Questa discussione dal titolo Bionieri: quando il network diventa rural è all'interno del forum Medicine naturali; Di Nicola Catenaro - 16 giugno 2011
Tratto da Bionieri: quando il network diventa rural - Corriere ...
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Bionieri: quando il network diventa rural
Di Nicola Catenaro - 16 giugno 2011
Tratto da Bionieri: quando il network diventa rural - Corriere della Sera
Anche in Italia le comunità virtuali (ma non solo) di chi scappa dalla città e vive solo dei prodotti della terra.
MILANO - «Fuggi lontano da questi morbosi miasmi, vola a purificarti nell’aria superiore…»
A chi non è mai venuto in mente di prendere alla lettera l’invito che Baudelaire rivolge allo «spirito”» nella sua elevazione e, anche solo per qualche ora, tornare alla semplicità e alla lentezza di una esistenza scandita da ritmi finalmente diversi e in simbiosi con la natura?
C’è chi in Italia già vive ai confini «tra selvatico e coltivato» e, nel tentativo di mettere in piedi una rete di esperienze simili, ha creato sul web una «radura collettiva dove incrociare e scambiare saperi e sapori, utopie, progetti e memorie».
È così che definiscono il proprio spazio virtuale i membri di «Bionieri», primo rural network dedicato a chi sceglie di fuggire dalle città e vivere con ciò che la terra offre. O, più semplicemente, riappropriarsi di spazi abbandonati e dedicarsi all’agricoltura biologica o all’artigianato artistico.
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Re: Bionieri: quando il network diventa rural
«PIONIERI BIOLOGICI» - Sul sito che li aiuta a dialogare si contano già 869 membri e 31 gruppi di svariate regioni.
I temi più dibattuti? Ecologia, decrescita, orti, autoproduzione, permacultura, scambi non monetari e progetti di vita alternativi.
Il nome scelto, contrazione che sta per “pionieri biologici”, richiama l’esperienza dei bionieri americani, nati nel 1990 per unire «natura, cultura e spirito».
Gli attivisti, uniti anche in questo caso da Internet si riuniscono ogni anno, per tre giorni, nei pressi di San Rafael, in California, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza ambientalista e ripensare stili di vita più rispettosi della salute del pianeta.
Il rural network dei bionieri italiani, creato da Renato Pontiroli, «artigiano/ortigiano» del Pavese, è attivo solo da un paio di anni ma sta crescendo in maniera esponenziale.
Anche grazie all’apporto dei gruppi regionali.
Il più attivo è quello dell’Emilia Romagna nato «per organizzare incontri, scambi, baratti, lavori comuni e chiacchierate al sole, alla luna, al vento». Non mancano i gruppi tematici come i «Luoghi dell’utopia», «per chi cerca casa, cascina, villaggio ... per vivere in solitudine, in vicinato solidale o in comunità».
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Re: Bionieri: quando il network diventa rural
VITA DA EREMITA - Tra quelli che vantano il maggior numero di iscritti, spiccano il gruppo di «Orto, Autoproduzione e Autocostruzione», dedicato ai patiti di ortaggi e conserve.
I Bionieri della Tuscia, rete per lo scambio di «idee, esperienze, proposte, immagini, suoni e fantasticherie» dell’Alto Lazio
I Bionieri Piemonte, gruppo locale creato per organizzare feste, incontri e lavoro comune.
Il gruppo «Arcadia Toscana», che aggrega persone «che amano le tradizioni e vogliono avvicinarsi alla terra».
Qualcuno vive quasi da eremita. Al confine tra Abruzzo e Marche, per esempio, in un paesino abbandonato del Teramano raggiungibile soltanto a piedi chiamato Valle Pezzata, alcuni bionieri bergamaschi e un giovane polacco stanno facendo da diversi mesi un'esperienza di ritorno ad una vita quasi primitiva: si cibano di erbe e dei prodotti dell'orto che coltivano e cercano di rimettere in piedi alcune abitazioni fatiscenti.
Il tutto facendo a meno del riscaldamento che, a quota novecento metri, non è da considerarsi affatto un particolare trascurabile.
FONTE: Bionieri: quando il network diventa rural - Corriere della Sera
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