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Discussione: ANIMALI - noi curiamo loro e loro curano noi

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    Oggi molti ignorano queste antiche radici e accettano senza ribellarsi il modo in cui esse sono state stritolate dal suolo urbano, sede di incontri tra sconosciuti e terreno bandito alle altre specie. Ma, come testimonia il boom degli animali da compagnia, l’uomo sta di nuovo percependo il bisogno di un interlocutore attento, ma non polemico, ascoltatore paziente ma giudice malleabile: l’animale da accarezzare, il pet con una terminologia anglosassone, diventa in tale contesto il canale preferenziale per espletare i propri impulsi parentali. Uno sfogo gratificante che incide sul nostro benessere per ragioni ben precise.

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    Gli psicoterapeuti hanno ormai constatato come molte delle nostre nevrosi siano dettate da un abuso di schemi rigidamente razionali. A favorirli sarebbe il linguaggio verbale, uno strumento che rende cristallina la reciproca comprensione, ma che nel contempo ancora i nostri pensieri a strutture semantiche impersonali, immodificabili e forzatamente esplicative. Tranne in rarissimi casi insomma, quando parliamo siamo obbligati a “dire qualcosa” anche se il nostro obiettivo sarebbe solo quello di creare un’empatia fluida con chi ci circonda. Alla lunga ciò può diventare frustrante ed è in queste situazioni che l’animale diventa più efficace di uno psichiatra. (sono pienamente d’accordo!)

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    Un cane e un gatto si avvicinano a noi annusandoci, strofinandoci, scodinzolando e facendoci le fusa: ci svelano insomma codici olfattivi e gestuali a noi estranei e a cui inconsciamente ci adeguiamo recuperando la nostra ancestrale duttilità comunicativa. Se il cane ci guarda, noi lo invitiamo al gioco mimandolo: ci pieghiamo sulle ginocchia o simuliamo una fuga; altrettanto se un micio si acciambella sul nostro grembo ricambiamo le sue fusa con delicate carezze o leggeri buffetti sulla fronte. Non diciamo e ascoltiamo nulla, è vero, ma spesso in quella coda che dondola o in quell’ugola che produce strani gorgoglii, abbiamo la gioia di trovare le risposte che desideravamo avere senza fare alcuna domanda (è vero!).
    Ecco perché, come dice il veterinario Roberto Marchesini, l’animale domestico può essere considerato un maestro di comunicazione.

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    L'obesità colpisce anche i nostri animali domestici.

    Rimpinzati con gli alimenti studiati apposta per loro, ma anche con i resti dei nostri pasti, gatti e cani ingrassano anche a causa di uno stile di vita ereditato dai loro padroni, di cui fa parte l'inattività fisica. Il risultato è una vera "epidemia" di obesità cui fanno seguito, così come nell'uomo, diabete, artrosi, difficoltà respiratorie e malattie cardiovascolari.
    È così che veterinari e aziende produttrici di alimenti per animali cominciano a prendere le difese dei loro clienti a quattro zampe, mettendo sotto accusa i padroni, troppo generosi nelle porzioni di cibo riservato alla ciotola.

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    Pochi proprietari sono coscienti del peso eccessivo del proprio animale, oltre che del proprio. Il 76% di loro pensa che il proprio cane o gatto abbia "un peso ideale", rivela uno studio condotto da Ipsos l'anno scorso in Francia, Gran Bretagna ed Italia. Il 40% delle persone interrogate ammette di dare da mangiare delle leccornie più di una volta al giorno al loro animale.
    Il 50% dei cani e dei gatti soffre per il sovrappeso ed il 30% è affetto da obesità, ma soltanto il 19% di loro è trattato come un obeso.

  7. Registrato da
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    I proprietari tendono a trattare dal punto di vista alimentare gli animali come se fossero degli esseri umani, mentre le loro esigenze sono diverse dalle nostre, sia per quanto riguarda le quantità, sia per la frequenza dei pasti e per il cibo.
    Far mangiare una tartina imburrata ad un cane di 10 kg corrisponde ad un hamburger per un uomo adulto e un bicchiere di latte per un gatto di 4,5 kg equivale a 4,5 hamburger o 5 barrette di cioccolato per un essere umano.
    Individuare l'obesità è semplice: se non si sentono le costole del cane sotto le proprie dita quando lo si tocca, allora è probabile che l'animale sia sovrappeso o obeso, allora occorrerà far mangiare meno l'animale, anche se ciò non vuol dire fargli soffrire la fame.

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    Da alcuni anni, le aziende produttrici di prodotti alimentari per animali hanno intrapreso la via dei prodotti dietetici, anche se solo il 48% dei proprietari afferma di conoscerne l'esistenza.
    Altro fattore che favorisce l'obesità è la mancanza di attività fisica, ma pare che sia soprattutto colpa dei padroni. Numerosi proprietari trascurano questo aspetto del benessere del loro animale, ed è da sottolineare il fatto che l'89% dei proprietari che non fa fare attività fisica al proprio cane, riconosce di non farne lui stesso.

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    Le Zoonosi (malattie infettive di animali, trasmissibile all’uomo)

    Oggi il pericolo più comune è rappresentato dai parassiti esterni ed interni che spesso infestano i cani, gatti e uccelli e li fanno ammalare.
    Pulci, zecche, filaria e vermi intestinali sono i più diffusi nel cane e nel gatto.

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    Le pulci

    Le pulci hanno una vita breve (1 –2 settimane), ma la femmina arriva a deporre 50 uova al giorno.
    Le uova cadono dal pelo dell’animale e si trasformano in larve che si annidano poi sotto ai mobili, nei tappeti, nelle fessure del parquet.
    Oltre a provocare irritazioni cutanee, dermatiti allergiche e anemia, il morso della pulce, può trasmettere l’infestazione da tenia sia nell’animale che nell’uomo.

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    Il morso delle zecche

    può provocare un’infezione conosciuta come “malattia di Lyme”, dal nome della città americana in cui fu riconosciuta per la prima volta trent’anni fa. Mentre nel cane l’infezione provoca sintomi generici (debolezza, inappetenza, febbre e dolori articolari) nell’uomo può avere un decorso molto più grave.
    In una prima fase (da 3 a 30 giorni) si manifesta solo un arrossamento della cute, con dolore e prurito, intorno al punto del morso. Successivamente compaiono debolezza, febbre e mal di testa. In molti casi la malattia guarisce da sola a questo stadio, ma in alcuni soggetti progredisce provocando nel giro di alcuni mesi danni alle articolazioni, al cuore, ai reni, al fegato e al sistema nervoso.
    La diagnosi si basa su esami del sangue e deve essere tempestiva per poter iniziare subito la terapia antibiotica specifica.

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    La filaria

    E’ un parassita che viene trasmesso al cane dalla puntura di zanzara e provoca gravi danni al cuore e ai polmoni, portando spesso alla morte l’animale.
    La trasmissione di questo parassita all’uomo è, per fortuna, un’esperienza molto rara. I vermi intestinali (ascaridi, anchilostomi) provocano nel cane e nel gatto una gastro.enterite con vomito, gonfiore intestinale e diarrea sanguinolenta. Nell’uomo si localizzano invece in altri organi e soprattutto negli occhi.

  13. Registrato da
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    Echinococco

    La più grave infestazione da parassiti intestinali è quella da Echinococco.
    Si tratta di una piccola tenia che si sviluppa allo stadio larvale negli erbivori e allo stadio adulto nel cane. La trasmissione all’uomo avviene per contatto con le feci del cane infestato. Il parassita si localizza poi negli organi interni (soprattutto fegato e polmoni) dove produce cisti ripiene di liquido (cisti idatidee).
    La rottura delle cisti provoca una reazione anafilattica molto grave, non di rado mortale.

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    Toxoplasmosi

    Tra le zoonosi trasmesse dal gatto, merita di essere ricordata l’infezione da Toxoplasmosi gondii.
    Questo parassita produce nell’intestino del gatto ammalato cellule uovo che si diffondono nell’ambiente con le feci dell’animale e possono essere accidentalmente ingerite.
    La toxoplasmosi si può contrarre anche mangiando carne cruda, perchè il parassita produce, negli altri animali, piccole cisti che si insediano nei muscoli.
    La Toxoplasmosi generalmente guarisce nell’uomo senza dare particolari sintomi e lascia un’immunità.
    Se però l’infezione viene contratta per la prima volta durante la gravidanza può provocare l’aborto o gravi malformazioni del feto.

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    Funghi e acari

    Altre zoonosi comuni sono quelle causate da funghi e da acari, che provocano nell’uomo dermatiti micotiche e scabbia.

    Allergie
    Infine ricordiamo le allergie, che a volte, costringono ad allontanare l’animale domestico.
    Quella conosciuta come allergia al pelo del gatto è invece, speso, un’allergia alla saliva che l’animale sparge sul pelo leccandosi: da qualche anno esiste però un prodotto che neutralizza le proteine salivari responsabili della reazione allergica.

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    Psittacosi o Ornitosi

    Gli uccelli, soprattutto i pappagalli, possono essere veicoli di un’infezione virale chiamata Psittacosi o Ornitosi.
    I volatili nati in cattività ne sono indenni, mentre per quelli provenienti dall’estero è necessario il periodo di quarantena per accertare che siano sani. La malattia si manifesta nell’uomo dopo un’incubazione silente di 3 – 15 giorni, con sintomi a carico del sistema nervoso, febbre, malessere intenso, cefalea, insonnia.
    In alcuni casi il decorso si aggrava e compaiono febbre altissima, diarrea, emorragie nasali, broncopolmonite.
    Per la diagnosi occorre cercare gli anticorpi specifici nel siero. La cura consiste nella somministrazione di antibiotici per due settimane.

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    Evitare le zoonosi

    Per evitare le zoosi, non è certo necessario privarsi della presenza degli animali: è sufficiente invece mettere in atto alcuni accorgimenti igienici e misure di prevenzione.
    La prima regola è quella di curare lo stato di salute dell’animale domestico, sottoponendolo regolarmente alle vaccinazioni consigliate e facendolo periodicamente controllare dal veterinario, che prescriverà il prodotto farmaceutico da usare per proteggere il nostro amico a quattro zampe da pulci, filarie e vermi intestinali con un’unica somministrazione mensile.

  18. Registrato da
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    continua

    I parassiti esterni si combattono anche con gli appositi prodotti liquidi o spry in commercio, che vanno utilizzati sia sull’animale che su tappeti e moquette.
    Per eliminare i parassiti interni occorre lavare ogni giorno con acqua molto calda le ciotole del cibo e dell’acqua, sostituire spesso la sabbia delle lettiere e pulire accuratamente cucce e canili.
    Evitare di baciare gli animali o di farsi leccare, soprattutto sulle mani o sul viso, è un’elementare norma igienica per non rischiare di ingerire materiale infetto.

    Con questi semplici accorgimenti possiamo goderci la compagnia del nostro animale domestico senza preoccupazioni per la salute di chi vive in famiglia.

  19. Registrato da
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    Le zecche disturbano il cane

    Sono parassiti della stessa famiglia degli acari che, a differenza di questi ultimi, si nutrono di sangue di animali, ma anche dell''uomo.
    In natura, vivono nell''erba in attesa di cagnolini ignari e sprovveduti, ai quali si aggrappano con le proprie zampette uncinate.
    Una volta arpionata la preda, si insinuano nei punti coperti da pelle sottile, come il padiglione dell'orecchio, il lato interno delle zampe, lo scroto e i capezzoli e iniziano a succhiare.
    Il loro pasto di sangue è continuo, ma diviso in fasi successive di aspirazione e rigurgito.
    La prima è dannosa perché può togliere al cane quantità di sangue considerevoli; inoltre la saliva irrita e il morso causa ferite alla cute.
    Durante la seconda, invece, è alto il rischio che il parassita trasmetta al cane germi patogeni e quindi malattie. Per tenere lontane le zecche l''unica possibilità è proteggere l'animale con sostanze repellenti.

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    Malattie trasmesse al cane

    Oltre al fastidio dato dalle punture, zanzare e pappataci possono mettere in serio pericolo la salute del cane perché rappresentano la principale via di trasmissione della leishmaniosi viscerale.
    In Italia, la malattia è diffusa soprattutto in Sardegna e Sicilia e lungo le coste ionica e tirrenica, ma é stata segnalata anche in alcune aree del nord-ovest e del nord-est.
    All''inizio la leishmaniosi non dà sintomi, poi il cane inizia a mostrare segni di sofferenza: inappetenza e dimagrimento, perdita del pelo e comparsa di lesioni sulla cute, emorragie dal naso, ghiandole ingrossate e diarrea la malattia è spesso difficile e lunga da curare e, a volte, i farmaci non riescono a eliminare il parassita.
    Per tale ragione dopo la prima infezione il disturbo può ripresentarsi in tempi successivi Il modo migliore per evitare problemi è premunirsi per tempo, trattando il cane con sostanze capaci di tenere lontani gli insetti.

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    Protetti Su Tutti I Fronti

    -Prima di ogni uscita, soprattutto se si prevede di sostare a lungo in aree verdi frequentate da altri animali o "selvatiche", è opportuno trattare il cane con prodotti ad azione repellente contro zecche e flebotomi
    -Ridurre l''esposizione notturna del cane agli insetti, evitando passeggiate serali prolungate (specie in ambienti umidi e lungo corsi d''acqua) e facendolo dormire in un luogo protetto
    -Applicare zanzariere e maglie fitte alla finestra oppure tenerle chiuse e adottare un sistema di condizionamento (i benefici li godrà non solo Fido, ma tutta la famiglia)
    -Tenere lontani dagli ambienti domestici i parassiti volanti con insetticidi ambientali (spray, fornelletti elettrici, fumi al piretro o alla citronella)
    -Consultare il veterinario al termine dell'estate per eseguire sul cane esami sierologici capaci di individuare eventuali malattie da parassiti.

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