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Discussione: Curcuma Longa - Zafferano delle Indie - Turmeric

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    Re: La curcuma guarisce le lesioni del midollo spinale meglio dei farmaci

    (Tratto da: dionidream.it - Riccardo Lautizzi - 03-12-16)

    Questo è un tipo di monoteismo medico che chiude efficacemente la porta su un numero praticamente infinito di terapie naturali che non potrà mai avere il sostegno delle forze di mercato che prosperano sulle formule, e approcci meramente palliativi, che senza risolvere le cause alla radice producono un modello di crescita infinita dell’ inguaribilità e ampliano la generazione iatrogena dei sintomi.


    In sostanza, quindi, la curcumina potrebbe essere in grado di affrontare la causa principale di disabilità causata da lesioni del midollo spinale.

    Lo studio affronta anche il ruolo della curcumina come antiossidante e agente anti-fibrotica nel mitigare i danni LMS e stimolare la guarigione accelerata.
    Infine, lo studio esamina i dati pre-clinici che dimostrano che la curcumina stimola il recupero funzionale accelerato in modelli animali dell’industria del midollo spinale.

    Questo è un aspetto molto importante, perché anche se la scienza non è ancora pienamente in grado di comprendere i meccanismi esatti in gioco per stimolare la guarigione delle lesioni al midollo spinale, l’osservazione che la curcumina produce un miglioramento funzionale e/o il recupero è la scoperta più importante e rilevante.

    Chiaramente, poiché la ricerca disponibile mostra che la curcumina è almeno paragonabile, se non superiore in efficacia rispetto al trattamento convenzionale, si dovrebbe almeno considerare come terapia complementare aggiuntiva.

    segue..

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    Re: La curcuma guarisce le lesioni del midollo spinale meglio dei farmaci

    (Tratto da: dionidream.it - Riccardo Lautizzi - 03-12-16)


    Infine, è stato dimostrato da studi pre-clinici che l’estratto di curcuma (curcumina) è superiore a più di una dozzina di farmaci convenzionali.

    Chiaramente, la constatazione che la curcumina potrebbe avere potenziale terapeutico in lesioni del midollo spinale al di là di quelli di un trattamento convenzionale non è un nuovo dato, visto ciò che è stato già dimostrato in merito.

    Per migliorare l’assimilazione della curcumina è necessario consumarla in un certo modo, dato che altrimenti viene espulsa dal corpo senza essere assorbita correttamente.

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    Curcuma ed effetti chelanti

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 25-01-17)


    La curcuma è un potente chelante di metalli pesanti e ripara i danni dell’alluminio


    L’alluminio è uno dei metalli più tossici per l’uomo e numerosi studi scientifici hanno dimostrato che la curcuma è enormemente efficace nel ridurre i danni da esso provocati all’organismo.

    L’alluminio, se pur presente in grandi proporzioni nell’ambiente, non è significativamente assorbito dal corpo.
    Solo lo 0,3% dell’alluminio somministrato per via orale viene assorbito dal tratto gastrointestinale in individui sani, ed è efficacemente eliminato dai reni.

    Il 95% del carico di alluminio viene eliminato dal corpo grazie ai reni attraverso l’urina.
    Tuttavia quando l’ingestione di allumino è frequente, i reni si danneggiano e l’alluminio inizia ad accumularsi nell’organismo.

    Negli individui con reni poco funzionanti soprattutto in età avanzata l’accumulo di alluminio è facilitato fin da subito.
    L’alluminio si deposita principalmente nei polmoni, fegato, tiroide, ossa e cervello.

    segue..

  5. Registrato da
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    Re: Curcuma ed effetti chelanti

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 25-01-17)


    La curcuma è un potente chelante di metalli pesanti e ripara i danni dell’alluminio


    Le fonti attraverso cui ci si può intossicare di alluminio sono:


    • Cucinare o avvolgere il cibo nei fogli di alluminio
    • Respirare la polvere di alluminio in ambiente di lavoro
    • Vivere vicino a discariche di rifiuti o aree dove l’alluminio viene estratto o trattato
    • L’utilizzo di padelle in alluminio
    • Consumo di cibi e bevante in lattina
    • Farmaci antiacidi, aspirina tamponata e vaccini
    • Deodoranti
    • Formaggio fuso
    • Caffettiera

    Tossicità dell’alluminio

    La tossicità dell’alluminio si manifesta in molti danni all’organismo:

    • Impedisce la produzione di enzimi essenziali e proteine
    • Modificare la composizione del DNA
    • Colpisce la membrana cellulare portando a morte cellulare prematura
    • Danneggia il cervello e porta cambiamenti neurochimici e comportamentali negli individui. Alcuni dei disturbi associati alla tossicità dell’alluminio sono l’Alzheimer, il Parkinson, l’anemia, l’emolisi, l’attività intestinale disturbata, carie dentali, la demenza senile, l’osteomalacia e la disfunzione renale ed epatica.
    • Stress ossidativo



    La terapia medica per eliminare l’alluminio prevedere la somministrazione di deferoxamina.
    L’approccio della naturopatia include invece di evitare l’esposizione dell’alluminio eliminando le fonti, l’assunzione di un programma nutrizionali correttivo e la somministrazione di rimedi naturali che stimolano il rilascio e la chelazione dell’alluminio.
    Questo articolo indaga sul ruolo della curcuma contro la tossicità dell’alluminio.

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  6. Registrato da
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    Re: Curcuma ed effetti chelanti

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 25-01-17)


    La curcuma è un potente chelante di metalli pesanti e ripara i danni dell’alluminio


    La curcuma elimina i danni dei metalli pesanti

    La Curcuma o Curcuma longa è un membro della famiglia dello zenzero ed è coltivata principalmente in Asia.
    Il suo rizoma non è solo la fonte di una delle migliori spezie culinarie, ma ha anche un certo numero di proprietà medicinali come anti-infiammatoria, antiossidante, anti-microbica, e molte altre.

    La tossicità di alluminio è nota per provocare stress ossidativo, cioè uno stato di squilibrio tra agenti pro-ossidanti e difese antiossidanti dell’organismo.
    Le specie reattive dell’ossigeno (ROS) sono molecole che contengono ossigeno e sono coinvolte nei processi metabolici.

    Se prodotte in eccesso, queste molecole possono causare danni ossidativi e portare alla morte delle cellule.
    La curcuma è un potente antiossidante e allevia lo stress ossidativo pulendo le ROS, aumentando la produzione di enzimi antiossidanti e inibendo la perossidazione lipidica (degradazione ossidativa dei grassi nella membrana delle cellule che porta alla morte cellulare).

    E’ stato dimostrato che la curcuma esercita un ruolo renoprotettivo (protegge il rene da farmaci e da sostanze nocive) in disturbi come la nefropatia diabetica, l’insufficienza renale cronica e la nefrotossicità indotta da composti come la gentamicina , l’ adriamicina , il cromo esavalente e il cisplatino.

    L’efficacia neuroprotettiva contro malattie come il morbo di Alzheimer , di Parkinson, ecc è tale per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.

    segue..

  7. Registrato da
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    Re: Curcuma ed effetti chelanti

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 25-01-17)


    La curcuma è un potente chelante di metalli pesanti e ripara i danni dell’alluminio


    La curcuma elimina i danni dei metalli pesanti

    Questi attributi rendono la curcuma utile nel trattamento della neurotossicità indotta dall’alluminio e dall’insufficienza renale che contribuisce alla tossicità di questo metallo.

    La chelazioneè una tecnica mediante la quale un agente che ha affinità per un particolare metallo pesante viene introdotto nel corpo. Il metallo si lega a questo agente e forma dei complessi più facili da eliminare dal corpo.

    La curcuma ha dimostrato avere attività chelante contro i metalli cadmio, cromo, rame, piombo e mercurio.
    Questa proprietà può essere utile per prevenire l’accumulo di alluminio nei tessuti corporei.


    Prove scientifiche sul ruolo della curcuma nella tossicità dell’alluminio

    E’ stata condotta una ricerca per studiare l’effetto protettivo della curcumina contro la tossicità dell’alluminio.
    E’ stata somministrata una dose di 100 mg / kg di cloruro di alluminio a ratti per 6 settimane una volta al giorno, accompagnandola con un trattamento di curcumina alla dose di 30 o 60 mg / kg al giorno.

    Sono stati eseguiti diversi test per determinare il livello del danno ossidativo e l’effetto dell’alluminio sulla memoria e sulla locomozione.
    Il trattamento con l’alluminio ha ridotto la concentrazione,ha causato significativi danni ossidativi, ha provocato una ridotta trasmissione del segnale attraverso i neuroni e si è accumulato a livelli tossici nei tessuti.

    segue..

  8. Registrato da
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    Re: Curcuma ed effetti chelanti

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 25-01-17)


    La curcuma è un potente chelante di metalli pesanti e ripara i danni dell’alluminio


    La curcuma elimina i danni dei metalli pesanti

    La somministrazione di curcumina ha attenuato le alterazioni indotte dall’alluminio e ne ha ridotto la concentrazione.
    Gli autori concludono che la curcuma può proteggere dall’azione dell’alluminio sulle disfunzioni cognitive e potrebbe essere rilevante nella terapia contro l’Alzheimer
    ..


    Un altro studio ha dimostrato che la curcumina riduce lo stato di stress ossidativo alluminio indotto e la disfunzione mitocondriale nel cervello.
    Il mitocondrio è un’unità responsabile della respirazione cellulare e della fornitura di energia alle cellule.
    Le sostanze reattive all’ossigeno prodotte dai mitocondri causano danni ossidativi e questo meccanismo è legato a malattie neurodegenerative e all’invecchiamento.

    E’ stata somministrata curcumina alla dose di 50 mg/kg in combinazione con alluminio (100 mg / kg) a dei ratti per 8 settimane.
    L’alluminio veniva fornito giornalmente, mentre con il trattamento curcumina a giorni alterni.
    Il metallo ha causato danni ossidativi, ridotto il livello di antiossidanti e l’attività dei complessi mitocondriali nel tessuto cerebrale.

    L’integrazione con curcumina ha significativamente normalizzato l’attività dei complessi mitocondriali e il livello degli enzimi antiossidanti, suggerendo in tal modo che possa avere effetti protettivi contro la neurotossicità indotta da alluminio.

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    Re: Curcuma ed effetti chelanti

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 25-01-17)


    La curcuma è un potente chelante di metalli pesanti e ripara i danni dell’alluminio


    La curcuma elimina i danni dei metalli pesanti

    L’ipotesi di un legame tra l’alluminio e il morbo di Alzheimer è stata sostenuta da diversi studi scientifici.
    Una ricerca ha somministrato ai topi del cloruro di alluminio a una dose di 100 mg/kg e la curcumina alla dose di 45-200mg /kg.

    I topi intossicati da alluminio hanno mostrato avere l’attività comportamentale ostacolata, una ridotta conservazione della memoria e lo studio del tessuto cerebrale ha rivelato la presenza di neuroni degenerati.

    Il trattamento con la curcumina non solo ha migliorato le prestazioni nei test comportamentali e di memoria, ma ha anche ridotto i cambiamenti neuropatologici, aiutando i neuroni a raggiungere la loro forma caratteristica.

    Questo studio ha dimostrato che la curcumina impedisce la neurotossicità cronica alluminio indotta e i cambiamenti neurologici dell’Alzheimer indotti, migliorando i parametri comportamentali, la memoria e lo stato istologico dei nervi.

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  10. Registrato da
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    Re: Curcuma ed effetti chelanti

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 25-01-17)


    La curcuma è un potente chelante di metalli pesanti e ripara i danni dell’alluminio


    Dosaggio della curcuma

    E’ meglio assumere la curcuma come parte della dieta. Può essere usata quasi con tutto.
    E ‘importante notare che la curcuma è poco assorbita dal corpo.
    Per ovviare a questo problema si consiglia di assumerla con grassi e/o pepe nero..
    Si può facilmente mangiare 2 cucchiaini di curcuma al giorno senza problemi.
    Per azione ancora più concentrata si può assumere la curcumina.

    Precauzioni. Bisogna però prestare attenzione se si assumono farmaci e si hanno particolari problemi di salute.

    Conclusioni. L’incidenza effettiva della tossicità dell’alluminio è preoccupante, soprattutto nelle persone che si avvicinano all’età anziana, hanno reni poco efficienti e fanno costante uso di antiacidi. L’uso di curcuma riduce notevolmente l’impatto dell’alluminio come dimostrato da numerosi studi scientifici.

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  11. Registrato da
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    Re: Curcuma ed effetti chelanti

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 25-01-17)


    La curcuma è un potente chelante di metalli pesanti e ripara i danni dell’alluminio


    Riferimenti

    – García-Niño WR, Pedraza-Chaverrí J. Protective effect of curcumin against heavy metals-induced liver damage. Food Chem Toxicol.201,Jul:69:1 82-201.
    – Kumar A, Dogra S, Prakash A. Protective effect of curcumin (Curcuma longa), against aluminium toxicity: Possible behavioral and biochemical alterations in rats. Behav BrainRes.2009 Dec 28:205(2):384-90
    – Sood PK, Nahar U, Nehru B. Curcumin attenuates aluminum-induced oxidative stress and mitochondrial dysfunction in rat brain. Neurotox Res. 2011 Nov:20(4:351-61
    – Salima Douichene et al. Neuroprotective Effect of Curcumin with a Fixator of Absorption against both Aluminium Neurotoxicity and Alzheimer’s Disease (Experimental Studies in Mice). Journal af AlzheimerDisease & Parkinsonism August 13.2012

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    Curcuma e casi di epatite in Italia. Quali sono le cause?

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 4-06/2019)


    Il caso. Nelle ultime settimane sono stati segnalati 16 casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, che si suppone causati da integratori di curcuma. 15 casi si sono risolti positivamente con la sospensione dell’assunzione dell’integratore di curcuma.

    La causa. Leautorità sanitarie non hanno ancora reso noto se i casi di epatite sono stati causati da problemi nella formulazione degli integratori o da un uso scorretto da parte dei consumatori.
    Sono in corso verifiche sul territorio da parte delle autorità sanitarie per individuare la causa responsabile dei casi di epatite.

    Cosa dicono di fare. Nel frattempo le autorità sanitarie raccomandano di sospendere il consumo dei 16 integratori di curcuma considerati rischiosi. Per leggere l’elenco completo clicca qui.

    Quali sono le possibili cause di questi eventi. Poiché le indagini sono ancora in corso, e non sappiamo se arriveranno mai ad una conclusione, cominciamo subito a delineare i due scenari possibili che possono intrecciarsi eventualmente tra loro:


    1. qualità della materia prima
    2. condizioni di salute delle persone che ne facevano uso


    segue...

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    Re: Curcuma e casi di epatite in Italia. Quali sono le cause?

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 4-06/2019)


    1. Curcumina sintetica

    Pochi lo sanno, ma la curcumina può essere sintetizzata in laboratorio a basso costo a partire da fonti petrolchimiche. Leggiamo infatti sul sito del laboratorio di analisi Beta Analytic:

    “Come molti altri ingredienti naturali, la curcumina è soggetta ad adulterazione con sostanze sintetiche derivate dal petrolio e la sua autenticazione è diventata cruciale per i produttori e i fornitori di questo prodotto.

    La curcumina naturale viene estratta dalla curcuma. Questo processo è però più costoso rispetto alla produzione della curcumina per via sintetica a partire da composti derivati dal petrolio.

    Molti dei metodi di produzione sintetica della curcumina attualmente utilizzati sono variazioni del metodo di Pabon, che prevede l’uso di acetilacetone e vanillina. L’acetilacetone viene prodotto industrialmente a partire da sostanze petrolchimiche.
    La vanillina naturale è scarsamente disponibile e costosa, ma la vanillina può essere prodotta anche per via sintetica a un costo molto inferiore.

    segue..

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    Re: Curcuma e casi di epatite in Italia. Quali sono le cause?

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 4-06/2019)


    1. Curcumina sintetica

    L’uso di curcumina sintetica nelle formulazioni può avere ripercussioni legali. Le linee guida abbozzate, ad agosto 2016, dalla US Food and Drug Administration (FDA) riguardo ai nuovi ingredienti alimentari evidenziano che le sostanze sintetiche che imitano gli estratti vegetali non sono identiche a questi e perciò non sono idonee ad essere utilizzate come ingredienti alimentari secondo la sezione 201(ff)(1)(C) del Federal Food, Drug, and Cosmetic Act.”

    Questa ipotesi di utilizzo di curcumina illegale nei prodotti che viene poi “tagliata” con polvere di curcuma sembra molto plausibile.
    Infatti una motivazione data dal Ministero della Salute per il ritiro di alcuni integratori di curcuma è stata proprio di: rischio chimico.
    Inoltre è stata stilata una lista di prodotti di cui si consiglia di sospendere l’assunzione, ma di questi prodotti quelli che sono stati effettivamente ritirati sono quelli che contengono l’estratto secco titolato al 95%.

    segue..

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    Re: Curcuma e casi di epatite in Italia. Quali sono le cause?

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 4-06/2019)


    2. Curcuma non idonea all’uso

    Un altra ipotesi molto plausibile è che è stata usata in questi integratori, non la Curcuma Longa, ma altri tipi di curcuma che hanno un aspetto simile, ma contengono sostanze chiamate terpeni, tra cui per esempio lo zederone, che possono avere un effetto epatotossico.
    La Curcuma Longa è l’unico tipo di curcuma ammessa per uso medicinale.

    segue..

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    Re: Curcuma e casi di epatite in Italia. Quali sono le cause?

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 4-06/2019)


    3. Disfunzioni epatiche

    La curcuma (e in particolar modo il suo principio attivo principale curcumina) ha molti benefici terapeutici dimostrati, ma come ogni altra sostanza ad effetti farmacologici, può avere effetti collaterali.

    Tra gli effetti collaterali e interazioni farmacologiche della curcuma che avevo già menzionato, appare subito in evidenza:

    “Problemi alla cistifellea.
    Nonostante il fatto che la curcumina presente nella curcuma svuota con successo la cistifellea e riduce il rischio di creazione di calcoli biliari e cancro colecisti, si consiglia ai pazienti con ostruzione delle vie biliari di evitare questa spezia perché se i calcoli sono troppo grossi potrebbero sorgere dei problemi.
    A causa della possibile stimolazione della secrezione biliare, la curcuma longa non è raccomandata oltre che in caso di ostruzione del dotto biliare, anche nei casi di colangite, malattie del fegato, calcoli biliari e altre malattie biliari.”

    segue..

  17. Registrato da
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    Re: Curcuma e casi di epatite in Italia. Quali sono le cause?

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 4-06/2019)


    3. Disfunzioni epatiche

    Tuttavia c’è un’ipotesi di disfunzione epatica mai menzionata dai media, che è emersa dopo una mia ricerca approfondita sull’argomento. Il caso dell’epatite autoimmune farmaco-indotta.
    L’anno scorso, nel 2018, si è avuto il primo caso indotto proprio dalla curcuma.

    È noto che in circa il 10-15% delle persone con epatite autoimmune, la condizione è scatenata da farmaci o integratori.
    In questi casi, la condizione è chiamata epatite autoimmune indotta da farmaci.

    Non è chiaro come farmaci o integratori scatenano l’epatite autoimmune indotta da farmaci, ma si ritiene che in alcuni casi, la digestione dei farmaci possa portare alla formazione di molecole che scatenano una reazione immunitaria, secondo il NIH.

    Quando gli autori del nuovo rapporto hanno esaminato 35 studi precedenti sugli integratori di curcuma nelle persone, hanno scoperto che circa il 5% dei partecipanti a quegli studi aveva problemi al fegato legati agli integratori.
    Può darsi che alcuni pazienti, come gli anziani o coloro che consumano alcol, siano più inclini a questi problemi legati agli integratori.

    segue..

  18. Registrato da
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    Re: Curcuma e casi di epatite in Italia. Quali sono le cause?

    (Tratto da: dionidream - Riccardo Lautizzi - 4-06/2019)


    Conclusione.

    Diversi studi scientifici (qui) e (qui) hanno valutato effetti epatoprotettivi e positivi della curcumina sul fegato, quindi diciamo che dipende sia dalla propria condizione di partenza che dalla qualità della materia prima che ovviamente dal dosaggio.

    Dubito che le persone hanno usato dosaggi maggiori di quelli riportati in etichetta e comunque negli studi scientifici spesso hanno usato dosaggi molto elevati per fini terapeutici senza gravi effetti collaterali.

    Quindi sicuramente le principali ipotesi rimangono la qualità della materia prima (curcumina sintetica e curcuma non idonea al consumo umano) in combinazione alle condizioni di salute iniziali delle persone coinvolte.

    Rimaniamo ovviamente in attesa dei risultati delle indagini da parte del Ministero della Salute.
    Finiamo con le parole di Fabio Firenzuoli , responsabile del Centro di Ricerca e Innovazione in Fitoterapia e Medicina integrata all’Ospedale Careggi di Firenze e docente all’Università degli Studi di Firenze, al Corriere:

    «I casi di epatite sono probabilmente frutto di un incidente che va analizzato e capito, ma le proprietà della curcuma – che ha peraltro effetti epatoprotettivi e antinfiammatori – non sono messe in discussione».

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