Questa discussione dal titolo Il RISO FA BUON SANGUE! è all'interno del forum Medicine naturali; Nella vita quotidiana il sorriso e la pratica del buonumore secondo gli esperti contribuiscono a migliorare la ...
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Il RISO FA BUON SANGUE!
Nella vita quotidiana il sorriso e la pratica del buonumore secondo gli esperti contribuiscono a migliorare la qualità dei rapporti interpersonali e l'autostima, e aiutano a combattere i sintomi di ansia e depressione. Merito delle qualità terapeutiche del sorriso che, per la medicina, agisce sullo stato d'animo e influenza in maniera positiva i sistemi cardiovascolare, respiratorio, immunitario, muscolare e nervoso.
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La terapia del sorriso
ha una sua storia, che si dipana dalla cura dell'animo nell'antichità fino ai moderni consumatori di Prozac, ma in tutte le epoche i benefici del sorriso sono garantiti. A partire dal corpo - una risata fragorosa muove 400 muscoli del corpo e 5 minuti di risate equivalgono a 45 di esercizi aerobici - visto che coinvolge tutti i cinque sensi ed è comunque un momento di felicità contagiosa. Per contro c'è chi arriva a piangere di felicità e chi invece stempera la tensione con risate isteriche.
fonte:lungomarecasti glioncello.it/RISOTERAPIA
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.....e poi cosa c'è di più bello che una fragrante risata !!!
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GIUSTO Hidden!
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Corso Per Volontari Animatori E Clown Addetti Alle Attivita’ Di Risoterapia
Il buon livello di accoglienza, oggi sempre più richiesto da cliniche, strutture ospedaliere, case di riposo, dipende senz’altro dal miglioramento delle relazioni umane e da sempre più esplicite attenzioni verso il paziente e le sue esigenze.
Un determinante contributo al miglioramento continuo della qualità di tale accoglienza è riconosciuto, da una ormai ampia letteratura, all’attenzione dovuta per un corretto e assiduo sostegno morale che tenga conto dell’importanza di ridere e di essere felici anche in situazioni particolarmente delicate.
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giusti rapporti umani con il paziente
Infatti, la difficoltà che a volte si riscontra nello stabilire i giusti rapporti umani con un paziente, sia esso giovanissimo, adulto o anziano, la gestione di non facili situazioni psicologiche e umorali, l’assoluta importanza di considerare il malato nella sua completezza fisico-psichico-caratteriale, richiedono, in una struttura ospedaliera moderna, la presenza di personale, opportunamente selezionato e formato, che conosca e sia in grado di applicare la terapia del sorriso.
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Chi assiste il paziente
dovendo assumere precisi compiti di sostegno psicologico, di ausilio alla sdrammatizzazione, di stimolazione al sorridere e al ridere, di mantenimento di un’atmosfera quanto più possibile allegra e positiva, di trasmissione di gioia e voglia di reagire anche alle situazioni più difficili, deve possedere competenze specifiche.
fonte:accademiadelco mico.it
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Lo stage teorico e pratico, proposto dall’Accademia Nazionale del Comico
è rivolto al personale ospedaliero e ai volontari delle varie associazioni impegnate in questo settore.
Il corso si propone di fornire le conoscenze teoriche delle basilari tecniche della comicità e, attraverso semplici esercizi, di allenare le abilità pratiche necessarie allo svolgimento dei compiti assunti, quale parte integrante delle attività ospedaliere.
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strumenti per modificare il proprio atteggiamento
Fornisce inoltre validi strumenti per modificare il proprio atteggiamento al fine di svolgere l’attività, sempre e comunque, con il sorriso sulle labbra, contribuendo in questo modo a completare la figura del volontario clown atto ad aiutare, anche attraverso l’umorismo, gli ospiti di una clinica o di un ospedale.
Attraverso l'apprendimento delle tecniche di base della comicità, potremo quindi stimolare ogni volontario a prendere consapevolezza ciascuno delle proprie capacità di sorridere e di far sorridere anche nelle situazioni più difficili.
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Obiettivi
Al termine del corso i partecipanti avranno acquisito conoscenze specifiche, teoriche, pratiche e relazionali.
Conoscenze teoriche: i partecipanti avranno conoscenze basilari delle fondamentali, e più comuni, tecniche della comicità
Conoscenze pratiche: i partecipanti impareranno a utilizzare i “trucchi del mestiere” dei comici attraverso semplici esercizi di improvvisazione singola e di gruppo
Capacità relazionali: i partecipanti saranno in grado di gestire correttamente tali tecniche e di saperle applicare con discrezione ed efficacia, non a vantaggio di un’ampia platea ma nei rapporti interpersonali tra volontario e volontario e tra volontario e paziente.
fonte: accademiadelcomico.i t
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Cineterapia, ridere fa buon sangue
Il dottor Miller ha invece svolto un’indagine molto più interessante, specie dal punto di vista di un cinefilo.
Ha selezionato 20 soggetti (“young adults”, ossia ragazzi), in buona salute e che si astenessero da alcool o da altri eccitanti.
Li ha sottoposti a misure del flusso sanguigno nell’arteria brachiale (che va dalla spalla al gomito, e che rappresenta un buon indicatore di tutto il flusso sanguigno corporeo) attraverso un sistema non invasivo, basato sugli ultrasuoni. Insomma, un metodo che misura le condizioni di un normale spettatore al cinema.
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Ha scelto due film
uno con scene particolarmente divertenti, ed uno con scene particolarmente preoccupanti e tristi.
Ha mostrato le scene selezionate agli spettatori, ed ha eseguito le misure.
I risultati: 19 persone su venti, mentre vedevano le scene divertenti, hanno avuto un aumento significativo (più del 20%) del flusso sanguigno; 14 persone su 20 hanno riscontrato una diminuzione significativa (più del 30%) del loro flusso sanguigno mentre assistevano alle scene preoccupanti e tristi.
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Lo studio è di natura limitata
ed ancora nelle sue fasi iniziali, così come del tutto ipotetici sono ancora i meccanismi attraverso i quali ridere o preoccuparsi agisca sulla circolazione del sangue .Presumibilmente l’aumento di flusso causato dal ridere avviene tramite le endorfine e, al contrario, la diminuzione dello scorrimento del sangue provocata da tristezza e apprensione si manifesta per colpa dell’adrenalina.
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La ricerca conferma però alcune conoscenze
che erano da sempre della saggezza popolare, del tipo “ridere fa buon sangue”, oppure “la paura gela il sangue”.
Le conseguenze di un maggior flusso sanguigno sono altrettanto note, perchè il sangue trasporta ossigeno ed altri nutrimenti, per cui un aumento della circolazione assicura una distribuzione migliore –e più accurata- di questi elementi fondamentali per il funzionamento del corpo umano in generale e delle attività cerebrali in particolare.
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“strategie di risparmio”
I meccanismi di diminuzione del flusso sanguigno sono essenzialmente “strategie di risparmio” adottate dall’organismo per far fronte a pericoli o ad interventi straordinari: il fatto che –come avviene nei thriller o nei film horror- lo spettatore cerchi volontariamente un tale stato “di allerta” è ancora da investigare pienamente, ma la motivazione potrebbe essere non troppo dissimile dal “cavar sangue” praticato un tempo dalla medicina.
fonte cinebazar.it
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I meccanismi della risata
di: Sara Bellini
Si fa un profondo respiro. Si getta la testa all'indietro. I muscoli del volto, del collo, del diaframma, dell'addome si tendono e dalla bocca esce un suono regolare, esplosivo a irrefrenabile. Quando il fiato è esaurito, si inspira altra aria a le variazioni sillabiche riprendono. Se sono vigorose e intense, i muscoli di mandibole e addome cominciano a dolere e gli occhi a lacrimare.
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Ma perché ridiamo?
In genere, ridiamo se siamo predisposti, di buonumore, allegri o se qualcuno ci racconta un aneddoto o una barzelletta divertente. La risata fa parte di un linguaggio universale riconosciuto da tutte le culture. E ce n'è di ogni tipo: liberatoria, sincera, falsa, impostata, autoritaria.
"La risata è una sorta di linguaggio sociale. Un modo per mettersi in relazione con gli altri, per stabilire un legame, esprimere apprezzamento, ma anche per umiliare o esercitare ostracismo su chi è vittima della nostra risata. I despoti, infatti, ne temevano il potere" risponde Robert Provine, neuroscienziato americano autore del saggio "Laughter".
"La risata è un modo per esprimere solidarietà a senso di appartenenza al gruppo, un po' come un branco di lupi ululanti" commenta la psicologa americana Jo-Ann Bachorowski.
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Ridiamo come le scimmie
La risata è una caratteristica innata che l'uomo condivide solo con i suoi cugini primati, gli scimpanzé, i gorilla e le altre scimmie.
Cosa questa già nota a Charles Darwin e confermata dall'etologo olandese Jan Van Hoff: "Sia negli uomini sia nei primati la risata è legata a un atteggiamento giocoso, anche se in questi ultimi è sempre prodotta da un contatto fisico, come il solletico o la finta lotta".
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La risata nella testa
La risata coinvolge entrambi gli emisferi cerebrali. Essa attiva una zona corticale che assiste l'area motoria principale nel controllo dei movimenti. C'è una regione di un paio di centimetri che controlla lo scoppio di risa; la sua stimolazione elettrica provoca una risata immediata e irrefrenabile.
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Ma che cosa rende il riso così contagioso?
L'irresistibilità della risata degli altri ha le sue radici nei meccanismi neurologici. L'ipotesi più verosimile è che gli esseri umani posseggano una sorta di detector uditivo, un circuito neuronale che risponde unicamente alla risata. Qualcosa di simile succede per lo sbadiglio, ma in questo caso il processo neuronale coinvolge un'area visiva del cervello. Un'altra stranezza è che la risata non viene mai intercalata in un discorso, ma si tende a ridere alla fine delle frasi.
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