Questa discussione dal titolo Autostima = Salute è all'interno del forum Medicine naturali; Man mano che cresciamo, il Giudice interiore si arricchisce di altre regole e norme, che ci vengono ...
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Man mano che cresciamo, il Giudice interiore si arricchisce di altre regole e norme, che ci vengono sempre dalle persone che hanno avuto per noi un ruolo importante e determinante e che incontriamo sul nostro cammino.
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Il problema è che il nostro Super io tende a non dimenticare niente, a portarsi, anche da adulti i NO che abbiamo accettato da piccoli e che abbiamo ereditato dai nostri genitori ( che a loro volta hanno ereditato dai loro ).
Così anche un padre sensibile può essere succube del Super Io che gli impone di non mostrare mai “ debolezze” e passare questo messaggio al figlio.
Una madre aperta e disponibile può portarsi dietro una vergogna del proprio corpo, che magari viene dalla nonna, e che lei inconsapevolemente finisce per trasmetterlo alla figlia.
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In Oriente, nella tradizione dei monaci Zen, questo meccanismo è chiamato “il cane che abbaia”
Perché è come se avessimo dentro di noi un animale che ci spaventa. E ci spinge a comportarci secondo codici che non sono nostri. Anche da grandi , così, finiamo per ripetere certi dialoghi interni tra il nostro giudice portatore di tante voci del passato e la nostra parte più vitale che non sa come difendersi.
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Riconoscere i segnali:
Non sempre è facile capire se il giudice interiore interferisce con i tuoi desideri da adulto/a.
Ecco alcune sensazioni che ti segnalano la sua presenza.
1 Vergogna
2 Sensazione di essere sotto pressione
3 Impressione di sentirti sminuito
4 Sensazione di non esistere
5 Irrigidimento
6 Senso d’inferiorità
7 Rabbia improvvisa
8 Ansia e confusione
9 Sentirsi inadeguati
10 Sentirsi colpevoli
Fonte antropologiaesistenz iale.piuchepuoi.it
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Fai crescere la tua consapevolezza
(di Pasquale Foglia)
"Dal bene si genera il male e dal male si genera il bene"
Nel lungo periodo dal bene si genera il male e dal male si genera il bene. In ogni essere umano è presente un piccolo fascista e quando comanda un solo uomo, oppure un isolato gruppo di politici o di scienziati, addio istituzioni e addio umanità!
Come constateremo tra breve, la legge dell’alternanza o dell’equilibrio dinamico accresce a dismisura la nostra consapevolezza consentendoci di cogliere verità universali. Ma è possibile andare contro questa legge? E che succede quando cerchiamo di bloccarla?
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Tutti crediamo che nel momento in cui riusciremo ad avere quella data cosa o a possedere quella determinata qualità saremo finalmente felici e contenti, ma siamo destinati ad essere sempre disillusi perché non appena raggiungiamo l’obiettivo agognato diventiamo succubi di nuovi desideri.
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Noi abbiamo più propensione a soffrire che a gioire, sentiamo tanta passione quando desideriamo qualcosa e scarso entusiasmo dopo averla ottenuta. Restiamo perciò quasi sempre delusi dalle nostre aspettative. Ciò spiega perché tante persone cadono in depressione proprio quando sono riuscite a realizzare il loro più grande desiderio e, in generale, quando cessano di sognare e di battagliare.
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Per esempio, lo studente che desidera liberarsi di un esame difficile e che ha già sostenuto una o due volte, quando finalmente lo supera, comincia a lamentarsi al pensiero del prossimo esame! E siccome nella vita gli esami non finiscono mai, noi stiamo sempre a lamentarci!
La matrice su cui poggia il nostro continuo desiderare è dunque la lagnanza e la sofferenza, perché per raggiungere un obiettivo bisogna impegnarsi a fondo e affrontare notevoli difficoltà.
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È evidente perciò che la sofferenza è connessa al desiderio: più desideriamo e più ci esponiamo alle frustrazioni, all’insoddisfazione, al dolore e allo stress.
La serenità, l’armonia ed il successo si possono ottenere soltanto imparando ad accettarci, approvarci ed amarci a prescindere dai risultati immediati e da ciò che ci manca.
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Non può essere il mito dell’eccellenza, così tanto di voga di questi tempi, la nostra ancora di salvezza, perché nel momento in cui diventiamo eccellenti in un dato campo, finiamo per trascurare altre cose importanti della vita e spesso ci ritroviamo abitudini negative difficili da abbandonare.
È il caso di una persona dedita soltanto alla carriera che trascura la famiglia, lo svago, la salute e le amicizie!
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Occorre perciò bilanciare opportunamente tra loro le sfere personale, familiare e sociale piuttosto che eccellere in un campo e traballare in tutti gli altri!
È anche utile sapere che è normale avere ogni tanto alcune giornate storte o malinconiche, come pure che non possiamo fare a meno di preoccuparci per la nostra riuscita personale e per i problemi dei nostri figli, per la salute dei nostri genitori e per le traversie dei nostri amici.
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Quanto alla vita di coppia e alle relazioni in genere, se esse non poggiano su solide basi di comprensione, amabilità, rispetto, flessibilità e soprattutto sulla reciproca accettazione, conducono ad un totale fallimento.
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Rinunciare a giudicare il prossimo e soprattutto a volere per forza ragione nelle discussioni è fondamentale per il mantenimento di buone relazioni che spesso sono più importanti delle capacità personali ai fini della riuscita nella vita.
A tal proposito, la cosa più sensata è quella di non contraddire apertamente e di non pressare chi ci sta intorno!
astrologiascientific a.piuchepuoi.it
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Fai crescere la tua consapevolezza
(di Pasquale Foglia)
(Dal bene si genera il male e dal male si genera il bene)
Non è facile trovare l’equilibrio se lo cerchiamo al di fuori di noi stessi, ossia se lo facciamo dipendere dalle opinioni e dalle attenzioni degli altri: smettiamola di volere apparire perfetti per paura della loro disapprovazione. La vita non può essere mai sotto il nostro pieno controllo essendo soggetta a molti fattori esterni, sempre molto vicini a noi e fin troppo coinvolgenti.
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E proprio perché molte cose non dipendono da noi, quando viviamo una brutta esperienza che non possiamo cambiare in alcun modo, l’unica cosa da fare è accettare la situazione in modo da recuperare rapidamente la razionalità ed evitare di perdere la testa e il controllo delle nostre azioni!
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Tutti viviamo prima o poi brutte esperienze e facciamo errori. La più grande virtù non è tanto l’assenza totale di trasgressioni, ma piuttosto il saper comprendere cosa ci sta succedendo e riuscire a fermarci in tempo quando ci ritroviamo sull’orlo del precipizio.
Anzi, è spesso sull’orlo della follia che nasce la genialità, così come sull’orlo del fallimento nasce quasi sempre la ricchezza e sull’orlo della malvagità può nascere la santità!
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Dalla somma degli errori o delle esperienze germogliano la saggezza e la flessibilità che sono sicuramente le virtù più grandi assieme alla capacità di perdonare gli altri e di perdonarsi.
Mentre il male peggiore è rappresentato dall’orgoglio ferito che scatena la voglia di vendetta che impedisce di perdonare, per cui il rancore finisce per corrodere il corpo e la mente come un tarlo provocando danni irreparabili. Sono proprio le cose che non vogliamo fare quelle che ci disturbano di più!
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Ma questo ondeggiare tra vizi e virtù è un bene o un male? L’uno e l’altro, come tutte le cose della vita, perché ogni cosa ha sempre due facce!
La realtà è che noi non sappiamo vivere senza preoccupazioni e perciò, più siamo attaccati alle cose più diventiamo stressati. 
Fonte astrologiascientific a.piuchepuoi.it
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Lo stress ci incanta, ci seduce come le sirene di Ulisse, ci attrae proprio come le cose di cui non sappiamo fare a meno! Lo stress a quanto pare ci piace, siamo noi che lo cerchiamo in quanto è il prezzo da pagare per soddisfare i nostri bisogni vitali e i nostri capricci, fino a quando non ci capita un incidente, oppure cadiamo in depressione o siamo colpiti da una grave malattia e siamo costretti a fermarci, a rallentare, a restare obbligatoriamente in un letto, a meditare a lungo.
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Per sentirci vivi abbiamo bisogno di essere attaccati alle cose, ma più ci attacchiamo ad esse, più ci stressiamo e consumiamo energie che non riusciamo a recuperare in tempo e a volte ci sentiamo stanchi fin dal mattino.
Per uscire dal circolo vizioso dell’attaccamento eccessivo alle cose e alle persone e al ritmo di vita frenetico, in modo da ridurre la tensione, dovremmo imparare a rispettare i ritmi naturali - giorno e notte, movimento e riposo, attaccamento e distacco - riducendo sensibilmente l’impazienza e la fretta.
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