soffro di colite ulcerosa qualcuno vuole confrontarsi?
Originariamente Scritto da leone
io si!
soffro di colite ulcerosa qualcuno vuole confrontarsi?
Ultima modifica di vvalesi; 19/08/2007 alle 14:53
QUADRO SINTOMATOLOGICO della RETOCOLITE ULCEROSA:Originariamente Scritto da paolo677
attacchi di DIARREA con SANGUE, di diversa intensità e durata, separati da intervalli asintomatici. Di solito l'attacco inizia in modo insidioso, con TENESMO RETTALE, e lievi DOLORI CRAMPIFORMI nei quadranti in feriori dell'addome e l'emisione di SANGUE e MUCO nelle FECI. Oppure può essere più acuto con DIARREA violenta e FEBBRE ALTA che si manifestano improvvisamente.. Quando il proceso ulcerativo è limitato al RETTO-SIGMA le feci possono essere normali o secche e dure ma spesso delle secrezioni rettali di muco miste a globuli rossi e bianchi si associano alle feci o si presentano fra una defecazione el'altra. Se l'ulcerazione interessa segmenti più alti del colon le feci diventano meno consistenti e si possono avere più di 10 scariche al giorno spesso con CRAMPI e TENESMO RETTALE; le FECI possono essere acquose, contenere muco e frequentemente sono costituite quasi per intero da sangue e pus. Nelle forme più estese sono presenti MALESSERE GENERALE, FEBBRE, ANEMIA, ANORESSIA, PERDITA DI PESO, AUMENTO DEI GLOBULI BIANCHI del sangue, VES elevata
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Ultima Modifica di vvalesi : Oggi 14:52.
dr. vincenzo valesi sanihelp
sara' il primo freddo dell'autunno, o il nervoso accumulato, o il fumare e bere a volte un po di piu'...ma mi e' ritornata alla grande...nessuna medicina che prendevo prima fa effetto, e i dolori son diventati una compagnia poco piacevole...
consigli? nemmeno piu' il pepperminto oli fa effetto, uffiiiiiiiiiiiiiiii
Ultima modifica di vvalesi; 30/10/2007 alle 20:31
Quella compagnia poco piacevole forse serve a ricordare che un certo tipo di abitudini -voluttuarie , alimentari e relazionali- non solo possono determinare una riacutizzazione della rettocolite, ma possono tradursi, se reiretate, in altre ancor meno piacevoli compagnie. Non sto giudicando nè rimproverando ma se compatissi seguirei la strada sbagliata: la strada di ogni vera guarigione può passare solo attraverso una presa di coscienza e accettazione dei problemi stessi, per poter scegliere infine se continuare o decidere di cambiare.Originariamente Scritto da bia00
dr. vincenzo valesi sanihelp
Un'altra malattia in cui l'aumento di permeabilità intestinale precede sempre le manifestazioni cliniche è la malattia di Crohn. Il test di permeabilità intestinale ai due zuccheri lattulosio mannitolo è attualmente uno dei più precoci ed affidabili indici di ricaduta della malattia.
Sebbene la patogenesi della malattia di Crohn non sia ancora del tutto chiarita, molti dati suggeriscono che un ruolo importante sia giocato da un'alterata risposta a germi della normale flora intestinale e/o alla modificazione della flora intestinale con colonizzazione dell'ultima ansa ileale.
La terapia della malattia di Crohn, secondo la medicina ufficiale, si avvale di tre tipi di approccio:
- il primo è l'uso di farmaci steroidei che sopprimano l'infiammazione intestinale;
- il secondo è l'uso di particolari diete (elementare, semi-elementare) che potrebbero agire modificando la flora e il metabolismo batterico;
- il terzo è l'uso di antibiotici attivi sulla flora batterica intestinale.
(ps Nutrizione Elementare = è quella degli elementi di un centro di nutrizione, che avviene per mezzo del plasma in cui essi si trovano.
Nutrizione Vascolare, al contrario, è quella dell'intero centro di nutrizione e che è dipendente in modo diretto dal circolo sanguigno, poichè si fa per mezzo del vaso o dei vasi capillari che al medesimo pervengono.
Fonte: books.google.it )
Nostri dati preliminari suggeriscono che alcuni batteri messi a contatto con la mucosa ileale sono in grado di stimolare la produzione di zonulina e che questo effetto può essere antagonizzato dall'azione di altri batteri, come per esempio il lattobacillo casei GG.
In quest'ottica e' interessante la recente esperienza che ha mostrato come la somministrazione di particolari ceppi di colibacilli può essere utile nell'indurre la remissione nella malattia infiammatoria cronica dell'intestino.
E' possibile che in tutte queste condizioni un'inibizione della zonulina consenta di prevenire l'aumento di permeabilità e l'evoluzione della malattia.
Fonte: keepmedia.com
La colonscopia virtuale e’ una tecnica radiologica non invasiva descritta per la prima volta nel 1994 che permette di visualizzare l’intero colon tramite l’esecuzione di una TAC dell’addome dopo insufflazione di aria nell’intestino.
La corretta esecuzione dell’esame necessita di una buona pulizia intestinale che si ottiene mediante adeguata preparazione.
Le immagini ottenute vengono successivamente elaborate da un software dedicato che consente la ricostruzione del colon in 2 – 3 dimensioni con la possibilità da parte del medico radiologo di studiarlo navigando virtualmente al suo interno.
La navigazione avviene dal cieco al retto e si ripete nel verso opposto. L’analisi delle immagini è interattiva e il radiologo può scegliere l’angolo di migliore visualizzazione, passare attraverso stenosi e guardare gli organi e le strutture adiacenti alla parete colica.
Si potranno pertanto riscontrare polipi o tumori del colon che verranno successivamente asportati o biopsiati mediante una colonscopia tradizionale.
L’esame consente inoltre la valutazione degli organi addominali come una tradizionale TAC.
Allo stato attuale la metodica può essere considerata di scelta, in alternativa al clisma a doppio contrasto, per pazienti con colonscopia incompleta, con tumore colico occlusivo, per pazienti anziani e per soggetti in cui le condizioni cliniche non permettano l’esecuzione di una procedura invasiva come la colonscopia convenzionale.
Sono in corso altresì studi multicentrici al fine di valutare l’effettiva efficacia della metodica nella prevenzione del tumore del colon.
Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 12:37
a me è stata diagnosticata i primi giorni di gennaio del lontano 1986
retto colite ulcerosa con emoragia in fase acuta
praticamente gli ultimi 60cm di intestino
sono uscito dall'ospedale il 10 marzo dello stesso anno
cosa posso dirvi ancora ci sono
fregatene l'unica cosa che ricordo del periodo passato in ospedale
c'era un medico che me lo diceva sempre
è ho cercato di farlo ma non è facile
(AGI) - Roma - Duecento persone su centomila, negli Usa, in Europa e in Italia, sono affetti dal Morbo di Crohn, le cui origini sono ancora sconosciute.
Per loro - afferma il Prof. Giovanni Gasbarrini, Direttore dell'Istituto di Medicina Interna dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Policlinico Gemelli - ora c'e' una speranza concreta: la terapia biologica (Ruolo dei Probiotici nelle intolleranze alimentari – come da sempre insegnato e praticato dalla Medicina Naturale) che in molti casi noi al Gemelli stiamo applicando con risultati straordinari perche' porta alla quasi-guarigione del Crohn.
Essa consiste nel contrastare la malattia attraverso metodi naturali", ha proseguito l'illustre clinico. "Ad esempio, data l'attivita' dei linfociti nell'evoluzione della malattia, li si va a colpire evitando il coinvolgimento degli altri organi".
La terapia biologica del Crohn non e' ancora molto diffusa e i primi risultati italiani verranno resi noti in occasione del Congresso Internazionale della Federazione Europea di Medicina Interna (EFIM), che ne ha affidato la presidenza al Prof. Gasbarrini e che si apre a Roma oggi giovedi' 8 maggio all'Aurelia Convention Center in Via di Torre Rossa.
segue..
L'evento si svolge in collaborazione con il Congresso della SIMI, la Societa' Italiana di Medicina Interna presieduta dal Prof. Giuseppe Licata, che affronta temi di grande attualita' nel sistema salute: dal mal di testa all'ipertensione arteriosa, dal diabete al rischio cardiovascolare.
L'annuncio di Gasbarrini sulla terapia biologica del Morbo di Crohn e di altre malattie croniche intestinali, apre nuove strade alla terapia e nuovi orizzonti per lo studio dell'intestino tenue e per la comprensione delle patologie che sono in continuo aumento nel nostro come in altri Paesi.
Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 12:37
Sono circa 100.000, in Italia, le persone affette da questa patologia infiammatoria cronica dell'intestino
Un gruppo di ricercatori dell'Università Pierre e Marie Curie di Parigi e dell'Istituto Pasteur a Lille ha identificato una specie batterica che potrebbe rappresentare la chiave di volta per la terapia della malattia di Crohn, una patologia infiammatoria dell'intestino, uno dei cui fattori scatenanti sembra essere l'abnorme attivazione del sistema immunitario, che finisce per danneggiare l'organo, e che potrebbe avere come concausa principale uno sbilanciamento nella composizione della flora batterica intestinale.
La malattia, che solitamente ha un andamento cronico, con un'alternanza di periodi con manifestazioni infiammatorie di gravità variabile con altri, anche prolungati, di remissione - si ritiene che interessi in Italia almeno 100.000 persone.
In studi precedenti, lo stesso gruppo di ricercatori diretti da Philippe Langella aveva mostrato che nei pazienti affetti dalla malattia di Crohn si rilevava una marcata deficienza dei batteri del gruppo Clostridium leptum.
Ora - come riferiscono in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) - i ricercatori hanno potuto dimostrare che all'origine di questa deficienza di batteri è la marcata diminuzione di uno specifico batterio, Faecalibacterium Prausnitzii.
segue..
In particolare i ricercatori sono riusciti a scoprire che F. prausnitzii è il responsabile della secrezione di sostanze biochimiche che sono in grado di ridurre i processi infiammatori intestinali.
Facendo riferimento ai dati ottenuti da uno dei più vasti studi sulla malattia, hanno inoltre scoperto che i pazienti affetti da morbo di Crohn sottoposti in passato a interventi chirurgici sull'intestino avevano maggiori probabilità di incorrere in ricadute della malattia se avevano livelli di F. Prausnitzii inferiori al normale.
I risultati sono stati poi controllati in una serie di esperimenti eseguiti in vitro, nei quali hanno potuto evidenziare come il liquido di coltura in cui erano state fatte crescere colture di F. Prausnitzii era in grado di esercitare un effetto antinfiammatorio sugli animali da esperimento.
Se gli esperimenti verranno confermati, la scoperta potrebbe portare a un nuovo trattamento terapeutico dei pazienti attraverso la somministrazione di probiotici a base di F. Prausnitzii. (gg)
Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011 alle 12:38
Salve, sono nuova in questo forum
Mi e stata diagnosticata pochi mesi fa una colite ulcerosa.
Volevo sapere se per evitare la formazione di polipi nell'intestino dovrei cercare di evitare le fasi acute della malattia, come ad esempioo diarrea, perdite di sangue etc...
grazie
Ultima modifica di anna1401; 28/04/2011 alle 22:56
In questo caso si tratta di una malattia che colpisce solo il colon retto, che interessa la mucosa e non la parete a tutto spessore come può fare il Crohn, con possibile formazione di pseudopolipi caratterizzata da un orientamento immunologico prevalente di tipo Th2, la malattia è caratterizzata da pousses di aggravamento e fasi di quiescenza. La terapia omotossicologica mira a stabilizzare la malattia cercando di prevenire o ridurre al minimo le fasi di aggravamento, anche in questo caso è piuttosto complessa, quindi è opportuno farsi seguire anche dallo specialista gastroenterologo.
dr. vincenzo valesi sanihelp
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