Questa discussione dal titolo Punture di INSETTI è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; però, possono variare molto a seconda del tipo di insetto che rappresenta l'allergene. Inoltre, esistono alcuni animali ...
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Le terapie anti-allergie da insetto
però, possono variare molto a seconda del tipo di insetto che rappresenta l'allergene. Inoltre, esistono alcuni animali che possono essere dannosi per qualsiasi essere umano, che soffra o meno di ipersensibilità.
Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 16:36
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Le terapie anti-allergie da insetto, possono variare molto a seconda del tipo di insetto che rappresenta l'allergene. Inoltre, esistono alcuni animali che possono essere dannosi per qualsiasi essere umano, che soffra o meno di ipersensibilità.
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I ragni
Ad eccezione di 2 piccoli gruppi, i ragni sono tutti velenosi. Fortunatamente, però, la maggior parte dei ragni velenosi ha denti troppo piccoli e fragili per poter penetrare nella cute. In Italia il ragno velenoso più diffuso è la tarantola comune (nome scientifico: Lycosa tarentula), che si trova nell'Italia del centro-sud. Contrariamente alle diffuse credenze, il suo morso provoca solo un po' di arrossamento e gonfiore che si risolvono nel giro di qualche giorno. Altro esemplare velenoso presente nel nostro Paese è l'Araneus diadematus, detto ragno crociato. Il suo morso, però, può inoculare solo una minima quantità di veleno e, pertanto, non provoca alcun danno. L'unica specie veramente pericolosa presente in Italia è la Latrodectus tredecimguttatus, comunemente detto malmignatto: un ragno di colore nero con 13 macchie sull'addome, generalmente di colore giallo o, più raramente, di colore rosa o rosso. Attualmente è diffuso in Sardegna, in Liguria e lungo la costa tirrenica centro-settentrionale. Nel mondo (in particolare negli Stati Uniti) i ragni più pericolosi sono, invece, la vedova nera (Latrodectus Mactans) e il ragno marrone o violino (Laxosceles reclusa). in caso di morso, gli interventi terapeutici devono essere i seguenti:
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Contro il morso della vedova nera:
per ridurre il dolore si può usare un cubetto di ghiaccio. Tutti i pazienti con età inferiore a 16 anni o con oltre 60 anni, con malattie cardiache ipertensive o con evidenti segni di grave avvelenamento devono essere immediatamente ricoverati in ospedale. Se la terapia sintomatica (farmacologica) non ha successo è necessario somministrare una fiala (6.000 u.) di antivenina (antisiero specifico) in 10-50 ml di cloruro di sodio allo 0,9%, naturalmente dopo aver eseguito il test cutaneo di sensibilità. In genere, è sufficiente una sola fiala somministrata nell'arco di 3-15 minuti dalla puntura. A volte, nei bambini più piccoli, è necessario effettuare l'assistenza respiratoria; negli anziani, invece, può verificarsi ipertensione. Per contrastare il dolore muscolare e gli spasmi, è quasi sempre efficace un semplice rilassante per endovena e, nei casi lievi, dei bagni caldi. In tutti i casi, nelle prime 12 ore dal morso, sarà necessario controllare spesso le funzioni vitali.
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Contro il morso del ragno marrone o violino:
la prima regola è di applicare del ghiaccio sulla zona colpita. In passato e a volte ancora oggi, le persone colpite da questo tipo di ragno erano trattate con corticosteroidi ad alte dosi in fase acuta, quindi in dosi decrescenti in accordo con la terapia standard. Oggi, però, sono in fase di sperimentazione il diaminodifenilsulfon e e l'acido acetiltrimetilcolchi cinico, nonché un'antivenina, però non ancora disponibile in commercio. In tutti i casi, la lesione deve essere pulita giornalmente con perossido di idrogeno al 3% e successivamente immersa in soluzione di Burow 1:20 per 15 minuti, spennellata 3 volte alla settimana con la tripla tintura acquosa comunemente usata per i morsi di vipere e, se necessario, sottoposta a rimozione del tessuto necrotico (morto). In alcuni casi il medico può consigliare applicazioni di O2 (ossigeno), mediante una mascherina improvvisata o una busta di plastica. Prima di dormire può essere di sollievo l'applicazione di una pomata a base di polimixina-bacitracina-neomicina.
Fonte: dica33.it
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Api, Vespe e Calabroni
Questi insetti possono iniettare, grazie al loro pungiglione, un particolare veleno. Se ad essere punto è un soggetto non allergico, la prima cosa da fare è di eliminare il pungiglione eventualmente rimasto nella cute. La tecnica giusta è di premere o raschiare, senza tirare! In seguito, si può applicare una pasta di bicarbonato di sodio diluita con acqua e ammoniaca se l'insetto è un'ape o aceto se è una vespa. Successivamente, è consigliabile applicare del ghiaccio per attenuare il dolore. In caso si venga punti nelle zone circostanti la bocca è consigliabile fare dei gargarismi con acqua fredda salata (2 cucchiaini di sale fino per bicchiere d'acqua). Se si è aggrediti da molti insetti che causano parecchie punture, in attesa del medico, conviene immergersi in una vasca d'acqua, meglio se tiepida, dopodiché stendere sulla zona una pomata al cortisone che, oltre ad alleviare il dolore, limita il gonfiore delle punture.
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continua...
Se, invece, ad essere punto è un soggetto ipersensibile, può verificarsi lo shock anafilattico, che necessita l'immediato intervento di un medico. In attesa del pronto intervento, bisogna far sdraiare il paziente, avvolgerlo in una coperta e tenere sotto controllo la respirazione, così da poter intervenire subito con la respirazione bocca a bocca in caso di urgenza. E' sempre opportuno, quindi, che i soggetti allergici si sottopongano alla desensibilizzazione usando antigeni verso tutto il corpo dell'imenottero o, meglio ancora, verso il veleno dell'insetto. Inoltre, se sanno di recarsi in zone endemiche, devono avere sempre un kit contenente anti-istaminici e adrenalina, farmaci in grado di salvare il paziente se somministrati in tempi rapidi.
Fonte: dica33.it
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Zecche
La zecca è un vettore di molte malattie, nonché di avvelenamento. Alcuni esemplari (come il Dermacentor e la Amblyomma, presenti nel Nord America) possono causare la paralisi da zecche. I sintomi sono: anoressia, stanchezza, debolezza muscolare, mancanza di coordinazione fino alla paralisi bulbare o respiratoria. Altri esemplari, invece, causano vescichette, pustole, ulcerazioni, gonfiori e dolori di diversi gradi. In caso di paralisi da zecche possono essere necessarie applicazioni di O2 e assistenza respiratoria. Le lesioni, invece, devono essere pulite accuratamente con soluzione di Burow 1:20 e spennellate con la tripla tintura acquosa usata per i morsi di vipera. In caso di gravi reazioni possono essere utili dei corticosteroidi.
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continua...
Alla vista di una zecca sulla cute senza particolari effetti collaterali, tuttavia, è possibile cercare di staccare da soli l'animale optando per alcune tecniche "fai da te", finché la zecca non molla la presa: con un paio di pinzette tirate fuori la zecca verso l'alto con molta calma; se questa operazione non riesce, alcuni consigliano queste alternative: il calore, accendendo un fiammifero e toccando la zecca con la capocchia; spesso il caldo può incitarla a mollare la presa; un goccio di alcool, mirando sempre la testa della zecca e aspettando almeno 10 minuti (stando molto attenti, però, a non usare queste sostanze in presenza di fiammiferi o altre fonti di calore!) o una goccia di paraffina o dello smalto per unghie, sostanze in grado di sigillare le piccole aperture per la respirazione sui fianchi dell'animale. Al contrario, c'è chi afferma che, oltre all'uso della pinzetta, è meglio evitare qualsiasi altra manovra, rivolgendosi ad un medico o al pronto soccorso. In tutti i casi, dopo l'estrazione è importante effettuare un'accurata disinfezione, evitando i disinfettanti coloranti. Infine, una volta tolta, la zecca non va mai gettata, ma bruciata: è il sistema migliore per garantirne la scomparsa.
Fonte: dica33.it
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zic e zec
Chi abita in campagna ed ha almeno un gatto o un cane (anche se a pelo corto come il mio) si sarà trovato spesso a confrontarsi con questo problema. Come dice Anna giustamente è molto importante la fase di "stordimento" della zecca stessa che si può fare imbevendo un batuffolo di cotone idrofilo con alcool o etere etilico; non bisogna avere troppa fretta, in modo che la zecca si rilassi e molli un pò la presa del suo apparato masticatore. Poi con la pinzetta bisogna avere cura di tenersi il più possibile vicino alla superficie della pelle in modo da fare presa sul suo apparato buccale e non sul ventre, il quale ultimo facilente si spaccherebbe, lasciando inserito l'apparato buccale nella pelle: a quel punto l'estrazione non sarebbe più una cosa tanto semplice nè praticabile a livello domestico.
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I centopiedi e i millepiedi
Alcuni generi di centopiedi (Scolopendra) possono dare un morso doloroso, con un certo gonfiore ed eritema localizzati, con durata al massimo di 48 ore; raramente possono dare infezioni e necrosi. In Italia è diffusa la Scolopendra cingolata, il cui morso, pur dolorosissimo, non provoca gravi conseguenze. I millepiedi, invece, non mordono, ma se toccati possono liberare una secrezione tossica che può causare irritazione cutanea locale e, nei casi più gravi, una certa necrosi. In caso di morso di centopiedi è utile l'uso di un cubetto di ghiaccio per ridurre il dolore. Le secrezioni tossiche dei millepiedi, invece, devono essere rimosse dalla cute lavandole con abbondante acqua e sapone; è da evitare, invece, l'uso di alcool. In entrambi i casi, se si sviluppa una reazione cutanea, è necessario applicare una crema o una lozione a base di corticosteroidi. In caso di contaminazione degli occhi è necessario un intervento rapidissimo, con immediate irrigazioni e l'applicazione di una pomata analgesica a base di corticosteroidi.
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Gli psicotteri (o pulci del legno)
I generi più diffusi sono il Liposcelis, presenti soprattutto nelle biblioteche, l'Ectopsocus, molto comune nei giardini alberati e il Trogium, meglio noto come "pidocchio dei libri". In caso di irritazione per morso di psicottero sono queste le cure più efficaci: applicare un cubetto di ghiaccio sopra la puntura per bloccare l'edema (gonfiore) e impedire al veleno di diffondersi; anche il caldo, però, può essere utile, perché neutralizza una delle sostanze chimiche che provocano l'infiammazione (basta prendere un asciugacapelli e dirigere il getto sulla puntura); in alternativa, può essere utile applicare dell'aspirina, bagnando prima la zona colpita e appoggiandovi sopra la compressa (naturalmente questo accorgimento è vietato per chi è allergico all'aspirina!); può essere utile anche applicare sulla puntura una pasta di acqua e bicarbonato; se avete a disposizione dell'ammoniaca, potete applicarla sulla puntura per alleviare rapidamente il dolore; infine, se non si ha niente di tutto questo sotto mano, è possibile formare una pastella con terra argillosa e acqua e applicarla sulla zona colpita, coprendo poi con una garza o un fazzoletto e lasciando agire finché la pasta non si asciuga.
Fonte: dica33.it
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Gli scorpioni
La maggior parte degli scorpioni sono relativamente innocui; i loro morsi, infatti, causano in genere solo dolore localizzato, prurito con un po' di gonfiore, ingrossamento delle linfoghiandole regionali e aumento della temperatura cutanea e della sensibilità attorno alla ferita. In rari casi, però, oltre alle reazioni sopra descritte, la puntura di scorpione può generare una necrosi emorragica ed effetti cardiotossici, a volte di tale gravità da risultare letali. Gli effetti, comunque, dipendono soprattutto dalla reattività del soggetto colpito e dal suo peso, che condiziona la concentrazione del veleno stesso nell'organismo. In particolare, i bambini possono manifestare tensione ed irrequietezza, con movimenti anomali della testa, del collo e degli occhi; negli adulti, invece, può originare tachicardia, ipertensione, aumento del ritmo respiratorio, debolezza e altri disturbi motori.
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continua...
Nei casi più lievi, la puntura dello scorpione non necessita di un trattamento specifico: basta un cubetto di ghiaccio sulla zona colpita per ridurre il dolore. In caso di ipertensione, invece, il medico può prescrivere diazossido a dosi di 5 mg/Kg per via endovenosa lenta; se sono presenti convulsioni, invece, si darà diazepam per via endovenosa. In caso di spasmi muscolari, è utile l'assunzione di gluconato di calcio, metacarbamolo o diazepam. In tutti i casi, è consigliabile il riposo assoluto a letto, senza cibo per le prime 8-12 ore dalla puntura.
Da Manuale Merck di diagnosi e terapia - Merck Sharp & Dohme
Fonte:dica33.it
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Punture di insetto e zanzara tigre!
Ogni estate stessa storia, sono sempre armata di ciabattoni e mi tocca far la guerra per casa...maledette
!
L'altra sera guardavo un film a casa mia con il mio ragazzo,con le finestre aperte e mi hanno punto in sei punti diversi...ovviamente a lui non l'hanno nemmeno toccato
!
Comunquesia scrivo qui perchè mi si formano dei bozzi enormi...ma di mettere sempre la pomata al cortisone non mi va! Conoscete qualche prodotto più naturale da prendere in erboristeria, per alleviare il fastidio e sgonfiare le parti colpite? Però che sia EFFICACE!
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zanzare aggressive
LEDUM PALUSTRE 5 CH 3 granuli, da un minimo di 3 1 volta al giorno a seconda delle necessità, anche come prevenzione. AROMA DI GUNA n° 2: contiene essenze aromatiche che le zanzare non gradiscono. Sulle parti colpite OLIO DI ELICRISO COMPOSTO, pomate varie del tipo ARNICA COMPOSITUM, CAPILEN FLUIDO LIPOSOMIALE, POMATE al GEL DI ALOE.
dr. vincenzo valesi sanihelp
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Originariamente Scritto da
vvalesi
LEDUM PALUSTRE 5 CH 3 granuli, da un minimo di 3 1 volta al giorno a seconda delle necessità, anche come prevenzione. AROMA DI GUNA n° 2: contiene essenze aromatiche che le zanzare non gradiscono. Sulle parti colpite OLIO DI ELICRISO COMPOSTO, pomate varie del tipo ARNICA COMPOSITUM, CAPILEN FLUIDO LIPOSOMIALE, POMATE al GEL DI ALOE.
anche io ho abbandonato le pomate a cortisone(ormai non mi facevano piu nulla sulla parte morsicata) e attualmente utilizzo quella all'arnica o alla calendula.
Anche quella alla calendula puo far bene?
no perchè noto che il pizzicore passa immediatamente appena la metto sulla parte pizzicata.
grazie
Ultima modifica di vvalesi; 21/06/2007 alle 20:51
A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio -- Oscar Wilde
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Originariamente Scritto da
ladymiao
anche io ho abbandonato le pomate a cortisone(ormai non mi facevano piu nulla sulla parte morsicata) e attualmente utilizzo quella all'arnica o alla calendula.
Anche quella alla calendula puo far bene?
no perchè noto che il pizzicore passa immediatamente appena la metto sulla parte pizzicata.
grazie
La calendula è sfiammante e decongestionante quindi direi che può andare bene e poi se ti passa subito il prurito vuol dire che reagisci bene a questo prodotto
Io per mio marito che era stato letteralmente assalito dalle zanzare tigre, poverino!, ho preparato un miscuglio di olio di calendula, olio di iperico e pomata alla propoli: è stato subito meglio
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Originariamente Scritto da
ladymiao
anche io ho abbandonato le pomate a cortisone(ormai non mi facevano piu nulla sulla parte morsicata) e attualmente utilizzo quella all'arnica o alla calendula.
Anche quella alla calendula puo far bene?
no perchè noto che il pizzicore passa immediatamente appena la metto sulla parte pizzicata.
grazie
certo, inoltre la Calendula ha un'azione anche antisettica cioè
antiinfettiva, e spesso si associa all'Arnica in preparazioni composte.Inoltre il buon risultato è abbastanza eloquente...
dr. vincenzo valesi sanihelp
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