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Discussione: ANIMALI - noi curiamo loro e loro curano noi

  1. Registrato da
    07/12/2004
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    Le espressioni del cane e il loro significato

    (Tratto da: greenstyle.it)


    Atteggiamenti di normalità e gioco

    Il cane è un animale molto espressivo: nonostante non possegga il dono della parola è in grado di comunicare attraverso il linguaggio non verbale. Per fare questo utilizza ogni parte del suo corpo come mezzo di contatto, così da attivare il dialogo con il mondo esterno e all’interno dell’ambito familiare.
    Ad accentuare e impreziosire questo codice, il cane non tralascia di utilizzare coda, orecchie, muso, posizione del corpo, fino al pelo che può sollevare e muovere in base allo stato d’animo. Immancabili le espressioni facciali che servono a sottolineare il tutto.

    Ma non solo atteggiamenti e comportamenti messi in atto seguendo l’istinto primordiale, quindi automatici, perché spesso il cane mostra espressioni del muso molto particolari che rimarcano lo stato d’animo.
    La convivenza serrata ha spinto l’uomo a interpretarne il significato in modo sempre più corretto, riuscendo a captare anche il più piccolo sbalzo di umore o emotivo.
    Il cane parla, dialoga, comunica sia con i vocalizzi che con il suo fisico. Spetta all’uomo interpretare i segnali più importanti per rispondere in modo logico agli stati d’animo e rispettarli di conseguenza.

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  3. Registrato da
    07/12/2004
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    Re: Le espressioni del cane e il loro significato

    (Tratto da: greenstyle.it)


    Atteggiamenti di normalità e gioco



    Un cane tranquillo e sereno non mostra tensione facciale o con il corpo: coda e orecchie sono in posizione normale e lo sguardo appare tranquillo.
    La mascella risulta rilassata, magari con la lingua in posizione esterna per sottolineare la disponibilità al gioco.
    In questo ultimo caso il quadrupede può allungare anche la zampa per richiedere l’attenzione del proprietario, oppure ululare amichevolmente quindi correre in circolo in attesa di condividere con l’amico un momento di gioco.

    Il cane mostrerà una predisposizione alla serenità d’animo, anche grazie allo sguardo spesso proiettato verso una fonte di interesse che non solletica nessuno stress.
    In alcuni casi l’animale si rotolerà per terrà mostrando la pancia, sia per giocare che per indicare sottomissione al proprietario.

    Una curiosità interessante è legata allo sbadiglio, il cane è in grado di replicarne il gesto ma come sinonimo di ricerca di pace, oppure potrà socchiudere gli occhi per smorzare la tensione. È un gesto di pacificazione e tranquillità, un invito alla non belligeranza. Invece può ruotare buffamente la testa da un lato se non comprende il comando, se la distanza non gli permette di recepire i dati inviati dal proprietario.

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  4. Registrato da
    07/12/2004
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    Re: Le espressioni del cane e il loro significato

    (Tratto da: greenstyle.it)


    Espressioni di ansia e rabbia

    I primi passi verso l’ansia percorrono la strada della forte sottomissione, spesso corredata da orecchie girate indietro, coda abbassata, testa rivolta a terra per sfuggire a sguardi e occhiate. Il cane comunica un disagio, si sente sottomesso e inerme.

    Oppure scrolla il pelo per eliminare il contatto non voluto con sconosciuti, fino a leccarsi il naso nervosamente per mostrare imbarazzo se viene sgridato.

    Ma se l’oggetto del suo interesse produce in lui forte tensione, il comportamento può cambiare in modo repentino.
    Possono seguire gesti importanti come il pelo sollevato, i denti in bella vista, il corpo teso che evidenziano come il cane si senta minacciato.

    Se dall’avviso si passa ai fatti, Fido potrebbe sollevare velocemente coda e orecchie, e dichiarare di essere pronto allo scontro. Avanzando con grinta e sicurezza, fino a ringhiare ad abbaiare minacciosamente verso il nemico.

  5. Registrato da
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    I gatti sono indipendenti dai proprietari: la ricerca

    (Tratto da greenstyle.it)


    Non è di certo una sorpresa: i gatti sono noti per la loro elevata indipendenza, tanto da non determinare con il proprietario una relazione di completa devozione, pur mantenendo affetto e riconoscenza.
    Un nuovo studio sul comportamento felino, però, porta nuove conferme a questa fama: i gatti non avrebbero costantemente bisogno dei proprietari, pur non disdegnando la loro compagnia.

    Sebbene i gatto domestico sia in grado di dimostrare amore, affetto e attaccamento nei confronti del proprietario, i nuovi studi sul comportamento felino svelano come questi quadrupedi non soffrano di ansia da separazione, come invece avviene per cani.
    I ricercatori dell’Università di Lincoln, infatti, sono giunti alla conclusione che i gatti non abbiano bisogno degli umani per sentirsi sicuri, poiché riescono efficacemente a provvedere a loro stessi.

    Questa scoperta, tuttavia, non deve essere presa come un fattore sminuente per i possessori di un micio: qualora il gatto amasse la compagnia degli umani, e la cercasse più volte al giorno, significa che la relazione instaurata è molto profonda, forse più dei semplici bisogni primari. Così spiega Daniel Mills, docente di medicina comportamentale veterinaria dell’ateneo già citato:

    Il gatto domestico ha recentemente superato il cane come il più popolare animale da compagnia in Europa, poiché molti vedono il gatto come l’animale ideale per i proprietari che lavorano molte ore.

    Le precedenti ricerche hanno suggerito che alcuni gatti mostrano segni di ansia da separazione quando lasciati soli, in modo simile ai cani, ma i risultati del nostro studio dimostrano come siano invece molto più indipendenti dei cani.
    Sembra che quel che noi interpretiamo come ansia da separazione possa essere invece segno di frustrazione.

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  6. Registrato da
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    Re: I gatti sono indipendenti dai proprietari: la ricerca

    (Tratto da greenstyle.it)


    I ricercatori hanno osservato 20 gatti, per comprendere come reagissero quando inseriti in ambienti sconosciuti, prima in compagnia del proprietario, poi con uno sconosciuto e, infine, da soli.
    Per determinare il loro grado di stress, sono stati monitorati diversi livelli vitali e comportamentali, come respiro, battiti, comportamenti passivi e molto altro.

    Sebbene i felini interagissero di più vocalmente in presenza dei proprietari, non hanno dimostrato particolare stress nelle altre due situazioni.
    Per i cani domestici, i loro proprietari rappresentano uno specifico rifugio, tuttavia è chiaro come i gatti siano maggiormente autonomi quando devono affrontare situazioni inusuali.

    Come già ricordato, questo non significa che i gatti non provino affetto o attaccamento nei confronti degli umani, quanto la capacità di gestire e sopravvivere nelle più svariate situazioni in completa autonomia. Così spiega Celia Haddon, esperta di comportamento felino:

    Questo studio dimostra che i gatti non hanno bisogno degli umani per sentirsi protetti, non dipendono da noi, provvedono a loro stessi. Se sono spaventati non vanno dal proprietario, saltano sopra l’armadio o si nascondo sotto il letto.

    Ma, in un certo senso, questo è un complimento. I gatti non vivrebbero in una casa infelice, scapperebbero. I gatti non sono animali di gruppo, non dipendono da altri gatti.

    Quindi non dipenderanno dai loro proprietari.
    Ma questo non significa che non vogliono stare con loro. Anzi, questo dimostra come vogliano farlo.

  7. Registrato da
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    Parlando Animali di casa come sveglia mattutina

    (Tratto da: greenstyle.it)


    Nonostante non sappiano leggere la sveglia e non comprendano il significato del tempo che passa, i nostri amici d’affezione sono puntuali come orologi svizzeri, solerti e reattivi al punto giusto tanto da anticipare l’orario del risveglio.

    Una precisione certosina data dall’urgenza impellente di uscire per espletare i bisogni fisiologici, oppure per ricevere il primo pasto della giornata come da routine.
    Per cani e gatti non esiste weekend e non comprendono il significato della parola vacanze: se scatta l’orologio biologico interiore è per loro giunto il momento di aprire gli occhi verso il mondo.

    E il più delle volte aspettano che il proprietario muova anche solo un piede oppure faccia solo un piccolo sbadiglio, per richiamare la sua attenzione e svegliarlo definitivamente.

    Leccatine, mugugni, versi, piccole zampettate ma anche passeggiate effettuate direttamente sul corpo, cani e gatti di casa sono pronti ad affrontare una nuovissima giornata.
    E se i cani preferiscono magari attardarsi nel letto a sonnecchiare, scaldati dall’affetto del proprietario, i gatti prediligono le prime luci dell’alba per attivare l’energia interiore.

    Del resto i felini sono animali crepuscolari che passano l’intera notte a dormire, ma anche buona parte della giornata, per loro il momento della maggiore dinamicità è rappresentato dal mattino.

    segue..

  8. Registrato da
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    Re: Animali di casa come sveglia mattutina

    (Tratto da: greenstyle.it)


    Per evitare che l’amico di affezione interrompa il sonno costringendo il proprietario a levatacce improbabili, è importante non zittirlo con cibo e crocchette, ma lasciarlo dormire fuori dalla stanza con giochi e distrazioni a portata di cuccia.

    Indispensabile posizionare la cuccia nella zona più riparta e scura della casa così che non intraveda i primi raggi di sole, sentendosi autorizzato a girovagare sin dall’alba.

    Per evitare che ciò accada può risultare utile giocare abbondantemente con il gatto durante la giornata, concentrando l’attività in momenti precisi così che possa collegare i due fatti in modo automatico.

    Un pasto serale sostanzioso invece potrà favorire un sonno più lungo e intenso. Lo stratagemma potrà essere messo in pratica anche con il cane, ma è importante ignorare i miagolii e le richieste del mattino quindi evitare di sgridare l’animale.
    L’arma principale dovrà essere la comprensione unita a molta pazienza.
    Ultima modifica di anna1401; 16/09/2016 alle 16:00

  9. Registrato da
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    Esclamazione Esche avvelenate!

    Salva l'amico fedele dalle esche avvelenate.​

    Trattati 500 casi di avvelenamento di cani, gatti e animali selvatici..


    Leggere qui
    http://www.sanihelp.it/forum/medicin...co-fedele.html

  10. Registrato da
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    Perché i cani riconoscono le malattie? Lo spiega la scienza

    (Tratto da: greenstyle.it)


    Stanno trovando sempre più spazio in ambito clinico, grazie al loro formidabile olfatto che permette, se adeguatamente addestrati, di riconoscere numerose patologie.

    Da diversi anni la medicina ha scoperto l’utilità dei cani sul fronte diagnostico, tanto che le sperimentazioni si moltiplicano di anno in anno: dalla rilevazione precoci di alcuni tumori alla predizione dei livelli di glucosio nei pazienti diabetici, le applicazioni sono le più disparate.

    Ma quale è il meccanismo che porta i quadrupedi a sviluppare simili peculiarità? A spiegarlo è un recente studio, condotto dal Wellcome Trust-MRC Institute of Metabolic Science e dall’Università di Cambridge.

    Sebbene le capacità dei cani di scovare disturbi e patologie sia ormai nota da diversi anni, e sia universalmente riconosciuta come connessa all' olfatto, per molto tempo la scienza non ha saputo identificare quale preciso meccanismo si attivi nell’organismo e nel cervello dei cani.

    L’ipotesi principale è quella del riconoscimento dell’odore specifico di qualche sostanza chimica, non percepibile dal naso umano, ma quale tale sostanza fosse è rimasto per molto tempo un mistero.

    Grazie alla ricerca citata poc’anzi, tuttavia, gli scienziati sono finalmente riusciti a identificare il misterioso elemento: si tratterebbe dell’isoprene, un composto chimico spesso rilevato nel respiro umano.

    segue..

  11. Registrato da
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    Re: Perché i cani riconoscono le malattie? Lo spiega la scienza

    (Tratto da: greenstyle.it)


    I ricercatori hanno coinvolto otto donne affette da diabete di tipo 1 e, in una condizione controllata e di sicurezza, hanno abbassato i loro livelli di glucosio nel sangue, tanto quanto basta per attivare una risposta nel quadrupede.

    Tramite spettrometria, hanno quindi ricercato variazioni nelle sostanze chimiche presenti nel respiro, così come elementi che, in condizioni di normalità, non sempre sono presenti in grande quantità.
    Dai dati, è emerso come in caso di ipoglicemia aumentino i livelli di isoprene, a volte anche più del doppio rispetto alla comune media.

    Gli umani non possono identificare l’isoprene tramite l’olfatto, mentre i cani sono molto sensibili a questo tipo di elemento chimico. Di conseguenza, alla diminuzione dei livelli di glucosio, il proprietario del quadrupede comincia a emettere con la respirazione maggiori quantitativi dell’elemento: il cane li riconosce e avvisa per tempo il compagno umano della necessità dell’insulina.

    Lo stesso procedimento, sebbene dovrà essere indagato, potrebbe essere rinvenuto anche nelle altre patologie dove i quattro zampe sono normalmente impiegati.

    Dati questi risultati, i ricercatori sperano di poter elaborare un dispositivo medico portatile che permetta alle persone diabetiche di misurare i loro livelli di isoprene, affinché possano predire crisi ipoglicemiche.

    Il numero di cani addestrati a questo scopo, infatti, non è al momento sufficientemente elevato per soddisfare le richieste di tutti i pazienti.

  12. Registrato da
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    Il potere di guarigione delle fusa dei gatti

    (Tratto da: dionidream.com - Riccardo Lautizi - 29-11-16)


    Recenti studi sulle fusa dimostrano che i gatti sono oltre ad un piacevole sostegno emotivo anche una fonte di frequenze curative per il nostro corpo.

    I nostri amici felini ci forniscono molto di più del solo supporto emotivo, che comunque già sarebbe abbastanza.
    Essere a contatto con i gatti può effettivamente contribuire al nostro benessere fisico.
    Quando un gatto fa le fusa emette delle vibrazioni alla frequenza nel range di 20-140 Hertz e gli esseri umani vicini possono terapeuticamente beneficiare di queste vibrazioni che sono le stesse usate in campo medico.

    Uno studio pubblicato sulla rivista The Acoustical Society of America ha dimostrato che le fusa dei felini (quindi non solo gatti ma anche ghepardi e puma):
    corrispondono alle frequenze vibrazionali/elettriche utilizzate nel trattamento per la crescita ossea, riparazione delle fratture, trattamento del dolore ed edema, la riparazione muscolare, della flessibilità delle articolazioni, della dispnea (respirazione alterata) e delle ferite.

    Inoltre le fusa riducono lo stress, diminuiscono del 40% le probabilità di avere un attacco di cuore e migliorano il sonno!segue..

  13. Registrato da
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    Re: Il potere di guarigione delle fusa dei gatti

    (Tratto da: dionidream.com - Riccardo Lautizi - 29-11-16)


    La Pet therapy, ovvero l’effetto terapeutico benefico dello stare a contatto con gli animali, sta facendo strada in molte comunità mediche e secondo le statistiche i proprietari di animali domestici vivono più a lungo rispetto a quelli senza animali domestici.

    Sembra che i nostri animali hanno la capacità di alleviare i nostri problemi o almeno rendere le nostre preoccupazioni sembrano meno importanti.

    Eckart Tolle, uno dei più grandi maestri contemporanei, afferma che gli animali vivono nel momento presente e quindi stare a contatto con loro riduce il tempo psicologico della mente umana che ci proietta costantemente nel passato (causando senso di colpa, rimorso, tristezza) e nel futuro (causando ansia, tensione e preoccupazione).

    Ho vissuto con diversi maestri Zen – erano tutti dei gatti.
    Eckhart Tolle

    Il legame tra gli animali domestici ed i loro proprietari non può mai essere pienamente compreso (i gatti, in particolare, mi hanno sempre colpito per la loro aura magica e misteriosa, e ora hanno anche poteri di guarigione!), ma è bello sapere che avere un confidente peloso attorno può aggiungere anni alla nostra vita.
    Quindi, se si sta cercando di convincere mamma e papà per farvi tenere un gattino, fagli leggere questo articolo.

    segue..

  14. Registrato da
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    Re: Il potere di guarigione delle fusa dei gatti

    (Tratto da: dionidream.com - Riccardo Lautizi - 29-11-16)


    Una breve storia di Gatti

    Il forte legame fra i gatti e gli esseri umani risale a tutta l’antichità.
    I resti più antichi di un giovane gatto selvaggio sepolto con un essere umano è stato trovato a Cipro.
    I resti, come afferma un servizio della CNN, sono di circa 9500 anni fa.
    Prima di questa scoperta gli egiziani erano considerati essere i primi a tenere i gatti come animali domestici nel periodo circa 2000-1900 a.C.

    I ricercatori hanno affermato che lo scheletro del gatto non ha mostrato alcun segno di essere stato ferito e la sua vicinanza al corpo umano suggerisce un segno di rispetto o riverenza. E ‘possibile, ha detto, che il gatto sia stato ucciso per accompagnare l’umano nell’aldilà.

    Figurine in pietra e argilla raffiguranti i gatti sono state trovate anche nei siti archeologici in Siria, Turchia e Israele dal periodo neolitico, l’ultimo periodo dell’età della pietra.

    In Egitto, i gatti sono stati amati e adorati. La loro dea della guerra e protezione, Bastet, è una donna con la testa di un gatto.
    Oltre all’Egitto, i gatti erano amati in tutto il mondo intero in molte culture antiche.
    Ad esempio gli agricoltori cinesi adoravano Li-Shou, il dio gatto cinese per proteggere i loro raccolti dai topi e ratti.

    Il dio gatto polacco, Ovinnik, veniva adorato per scacciare gli spiriti maligni.
    Ai-Apaec era il nome del dio gatto peruviano.
    Ceridwen, una dea gallese, si credeva che fosse aiutata dai gatti bianchi per agire nel mondo umano.

    A Menfi, nella Magna Grecia, era costume considerare bella una donna che avesse, come il gatto, il viso di forma triangolare.

    Nella mitologia scandinava, Freya, la dea dell’amore e della passione, si spostava su di un carro trainato da venti gatti e di notte appariva accompagnata da vergini che cavalcavano gatti.

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  15. Registrato da
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    Re: Il potere di guarigione delle fusa dei gatti

    (Tratto da: dionidream.com - Riccardo Lautizi - 29-11-16)


    Cosa fare se sei allergico ai gatti?

    Ci sono razze di gatti ipoallergenici tra cui:

    • Balinese-Giavanese
    • Cornish Rex
    • Devon Rex
    • Siberiano
    • Sphynx
    • Bengala
    • Birmano
    • Siamese
    • Blu di Russia
    • Ocicat
    • Oriental Shorthair


    Spesso inoltre l’allergia al gatto ha una componente psicosomatica che ho visto scomparire in molti miei conoscenti una volta che hanno lavorato a livello interiore.

    Infatti il gatto rappresenta il Femminino, il lunare, la sensualità ed è legato alla fertilità e al mistero, alla notte ed alla sua oscura potenza creativa ed evocativa.

    Inoltre rappresenta la capacità di restare fedeli alla propria natura pur adattandosi alle richieste esterne: il gatto non ammette padroni né imposizioni.


    Curiosità. Animale notturno per eccellenza, il gatto “sa vedere” nel buio e questa capacità lo rende da sempre compagno fedele di chiaroveggenti e medium.

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