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Discussione: ANIMALI - noi curiamo loro e loro curano noi

  1. Registrato da
    02/04/2005
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    Pollice in su

    E' vero, purtroppo non sono solo i cani o i gatti ad essere abbandonati ma anche serpenti, testuggini, animali esotici arrivati in Italia di contrabbando e poi venduti a persone irresponsabili e superficiali che un bel giorno si accorgono che non riescono più a gestirli e quindi .....li abbandonano
    Gli animali non sono giocattoli e se li prendiamo dobbiamo essere coscienti dell'impegno che ci assumiamo.
    Ma vi sembra giusto che un cavallo che ci ha portati in groppa per anni quando diventa vecchio e non ce la fa più viene mandato al macello ?? Non meriterebbe di trascorrere la vecchiaia in santa pace ??
    Dobbiamo imparare a rispettare gli animali, essi non solo provano affetto, ma desiderano essere amati.
    Come diceva Gandhi " La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali ".

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    ANIMALI - noi curiamo loro e loro curano noi
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  3. Registrato da
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    mmedecina nnaturà

    addià,emme pare che nuna'i ccumprè, ma mmedecina natturà vuò ddì npò de tutto de tuttunpò dde ciò cche ce dà refregerio ar corpa allanima, e sse sse chiamano ippoterapia(anzi se lla chiamano perchè da sola nun se può cchiamaà), odde gatti odde sorci odde cani odde ******e che può trattasse, vuò ddì
    che ce serve pee sta mmejo annoi omini, e donne sentenne, è nna cosa natura', nun te pare? Spero desse sto cumpreso, emme sscuso cun voi che siete lletterati, ma er monny nun a ffatto le sqquole arte, a nparato n cantina a la sqquola de sorci
    monny

  4. Registrato da
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    preferenze canine

    rispondo alla domanda di Anna di un post precedente circa la mia preferenza
    in fatto di cani: il pastore tedesco

  5. Registrato da
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    per diana

    Dobbiamo imparare a rispettare gli animali, essi non solo provano affetto, ma desiderano essere amati.
    Come diceva Gandhi " La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali ".

    .................... .............

    condivido pienamente con te cara diana!!!

  6. Registrato da
    07/12/2004
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    Citazione Originariamente Scritto da vvalesi
    rispondo alla domanda di Anna di un post precedente circa la mia preferenza
    in fatto di cani: il pastore tedesco
    grazie!

  7. Registrato da
    07/12/2004
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    Omeopatia Veterinaria

    Anche per i nostri piccoli amici cure naturali
    Batteri all’attacco del tuo cucciolo? Porgi l’altra guancia… quella omeopatica. Forse pochi lo sanno, ma granuli, globuli e gocce possono essere utili anche ai nostri amatissimi inquilini animali. Come? Ce lo spiega David Bettio, protagonista di un percorso personale, culturale e professionale lungo i sentieri dell’omeopatia veterinaria.

  8. Registrato da
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    continua

    "Ero ancora bambino quando mia madre leniva i miei malesseri da raffreddamento con piccoli pallini, tanti piccoli pallini". Queste biglie miracolose dai poteri taumaturgici, tecnicamente definite globuli, rappresentano il primo e sfumato ricordo che il veterinario David Bettio ha dell´omeopatia e dei suoi rimedi. La rivoluzionaria metodologia terapeutica inaugurata dal tedesco Hahnemman a metà del ´700 era entrata nella sua vita fortuitamente, dopo che un amico della madre se ne era avvalso con insperato successo per sconfiggere un´ostinata forma di epatite. Da allora, da quell´iniziale e casuale contatto, la disciplina medica che si basa sulla legge dei simili, sull´utilizzo cioè di sostanze che provochino nel soggetto sano gli stessi sintomi della malattia nel paziente, non è più uscita dalla vita personale e professionale del giovane rinvigorito dal suo tocco.

  9. Registrato da
    07/12/2004
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    continua

    "Giunto all´università mi affiancai subito a quei ricercatori che studiavano le possibili applicazioni omeopatiche in campo veterinario: durante l´iter accademico fui ulteriormente convinto dall´efficacia di questa via alternativa alla medicina tradizionale. Ne compresi con maggiore scientificità i principi base e il funzionamento; e decisi, definitivamente, che quella sarebbe stata la via da seguire. Così fu e, una volta laureato, mi iscrissi alla Scuola Superiore di Studi Omeopatici di Verona, istituzione che privilegiava l´ambito umano, ma in cui non mancavano corsi e seminari specializzati in veterinaria, alla cui preparazione tuttora collaboro. Lì approfondii le manifestazioni sintomatiche prodotte dai rimedi già individuati e nel contempo assistetti alla sperimentazione di nuove sostanze".

  10. Registrato da
    07/12/2004
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    continua

    Il dottor Bettio richiama la nostra attenzione sull´importanza di quest´ultima fase del suo lungo percorso culturale in una disciplina dove la perfetta conoscenza delle manifestazioni sintomatiche prodotte dai rimedi, da un lato, e la perfetta comprensione dei sintomi presenti nel paziente, dall´altro, sono la conditio sine qua non per una corretta diagnosi. "Gli elementi fisici più evidenti mi aiutano a definire un primo quadro sulla patologia che ho di fronte e sulle sue cause - racconta il veterinario, che prosegue poi fornendoci qualche esempio delle manifestazioni a cui si sta riferendo - colore, odore e consistenza delle feci suggeriscono una prima diagnosi sul perché della diarrea; le mucose sono libri aperti sullo stato delle vie respiratorie; e le eruzioni cutanee hanno di solito correlazioni piuttosto stabili con determinate reazioni allergiche".

  11. Registrato da
    07/12/2004
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    continua

    Quando si presenta un caso acuto e si deve agire in pochi minuti, i sintomi appena elencati, assieme ovviamente a tanti altri nel complesso definiti sintomi eziologici, possono anche essere sufficienti. Nella maggior parte dei casi, però, la visita omeopatica tende ad avere orizzonti più ampi e a sondare aspetti psicosomatici, comportamentali e ambientali. "Può sembrare paradossale prefiggersi simili propositi se i propri pazienti sono animali" - ammette Bettio - "e in effetti è vero che i tanti ospiti delle nostre dimore non hanno la possibilità di esprimere il loro stato d´animo attraverso colorite metafore, non possono, cioè, dirti: ´Dottore, mi sento come se avessi una maschera sul viso´; tuttavia, la loro personalità si manifesta in modi diversi ma altrettanto ricchi e significativi: nelle reazioni che hanno con i padroni, in quelle che producono di fronte a estranei o eventi atmosferici straordinari e in tante altre situazioni ancora.".

  12. Registrato da
    07/12/2004
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    continua

    Fare ogni volta test in ambulatorio per valutare i comportamenti e le abitudini più nascoste degli animali sarebbe forse la soluzione migliore e dai risultati più attendibili, ma ciò è nella maggior parte dei casi è tecnicamente irrealizzabile. "Nell´investigar e queste aree, meno palpabili a livello ambulatoriale - sottolinea Bettio - è in effetti imprescindibile il contributo del padrone, di chi segue quotidianamente l´animale. Certo qualcuno può dubitare della competenza del proprietario, ma, oltre al fatto che non è necessaria un´attenzione maniacale per notare certi atteggiamenti e certe abitudini, aggiungo anche che le domande che faccio ai clienti sono strutturate in modo da favorirlo nella ricerca di quell´esatto particolare che a me serve. Descrivere cosa intendo per ´strutturate´ non mi è facile, ma forse qualche esempio, seppur banale, può aiutare. Se siamo nella stagione estiva, non chiedo se l´animale beve molto o più del solito, perché in ogni caso avrei una risposta affermativa; opto allora per una via indiretta, informandomi sulle dimensioni della ciotola utilizzata e sulla frequenza con cui viene riempita. Con espedienti simili, ottengo descrizioni esaustive e indispensabili che il cliente nel suo racconto spontaneo difficilmente mi fornirebbe".

  13. Registrato da
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    continua

    "E se qualcuno non fosse in grado di guidare con tale perizia il colloquio con il proprietario?". Questa potrebbe essere una delle tante obiezioni ipotizzabili degli scettici. Ma l´efficacia dell´omeopatia è realmente così legata alle "doti oratorie" del singolo medico? Da quanto traspare dall´esperienza professionale del nostro veterinario decisamente no, perché quella necessaria al bravo omeopata non è una capacità comunicativa sfuggente e soggettiva, ma "un abilità che io ho potuto scientificamente migliorare - ci soccorre Bettio - mediante un apposito corso di neurolinguistica, disciplina che studia e permette di meglio padroneggiare i vari registri comunicativi, verbali e paraverbali." .

  14. Registrato da
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    Se qualche guaio assilla il vostro amichetto, allora, provate a porgere l´altra guancia, quella dell´omeopatia.

  15. Registrato da
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    Io ho provato a curare la mia micetta “Minni” con l’omeopatia.
    Aveva la cistite. L’ho portata dal veterinario perchè aveva anche del sangue nelle urine.
    Le ha prescritto un antibiotico da assumere per una settimana.
    Ma io ho preferito provare a curarla con l’omeopatia. Ho usato il prodotto VE-1. 2 gocce in un bicchiere d’acqua calda e lasciata raffreddare per far evaporare la parte alcolica del prodotto e somministrata col contagocce, direttamente in bocca, durante la giornata.
    La gattina ha incominciato presto a migliorare e nel giro di una decina di giorni si è ristabilita completamente!

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    Anche uno dei miei canarini “Martino” (...da Martin Pescatore...) sta sperimentando una cura omeopatica per i suoi reumatismi ... Purtroppo con la vecchiaia anche lui ha i suoi acciacchi...
    Gli sto somministrando le gocce “Homeovit v 46”.
    Mi sembra che stia migliorando... prima stava tanto tempo accucciato sul rametto e ogni tanto sollevava alternando le zampette come indolenzite, ora incomincia a spostarsi più facilmente e ha più appetito!... speriamo che si riprenda un po’!

  17. Registrato da
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    Gli animali ci curano

    Non solo amici, ma anche terapeuti. La pet therapy si sta affermando sempre più. A riprova di quanto sia importante per l’uomo mantenere e coltivare un buon rapporto con l’ambiente e tutti gli altri essere viventi, dai quali tanto abbiamo da imparare.
    C’è chi si imbottisce di pastiglie, chi si riempie di aghi e chi si cosparge di fanghi: ognuno ha la propria idea su come raggiungere benessere e forma fisica. Certo, però, su un punto sono quasi tutti d’accordo: una carezza rende più bella la vita. Per questa ragione, i nostri amici animali, coloro che in forma di fusa, scondinzolate o acrobazie ci elargiscono carezze a volontà stanno diventando formidabili ausili per migliorare la qualità della vita e curare le malattie.

  18. Registrato da
    07/12/2004
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    continua

    Il senso di abbandono o gli stress lavorativi non si limitano a incupire l’umore, ma incidono negativamente anche su diversi processi organici, come per esempio il battito cardiaco. In questi casi, l’animale può favorire il ritorno all’equilibrio.
    La solitudine può spezzare il cuore. Spesso questa frase è utilizzata in modo allegorico, ma lo psicoterapeuta americano James Lynch nel suo libro “The broken heart: the medical consequences of loneliness”, dimostra che la mancanza di rapporti umani stabili e gratificanti può davvero interferire con il corretto funzionamento dei nostri bioritmi, fino a incidere negativamente sulla pressione sanguigna e sul ritmo cardiaco. In un passo del suo saggio, Lynch afferma esplicitamente che la mancanza di solidarietà, l’improvvisa perdita di un amore e la solitudine cronica sono fattori determinanti nell’insorgenza di malattie cardiovascolari.

  19. Registrato da
    07/12/2004
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    continua

    Un animale in situazioni come queste può essere un valido ausilio per il recupero psicofisico del paziente. Lo confermano lo stesso autore americano e la ricercatrice tedesca Marlene Rosenkoetter che identifica nell’animale un soggetto che dà sicurezza, che non minaccia e che può essere inserito nelle conversazioni come un tema neutro, idoneo a far socializzare due estranei, proprio come accade in tante commedie americane dove gli amori nascono durante le passeggiate con il cane a Central Park.

  20. Registrato da
    07/12/2004
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    continua

    I benefici di cui parla la Rosenkoetter sono particolarmente evidenti se misurati in donne sottoposte a stress personali o lavorativi. Vari studi hanno infatti concluso che nei soggetti femminili la vicinanza di un animale riduce significativamente le tensioni derivanti dal peso della responsabilità. Svolgere un compito complesso è cioè più facile vicino a un animale che vicino a una persona, perché il primo a differenza della seconda non è considerato un soggetto giudicante: di lui ci si può fidare anche se la giornata lavorativa è stata una collezione di fallimenti.

  21. Registrato da
    07/12/2004
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    Maestri di comunicazione

    Il linguaggio verbale ci obbliga sempre a “dire qualcosa”. I codici olfattivi e comportamentali dell’animale ci ridanno invece la gioia di una comunicazione meno densa di significati ma più efficace dal punto di vista relazionale.
    Le nostre radici poggiano indiscutibilmente su un rapporto antichissimo con gli altri esseri viventi. È la preistoria a dircelo: l’uomo è stato sia una delle specie più rapide nel costituire nuclei familiari e sociali, sia uno degli animali più propensi a condividere la propria vita con le altre specie. In entrambi i casi è stato spinto in tale direzione da necessità pratiche, come la difesa o l’allevamento; tuttavia al di là di questo primo carattere venale, la socialità dell’uomo è stata anche e soprattutto la risposta a un costante bisogno di interazione tanto con i propri simili quanto con l’alterità animale.

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