morbillo, prima dell’introduzione del vaccino, andava dai 5 ai 9 anni. Dopo l’introduzione del vaccino, il 64% dei soggetti colpiti aveva più di 10 anni.

    L’età media durante l’epidemia di morbillo che ci fu nell’Università della California era stata di 20/24 anni, di cui il 91% era stato vaccinato contro la malattia.

    Dopo il famoso 1981, di cui sopra, gli USA vennero colpiti ripetutamente da epidemie di morbillo, grazie alle rinnovate campagne di vaccinazione e le epidemie maggiori si verificarono proprio nelle comunità completamente vaccinate e tra l’altro con morbillo atipico.

    Grazie a queste iniziative adulti e bambini sotto i due anni contrassero il morbillo. Inoltre, i programmi di vaccinazione obbligatoria contro il morbillo vennero sempre condotti con vaccini che si erano rivelati inefficaci durante le precedenti epidemie.

    Come accaduto in altre circostanze simili, le autorità sanitarie ricercarono una soluzione semantica a questo paradosso.

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  8. Registrato da
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    CO-FATTORI PER LO SCONVOLGIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

    Nel 1984 dichiararono: – “un bambino che si trova in uno stato di sensibilizzazione immunologica, ma non è ancora immune, è per così dire in uno stato di immunizzazione inadeguata”. Non è divertente?

    Si risponde al fallimento di un vaccino e al conseguente fallimento del concetto stesso di vaccinazione, chiedendo di vaccinare di più.

    Questa logica circolare permane ancora oggi, grazie anche al fatto che la gente non riesce a contrastarla unendosi per dire, una volta per tutte, BASTA!

    Nel 1985, le stesse autorità sanitarie ebbero l’audacia di dichiarare: – “non è stata dimostrata una trasmissione della malattia nelle comunità completamente vaccinate” – e poi ancora – “la causa principale del fallimento dell’obiettivo della completa eradicazione del morbillo sembra essere il fatto che alcune persone, per le quali il vaccino era indicato, non erano state vaccinate”.

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  9. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    CO-FATTORI PER LO SCONVOLGIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

    Questo era naturalmente una deliberata menzogna.

    Nel frattempo la diffusione del virus del morbillo di origine vaccinale continuava a svolgere il suo lavoro nel minare il sistema immunitario generale della popolazione.

    Ora, dal momento che la naturale immunizzazione verso il morbillo ed il suo contributo per lo sviluppo del sistema immunitario umano è stata ostacolata dalla vaccinazione, generazioni di bambini con la cosiddetta “immunizzazione inadeguata” cresceranno senza una propria immunizzazione da trasferire alla successiva generazione che,

    a sua volta potrà contrarre il morbillo in un’età (precoce) nella quale dovrebbe essere protetta dagli anticorpi materni, con tutte le conseguenze del caso.

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  10. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    NFEZIONI DA MORBILLO E RIMEDI A BASE DI VITAMINA “A”

    Esiste la prova che le infezioni da virus del morbillo e i danni dei tessuti epiteliali associati comporti una drastica diminuzione di vitamina “A”.

    In uno studio pubblicato nel 1987, alcuni bambini al di sotto dei 2 anni che assumevano un integratore orale a base di vitamina A di 200.000 IU immediatamente dopo il contagio, sono rimasti in vita con un tasso di 7 a 1 rispetto a quelli che non assumevano vitamina A.

    Dalla letteratura sappiamo che la vitamina A è essenziale per la corretta funzionalità dei tessuti epiteliali.

    È interessante notare come, a fronte di una ipotetica protezione ottenibile con il vaccino antimorbillo, per alcuni bambini sembra aggravarsi il rischio di decesso ad opera di svariate malattie negli anni successivi la vaccinazione stessa,

    presumibilmente perchè il livello della sensibilizzazione allergica della popolazione cresce stabilmente a causa delle numerose campagne di vaccinazioni obbligatorie.

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  11. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL NERVOUS SYSTEM PATHOLOGY)

    Alcune razze umane sono più soggette a danni neurologici conseguenti a malattie come il morbillo e la pertosse (e anche a vaccinazioni) e ne subiscono in maggior grado le menomazioni intellettive e i relativi disordini comportamentali.

    In uno studio del 1964 (Baltimora, USA) si dimostrò che la razza nera andava più soggetta ad affezioni in seguito a malattie infettive come la pertosse rispetto alla popolazione bianca;

    da altri studi è possibile vedere come in questa razza si verifichi una elevata incidenza, rispetto alla bianca, di condizioni patologiche conseguenti ad encefaliti come ad es. l’epilessia e l’asma, in quest’ultimo caso con una proporzione maggiore di 2,5 volte.

    Anche la dislessia, negli USA, è maggiormente diffusa nella popolazione nera.
    Tutto ciò sembra indicare che parte del quadro generale delle malattie post vacciniche possa avere ragioni di carattere razziale.

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  12. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL NERVOUS SYSTEM PATHOLOGY)

    In questa chiave di lettura, è interessante notare come tutti i programmi di vaccinazione dell’OMS siano stati sviluppati inizialmente nel continente Africano: i bambini africani inoltre, date le condizioni generali di miseria, sono soggetti a nascere sotto peso e prematuramente, fatto questo correlabile direttamente alla demielinizzazione del sistema nervoso immaturo soprattutto in conseguenza alla vaccinazione infantile.

    A questo punto assistiamo ad un meccanismo abbastanza curioso.

    È tipico della natura umana il ricorrere a medicine per mitigare situazioni che hanno la loro radice in disturbi psichici: tali droghe, guarda caso, sono fatte pervenire in forme convenienti alle comunità meno abbienti.
    Inoltre si nota che l’ipersessualità, che spesso si riscontra nei casi di Danno Cerebrale Minimo post vaccinico, è strettamente connesso con il fenomeno della musica rap.

    Questi paralleli sono senz’altro sorprendenti e, per qualcuno, probabilmente azzardati ma indicano decisamente una possibile tendenza nascosta, insita nei programmi globali di vaccinazione, dietro a quella che viene comunemente definita la “guerra delle medicine”.

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL NERVOUS SYSTEM PATHOLOGY)

    Naturalmente nessuno avrebbe il coraggio soltanto di immaginare un tale scenario senza una reale e puntuale ricerca alle spalle.
    È ovvio, comunque, che la tendenza verso una particolare sensibilizzazione della popolazione nera degli USA sarebbe stata evidente già dai primi momenti dei programmi di vaccinazione di massa, no?

    In effetti, nel 1931 il Presidente del Comitato per la Casa Bianca del CDC ( Comitato di Controllo per le Malattie Trasmissibili), George Bigelow osservava come “la mortalità fra i neri e gli indiani d’America fosse maggiore” rispetto ai bianchi e la teorizzava con il fatto che fosse “dovuta prevalentemente alle particolari condizioni di vita piuttosto che a una insita predisposizione”.

    Che cosa intendeva con insita predisposizione? Sembra quasi che già nel 1931 sapessero che cosa stava succedendo.
    È un dato di fatto che le persone costrette a vivere in un determinato contesto socioeconomico di malnutrizione, con carenza di vitamina A, manifestino una sintomatologia più acuta nel caso di infezioni da morbillo, in modo particolare se parliamo di “morbillo atipico”.

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  14. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL NERVOUS SYSTEM PATHOLOGY)

    Durante la seria epidemia di questa malattia negli USA, nel 1989, vennero colpiti maggiormente i bambini neri ed ispanici in età prescolare, residenti nelle zone più povere delle città.
    Anche l’epidemia di morbillo che colpì Chicago, nello stesso anno, rivela statistiche analoghe: più di 2000 furono i soggetti affetti, di cui gli afroamericani erano il 71%, gli ispanici il 23%, mentre il restante 6% colpì la comunità bianca.

    Più del 32% dei casi interessò bambini al di sotto dei 15 mesi, ben al di sotto dell’età minima per la somministrazione del vaccino e ben al di sotto del periodo di pre-vaccinazione (che va dai 5 ai 9 anni).

    La conseguenza di tutto questo fu che il Dipartimento di Salute Pubblica non trovò altro di meglio che abbassare per ben due volte l’età della vaccinazione, portandola così a 6 mesi, il che garantisce purtroppo il massimo danno neurologico da vaccino virale, i disordini comportamentali correlati alle vaccinazioni e l’istituzione di un meccanismo di controllo sociale richiesto a “furor di popolo” nel momento del bisogno.

    Ecco come vanno le cose. Stranamente lo stesso schema fu seguito durante l’epidemia di morbillo del 1967, e l’epidemia continuò indisturbata. […]

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL NERVOUS SYSTEM PATHOLOGY)

    Premessa:
    quando parlano di Ortodossia gli autori si riferiscono a quanto la scienza ufficiale riporta in merito alla definizione della malattia, alle sue conseguenze e ai “pregi” della vaccinazione, una sorta di legittimazione del vaccino che serve, in definitiva, per una tranquilla accettazione del prodotto da parte dei genitori i quali sono guidati in questa “scelta” (quando possono) dalla convinzione che ciò rappresenti un “bene” per i propri figli.
    La conoscenza di queste definizioni è necessaria per poter comprendere la struttura del paradigma vaccinale e quindi per poterlo confutare a ragion veduta. (n.d.t.)


    “Il morbillo è spesso una malattia grave. La sua eradicazione negli USA è dimostrata dal basso numero di casi registrati.

    Nel 1989 c’è stato un aumento improvviso dei casi segnalati, ma in generale la possibilità di infezione rimane bassa per gli individui esposti al virus naturale.

    Molte persone nate prima del 1957 hanno contratto la malattia per via naturale e non sono generalmente considerate sensibili.

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  16. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL NERVOUS SYSTEM PATHOLOGY)

    Una singola dose di vaccino antimorbillo ottenuto da virus vivo attenuato induce la formazione di anticorpi in una percentuale di almeno il 95% dei soggetti sensibili vaccinati all’età di 15 mesi o in seguito.
    Una seconda dose dovrebbe indurre l’immunizzazione nel restante 5% che non ha risposto alla prima.


    La vaccinazione primaria può essere associata a forme febbrili lievi e a rash cutanei a carattere temporaneo.
    Sono state riportate in letteratura reazioni avverse che interessano il Sistema Nervoso Centrale, come Encefaliti o Encefalopatie in forme che variano da lievi a gravi:

    comunque il tasso di incidenza di queste condizioni risulta inferiore rispetto a quello dovuto ad encefaliti di etiologia sconosciuta, ‘suggerendo il fatto che tali disordini neurologici possano essere causati da altri fattori’.

    Non c’è prova di un maggior rischio per vaccinazione con virus vivo in riferimento ai soggetti che abbiano già ricevuto una dose dello stesso vaccino o che abbiano contratto l’infezione naturalmente.

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    Re: Il paradigma vaccinale

    Tratto da http://www.comilva.org/il-paradigma-vaccinale/)


    Leading Edge Research Group
    Guida di riferimento per una analisi approfondita del paradigma vaccinale.
    Dall’opera originale: LEADING EDGE MASTER ANALYSIS OF VACCINATION PARADIGM

    (Traduzioni e contributo scientifico dell’Accademia delle Scienze e delle Arti degli Ardenti di Viterbo (Sede Regionale Friuli Venezia Giulia, Centro Accademico Jatzu di Udine) e del dott. Ezio Battistel (2000-2001)
    Copyright;1995, 1996, 1997, 1998: Leading Edge Research Group


    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL NERVOUS SYSTEM PATHOLOGY)

    Sebbene i destinatari di vaccino da virus ucciso possano essere maggiormente soggetti a reazioni locali e sistemiche dopo il richiamo con vaccino da virus vivo, si raccomanda comunque la rivaccinazione per evitare di contrarre la forma più grave di morbillo atipico che spesso li colpisce se esposti all’infezione naturale.

    Il vaccino da virus vivo viene prodotto a partire da colture di cellule embrionali di pollo
    .
    Le persone che hanno una storia di reazioni anafilattiche dovrebbero essere vaccinate con estrema cautela.

    La replicazione del virus del morbillo presente nel vaccino antimorbillo da virus vivo può essere aumentata in pazienti affetti da malattie da immunodeficienza o soggetti ad una risposta immunitaria soppressa che si verifica in presenza di leucemia, linfoma o tumore maligno, nonché in caso di malattie antimetaboliche e trattamento con radiazioni”.

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL PAROTITE

    La parotite (orecchioni) è una malattia infantile di origine virale che ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema immunitario umano.

    Le donne, per esempio, sembrano avere minori probabilità di contrarre il cancro alle ovaie se sviluppano questa malattia nella loro infanzia. Diversamente, il contrarre la malattia in età adulta può comportare gravi danni a livello neurologico.

    Lo scenario che si presenta per la parotite è del tutto simile a quello del morbillo, dove è stata perseguita una politica di occultamento della sintomatologia clinica conseguente alla somministrazione del vaccino.

    La parotite, come infezione naturale, sembra associata a forme molto blande di meningite o meningoencefalite che si manifestano dopo circa 23 giorni dall’infezione, con possibile sintomatologia encefalitica, inclusa la sonnolenza, l’irritabilità, vertigini, convulsioni, psicosi e atassia (perdita di equilibrio):

    più comunemente si manifesta in un ingrossamento delle ghiandole salivali parotidee e, solo occasionalmente, dei testicoli in una percentuale che va dal 20 al 30% dei maschi adolescenti o adulti.

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL PAROTITE

    Il primo vaccino fu testato negli anni ’50 e veniva prodotto allora dalla American Cynamide Chemical Company che utilizzava colture cellulari a base di embrioni di pollo e formalina come disattivante del virus.

    Il vaccino fu sperimentato inizialmente negli orfanotrofi e negli istituti per malattie mentali, su un campione di bambini da 1 a 8 anni.

    È interessante notare come uno dei tre istituti che parteciparono alla sperimentazione non avesse mai avuto nella sua storia dei casi di parotite.

    Dopo qualche tempo (entro 90 giorni) apparve il primo caso di parotite, ed altri seguirono durante tutto il periodo dei test.

    Le indicazioni che il vaccino stesso poteva essere causa della malattia furono rese note soltanto nel 1967.

    In un altro studio, condotto sempre su bambini e utilizzando vaccino da virus vivo attenuato, si dimostrò che molti dei soggetti vaccinati contraevano la parotite clinica entro 16 giorni dalla prima iniezione, e che l’epidemia si protraeva per diversi mesi.

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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL PAROTITE

    Nonostante i molti tentativi di manipolazione dei dati sui test effettuati ne risultò anche che l’iniezione del vaccino a base di virus vivoabbreviava il tempo di incubazione della malattia, una caratteristica comune ad altre somministrazioni di vaccino.

    Inoltre, il 65% di questi test hanno dimostrato la presenza di anticorpi verso la parotite prima che il vaccino venisse somministrato inutilmente.

    In un rapporto del 1980 si parlò, durante una epidemia virale di parotite, della manifestazione di parotite atipica in bambini già vaccinati: i sintomi generalizzati furono febbre, perdita di appetito, nausea e reazioni cutanee.

    La parotite atipica comparve nel momento in cui l’infezione naturale circolava fra i bambini non vaccinati – un evento normale, associato allo sviluppo del sistema immunitario.

    Tutti i bambini che hanno sviluppato parotite atipica erano stati vaccinati da 5 a 7 anni prima.

    Nel 1981, un’epidemia di parotite colpì il Massachusetts: dei 33 bambini coinvolti, 29 erano stati vaccinati, mentre il 97,4% dei bambini non vaccinati non sviluppò la malattia.

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  21. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL PAROTITE

    Fin dal 1986 ci fu un incremento di parotite negli USA, con molti dei nuovi casi fra gli studenti delle scuole superiori, ben al di sopra dell’età tipica dell’infezione naturale che si manifestava prima dell’introduzione del vaccino MMR (Mumps = Parotite, Measles = Morbillo, Rubella = Rosolia).

    Le conclusioni tratte da alcuni esperti della classe medica ufficiale furono del tipo “non sono stati vaccinati abbastanza individui”, una dichiarazione sconcertante, che non è nemmeno supportata dai dati pubblicati circa l’incidenza della parotite e il numero di iniezioni già effettuate (oltre 80 milioni di dosi).

    La realtà dei fatti dimostra che quando la diffusione del vaccino era ancora bassa lo era anche quella della malattia: nel momento in cui la diffusione è cresciuta altrettanto è avvenuto per la parotite, manifestatasi in vere e proprie epidemie.

    Sono gli operatori sanitari ad inasprire il problema, promuovendo campagne di vaccinazione di massa durante le stesse epidemie che erano generate in molti casi dal vaccino
    . […]

    segue..

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