Logo
Cerca nel forum | Cerca in tutto il sito
Ricerca personalizzata Google
Video Home fitness
sondaggi - vota
Risultati da 1 a 19 di 19

Discussione: La grande moria delle api e la nostra salute a rischio

  1. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Pollice in giù La grande moria delle api e la nostra salute a rischio

    Api e microonde



    Canada - zona dei grandi laghi. Le api continuano a sparire misteriosamente. Il collasso delle colonie delle api sembrava migliorare l'anno scorso.
    Questa primavera la grande sorpresa - l'apicoltore Charlie Vorisek ha scoperto che 60 dei sui 100 alveari erano vuote - le api non hanno sopravvissuto l'inverno. Non è un caso isolato.
    Una indagine tra gli apicoltori della zona ha fissato la quota di perdita al 66%, secondo un'articolo su GoErie.com.
    Nel 2008, una indagine simile aveva trovato perdite del 36%, mentre nel 2009 la situazione sembrava migliorare - la mortalità invernale era scesa al 30%.

    "Le perdite quest'anno sono state devastanti," diceva Vorisek. "Ero pronto a perdere qualche alveare, ma non mi aspettavo questo."
    Un'apicoltore amatoriale della stessa zona è stato colpito ancora più duramente. John McKellop ha sostenuto la perdita quasi totale delle sue api: aveva 93 colonie all'inizio dell'inverno alla fine del 2009. In primavera ne trovava appena 3.

    segue..
    Ultima modifica di francyfre; 25/01/2012 alle 12:24

  2. # ADS
    La grande moria delle api e la nostra salute a rischio
    Video del giorno Circuit advertisement
    Registrato da
    Always
    Messaggi
    Many
     
  3. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941
    La causa di morte continua a essere incerta. Si parla di virus, parassiti, alimentazione povera, pesticidi e altri veleni utilizzati in agricoltura.
    In Italia, il consenso sembra essere che i nicotinoidi, pesticidi particolarmente tossici per tutti gli insetti, siano la causa della moria delle api pollinatori.
    In verità, è probabile che una combinazione di vari fattori sia il colpevole.

    Un nuovo studio in India invece dà la colpa per la decimazione delle api alle microonde.
    Secondo il giornale inglese The Telegraph, dei ricercatori dell'università di Chandigarh in Punjab hanno scoperto che "le radiazioni dei telefonini sono un fattore chiave nella morte delle api perché interferiscono con la loro capacità di navigazione."

    L'esperimento degli scienziati indiani si basava sulla comparazione del comportamento e della produttività di due alveari, uno dei quali corredato di due telefonini attivati per un periodo di appena 15 minuti al giorno.
    Sul secondo alveare erano invece installato degli apparecchi inerti.
    Dopo tre mesi, la popolazione dell'alveare con i telefonini era ridotta in modo drammatico, e il numero delle ova depositate dal'ape regina era dimezzato rispetto al controllo.

    segue..

  4. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941
    Le api inoltre smettevano di produrre del miele. In drammatico declino anche le api lavoratrici che tornavano all'alveare.

    Ved Prakash Sharma e Neelima Kumar, gli autori dello studio pubblicato in Current Science, scrivevano: "L'aumento dell'uso di aggeggi elettronici è causa di inquinamento elettrico nell'ambiente.

    La biologia e il comportamento delle api è affetto dall'elettrosmog a causa della presenza di magnetite che le aiuta nella navigazione.
    Abbiamo confrontato il comportamento delle api nelle colonie affette dalla radiazione cellulare con quelle non affette."

    "Si è osservato un declino significativo nella popolazione della colonia e nella produzione di uova della regina.
    Il comportamento delle api foragianti esposti è stato affetto in modo negativo a causa dell'esposizione.
    Alla fine dell'esperimento la colonia non conteneva né miele né polline."

    Fonti:
    Mysterious bee disease on the rise in Erie region
    Mobile phones responsible for disappearance of honey bee

  5. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Arrow Moria delle api e FITOFARMACI e PESTICIDI nel piatto!

    (di Monica Rubino) tratto da: repubblica.it

    Secondo il rapporto annuale di Legambiente, l'1,5% di frutta, verdura e derivati che finisce sulle nostre tavole è contaminato oltre il livello di sicurezza.
    Tra fitofarmaci e anticrittogamici, cresce la presenza dei "multi residuo"

    Frutta e verdura fanno bene e bisogna mangiarne cinque porzioni al giorno. E' il ritornello che medici e nutrizionisti ripetono ossessivamente.
    Ma chi non possiede un orto tutto suo come può essere certo di non mangiare "veleni"?
    Nel rapporto annuale "Pesticidi nel piatto", Legambiente riconosce gli sforzi fatti dal nostro Paese per un uso sostenibile dei fitofarmaci ma evidenzia, rispetto allo scorso anno, una maggiore presenza di campioni "multi residuo" (3 per cento in più rispetto al 2009), quelli nei quali sono contenuti contemporaneamente più residui chimici diversi.


    segue..
    Ultima modifica di francyfre; 25/01/2012 alle 12:24

  6. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941
    Verdura più inquinata

    Secondo l'associazione ambientalista, che ha raccolto e confrontato dati provenienti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici regionali, a fronte di una lieve diminuzione dei campioni analizzati (8.560 contro gli 8.764 del 2009), la percentuale delle irregolarità si mantiene pressoché stabile e pari all'1,5% (era 1,2% nel 2008).
    Per la prima volta rispetto a quanto visto in passato, è la verdura a presentare le maggiori criticità, con l'1,3% dei campioni fuorilegge contro lo 0,8% del 2009.
    Gli ortaggi superano anche la percentuale dei campioni irregolari riscontrati nella frutta che sono l'1,2%, dato in miglioramento rispetto allo scorso anno quando erano pari al 2,3%


    Campioni "multi residuo"

    Per la verdura, i dati sui residui multipli sono raddoppiati rispetto allo scorso anno, passando dal 3,5% del 2008 al 6,5% del 2009.
    Ma stavolta è la frutta a presentare una percentuale più alta (26,4%).
    Il 45% delle pere, il 43,8% dei campioni di uva, il 40,9% delle fragole contengono scorie di sostanze chimiche diverse, mentre gli agrumi, i piccoli frutti e l'uva sono da segnalare anche per la più alta concentrazione di irregolarità riscontrate.

    segue..

  7. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941
    Pane e vino

    Segnano un aumento anche le irregolarità e i campioni multi residuo nella categoria dei prodotti derivati.
    Su un totale di 1435 campioni di prodotti derivati, il 2,7% risulta irregolare (era pari a zero lo scorso anno) e ben il 9,3% (+2,8% rispetto al 2008) presenta più residui.
    In particolare vino e pane sono i prodotti che presentano le principali irregolarità: rispettivamente dell'1,9% e dell'8,8%. Invece, miele e vino presentano il maggior numero di residui.


    Campioni da record

    Anche quest'anno non sono mancati i cosiddetti campioni da record, prodotti considerati in regola, ma che presentano contemporaneamente più sostanze chimiche i cui effetti sinergici sulla salute dell'uomo e sull'ambiente sono ancora da verificare.

    Tra i casi più eclatanti, un campione d'uva bianca analizzato in Sicilia contenente 9 diversi residui di pesticidi, uno di pere campane che ne aveva 5 e uno di vino proveniente dal Friuli Venezia Giulia con 6 diversi residui.

    Le regioni dove è stato analizzato un maggior numero di campioni sono anche quelle in cui è stato riscontrato il più alto numero di irregolarità.
    Ad esempio, in Emilia Romagna, su un campione di 1667 alimenti, 30 sono risultati fuorilegge.

    segue..

  8. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941
    Il Piemonte ha esaminato 406 campioni di cui solo sette irregolari ma di questi ben cinque sono rappresentati dal pane.

    In Friuli Venezia Giulia su 269 alimenti risulta un'unica irregolarità riguardante i funghi, ma ciò che colpisce è la presenza di un campione di insalata contaminato da tracce di Ddt, bandito in Italia dal 1978, mentre tre campioni di vino sono risultati contaminati da Procimidone, un fungicida considerato potenzialmente cancerogeno secondo l'Epa, l'agenzia di protezione ambientale degli Stati Uniti, ma non nell'Unione Europea.

    Da segnalare, poi, che fino al 30 aprile 2011 alcuni prodotti a base di Rotenone, un insetticida bandito dall'Ue, sono consentiti per l'impiego sulle colture di mela, pera, pesca, ciliegia vite e patata.


    Carne e latte

    Quest'anno, anche gli Istituti zooprofilattici sperimentali (IZS) hanno sostenuto Legambiente nell'indagine considerando anche gli alimenti di origine animale. Sono risultati irregolari alcuni campioni di carni di coniglio e tacchino e di latte vaccino e ovino per la presenza di diossine.

    segue..

  9. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941
    Legambiente:

    "La strada da percorrere per raggiungere un uso sostenibile dei fitofarmaci è ancora molto lunga - afferma Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.
    Permane infatti il problema del cosiddetto multi residuo cioè, l'effetto sinergico dovuto alla presenza contemporanea di differenti principi attivi sul medesimo prodotto, e quello della rintracciabilità di pesticidi revocati oltre il termine fissato per lo smaltimento delle scorte".
    Non esiste infatti un riferimento specifico nella normativa che stabilisca per i laboratori un termine temporale oltre il quale tracce, anche al di sotto del limite consentito di pesticidi revocati, come il Ddt, siano da indicare come irregolari.

    segue..

  10. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941
    Api e pesticidi, un caso emblematico

    Secondo l'ultimo rapporto 'Segnali ambientali 2010' dell'Agenzia europea dell'Ambiente, nel corso degli ultimi vent'anni, le farfalle in Europa sono diminuite del 60%, mentre diverse specie di api selvatiche si sono già estinte e, nel resto del mondo, si sono decimate a causa di pesticidi, acari e malattie.

    Questo verdetto conclude una lunga disputa iniziata nel 1991, quando i fitofarmaci contenenti le molecole neonicotinoidi sono stati introdotti in Francia e sono stati osservati i primi effetti negativi.

    Per la moria di api del 2006 in Piemonte - si ricorda nel rapporto di Legambiente - il principale accusato è il Tiamethoxam, usato contro la flavescenza dorata sulla vite.
    La molecola è stata dichiarata "non ecotossica" dalla Syngenta, che produce un fitofarmaco che la contiene, ma secondo gli apicoltori dell'associazione nazionale Unaapi, è "assai pericolosa per l'ambiente".

    "La minaccia non riguarda solo la possibilità di approvvigionarsi dei 400 grammi annuali di miele che l'italiano medio consuma ogni anno - spiega il presidente di Unaapi Francesco Panella - ma l'agricoltura nel suo complesso che dipende per un terzo da coltivazioni impollinate grazie al lavoro gratuito delle api".

    segue..

  11. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941
    Secondo la Coldiretti, in Italia sono a rischio circa 50 miliardi di api in oltre un milione di alveari.
    Una strage che mette in pericolo il processo di impollinazione minacciando un budget da due miliardi e mezzo di euro l'anno.

    Tra i prodotti a rischio: mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, ciliegie, albicocche, meloni, zucchine, girasole, colza.

    (18 giugno 2010)
    Ultima modifica di francyfre; 25/01/2012 alle 12:24

  12. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Pollice in giù Meno api, meno cibo

    Biocarburanti e pesticidi incidono negativamente sull'impollinazione.
    Mancano all'appello, nella sola Europa, sette miliardi di api: a rischio l'impollinazione delle colture e la produzione agricola

    (Tratto da rainews.it - di Stefano Lamorgese - 09 gennaio 2014)

    In più della metà dei paesi europei non ci sono abbastanza api per impollinare i raccolti, secondo una nuova ricerca dell'Università di Reading, nel Regno Unito.
    Gli scienziati ritengono che il boom dei biocarburanti abbia scatenato una cospicua crescita del numero complessivo di piante da impollinare e reso conseguentemente troppo esiguo il numero di api rispetto al "lavoro" che viene loro richiesto.

    Un fenomeno conosciuto
    Che in Europa il numero complessivo delle api sia sensibilmente calato, tra il 2005 e il 2010, è un dato accertato. Ma in Gran Bretagna la situazione è particolarmente grave, perché mancherebbero all'appello ben tre quarti delle api necessarie.
    Un dato preoccupante per l'agricoltura.

    Al di fuori della Gran Bretagna, segnala la ricerca, il numero complessivo di colonie di api - almeno quello - è aumentato del 7%, nel medesimo periodo. Insomma: crescono gli alveari, ma sempre meno popolosi.

    segue..

  13. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Re: Meno api, meno cibo

    Biocarburanti e pesticidi incidono negativamente sull'impollinazione.
    Mancano all'appello, nella sola Europa, sette miliardi di api: a rischio l'impollinazione delle colture e la produzione agricola

    (Tratto da rainews.it - di Stefano Lamorgese - 09 gennaio 2014)


    Guardando all'intero continente, dunque, non è tanto la popolazione complessiva delle api impollinatrici a destare preoccupazione, quanto l'aumento del "lavoro" che viene richiesto loro: tra 2005 e 2010, infatti, le superifici coltivate a colza, girasole e soia sono aumentate di quasi un terzo. Si tratta per lo più di colture destinate alla produzione di mangimi e di biocarburanti.

    Il dottor Tom Breeze, autore nel 2012 di "The Decline of England's Bees" (Il declino delle api in Inghilterra) è un ricercatore dell'Università di Reading. Anche se la Grecia non presenta particolari criticità relative all'agricoltura, la tendenza ellenica esemplifica il problema: "In Grecia, nel 2005, c'erano soltanto alcune centinaia di ettari di coltivazioni destinate alla produzione di biocarburant,i spiega Breeze - ma, da allora, il fenomeno è esploso in virtù dei sussidi che si possono ottenere." Anche il declino delle api, insomma, avrebbe qualcosa a che fare con gli effetti della crisi economica.

    I numeri della crisi
    Lo scienziato britannico valuta il deficit complessivo di api in Europa in 13,4 milioni di colonie, pari a circa sette miliardi di insetti. Confrontando il 2005 con il 2010 i paesi maggiormente coinvolti dal calo degli insetti impollinatori sono Gran Bretagna, Finlandia e le repubbliche baltiche (Estonia, Litualia e Lettonia): in queste aree il rapporto tra insetti "utili" all'agricoltura e necessità produttive è inferiore a 1/4.

    segue..

  14. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Re: Meno api, meno cibo

    Biocarburanti e pesticidi incidono negativamente sull'impollinazione.
    Mancano all'appello, nella sola Europa, sette miliardi di api: a rischio l'impollinazione delle colture e la produzione agricola

    (Tratto da rainews.it - di Stefano Lamorgese - 09 gennaio 2014)


    Ma chi lavora al posto delle api?
    La ricerca britannica suggerisce che gran parte dell'impollinazione viene svolta da altre specie selvatiche: bombi, api solitarie e sirfidi. Ma del loro numero complessivo poco si sa, perché non sono stati mai monitorati, almeno nel Regno Unito.
    Se le operosissime api non possono svolgere la loro funzione, sembra di capire, non c'è nessuna certezza sui rendimenti agricoli e l'intero settore primario, nel Regno Unito, è a rischio.

    L'apocalisse alle porte
    "Sarà una catastrofe - ha spiegato il professor Simon Potts, coautore della ricerca - se non agiamo ora. Il lavoro svolto da questi eroi delle campagne, mai celebrati, è essenziale nella catena alimentare umana. Sostituirsi agli insetti costerebbe agli agricoltori britannici due miliardi di euro l'anno".

  15. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Esclamazione I pesticidi che uccidono le api sono un rischio per i bambini

    (Tratto da: wired.it - di Michela Dell'Amico - 18-12-2013)

    Mi domando spesso se valga la pena comprare prodotti biologici. Sembrerebbe proprio di sì: l’Unione europea ha appena dichiarato pericolosa per l’uomo una serie di pesticidi di largo uso (acquistabili tranquillamente nei negozi di tutto il mondo) già collegati alla moia dlle api.
    È stata chiesta un’ulteriore restrizione al loro uso e presto la Commissione europea dovrà stabilire nuove regole.

    Si tratta dei neonicotinoidi, per i quali il 29 aprile scorso gli Stati membri dell’Ue non hanno raggiunto un accordo sulla proposta della Commissione di limitare l’uso agricolo di 3 di questi pesticidi (clothianidin, thiamethoxan e imidacloprid).

    15 Stati hanno sostenuto la proposta di divieto, già appoggiata dall’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, e da Apenet. Altri 8 Stati, compresa l’Italia, hanno votato contro il divieto e 4 si sono astenuti.
    In assenza di una maggioranza, si è decisa la sospenzione temporanea, per due anni, e la Commissione ha chiesto ulteriori indagini, a cui segue la notizia di oggi: questi pesticidi non danneggiano solo le api e quindi l’intero ecosistema, ma anche direttamente la salute umana, come ha confermato l'Efsa.

    In particolare, è emerso che possono interagine con lo sviluppo del sistema nervoso nei bambini e che il loro uso può dirsi sicuro solo in concentrazioni minori rispetto a quelle fissate finora.
    La ricerca ribadisce i risultati di un studio giapponese che già lo scorso anno aveva raggiunto le stesse conclusioni, sostenute anche da diverse associazioni ambientaliste – prima tra tutte Greenpeace, che ha anche portato avanti ricerche per conto suo.

    segue..

  16. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Re: I pesticidi che uccidono le api sono un rischio per i bambini

    (Tratto da: wired.it - di Michela Dell'Amico - 18-12-2013)

    L’Imidacloprid è uno degli insetticidi più diffusi per la produzione di frutta e verdura.
    È prodotto dalla Bayer ed è il principio attivo presente anche negli antiparassitari “da balcone”. Per questo motivo, la multinazionale (e i suoi competitor Syngenta and BASF) sta portando avanti un contrattacco legale, negando il potenziale danno neurologico di quelle sostanze e contestando lo studio giapponese perché condotto sui ratti.

    Da parte sua, l’Autorità per la sicurezza alimentare europea aspetta ulteriori prove scientifiche, ma – riporta in un comunicato – “si confermano come legittime le preoccupazioni sulla salute già accertate dai risultati ottenuti finora”.
    La palla passa alla Commissione, che probabilmente ci metterà qualche mese prima di decidere sul da farsi. Nel frattempo, per quanto mi riguarda, ho una ragione in più per scegliere prodotti biologici.

  17. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Nesso tra due neonicotinoidi e neurotossicità nella fase dello sviluppo

    L'EFSA valuta il potenziale nesso tra due neonicotinoidi e neurotossicità nell'età dello sviluppo
    (Tratto da: efsa.europa.eu/it - Comunicato stampa 17 dicembre 201)

    Due insetticidi neonicotinoidi, acetamiprid e imidacloprid, possono avere effetti sul sistema nervoso umano nella fase di sviluppo, ha affermato l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).
    Gli esperti dell’Autorità propongono l’abbassamento di alcuni livelli guida per l’esposizione ammissibile ai due neonicotinoidi, mentre sono in corso ulteriori ricerche per fornire dati più affidabili sulla cosiddetta neurotossicità nella fase di sviluppo (developmental neurotoxicity, DNT).
    Il gruppo di esperti scientifici sui prodotti fitosanitari e i loro residui (PPR) dell’EFSA chiede la definizione di criteri a livello UE che rendano obbligatoria la presentazione di studi sulla DNT come parte integrante del processo di autorizzazione dei pesticidi.
    Ciò potrebbe comprendere l’elaborazione di una strategia globale di sperimentazione per valutare il potenziale di DNT delle sostanze, compresi tutti i neonicotinoidi.

    L’EFSA ha elaborato il suo parere scientifico su richiesta della Commissione europea, prendendo in considerazione le recenti ricerche di Kimura-Kuroda [- Kimura-Kuroda J, Komuta Y, Kuroda Y, Hayashi Kawano H. Nicotine-like effects of the neonicotinoid insecticides acetamiprid and imidacloprid on cerebellar neurons from neonatal rats. PloS ONE 2012; 7 (2): e32432. doi: 10.1371/journal.pone.0032432 -] e i dati disponibili sul potenziale di acetamiprid e imidacloprid di danneggiare il sistema nervoso umano nella fase di sviluppo, il cervello in particolare.

    segue..

  18. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Re: Nesso tra due neonicotinoidi e neurotossicità nella fase dello sviluppo

    L'EFSA valuta il potenziale nesso tra due neonicotinoidi e neurotossicità nell'età dello sviluppo
    (Tratto da: efsa.europa.eu/it - Comunicato stampa 17 dicembre 201)


    Il gruppo di esperti scientifici PPR ha riscontrato che acetamiprid e imidacloprid possono avere un effetto avverso sullo sviluppo dei neuroni e delle strutture cerebrali associate a funzioni quali l’apprendimento e la memoria.

    Ha concluso che alcuni dei livelli guida attuali per l’esposizione ammissibile ad acetamiprid e imidacloprid potrebbero non essere sufficienti a salvaguardare dalla neurotossicità nella fase di sviluppo e dovrebbero essere ridotti.

    Questi cosiddetti valori tossicologici di riferimento forniscono indicazioni chiare sul livello di una sostanza a cui i consumatori possono essere esposti a breve e a lungo termine senza un rischio apprezzabile per la salute.

    Alcuni esempi sono la dose acuta di riferimento (DAR), la dose giornaliera ammissibile (DGA) e il livello ammissibile di esposizione dell’operatore (LAEO) (vedere le Note per i redattori per maggiori informazioni su come questi valori di riferimento sono concepiti per proteggere i consumatori e gli operatori).

    segue..

  19. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Re: Nesso tra due neonicotinoidi e neurotossicità nella fase dello sviluppo

    L'EFSA valuta il potenziale nesso tra due neonicotinoidi e neurotossicità nell'età dello sviluppo
    (Tratto da: efsa.europa.eu/it - Comunicato stampa 17 dicembre 201)



    Note per i redattori:

    Gli scienziati hanno messo a punto una serie di valori tossicologici di riferimento, concepiti allo scopo di fissare livelli guida per l’esposizione ammissibile a una sostanza negli alimenti. Tali valori sono espressi per peso corporeo, di solito in milligrammi (della sostanza) per chilogrammo di peso corporeo, e per giorno in caso di esposizione ripetuta.


    • Dose acuta di riferimento (DAR): livello stimato di una sostanza che può essere ingerito nell’arco di un breve periodo – di solito un giorno – senza un rischio apprezzabile per la salute.
    • Dose giornaliera ammissibile (DGA): quantità di una sostanza specifica negli alimenti o nell’acqua potabile che può essere ingerita quotidianamente nel corso dell’esistenza senza un rischio apprezzabile per la salute.
    • Livello ammissibile di esposizione dell’operatore (LAEO): quantità massima di una sostanza attiva a cui un lavoratore o “operatore” può essere esposto, per qualsiasi via, senza effetti avversi sulla salute.



    segue..

  20. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Re: Nesso tra due neonicotinoidi e neurotossicità nella fase dello sviluppo

    L'EFSA valuta il potenziale nesso tra due neonicotinoidi e neurotossicità nell'età dello sviluppo
    (Tratto da: efsa.europa.eu/it - Comunicato stampa 17 dicembre 201)


    Sulla base della propria revisione, l’EFSA propone di modificare i seguenti valori tossicologici di riferimento per acetamiprid e imidacloprid:


    • per acetamiprid, la DGA e il LAEO attuali di 0,07 mg/kg di peso corporeo al giorno e la DAR di 0,1 mg/kg di peso corporeo dovrebbero essere ridotti a 0,025 mg/kg di peso corporeo (al giorno);
    • per imidacloprid, il LAEO e la DAR attuali di 0,08 mg/kg di peso corporeo al giorno dovrebbero essere ridotti a 0,06 mg/kg di peso corporeo al giorno. Si ritiene che la DGA attualmente fissata per imidacloprid assicuri un’adeguata protezione dai potenziali effetti di neurotossicità nella fase di sviluppo.


    L’EFSA riconosce che le prove disponibili presentano limitazioni e raccomanda di condurre ulteriori ricerche per fornire dati più affidabili.
    Tuttavia il gruppo di esperti scientifici PPR ha affermato che i timori per la salute sollevati nella revisione dei dati disponibili sono giustificati.

    L’EFSA incoraggia pertanto la definizione di criteri chiari e omogenei per far rendere obbligatoria la presentazione di studi sulla neurotossicità nella fase di sviluppo, nell’ambito del processo di autorizzazione nell’UE.
    Ciò potrebbe comprendere l’elaborazione di una strategia di sperimentazione integrata sulla DNT, consistente in un approccio graduale che si avvalga di test di laboratorio sulle cellule (cosiddetti test in vitro), in una prima fase, e proceda poi ai test sugli animali (in vivo) qualora i risultati iniziali destassero preoccupazioni riguardo al potenziale di DNT di una sostanza. Il gruppo di esperti scientifici PPR consiglia di valutare tutte le sostanze neonicotinoidi nell’ambito di questa strategia.

Discussioni Simili

  1. La grande bellezza. La grande Ipocrisia da Oscar.
    Di the_wasp nel forum Chiacchiere politiche
    Risposte: 45
    Ultimo Messaggio: 08/03/2014, 14:43
  2. Risposte: 40
    Ultimo Messaggio: 14/09/2013, 18:47
  3. Moria di uccelli e pesci....HAARP?
    Di frederika nel forum 4 chiacchiere
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 10/01/2011, 13:09
  4. E.M. Microrganismi Effettivi per la nostra salute
    Di anna1401 nel forum Medicine naturali
    Risposte: 53
    Ultimo Messaggio: 23/12/2010, 18:25
  5. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 14/07/2010, 00:31

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
  • Il codice BB è Attivato
  • Le faccine sono Attivato
  • Il codice [IMG] è Disattivato
  • [VIDEO] code is Disattivato
  • Il codice HTML è Disattivato
Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai LETTORI, sulla base dei dati e delle informazioni qui forniti sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio. Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo; non sostituiscono la consulenza medica. È vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione scritta.
Un dietologo e un dietista a tua disposizione. Prova la dieta online