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Trattamenti intravescicali
La farmacoterapia intravescicale consente un’elevata concentrazione della sostanza nella vescica, elimina il problema del basso livello di escrezione urinaria e riduce gli effetti collaterali dovuti ai farmaci somministrati oralmente.
L’agente intravescicale più comunemente utilizzato e l’unico autorizzato dall’FDA americano per il trattamento della CI è il dimetilsulfossido (DMSO). Uno studio controllato ha mostrato la superiorità del dimetilsulfossido rispetto al placebo nella riduzione dei disturbi (sintomi). Sebbene il dimetilsulfossido sia un antinfiammatorio, sembra avere proprietà analgesiche e miorilassanti. La tecnica non richiede anestesia, ospedalizzazione o uso di sala operatoria; i suoi effetti sono comunque temporanei.
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L’acido ialuronico
è una nuova sostanza utilizzata nel trattamento della CI. Esso è naturalmente presente in tutti i tessuti connettivi e nello strato costituito da glicosaminoglicani della parete vescicale. Come l’eparina e il pentosano polisolfato, ripara lo strato mucoso danneggiato e riduce il dolore e la frequenza minzionale.
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Trattamenti adiuvanti
Qualora il dolore urogenitale associato alla malattia sia particolarmente grave, la stimolazione elettrica per via transcutanea (TENS unit) può essere utilizzata per bloccare la trasmissione nervosa degli impulsi dolorosi.
Quando la sintomatologia non recede con il lavaggio vescicale o con la terapia medica, si può aumentare la capacità della vescica con un intervento chirurgico. La procedura conosciuta come ileocistoplastica o sigmoidoplastica/uretero-sigmoidostomia incrementa le dimensioni della vescica utilizzando un tratto di intestino tenue o del colon. Nei casi estremi è necessaria la cistectomia con l’abboccamento degli ureteri al piccolo o grosso intestino.
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Utilizzo del pentosano polisolfato sodico
nel trattamento della Cistite Interstiziale .
Il pentosano polisolfato sodico (PPS) è stato utilizzato nel trattamento della Cistite Interstiziale di norma come trattamento di seconda linea.
E’ stato riconosciuto come farmaco orfano dall’FDA nel 1996 con il nome commerciale di Elmiron e autorizzato espressamente per la riduzione del dolore vescicale e per i disturbi associati alla cistite interstiziale.
Si tratta di un derivato macromolecolare di un carboidrato; è un prodotto semisintetico simile all’eparina che ricorda dal punto di vista chimico e strutturale i glicosaminoglicani. Il suo meccanismo d’azione nella CI non è completamente noto; negli studi preclinici il PPS sembra aderire alla mucosa della vescica.
Il farmaco potrebbe agire come una sorta di tampone che controlla la permeabilità cellulare in modo da impedire alle sostanze irritanti presenti nell’urina di raggiungere le cellule dell’urotelio.
Il pentosano polisolfato è la sola terapia orale per il trattamento della CI studiato in studi controllati con placebo ed efficace nella riduzione del dolore alla vescica.
Gli effetti collaterali sono molto bassi ed hanno una incidenza compresa tra l’1 ed il 4% e includono diarrea, dispepsia, alopecia reversibile, cefalea, rash, vertigini, dolore addominale e anomalie della funzionalità epatica.
Ultima modifica di anna1401; 29/10/2008 alle 17:19
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Situazione italiana
In Italia la CI è compresa tra le malattie rare per le quali, secondo il Decreto Ministeriale n. 279 del 2001, è riconosciuto il diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo per le correlate prestazioni di assistenza sanitaria.
Nel nostro Paese il numero di pazienti affetti da questa malattia a tutt’oggi non è noto in quanto non vi sono studi epidemiologici, l’Associazione Italiana Cistite Interstiziale – AICI, comprende 350 iscritti. Certamente il numero è sottostimato ed il problema è molto sentito sia dai pazienti che dalle persone a loro vicine in quanto la malattia ha un impatto fortemente negativo sulla qualità di vita e relazionale dei soggetti colpiti. Assai spesso le pazienti aspettano mediamente fino a 3 anni e consultano non meno di 5 specialisti (tra urologi, ginecologi, e chirurghi generali), prima di arrivare ad una diagnosi corretta.
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E’ solo attraverso una adeguata diffusione e comunicazione di questa rara forma di cistite cronica che si potrà dare speranza a molti pazienti nel nostro paese (sicuramente parecchie migliaia) che ignorando l’esistenza di una diagnosi e di un trattamento adeguato, continuano ad effettuare i lunghi e penosi viaggi della speranza oltre confine.
L’Associazione Italiana Cistite Interstiziale-ONLUS, con questo primo Congresso Internazionale si è prefissa appunto l’ oneroso compito di aiutare i pazienti affetti da CI e le loro famiglie, e di fornire adeguate informazioni sia alla classe medica che ai mass-media per aiutare delle persone sofferenti che, pur non avendo patologie maligne, hanno una qualità di vita altrettanto deprimente.
Prof. Dott. Mauro Cervigni
Direttore Dipartimento di Uroginecologia
Ospedale San Carlo di Nancy di Roma
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 10:16
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Originariamente Scritto da
anna1401 devono essere escluse condizioni quali: infezioni batteriche da Chlamydia Trachomatis, prostatiti, infezioni virali di herpes simplex, neoplasia, disfunzioni neuropatiche della vescica e malattie ginecologiche come vaginiti, diverticolosi uretrale, vestibulite vulvare e endometriosi.
Gli studi urodinamici non sono specificamente diagnostici; quelli radiografici, come la pielografia intravenosa o la cistouretrografia sono raramente indicati per la valutazione dei pazienti con CI sospetta.
ciao Anna son Dani.
leggo adesso questo articolo.
dice ,correggimi se sbaglio, che per avere una diagnosi di cistite interstiziale devono essere escluse alcune patologie come l'endometriosi,neopl asia, e la vestibulite vulvare.
io ho quest'utlima.
cioè non si può avere tutte e due ?
ho sempre saputo di si
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Per dani
Io l’articolo qui sopra lo interpreto in questo modo: Siccome la cistite interstiziale è difficile da diagnosticare anche con esami specifici, si va per esclusione di altre patologie, e cioè quelle più comuni che causano tutti i disturbi della sfera uro-genitale. Se a te hanno diagnosticato una vestibulite vulvare, vuol dire che i disturbi che accusi, sono principalmente dovuti a questa, però, secondo me, non è escluso che la vestibulite vulvare possa portare anche una cistite interstiziale, cioè una infiammazione cronica della vescica urinaria…
Dottore per favore ci illumini lei!
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lampadine intelligenti
Certo che vi illumino, ma solo con lampadine intelligenti...
il senso del discorso è come interpretato da Anna: cioè se si possono sicuramente escludere altre patologie, il campo delle probabilità diagnostiche si restringe al punto tale da rendere la diagnosi possibile anche solo sulla base dei sintomi.
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se uno e' particolarmente sfigato...
...può anche avercele tutte
ps sicuramente non è il tuo caso Dani, tranquilla...
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altre info sulla CI (Cistite Interstiziale)
Si tratta di un argomento vasto che affronteremo solo in parte.
Numerosi problemi della vescica, che vanno da minzione frequente ma non dolorosa a dolori invalidanti alla vescica quando questa è piena, vengono genericamente definiti come ‘cistite interstiziale’.
“Si tratta di una patologia non infettiva in cui a volte la vescica sembra assolutamente normale sebbene il paziente lamenti forti dolori” Dr Helen O’Connell, urologo, Royal Melbourne Hospital
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Altre possibili cause
includono anomalie fisiche quali prolassi della vescica, endometriosi, cancro della vescica, malattie veneree, calcoli renali, patologie per le quali andranno fatte opportune indagini cliniche.
Nel caso si escludano patologie infettive e anomalie fisiche e si presenti minzione frequente o dolore, allora si può ipotizzare la diagnosi di ‘cistite interstiziale’, che spesso è accompagnata dai seguenti sintomi:
• incontinenza
• peggioramento durante il ciclo mestruale
• dolore durante il rapporto sessuale
• evidente irritazione delle mucose vescicali all’ispezione
• leggero sanguinamento a livello vescicale
• sangue o pus nelle urine, con o senza dolore
• all’ispezione delle pareti vescicali, presenza di ‘macchie’ come possibili frammenti di batteri morti
• piccole ulcere vescicali (ulcere di Hunner)
• alti livelli di istamina, indice di reazioni allergiche
• colonie di E.coli latente, annidate nella mucosa della vescica
Ultima modifica di anna1401; 29/10/2008 alle 17:22
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irritazione da cibi
Alcuni ritengono che alcuni cibi come il pomodoro, le spezie, l’alcool, il cioccolato, le bevande a base di caffeina e di agrumi, i cibi acidi possano causare irritazione e infiammazione della vescica. Altre persone notano un peggioramento dopo aver ingerito dolcificanti artificiali. Se pensate che la cistite interstiziale sia dovuta al cibo cercate di tenere un diario della vostra dieta e dei sintomi o cercate di eliminare quegli alimenti che ritenete nocivi per poi reintrodurli gradualmente, anche se non è sempre facile scoprire il cibo in questione.
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Studi recenti
sostengono anche che la CI possa essere considerata come un’infiammazione a lungo termine della vescica, dovuta a ripetute infezioni da E.coli che poi rimangono in stato latente nella mucosa vescicale. Il microbiologo americano Paul Fugazzotto crede che la CI sia causata da batteri gram-positivi, del genere enterococco, mentre altri pensano sia dovuta a batteri gram-negativi. Noi crediamo che si tratti dei batteri E.coli e salmonella.
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Terapie per la cura della CI:
• Il D-Mannosio Waterfall contribuisce a far distaccare i frammenti di batteri dalle mucose della vescica
• Cambiare la dieta può aiutare
• Seguire terapie antibiotiche.
• Cercare di distendere il più possibile la vescica, riempiendola il più possibile
• Ridurre lo stress e fare esercizi di ginnastica dolce
• Instillare nella vescica una soluzione analgesico/disinfettante come ad esempio il solfossido dimetile
• Terapia laser
• Agopuntura
• Stimolazioni con apparecchio TENS, aiutano ad alleviare il dolore e la frequenza della minzione
• Interventi chirurgici
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Le infezioni legate all’uso di catetere
Poiché i batteri E.coli sono ovunque, anche nell’aria, le regole comuni di igiene non sono sufficienti a prevenire un’infezione seguente all’uso di catetere. Prendete precauzioni anche se il catetere è nuovo e se non l’inserite da soli, cercate di prevenire una contaminazione rifiutando un catetere non sterile.
Prima di usarlo lavatevi e indossate abiti puliti o state senza abiti per far si che il catetere non venga in contatto con agenti patogeni. Fate in modo che esso non tocchi alcun oggetto non sterile e se lo tagliate con le forbici, disinfettatele prima e non appoggiatelo dopo sulle lenzuola.
Ultima modifica di anna1401; 29/10/2008 alle 17:24
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• fate attenzione a non toccare capelli, naso, bocca che presentano colonie di e.coli. meglio indossare una maschera chirurgica. Cercate di non starnutire o tossire sul catetere.
• usate un liquido antibatterico fino ai gomiti, e lavate i genitali
• indossate guanti sterili prima di aprire l’involucro del catetere e copritelo con un coperchio sterile.
• se riusate il catetere, lavatelo e risciacquatelo con una soluzione contenente D-Mannosio Waterfall (un cucchiaino in 50 ml di acqua sterile acquistata in farmacia e non bollita). Lasciate la soluzione per 5 minuti e quindi svuotate il catetere.
• Pulite l’esterno del catetere con uno straccio imbevuto di una soluzione sterile di d-mannosio.
• Riempite il catetere con una soluzione sterile di D-Mannosio Waterfall e lasciatela per 5 minuti prima di svuotarlo.
• sterilizzate il carrello o il vassoio sul quale è appoggiato
Fonte http: waterfall-d-mannose.com
Ultima modifica di anna1401; 29/10/2008 alle 17:27
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Originariamente Scritto da
danielalessandri la cistite interstiziale può aggravarsi se il livello degli estrogeni è basso?
ho eseguito una cistoscopia dove l'urolgo mi ha liquidato dicendomi che ho una trigonite disendocrina.
son andata dal mio ginecologo il quale mi ha detto senza mezzi termini che è una diagnosi assurda di contattare un altro urologo.
questo che mi ha fatto la cisto ritiene che ho unproblem ormonale.
ma è impossibile ,ho 28 anni, assumo la pillola ch ein molto casi viene data appunto per prob ormonali
son di nuovo qua.
volevo un vostro parere.
in un reparto di uroginecologia, a delle ragazze che soffrono di cistiti (ragazzi giovani non in menopausa), viene prescritta una crema interna a base di estrogeni.
ci sono pareri discordanti, chi crede che nn servano ,chi crede sia una buona cura.
Ultima modifica di francyfre; 27/12/2011 alle 10:16
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drenaggio e specificità
Oltre a un buon drenaggio connettivale di fondo, come speso mi capita di consigliare, con GALIUM e LYMPHOMYOSOT, ricordo due complessi specifici: R 18 o PAREIRA HEEL, dall'azione sovrapponibile.
Ultima modifica di anna1401; 01/11/2007 alle 22:40
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Per Dottore.
Dottore c'è l'equivalente o qualcosa di simile all'ursidren ma in compresse da deglutire?
e inoltre Le volevo chiedere, per alzare le difese in ìcasi di infiammazione vescicale è + indicato il rame o lo zinco?
Ultima modifica di anna1401; 01/11/2007 alle 22:40
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