Questa discussione dal titolo Psoriasi è all'interno del forum Malattie, Sintomi e Consigli; meccanici (abrasioni, grattamenti, iniezioni, punture d’insetto, tatuaggi e così via),
fisici (basse temperature),
chimici (contatto con sostanze ...
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Traumatismi
meccanici (abrasioni, grattamenti, iniezioni, punture d’insetto, tatuaggi e così via),
fisici (basse temperature),
chimici (contatto con sostanze irritative)
o di altra natura,
sono riconosciuti come responsabili del "fenomeno di Koebner", ossia della comparsa di lesioni psoriasiche, anche a distanza di tempo, su cute apparentemente sana. In genere il sole e il clima caldo migliorano la psoriasi, talvolta però si assiste a peggioramenti, a seguito dell’esposizione ai raggi ultravioletti, soprattutto in soggetti fotosensibili con pelle chiara.
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Farmaci
Farmaci quali litio (antidepressivo), beta-bloccanti (antiipertensivi), antimalarici, l'indometacina, salicilati, composti iodati possono agire da fattori scatenanti, mentre gli steroidi assunti per via sistemica o locale possono indurre una eruzione psoriasica acuta al momento della sospensione o riduzione del dosaggio.
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Fattori ormonali
la comparsa di psoriasi o una sua esacerbazione sono state riscontrate in corrispondenza di fasi particolari della vita dell’individuo, come la pubertà e la menopausa, prospettando così un rapporto con il decorso della malattia.
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Disordini metabolici
uno stato di ipocalcemia (carenza di calcio nel sangue) determinato da diverse cause, compresa la dialisi, è spesso considerato fattore di peggioramento della psoriasi.
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Alimentazione e stili di vita
anche se non è ancora stata dimostrata sicuramente una relazione diretta di alcol e fumo con lo scatenamento della psoriasi, i pazienti affetti da forme gravi di malattia sono spesso consumatori di bevande alcoliche e forti fumatori, inoltre seguono una dieta particolarmente ricca di proteine di origine animale.
(Cinzia Confalone – Redazione Ministerosalute.it – febbraio 2003)
Fonte ministerosalute.i
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Genetica: nuove scoperte
Anche se la psoriasi non può essere considerata una malattia genetica nell’accezione classica del termine, bensì una malattia multifattoriale, esiste una familiarità conosciuta da tempo.
La predisposizione genetica infatti non coincide con la certezza di ammalarsi, ma indica un rischio 10 volte superiore, rispetto alla popolazione generale.
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Nonostante la complessità della componente genetica e le conseguenti difficoltà sperimentali, nell’ultimo decennio la ricerca sulla psoriasi ha ottenuto risultati importanti grazie alla disponibilità di tecnologie e di sistemi informatici sempre più sofisticati.
Gli sforzi dei ricercatori mirano a restringere le regioni cromosomiche responsabili della psoriasi:
i possibili geni responsabili si trovano infatti sui cromosomi 6, 7, 1, 3, 4, 19.
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Nell’ultimo incontro internazionale dei principali gruppi di ricercatori, svoltosi a Nizza nell’aprile 2002, sono emerse forti evidenze sperimentali che il gene incriminato sul cromosoma 6, il più intensamente studiato, sia HLA-C, un gene responsabile della risposta immunitaria. I ricercatori tuttavia sono convinti che la predisposizione genetica alla psoriasi non dipenda da un solo gene, ma dall’interazione di più geni.
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Si rafforza l’idea che vi siano regioni cromosomiche di suscettibilità, ovvero regioni all’interno delle quali ricercare il gene di interesse, che abbiano un effetto più forte e altre che ne abbiano uno minore; l’interazione tra questi geni determina, nel soggetto, la vulnerabilità alla malattia.
Infatti, da una ricerca effettuata presso il laboratorio di Genetica Medica dell’Università di Tor Vergata di Roma è stato possibile identificare una regione di suscettibilità sul cromosoma 1 ed attualmente si sta cercando di identificare il gene responsabile.
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L’identificazione dei geni responsabili della suscettibilità garantirebbe una migliore comprensione della patogenesi della malattia e, di conseguenza, si potrebbe disporre di nuovi bersagli contro i quali sviluppare farmaci e terapie più efficaci.
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Occorre tenere presente che i successi nello studio di questa patologia presuppongono un’attiva collaborazione tra i ricercatori di base, i ricercatori clinici e le associazioni dei malati, data la difficoltà nell'effettuare una rigorosa selezione del campione ed un’accurata anamnesi dei pazienti, che possono realizzarsi, soprattutto, con una consapevole disponibilità delle famiglie.
(Piera Volpati - Redazione Ministerosalute.it - Febbraio 2003)
Fonte ministerosalute.it
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Psoriasi e stili di vita
La psoriasi è una patologia cutanea non infettiva, di tipo cronico, conosciuta fin dai tempi degli egizi, che nei loro papiri ne fanno cenno, e persino Ippocrate ne dà una descrizione molto vicina a quella utilizzata dai medici dei giorni nostri.
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I trattamenti prevedono interventi di vario tipo, dai farmaci alla fototerapia, ma sono altrettanto importanti consigli di natura pratica. Il paziente, infatti, va stimolato ad adottare uno stile di vita sano e corretto evitando comportamenti che peggiorino lo stato della malattia, come grattare le lesioni, usare saponi, cosmetici o indumenti irritanti (preferire il cotone alla lana o alle fibre sintetiche), esporsi alle basse temperature e via dicendo. Anche l’alimentazione può rivestire un ruolo importante e significativo.
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Una dieta corretta non influisce direttamente sulla comparsa o meno della patologia psoriasica, ma è importante per il mantenimento delle buone condizioni di salute e contribuisce a diminuire i momenti di riacutizzazione. L'assunzione di alcuni alimenti può addirittura aggravare la malattia o esserne elemento scatenante, come, al contrario, una dieta vegetariana con pochi grassi e poche proteine può determinare dei miglioramenti.
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alimenti da evitare e da consumare
Tenuto conto che ogni malato di psoriasi reagisce in modo diverso e può sviluppare un'ipersensibilità verso un alimento piuttosto che un altro, chi è affetto da questa patologia dovrebbe comunque eliminare o ridurre drasticamente gli alimenti che producono "calore", cioè quelli molto energetici, quali
- carni rosse, insaccati, uova, burro, margarina, fritture, sale, formaggi stagionati, latte e derivati, zucchero, compresi l'alcool e i superalcolici.
Al contrario dovrebbe privilegiare
- pane integrale, pasta, riso, legumi, verdura, frutta e pesce, ricco di acidi grassi omega-3, di cui è povera la loro pelle.
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verdure amare
Non tutta la verdura e la frutta, però, è permessa agli psoriasici. Studi recenti, infatti, hanno evidenziato che melanzane, pomodori crudi, peperoni crudi e cotti, carciofi, frutti di bosco, mele crude, cachi sono da evitare, mentre va incrementato il consumo di verdure amare quali cicoria, radicchio, zucca amara, crescione.
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acqua in abbondanza
Molto utile, poi, sarebbe aumentare l'assunzione di acqua, fino ad almeno due litri al giorno, dato che nella psoriasi, come nelle malattie cutanee in genere, la pelle è secca. L'acqua depura, idrata, nutre la pelle, aiuta a mitigare il "fuoco" cutaneo.
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comportamenti basilari
Esistono comunque norme comportamentali basilari alle quali il malato di psoriasi dovrebbe attenersi come quella di non assumere bevande alcoliche in genere e, in particolare, tutti i superalcolici, e quella di non fumare, poiché abusi di alcool e fumo sono fra i fattori scatenanti il riacutizzarsi della malattia. Altra buona norma da seguire è quella di mantenere il proprio peso corporeo nei limiti del cosiddetto "peso forma".
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traumi psichici
Anche i traumi psichici o gli eventi emotivi stressanti sono stati considerati fra i fattori in grado di scatenare una psoriasi latente o addirittura di aggravare una psoriasi in atto, arrivando persino a condizionare la storia della malattia.
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psicoterapia
Poiché è riconosciuta una tendenza delle persone malate di psoriasi ad essere più o meno "fragili" da un punto di vista emotivo, anche i dermatologi considerano la psicoterapia come un valido sostegno a questi ammalati se non altro per la "gestione" del grande stress che essa stessa causa.
(Grazia Sadun - Redazione Ministerosalute.it - febbraio 2003)
Fonte ministerosalute.it
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