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Discussione: La Felicità !

  1. Registrato da
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    I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca.
    Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte.
    Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l'animo a essere sereno.

    Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo causa di immensa sofferenza.
    Di tutto questo, principio e bene supremo è la saggezza, perciò questa è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia saggia, bella e giusta, né vita saggia, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.


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    Chi suscita più ammirazione di colui che ha un'opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ? Questo genere d'uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro.
    La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.

    Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell'atroce, inflessibile necessità.
    La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa - la divinità non fa nulla a caso - e neppure qualcosa priva di consistenza.
    Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l'avvio a grandi beni o mali.


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    Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato.

    Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell'ansia.
    Vivrai invece come un dio fra gli uomini.
    Non sembra più nemmeno mortale l'uomo che vive fra beni immortali.


    FONTE:
    Ultima modifica di francyfre; 20/12/2011 alle 17:05

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    Domanda I soldi fanno la felicità?

    Solo per gli uomini, ma le donne vivono meglio in tempi di crisi ...
    Denaro, salute e lavoro: questi i tre fattori che rendono più o meno felici globalmente. Una ricerca ne misura il livello.
    In generale, il gentil sesso si appaga di relazioni, il fronte opposto di quattrini.

    Milano, 13 mar. - (da Adnkronos.com/)

    Il denaro non fa la felicità, ma gli uomini si permettono di non essere d'accordo. I risultati di un'indagine globale sulla felicità condotta da The Nielsen Company rivelano che gli uomini sono più felici se dispongono di denaro, mentre le donne se possono contare su amicizie e buone relazioni con figli, colleghi e superiori.

    La ricerca sulla felicità di Nielsen, che ha coinvolto 51 Paesi e oltre 28.000 consumatori online, ha rilevato che globalmente le donne sono più felici degli uomini in 48 dei 51 Paesi esaminati e che solo in Brasile, Sudafrica e Vietnam gli uomini sono risultati più felici delle donne.

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    Le donne, inoltre, sono risultate più ottimiste verso il futuro, avendo raggiunto un punteggio più alto sulle aspettative di felicità nei prossimi sei mesi.
    Rispetto alle donne, gli uomini sono in generale più felici della loro salute fisica, specialmente in Sudafrica.

    L'Egitto inverte questa tendenza, con una percentuale di donne soddisfatte della propria salute decisamente più alta di quella maschile.
    Globalmente, gli uomini hanno valutato la loro felicità in termini di salute mentale in misura superiore alle donne.
    Di questo si è avuto riscontro in Belgio, Corea del Sud, Messico, Norvegia, Spagna, Svezia, Egitto, Israele e Italia.

    Secondo la ricerca Nielsen, i fattori principali della felicità sono globalmente tre: situazione finanziaria personale, salute mentale e lavoro/carriera.
    In molti mercati risulta importante per la felicità anche la soddisfazione con il proprio partner.

    Che cosa rende felici le persone nel mondo?
    Oltre a misurare il livello di felicità, la ricerca Nielsen si è proposta di esaminare anche i fattori specifici che contribuiscono alla felicità nel mondo.

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  7. Registrato da
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    La felicità è una questione che si gioca a livello personale e locale e Nielsen ha cercato di scoprire quali siano i fattori specifici che costruiscono la felicità delle persone in parti diverse del mondo.

    In Italia ad esempio, un Paese ancora molto legato alle tradizioni e alla famiglia, i drivers della felicità sembrano essere le relazioni, siano esse con i figli, con gli amici, con i genitori, o con i propri compagni.
    Queste motivazioni infatti si trovano in testa alla classifica per quanto ci riguarda.

    La felicità di lituani e indonesiani dipende invece principalmente dalla loro personale situazione finanziaria e lavorativa, mentre per sudafricani e venezuelani il denaro ha un'importanza marginale.

    I venezuelani sono anche risultati i meno dipendenti dalla salute mentale (insieme ai cechi), messicani e colombiani sono oggi i più felici della loro salute mentale, mentre sudcoreani e giapponesi sono i meno felici.

    Le tigri asiatiche, Vietnam e Indonesia, sono in cima alle classifiche globali dichiarando come elementi importantissimi per la felicità l'accesso alle informazioni e una soddisfacente vita sessuale.

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    I consumatori in questi due mercati aggiungono inoltre scelta e varietà di luoghi in cui fare acquisti come un altro fattore importante per la felicità.
    Per il raggiungimento della felicità i consumatori in Svizzera e Finlandia hanno invece messo al primo posto la salute fisica.

    I vietnamiti hanno dichiarato che una buona relazione con il proprio superiore contribuisce notevolmente al raggiungimento della felicità. Negli Stati Uniti e in Polonia gli intervistati hanno definito il rapporto con i colleghi ancora più importante di quello con i propri familiari.

    Altri risultati sono stati meno sorprendenti. Asia, Vietnam e Giappone, dove sussiste una forte cultura familiare tradizionale, si sono collocati in cima alle classifiche definendo la relazione con i genitori uno dei principali fattori di felicità, mentre per danesi e cechi questa è molto meno significativa.

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  9. Registrato da
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    I consumatori della Cina emergente, come quelli della Cecoslovacchia, hanno assegnato alla situazione economica del paese uno dei posti più importanti nella graduatoria per la felicità.

    In nazioni asiatiche come Singapore, Vietnam, Hong Kong e Cina, i consumatori hanno indicato l'attività del governo locale e nazionale e la giustizia sociale (diritti legali ed economici) come fattore importante per la propria felicità personale.

    I cittadini di Cina e Singapore si sono dichiarati i più soddisfatti delle rispettive autorità nazionali, mentre Singapore (insieme alla Norvegia) è risultato il più felice al mondo per la giustizia sociale nel proprio paese. Svezia, Taiwan e Giappone sono i paesi meno propensi a identificare la felicità personale con la situazione economica, posizione positiva dato lo stato globale dell'economia oggi.
    Ultima modifica di francyfre; 20/12/2011 alle 17:06

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    La felicità è una conseguenza dell'essere

    (di Guidarelli Luca - tratto da nonsoloanima.tv - 12/03/2008)


    Cerchiamo la felicità eppure questa non può prescindere dall'ascolto dei nostri bisogni autentici e istintivi. Occorre allora trovare il coraggio di scoprire quali sono, per andare oltre paure e resistenze.

    L’attività preminente degli esseri umani, dopo quella relativa all’appagamento dei bisogni fisiologici fondamentali, è la ricerca della felicità e della serenità. Come è possibile che, nonostante le grandi energie investite nel mondo attuale per raggiungere questo traguardo, la maggioranza delle persone vive nell’infelicità e nella frustrazione?
    I motivi sono tanti quanti sono gli individui infelici, ma l’elemento che li accomuna è la mancanza di quella dose di coraggio che può dare una svolta positiva alla propria vita.

    A questo punto è lecita una domanda: perché gli uomini sono così poco coraggiosi? I motivi di fondo sono due.

    - Il primo è relativo alla naturale tendenza umana a resistere ai cambiamenti e a procrastinare le decisioni per la paura che genera tutto ciò che è sconosciuto.

    - Il secondo è perché la gente vorrebbe sì cambiare, ma non sa dove vuole andare.

    Quanti sono abbastanza sicuri di saper ciò che potrebbe renderli felici?
    Quanti di noi hanno deciso di cambiare e non si limitano a desiderarlo?

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  11. Registrato da
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    Rispondere a queste domande è spesso doloroso, perchè ci fa molto più comodo ignorare questi interrogativi, in quanto potremmo scoprire che siamo sul cammino sbagliato e metteremmo a repentaglio i fragili e falsi equilibri che abbiamo faticosamente creato nel tempo.

    Il cambiamento può costare sofferenza e molte energie, ma i frutti sono più abbondanti e gustosi di quello che possiamo immaginare.
    Chi vive nell’infelicità non ha mai scelto una vita migliore, anche perché non ha mai avuto la consapevolezza che esiste una vita migliore anche per lui. Ma la felicità è una conseguenza dell’essere; non è al di fuori di noi, ma è dentro di noi. Bisogna cercarla!

    Chi è arrivato sino a questo punto della lettura è già sulla buona strada. Ha infatti avuto il coraggio di leggere ciò che molti non vorrebbero nemmeno sentirsi dire.
    Per cercare di scoprire cosa in realtà vogliamo, possiamo, ad esempio, immaginare mentalmente nuove situazioni stimolanti.
    In sostanza è come sognare ad occhi aperti con la differenza che siamo noi a creare e a gestire i nostri sogni.

    Quando abbiamo trovato qualche situazione che ci stimola positivamente, dobbiamo viverla mentalmente cercando di approfondirla e di arricchirla di particolari.
    A questo punto potremmo aver trovato qualche cosa di nuovo che ci piacerebbe fare e molto probabilmente, essendo scaturita dalla nostra creatività e dall’istinto, potrebbe essere proprio ciò che fa per noi.

    L’aver scoperto cosa desideriamo realmente ci darà quella sicurezza necessaria per avere il coraggio di agire.

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  12. Registrato da
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    Per cambiare vita non bisogna cambiare se stessi, ma ritrovare se stessi.
    La consapevolezza di dove vogliamo andare nasce infatti dal cuore e non da una reazione impulsiva, si sviluppa nel tempo, crescendo giorno per giorno.

    Solo quando abbiamo fatto luce sui nostri veri desideri dobbiamo passare all’azione.
    Non esiste però un momento di rottura; se abbiamo individuato la meta ideale, il coraggio compare quasi miracolosamente, anche se in realtà ha sempre vissuto dentro di noi in uno stato di sonnolenza.
    Scopriremo allora che siamo migliori di quanto abbiamo sempre pensato e anche la nostra autostima migliorerà.

    È questo il momento di forzare il destino, di buttarsi, di osare senza troppe remore.
    Se siamo spiritualmente pronti bisogna solo riconoscere i segnali che la realtà ci manda.

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  13. Registrato da
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    I nostri occhi sapranno vederli, il nostro cuore saprà riconoscerli, la nostra intelligenza sarà valutarli.
    Il coraggio sopito che abbiamo risvegliato sarà sorretto da un ritrovato entusiasmo.

    Gli ostacoli e le avversità che prima ci procuravano dolore, infelicità, frustrazione e ansia, oggi non ci fanno più paura perché avremo il coraggio di considerarli come opportunità di crescita.
    Verranno accettati come facenti parte di un gioco, quello della vita, che è fatto anche di questo.
    Essendo ormai sulla via positiva e aspettandoci il meglio, si libererà nella nostra mente una forza magnetica che avrà la capacità di calamitare verso di noi le circostanze favorevoli che prima non riuscivamo a cogliere.

    È dalla stessa abitudine di essere felici che deriva un’esistenza felice.
    Poichè le abitudini si possono coltivare, ne consegue che abbiamo noi il potere di creare la felicità.
    Coraggio, cosa aspettiamo?!!
    Ultima modifica di francyfre; 20/12/2011 alle 17:06

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    Felicità, se è egoistica “stressa” l'organismo

    (Tratto da: ilsole24ore.com)


    Altera attività dei geni come lo stress

    La felicità vera è nel riposo e non nel trambusto, diceva Pascal, cogliendo evidentemente uno degli aspetti più piacevoli di questo stato d'animo.
    Tuttavia, ai filosofi mancava forse la conoscenza di alcuni misteri genetici che stanno aprendo alla comprensione di aspetti e sfaccettature che stanno dietro quella condizione che tutti desiderano e che tutti chiamano felicità.

    Lo hanno scoperto i ricercatori della University of North Carolina a Chapel Hill: nessuna felicità è uguale a un'altra e in qualche caso anche il migliore dei sentimenti potrebbe aprire le porte alle malattie.
    Lo studio, pubblicato su Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America), ha indagato l'azione specifica della “felicità” sui geni scoprendo che in almeno un caso la sollecitazione sull'organismo data dal benessere psicofisico provoca effetti sgraditi.

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  15. Registrato da
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    Re: Felicità, se è egoistica “stressa” l'organismo

    (Tratto da: ilsole24ore.com)


    I lavori sullo stress cronico avevano, infatti, evidenziato gli effetti che una situazione prolungata di sofferenza ha sull'espressione di alcuni geni, con una maggiore esposizione a malattie causate dai processi infiammatori, quindi artrite e malattie cardiache.

    Nel nuovo studio, ricercatori guidati da Barbara L. Fredrickson hanno scoperto che anche il benessere non sempre è positivo.
    Per esempio, mentre la felicità generata da un'attività filantropica e al servizio degli altri in quanto a scopo, non altera in senso negativo l'espressione dei geni legati allo stress, nel caso di un appagamento generato da un piacere edonistico, personale o privato, ha gli stessi effetti stressanti sui geni e quindi sulle cellule dell'organismo.

    Importante è quindi distinguere, perché “le attività quotidiane – spiega Fredrickson - forniscono una felicità a breve termine che a lungo termine provoca però conseguenze fisiche negative”.

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