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Questa discussione dal titolo Patologie delle gambe e il caldo è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; Con l’arrivo dei primi caldi, molti dei disturbi legati alla cattiva circolazione si fanno sentire con più ...
  1. #1
    L'avatar di anna1401
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    Patologie delle gambe... e il caldo

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    Con l’arrivo dei primi caldi, molti dei disturbi legati alla cattiva circolazione si fanno sentire con più insistenza.
    Perchè le alte temperature producono la dilatazione dei vasi sanguigni rendendo notevolmente difficoltosa la circolazione del sangue all’interno delle vene.
    L’importante è non trascurare il problema, ma per comprendere e prevenire l’origine dei disturbi è necessario conoscere come funziona l’apparato venoso e circolatori.

    Vanno innanzitutto distinti tre diversi gruppi di vene degli arti inferiori:
    -rete superficiale. Comprende i capillari, la grande e la piccola safena. La grande è il vaso sanguigno più lungo del corpo.

    -rete dei vasi perforanti. E’ un insieme di vasi che collegano i vasi profondi con quelli della rete superficiale.

    -rete profonda. Rappresentata da tutti i vasi che si trovano all’interno dei muscoli.
    All’interno delle vene ci sono delle valvole.
    Ultima modifica di anna1401; 09/01/2009 alle 17:13

  2. #2
    L'avatar di anna1401
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    continua

    La salute delle vene dipende dalla buona circolazione sanguigna che, praticamente, compie questo giro: parte dal cuore spinto dalle arterie. Dopo aver raggiunto le arterie ritorna al cuore opponendosi alla forza di gravità. In questo suo ritorno è aiutato dalle valvole che hanno, appunto, il compito di contribuire alla “risalita” del sangue impedendo ristagni. Ristagni che sono poi all’origine della formazione di varici. Anche la contrazione muscolare, i movimenti della caviglia e la pressione del piede in movimento sono importanti nello spingere il sangue verso l’alto.
    Per una buona circolazione ci deve essere anche una buona respirazione (durante il respiro il diaframma si abbassa dando una spinta “negativa” sull’addome che contribuisce a richiamare il sangue verso l’alto) e una tonicità delle pareti venose.

  3. #3
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    continua

    Ma a garantire la salute delle gambe non è solo il sistema sanguigno. Svolge un ruolo fondamentale anche quello linfatico.
    E’ costituito da vasi, capillari e dal dotto toracico, il grosso vaso in cui sboccano le vene linfatiche. La linfa è quella parte di liquido interstiziale presente tra le cellule al di fuori dei vasi sanguigni e di quelli linfatici. Il sistema linfatico da una parte riporta la linfa nel sangue (linfa che precedentemente era fuoriuscita dai capillari ematici) e dall’altra la ripulisce per evitare alterazioni nel sangue. L’accumulo di linfa provoca gonfiori.
    Il perfetto funzionamento di questi due sistemi assicura gambe in salute. In caso contrario si va incontro alla rottura dei capillari, alla comparsa di varici e a fastidiosi gonfiori.

  4. #4
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    Gonfiore

    E’ molto frequente e può dipendere da innumerevoli cause. Come già accennato, si crea gonfiore quando c’è accumulo di linfa. In ogni caso, solo dopo aver individuato la causa scatenante, grazie alla diagnosi di un medico specialista, è possibile approntare le cure anti-gonfiore che migliorano la circolazione dei liquidi. Tra le più accreditate il linfodrenaggio manuale, la pressoterapia e l’ossigeno-ozono terapia.

  5. #5
    L'avatar di anna1401
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    Rottura dei capillari

    Dette scientificamente teleangectasie, consistono in macchie rosso-bluastre a forma di ventaglio o di ragnatela. Compaiono principalmente sulle cosce nella parte esterna o interna. Solo raramente si formano su caviglie e polpacci. Colpiscono il 2% delle donne sotto i 25 anni e addirittura il 50% sopra i 40 anni. Il sesso femminile ne è maggiormente vittima a causa dei tacchi alti, dell’aumento di peso in gravidanza e di una scorretta esposizione al sole. Ma fattore determinante è la famigliarità.

  6. #6
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    Varici

    Consistono nella dilatazione e nella perdita di tono delle vene delle gambe. Si distinguono in primarie (riguardano le vene superficiali) e in secondarie ( in al caso si parla di trombosi e il problema interessa le vene profonde):
    Sia per le une che per le altre la sintomatologia è la stessa: pesantezza agli arti inferiori accompagnata da un dolore all’intera gamba, ingrossamento delle vene superficiali, gonfiori alle caviglie e formazione di macchie bluastre. Per diagnosticarle è necessario sottoporsi ad un ecodoppler o un esame flebologico.

  7. #7
    L'avatar di vvalesi
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    tacchi a spillo

    I tacchi alti riducono l'articolarità tibioastragalica con conseguente minor efficienza della pompa muscolare e quindi del meccanismo di aspirazione venosa attraverso il circolo profondo, inoltre favoriscono una situazione posturale
    tendente alla retropulsione del bacino e anteversione uterina: non sempre la moda coincide con la salute...

  8. #8
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    rimedi

    In medicina cinese i disturbi venosi da stasi periferica sono inquadrati in una insufficienza della loggia della TERRA, in particolare del meridiano cosiddetto di MILZAPANCRES.
    Infatti lungo il decorso di questo meridiano che sale e segue un andamento centripeto verso l'alto partendo dal primo dito del piede, sono disposti alcuni punti di Agopuntura che corrispondono al decorso anatomico delle vene piccola e grande safena.

    La DIOSMINA, l'estratto secco di VITIS VINIFERA di cui esistono molte preparazioni commerciali anche nel campo della medicina ufficiale, L'AESCULUS HYPPOCASTANUM come fitoterapico o a diluizione omeopatica, la PULSATLLA e SEPIA sono rimedi spesso utilizzati.

    Nel campo degli oligoelementi il MANGANESE-COBALTO, che sottende all'elemento sangue e ai vasi sanguigni, alternato al MANGANESE-RAME in quanto presente spesso una una lassità e quindi una ipostenia della parete venosa.

    Questi rimedi svolgono un'azione sintomatica che non esclude il ricorso alla terapia chirurgica quando indicata.
    dr. vincenzo valesi
    Ultima modifica di anna1401; 09/01/2009 alle 17:19

  9. #9
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    Capillari, gonfiori e varici: come prevenirli

    Le nostre gambe necessitano di particolari attenzioni e non solo in vista dell’estate.
    Con il caldo, però, il nostro organismo elimina il calore assorbito dall’esterno dilatando i vasi sanguigni. E gonfiore e pesantezza sono i primi disturbi in cui si incorre. Ma ci sono piccole precauzioni da adottare e consigli utili da seguire.

    -Muoversi il più possibile. Passeggiate, gire in bicicletta, ma anche salire e scendere le scale aiutano a stimolare il flussi di sangue favorendo la sua risalita verso il cuore.

    -Tenere sotto controllo il peso alimentandosi in modo leggero. I grassi in eccesso si depositano nel sangue indurendo le pareti delle vene.
    Bisogna mangiare della frutta, soprattutto quella ricca di vitamina C (kiwi e agrumi), ma anche i mirtilli ricchi di bioflavoniodi, sostanze che rendono più resistenti le pareti dei capillari.
    Scegliere pane e pasta preparati con grano saraceno.
    Ultima modifica di anna1401; 09/01/2009 alle 17:20

  10. #10
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    -Non indossare jeans e vestiti troppo attillati. Anzi scegliere pantaloni larghi e abiti morbidi. Un abbigliamento tropo stretto ostacola il ritorno venoso.

    -Evitare l’uso frequente di giarrettiere e calze autoreggenti, ottime le calze elastiche che migliorano la circolazione. Si tratta si calze fatte con una speciale filatura che riduce notevolmente la presenza di capillari evidenti e varici poichè esercitano in benefico massaggio. Può essere salutare anche il mare.

    -No a scarpe a punta e con tacco troppo alto.
    Le scarpe devono essere comode, a punta larga e con un tacco medio ( 4 – 5 cm).

    -Non esagerate a tavola perchè il peso favorisce la cattiva circolazione. Preferire sempre una dieta ricca di frutta e verdura.

    -Limitare il sale che rende il sangue meno fluido complicando la circolazione.
    -Scegliere acqua naturale che facilita l’eliminazione delle scorie dell’organismo. Abolire tutte le bibite gassate.
    Ultima modifica di anna1401; 09/01/2009 alle 17:20

  11. #11
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    -Cercare di non fumare perchè il fumo restringe i vasi sanguigni.

    In caso di viaggi molto lunghi, fare delle soste per sgranchirsi le gambe e riattivare la circolazione.
    Evitare di mantenere la stessa posizione per più ore. Trascorrere un’intera giornata in piedi o seduto provoca egualmente problemi.
    E’ bene sgranchire le gambe almeno ogni ora. L’ideale sarebbe quello di mettersi seduti con le gambe sollevate, magari appoggiandole su un ripiano morbido e basso.

    -Camminare per almeno trenta minuti al giorno, il movimento è una delle migliori armi di prevenzione.

    -Non fare il bagno in acqua tropo calda. La temperatura al di sopra dei 36% provoca gonfiore.
    Ultima modifica di anna1401; 09/01/2009 alle 17:20

  12. #12
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    continua

    -La circolazione delle nostre gambe può essere aiutata con prodotti naturali a base di estratti di vite rossa. La vite rossa è ricca di flavonoidi, sostanze che rinforzano le pareti delle vene contrastando così il gonfiore e attenuando la sensazione di pesantezza alle caviglie.
    I prodotti a base di vite rossa si acquistano in farmacia sotto forma di creme, gel o spry.
    Vanno applicati sempre attraverso un leggero massaggio. Le creme o i gel regalano una piacevole sensazione di leggerezza perchè aiutano le gambe a ritrovare freschezza e benessere. Tutti i prodotti sono dermatologicamente testati e rispettano il PH della pelle.
    Per migliorare la circolazione si possono assumere anche integratori a base di bioflavonoidi che non vanno, però, assunti in gravidanza. In ogni caso, prima di assumerli è sempre bene consultare il medico

  13. #13
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    Le cure

    Contro il gonfiore

    Esistono diverse tecniche e trattamenti mirati che vanno a contrastare il gonfiore migliorando la circolazione dei liquidi. Tra le altre:
    Il linfodrenaggio manuale. Massaggio dolce lungo tutto il corpo: Elimina i ristagni di liquido, principalmente alle caviglie.
    Ci si deve sottoporre inizialmente almeno tre volte la settimana.
    Non è consigliato a soggetti sofferenti d’asma, flebite, ipotiroidismo, problemi cardiaci e ipotensione.

    La pressoterapia
    . Consiste nell’indossare speciali stivaloni che comprimono gli arti favorendo il ritorno del sangue verso il cuore. Il numero di trattamenti dipende da caso a caso.

    L’ossigeno-ozono terapia. Si iniettano localmente elle soluzioni gassose che favoriscono il drenaggio dei liquidi. La durata della terapia va decisa in base ai risultati ottenuti man mano.
    Ultima modifica di anna1401; 09/01/2009 alle 17:22

  14. #14
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    Contro la rottura dei capillari

    Vengono trattati solo quando diventano eccessivamente visibili e hanno conseguenze negative sulla salute. La cura più utilizzata è sicuramente la sclerosante che consiste nell’iniettare direttamente nei capillari un principio attivo eliminando l’infiammazione. La sclerosante a eseguita in ambulatorio senza anestesia. Questo periodo non è l’ideale per il trattamento. Meglio sottoporsi prima dell’arrivo dei primi caldi.

  15. #15
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    Contro le varici

    Innanzitutto è necessario indossare calze elastiche. Se poi si vuole intervenire più incisivamente diversi sono gli interventi.

    -La flebestomia, consigliata se le vene delle gambe sono piccole. L’intervento consiste nel praticare tate microincisioni dalle quali si “tirano” le vene malate. Le incisioni sono invisibili poichè, invece dei punti, vengono utilizzati particolari cerottini per farle rimarginare. L’operazione si esegue in anestesia locale.
    Lo stipping, utilizzato soprattutto in caso di flebiti ricorrenti per estirpare la safena. La vena è tolta attraverso due incisioni, una all’inguine e un’altra alla caviglia. L’intervento è praticato in anestesia locale.

    -La luce pulsata, una nuova tecnica del tutto indolore. Si utilizza uno strumento simile al flash di una macchina fotografica in grado di emettere un raggio luminoso che attraversa la pelle fino alla varice da trattare.
    L’energia sprigionata fa aumentare la temperatura della vena, raggrumando il sangue, senza provocare danni ai tessuti vicini.
    Nell’arco di pochi giorni la vena si riduce fino ad essere riassorbita completamente.
    Ultima modifica di anna1401; 09/01/2009 alle 17:23

  16. #16
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    compressione graduata

    Raccomandabile è l'uso di collants elastici a compressione graduata, che cioè si riduce progressivamente via via che si sale, in modo da accompagnare e favorire il ritorno venoso in senso centripeto ascendente ed evitare indesiderati e controproducenti
    effetti "laccio emostatico".

  17. #17
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    È ormai acquisizione comune che un organo o un tessuto, per mantenersi sano, integro e poter svolgere appieno le sue funzioni, deve ricevere un nutrimento adeguato e soprattutto deve essere in grado di smaltire le scorie che derivano dal suo lavoro energetico.

    Nel caso delle gambe la situazione è molto più complicata. La stazione eretta, dopo che le scimmie sono scese dall'albero, ha creato condizioni idrodinamiche molto diverse da quelle dei quadrupedi in cui tutto il peso del corpo è uniformemente distribuito su quattro zampe.

    Nessun animale soffre di varici o ha le gambe gonfie. Questa è prerogativa dell'uomo ed in modo particolare del sesso femminile.
    Il sangue pesa e così pesa anche la colonna di sangue che dalle grosse vene della coscia tende per forza di gravità a scendere verso il basso.

    È solo il tono delle vene e la spinta che proviene dalla muscolatura del polpaccio e dalla pianta del piede, aiutata molto dalle inspirazioni toraciche, a fare in modo che il flusso non si inverta e le valvole venose servono proprio per impedire che si verifichi questa inversione.
    Il sesso femminile è in una situazione precaria rispetto all'uomo.
    Ultima modifica di anna1401; 09/01/2009 alle 17:26

  18. #18
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    Questo per ragioni anatomiche, perché l'utero è provvisto di un ricchissimo plesso venoso collegato alle vene della coscia.
    Qualunque ostacolo dello scorrimento del sangue nel plesso venoso periuterino, e ci riferiamo alla gravidanza, alla fase premestruale e talora ai fibromi o miomi uterini, si ripercuote inevitabilmente sul flusso di ritorno venoso delle gambe.

    La natura ha voluto così. Tuttavia, è ancora molto poco diffusa la nozione che ci vogliono molti anni prima che un disturbo della circolazione sanguigna di ritorno provochi danni tali da essere soggettivamente apprezzati; altri anni ci vogliono ancora prima che la paziente si decida a consultare un medico per i disturbi che prova.

    La storia è quindi molto lunga. Comincia con alterazioni della velocità e del volume di flusso nella "circolazione invisibile", cioè nei capillari e nelle venule postcapillari, impossibili a discernersi ad occhio nudo.
    Questo è molto pericoloso perché è proprio a questo livello che si svolgono gli scambi nutritivi tra il sangue e i tessuti.
    Nel caso delle gambe e delle cosce avviene un fatto strano, a prima vista incredibile: non è la pelle la prima a soffrire, a risentire del danno microcircolatorio.
    Ultima modifica di anna1401; 09/01/2009 alle 17:26

  19. #19
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    Sono invece i muscoli della gamba e poi il tessuto adiposo di tutto l'arto inferiore, coscia compresa, a subire i primi danni. Solo dopo che si sono instaurate alterazioni del muscolo e del tessuto adiposo cominciano a manifestarsi i primi segni della distrofia cutanea.

    In altre parole, se fino a poco tempo fa prevaleva il concetto a "sandwich" o meglio a "pizza", il che vuol dire che prima viene la pelle, poi ciò che sta subito sotto (il grasso), e per ultimo il muscolo che sta in profondità, oggi la tendenza è di favorire il criterio "a fette di salame: tutta la gamba e tutto l'arto inferiore, dalla profondità fino all'epidermide, è interessato dalla stasi e le alterazioni cominciano dal profondo per arrivare alla fine verso l'alto, alla superficie della pelle.

    Ciò vuol dire, in pratica, che quando ci si accorge di avere la pelle delle gambe non più liscia e vellutata, con una superficie che non è più uniforme ma presenta ondulazioni, piccoli infossamenti, appare più sottile e qualche volta tesa e lucida, è già quasi troppo tardi. Molti anni sono trascorsi da quando è cominciata la "tempesta" microcircolatoria.
    Queste nuove acquisizioni hanno completamente sovvertiti il nostro modo di pensare e di concepire il problema delle gambe stanche e pesanti.
    Ultima modifica di anna1401; 09/01/2009 alle 17:28

  20. #20
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    Se C'e' Una Trombosi

    Anche la presenza di una trombosi venosa agli arti inferiori, come risultato di un intervento chirurgico o di un grave incidente, può provocare spiacevoli conseguenze. In questo caso la vena viene ostruita da un coagulo di sangue ed anche se esso viene sciolto dopo poco tempo, le valvole antiriflusso possono rimanere danneggiate per sempre. In questi casi la pressione all'interno del vaso sanguigno aumenta e provoca la sua dilatazione.

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