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Discussione: Il paradigma vaccinale

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    Re: Il paradigma vaccinale

    Tratto da http://www.comilva.org/il-paradigma-vaccinale/)


    Leading Edge Research Group
    Guida di riferimento per una analisi approfondita del paradigma vaccinale.
    Dall’opera originale: LEADING EDGE MASTER ANALYSIS OF VACCINATION PARADIGM

    (Traduzioni e contributo scientifico dell’Accademia delle Scienze e delle Arti degli Ardenti di Viterbo (Sede Regionale Friuli Venezia Giulia, Centro Accademico Jatzu di Udine) e del dott. Ezio Battistel (2000-2001)
    Copyright;1995, 1996, 1997, 1998: Leading Edge Research Group


    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL PAROTITE

    Documentazione relativa a danni neurologici gravi in seguito a vaccinazione antiparotite o con vaccino MMRsono state raccolte in Svezia, tra il 1982 ed il 1984, in Germania nel 1989 dove vennero segnalati 27 casi.
    Altri casi di meningite da vaccino erano noti nello stesso periodo in Canada, dove tra l’altro si verificò il caso di un bambino in fin di vita solo 10 giorni dopo la vaccinazione.

    Furono raccolte nel 1992 ulteriori prove che il virus della parotite contenuto nel vaccino MMR causava parotiti e meningiti post-vacciniche.

    Nel 1989 in Canada venne eseguito un lavoro sull’epidemiologia della parotite ad Alberta durante gli anni 1980 – ’82.
    Le conclusioni portarono ad affermare che la parotite contratta per via naturale è generalmente una malattia lieve, che tende a comparire nei primi anni di vita e per la quale non esiste una casistica di mortalità. […]

    Dal 1967 al 1977 sia l’incidenza della vaccinazione che le epidemie erano basse: 10 anni dopo, nel 1987, a Chicago, veniva avviata una campagna di vaccinazione di massa contro la parotite, senza apparenti motivazioni.

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    Il paradigma vaccinale
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    Re: Il paradigma vaccinale

    Tratto da http://www.comilva.org/il-paradigma-vaccinale/)


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    DIVERSITÀ NELLA SENSIBILIZZAZIONE RAZZIALE VERSO I VACCINI E CONSEGUENTE MANIFESTAZIONE DI CNS (CENTRAL PAROTITE

    Subito dopo ci fu un’impennata della malattia che perdurò per 7 mesi, colpendo principalmente adulti dai 20 anni in su e generando notevoli complicazioni per le infiammazioni testicolari negli uomini e le infezioni ovariche nelle donne -un netto spostamento dell’incidenza della malattia dall’età tipica infantile verso quella adulta. […]

    L’estrema determinazione nel continuare questa politica, nonostante le prove pubblicate, fa intendere ancora una volta l’intenzionalità nel compiere in piena consapevolezza atti destinati alla creazione di stati di malattia come presupposto per il mantenimento di un profitto, da una parte e al consolidamento dei paradigmi pseudo-scientifici dall’altra.

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    ORTODOSSIA SULLA PAROTITE

    Premessa:
    quando parlano di Ortodossia gli autori si riferiscono a quanto la scienza ufficiale riporta in merito alla definizione della malattia, alle sue conseguenze e ai “pregi” della vaccinazione, una sorta di legittimazione del vaccino che serve, in definitiva, per una tranquilla accettazione del prodotto da parte dei genitori i quali sono guidati in questa “scelta” (quando possono) dalla convinzione che ciò rappresenti un “bene” per i propri figli.
    La conoscenza di queste definizioni è necessaria per poter comprendere la struttura del paradigma vaccinale e quindi per poterlo confutare a ragion veduta. (n.d.t.).


    “La parotite è una malattia che interessa prevalentemente i bambini in età scolare.
    La vaccinazione contro questa malattia non è un requisito per l’ammissione alle comunità.
    I bambini, gli adolescenti e gli adulti suscettibili alla malattia dovrebbero essere vaccinati con una singola dose di vaccino, salvo controindicazioni specifiche.

    Dovrebbe essere presa in considerazione la vaccinazione MMR.

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    ORTODOSSIA SULLA PAROTITE

    Il vaccino antiparotite può assumere un particolare valore per i ragazzi che stanno per entrare nella pubertà e per adolescenti e adulti, specialmente maschi, che non abbiano sviluppato la malattia in età scolare.

    Tutte le persone possono essere considerate suscettibili alla malattia, a meno che non documentino precedenti vaccinazioni o non abbiano avuto una diagnosi medica di parotite dopo il primo anno di età o, infine, non siano in grado di presentare un’evidenza di laboratorio di immunità acquisita.

    Molte persone, negli USA, riceveranno due dosi di vaccino antiparotite a fronte di un nuovo programma vaccinale che fa uso di vaccino MMR, raccomandato per il controllo dell’infezione.

    Data l’assenza di dati che evidenziano qualsiasi tipo di rischio di reazioni allergiche locali o sistemiche in persone che abbiano precedentemente ricevuto il vaccino o abbiano sviluppato naturalmente la parotite qualora vengano vaccinate con vaccino da virus vivo, non si rendono necessari test preventivi di controllo per determinare una eventuale sensibilizzazione verso il preparato”.

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIFTERITE

    La difterite è una malattia infettiva acuta provocata da un batterio e caratterizzata dallo sviluppo di una membrana sull’epitelio dell’esofago che causa irritazione e forti dolori.
    Lo sviluppo della membrana può complicare le funzioni respiratorie.
    La difterite è quindi una malattia grave ma estremamente rara. Nel 1980 il numero di casi complessivo negli USA era inferiore a 5.

    Nella Germania nazista l’impiego del vaccino antidifterico fu istituito nella seconda metà degli anni ’30 e comportò un aumento del 17% dei casi di malattia e oltre 600 morti.
    La diffusione della malattia si fermò dopo la fine della campagna di vaccinazione.


    Durante l’epidemia di Chicago del 1969, ben il 25% dei casi erano relativi a soggetti già vaccinati con vaccino antidifterico, mentre il 12% manifestava una completa immunizzazione.

    Queste evidenze suggeriscono che il vaccino non era servito a nulla ed anzi, aveva contribuito all’incidenza delle condizioni patologiche.

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIFTERITE

    Il vaccino antidifterico è fondamentalmente un tossoide contenente le tossine vere e proprie, prodotte dal microrganismo della difterite, leggermente modificato attraverso trattamenti termici e reazioni chimiche.
    Una tossina batterica viene generalmente ospitata in un particolare organo corporeo che, nel caso della difterite, è rappresentato dalle ghiandole surrenali.

    Le antitossine della difterite sono prodotte grazie all’iniezione di tossine specifiche nei cavalli: il sangue, che contiene normalmente altri virus presenti in questo animale, proteine estranee ed altre sostanze prodotte dalla reazione del sistema immunitario equino come risposta alle tossine stesse, viene prelevato e lasciato coagulare.

    Il siero antitossinico che trasuda dal coagulo viene quindi trattato con un antibiotico ed iniettato come “vaccino” nel corpo umano per costituire, teoricamente, una protezione contro le tossine prodotte da un eventuale contatto con il batterio della difterite.

    L’unica via alternativa a questa per produrre nel corpo umano queste ipotetiche antitossine è quella di iniettare batteri indeboliti.
    I primi vaccini antidifterici furono introdotti al di fuori della Germania, nel 1939

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  8. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIFTERITE

    Fra il 1939 ed il 1942 risultò, paradossalmente, che la presenza di antitossine della difterite nel sangue umano non era in grado di prevenire il contagio della malattia.

    Inoltre, del personale ospedaliero non vaccinato, che prestava servizio presso cliniche per la cura della malattia, pur presentando nel sangue il microrganismo non aveva mai sviluppato la malattia.

    A dispetto dell’esistenza di questi paradossi il vaccino venne largamente diffuso e sembrò avere un notevole effetto sull’incidenza della malattia in Gran Bretagna, nel breve periodo che va dal 1940 al 1955.

    Nel momento in cui la malattia venne studiata prendendo in esame una scala temporale più ampia risultò evidente che il maggior declino della stessa si era verificato fra il 1865 ed il 1875, ancor prima che il batterio venisse isolato: la diffusione della malattia era già in declino di per sé.

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  9. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DIFTERITE

    L’antitossina venne utilizzata a livello sperimentale, per la prima volta intorno al 1900, in coincidenza con un grande calo dei casi registrati: l’ortodossia, a questo punto, non aveva molto da dire se non che:

    La difterite rimane una malattia molto grave in tutto il mondo. Molti sono i casi che si verificano fra le persone non immunizzate o immunizzate in modo inadeguato

    Nessun livello di antitossina può dare una protezione assoluta: nonostante questo le attuali raccomandazioni dell’ACIP (Advisory Committee on Immunisation Practice – Comitato Consultivo per le Pratiche di Immunizzazione) prevedono dosi di DT (Difterite/Tetano) a 2, 4, 6 e a 12, 15 mesi, ben prima del completo sviluppo del sistema immunitario e del completamento dei processi di mielinizzazione del sistema nervoso

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  10. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    TETANO

    Il tetano, noto anche come “trisma”, è provocato da un microrganismo che produce una condizione potenzialmente fatale, caratterizzata da una rigidezza muscolare, spasmi dei muscoli dell’apparato respiratorio, asfissia e morte.
    Questo microrganismo è stato riscontrato nel suolo e nel tratto intestinale di alcuni animali da allevamento ed entra nel corpo umano attraverso una ferita aperta.

    Il periodo di incubazione varia da 1 giorno a 3 settimane.
    Il trattamento è molto difficile e richiede l’uso di apparecchiature per la respirazione artificiale, farmaci per il rilassamento muscolare, antibiotici ed antitossine: in breve un inferno per chiunque ne sia colpito.
    Dal 1976, negli USA, ci sono stati meno di 100 casi, e la gran parte di questi in individui al di sopra dei 50 anni.

    Fra il 1982 ed il 1984 si verificarono 9 casi nei bambini, ma nessun decesso venne registrato in persone al di sotto dei 30 anni.

    L’adesione al vaccino è di circa il 95% nei bambini in età scolare.
    Prima della diffusione su larga scala del vaccino venivano registrati circa 500 casi all’anno. […]

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  11. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    TETANO

    Questo vaccino ha la stessa natura di quello contro la difterite e si basa quindi su un tossoide.

    L’iniezione comporta reazioni cutanee di rossore, gonfiore e manifestazione di ascessi in una percentuale che va dal 3 al 13% dei casi: reazioni allergiche sono state segnalate nei casi di richiami ripetuti. Sono attualmente sconosciuti effetti collaterali sul lungo periodo.

    La vaccinazione consiste in una serie di 4 vaccinazioni che dovrebbero garantire una protezione di 10 anni: per quanto detto sopra non ci sono dei validi motivi per vaccinare i bambini con questo tossoide, in quanto non sono noti gli effetti collaterali sul loro sistema immunitario in via di formazione.

    Infatti i bambini al di sotto dei 2 anni non rappresentano una popolazione a rischio tetano, come ampiamente dimostrato dalle ricerche disponibili in letteratura.

    In ogni caso la prima iniezione non dovrebbe essere fatta prima dei 12 mesi e, successivamente, non prima di 10 anni.

    Gravi ferite possono richiedere immuno globuline di tetano prodotte a partire da tessuti di origine umana, che contengono anticorpi al batterio specifico.

    Queste possono essere recuperate entro 48 ore da qualsiasi grave incidente.

    Se avete dei dubbi su questo contattate pure uno specialista.

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  12. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    TETANO

    Il tossoide del tetano e le immuno globuline (TIg) possono essere acquistate separatamente da altri vaccini: naturalmente non saprete mai perfettamente che cosa ricevete a fronte della somministrazione di un vaccino.

    Le attuali raccomandazioni dell’ACIP, nel caso di trattamento per ferite, abbinano stranamente la somministrazione del tossoide del tetano con quello della difterite, piuttosto che un singolo antigene tetanico.

    Non sono noti attualmente gli effetti della combinazione di questi due tossoidi ed in particolare modo alla luce dell’associazione con conservanti chimici e altre sostanze organiche provenienti dalle colture cellulari di origine animale.

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  13. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

    Tratto da http://www.comilva.org/il-paradigma-vaccinale/)


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    PERTOSSE O TOSSE ASININA

    Questa è la classica situazione in cui l’analisi del paradigma vaccinale nel suo insieme diventa veramente interessante.

    La pertosse è una malattia infettiva infantile causata dalla presenza nell’organismo di un batterio noto con il nome di Bordetella pertussis.

    È caratterizzata da una tosse spastica che consiste in una breve ma intensa espirazione (come un’esplosione) seguita da una lunga inspirazione, spesso accompagnata da vomito, ed espulsione di tappi di mucosa provenienti dalle vie respiratorie.
    La tosse assume il suono caratteristico “del raglio dell’asino”.

    La durata tipica della malattia è di 6 settimane, indipendentemente dai trattamenti applicati.
    Le complicazioni possono essere emorragie cerebrali, febbre, convulsioni, danni cerebrali, polmonite, enfisema, collasso polmonare: la malattia può essere fatale.

    La malattia è una comune malattia infantile, anche se la sua gravità sembra però essere diminuita in qualche misura nel tempo: prima del 1940 era affetta la gran parte dei bambini, in varie forme.

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  14. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    PERTOSSE O TOSSE ASININA

    Attualmente si possono registrare ancora diverse migliaia di casi all’anno.
    Tra il 1976 ed il 1985 i decessi causati dalla malattia sono stati mediamente da 4 ad 11 per anno.
    Per un genitore, l’esperienza di una pertosse vissuta dal proprio bambino può essere terrificante, come noi tutti possiamo immaginare. […]

    Sono tanti i libri scritti a riguardo del vaccino antipertosse, specialmente per ciò che riguarda il vaccino trivalente ‘DPT’ (Difterite, Pertosse, Tetano).

    Moltissime reazioni avverse da vaccino, raccolte nel National Registry (USA), interessano questo tipo di vaccino DPT: il vaccino DPT è accusato di provocare diverse forme di MBD (Minimum Brain Damage – Danno Cerebrale Minimo) più o meno in tutti i bambini trattati ed è in definitiva il più importante cofattore vaccinale nella significativa ondata di comportamenti aberranti che sta caratterizzando le ultime generazioni, anche a causa delle modificazioni genetiche che è in grado di indurre. Vedremo nel seguito come ciò possa accadere.

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  15. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    PERTOSSE O TOSSE ASININA

    Al vaccino antipertosse viene attribuita storicamente una chiara responsabilità nel provocare disturbi a livello cerebrale, che possono andare da manifestazioni apparentemente impercettibili capaci di evolversi successivamente in sintomatologie gravi, a forme molto gravi, ritardi mentali finanche al decesso.

    Questo tipo di vaccino può produrre disturbi dell’apprendimento, del livello di attenzione e comportamentali in genere e molte altre reazioni avverse che possono manifestarsi anche dopo molti anni.

    Ciò rende difficile poter associare dal punto di vista temporale causa ed effetto, almeno agli occhi dell’ortodossia medica e questa è, molto spesso, la ragione per cui si continua a giustificare la somministrazione di vaccini pericolosi.

    Infatti, dal momento in cui viene stabilito, unilateralmente, un tempo limite per riportare quanto accaduto prima della manifestazione dei sintomi finali, si crea ad arte un intervallo temporale nel quale è possibile ridurre la reale portata delle reazioni avverse da vaccino, disconoscendo in tal modo qualsiasi legame con la malattia.

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  16. Registrato da
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    Re: Il paradigma vaccinale

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    PERTOSSE O TOSSE ASININA

    Tipicamente si manifesta una crisi iniziale subito dopo l’iniezione, seguita da successivi attacchi che possono continuare per alcune settimane: in questi casi possiamo rilevare nei mesi o negli anni a seguire un ritardo mentale o motorio.

    Uno studio molto importante fu condotto in Gran Bretagna durante il periodo 1976/1979, definito “Studio Nazionale sull’Encefalopatia Infantile”, in seguito alle crescenti perplessità che questo tipo di vaccino stava creando.

    L’idea di principio era quella di accertare i rischi connessi con la vaccinazione antipertosse mediante l’analisi dei casi in cui i soggetti vaccinati avevano dovuto ricorrere successivamente a cure ospedaliere.

    Alla fine, la risposta dell’ortodossia medica per derimere la controversia fu che: “i vaccini avevano prodotto dei sintomi che si sarebbero manifestati comunque” . […]

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    DTP E SINDROME DA MORTE INFANTILE IMPROVVISA (SIDS)

    Tre studi recenti hanno stabilito una relazione temporale fra la morte infantile, inclusa la SIDS e la somministrazione di vaccino trivalente DPT, del quale la componente antipertosse è quella principale.

    Non sorprende che l’ortodossia medica respinga questi risultati, anche a dispetto dell’evidenza.

    L’AAP (American Academy of Pediatrics – Accademia Americana di Pediatria), che ha istituito una apposita “task force per la pertosse” ed è per sua natura implicata in un ovvio conflitto di interessi, dopo aver esaminato questi lavori più altri quattro studi, che hanno dimostrato sia dal punto di vista scientifico che statistico una netta correlazione temporale fra DPT e SIDS, ha dichiarato:
    non ci sono delle evidenze convincenti per stabilire una relazione di causa/effetto fra DPT e SIDS”.

    Questa chiara evidenza nella relazione DPT/SIDS viene confermata anche dall’esperienza giapponese: dal momento in cui è stata spostata in avanti (a due anni) la vaccinazione DPT la SIDS è virtualmente scomparsa.

    Il Giappone detiene il record della più bassa mortalità infantile nel mondo.

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    Re: Il paradigma vaccinale

    Tratto da http://www.comilva.org/il-paradigma-vaccinale/)


    Leading Edge Research Group
    Guida di riferimento per una analisi approfondita del paradigma vaccinale.
    Dall’opera originale: LEADING EDGE MASTER ANALYSIS OF VACCINATION PARADIGM

    (Traduzioni e contributo scientifico dell’Accademia delle Scienze e delle Arti degli Ardenti di Viterbo (Sede Regionale Friuli Venezia Giulia, Centro Accademico Jatzu di Udine) e del dott. Ezio Battistel (2000-2001)
    Copyright;1995, 1996, 1997, 1998: Leading Edge Research Group


    DTP E SINDROME DA MORTE INFANTILE IMPROVVISA (SIDS)

    Nel marzo del 1979, il Dipartimento di Salute Pubblica del Tennessee riportò al CDC che nel novembre 1978 4 bambini che erano stati vaccinati con vaccino DPT erano morti entro le 24 ore successive: per quale ragione si aspettarono 4 mesi per inoltrare il rapporto?

    Tutti questi bambini avevano ricevuto la loro prima dose di DPT in concomitanza con una dose di OPV (Oral Polio Vaccine Vaccino Antipolio Orale).

    Fra il mese di agosto 1977 ed il marzo 1979 ci furono complessivamente 52 casi di morte infantile da SIDS per “cause sconosciute”.

    Nel 1982, al 34° Meeting annuale della American Academy of Neurology (Accademia Americana di Neurologia), William C. Torch intervenne in merito ai casi verificatesi nel Tennessee e su altri 200 casi di SIDS segnalati: nel suo Abstract egli riportò che il 66% dei primi 70 casi erano stati “immunizzati” prima del decesso.

    Il periodo del decesso in questo gruppo andava dalle 12 ore alle 3 settimane successive all’iniezione.

    Le morti per SIDS avvenivano nel restante 34% dei casi in autunno ed in inverno: questa associazione “stagionale” non era possibile nel gruppo di bambini vaccinato.

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    DTP E SINDROME DA MORTE INFANTILE IMPROVVISA (SIDS)

    Le sue conclusioni furono che “la vaccinazione DPT poteva essere considerata generalmente una delle maggiori cause non riconosciute di morte infantile improvvisa e che quindi i rischi associati alla vaccinazione potevano superare i suoi potenziali benefici”.

    Nello stesso studio venne rilevata la necessità di rivedere e possibilmente modificare le procedure correnti in materia di vaccinazione DPT.

    Come era prevedibile, Torch venne pesantemente contestato per il suo studio e per le sue conclusioni.
    A quel punto furono messi in campo una serie di “studi” con l’obiettivo di dimostrare l’inattendibilit à del lavoro di Torch e screditare l’ipotesi della relazione fra DPT e SIDS.

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    DTP E SINDROME DA MORTE INFANTILE IMPROVVISA (SIDS)

    Il gioco va avanti oramai da diverso tempo: nel mentre molti bambini continuano a soccombere senza via di scampo.

    Nel 1986, i laboratori Connaught (fra i produttori di vaccino DPT) inserirono nel foglietto illustrativo che accompagnava la confezione la frase “successivamente alla somministrazione del vaccino DPT sono stati registrati casi di SIDS: uno studio ha dimostrato una relazione non casuale”.

    Nel 1991 i Laboratori Wyeth, altro produttore di DPT, similmente riportavano la frase “sono stati segnati casi di SIDS in seguito alla vaccinazione DPT ma la reale portata del fenomeno non è chiara”.

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    Re: Il paradigma vaccinale

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    LA SPERIMENTAZIONE DEL VACCINO ANTIPERTOSSE


    Un metodo di ricerca scientifica che si ponga l’obiettivo di dimostrare l’efficacia di una sostanza si può definire sperimentazione se coinvolge un gruppo di prova al quale viene somministrata la sostanza da testare e un gruppo di controllo al quale viene dato un placebo, consistente in una soluzione di acqua e zucchero o altra sostanza neutra o anche nulla.

    Come accade troppo spesso, sia la sperimentazione che i risultati vengono falsificati al fine di produrre uno specifico risultato, specialmente quando coloro che sono preposti allo studio sono finanziati da chi è interessato a ben dete
    rminati risultati, in barba alla scientificità del metodo.


    Ovviamente le sperimentazioni o i risultati che ricadono in questa categoria sono completamente invalidati, come pure i lavori che fondano le loro premesse in questi.

    Nello specifico, i test di sicurezza dovrebbero essere condotti da un organismo indipendente che non abbia nessun collegamento con interessi di parte.

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