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Discussione: Il dolore emotivo

  1. Registrato da
    07/12/2004
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    Da dove vengono le emozioni?

    (Tratto da: benesserepsichico.it - di Maurizio Garozzo )

    Le nostre emozioni provengono dalla sollecitazione di alcune aree cerebrali.
    Il ricordo di un'emozione si conserva grazie alla memoria implicita o memoria emotiva, una funzione della mente che contiene e rappresenta le tracce dei primi schemi di interazione con l’ambiente e ci accompagna per tutta la vita.

    La memoria implicita rappresenta la prima forma di registrazione dell’esperienza, essendo l’unica possibile nei primi 24 mesi di vita, ed è l’ultimo tipo di memoria ad essere colpita dalle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
    Si attiva con l’esperienza sensoriale dell’ambiente e non è accompagnata dalla coscienza di ricordare. Tuttavia di tali esperienze rimangono nella memoria l'affettività, l'emozione ed il contesto in cui queste ultime si sono elicitate.


    L'emozione proviene dal cervello primitivo: il cervello emotivo

    In base alle ricerche di Squire (1992), Schacter (1995) e Le Doux (1996), la sede anatomica della memoria emotiva è l'amigdala, una piccolissima mandorla che si trova nelle profondità della parte filogeneticamente più antica del nostro cervello.
    Essa rappresenta la struttura-chiave del cervello emotivo e può essere raggiunta dagli stimoli attraverso due vie principali: una via diretta che consente una rapida risposta in caso di attacco-fuga (talamo-amigdala); ed una indiretta che consente una valutazione cosciente ed una risposta emotiva più ponderata (talamo-neocorteccia-amigdala).

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    Re: Da dove vengono le emozioni?

    (Tratto da: benesserepsichico.it - di Maurizio Garozzo )

    L’amigdala è il cuore, il centro emotivo del nostro cervello.
    Questa regione cerebrale è sempre attiva, poiché riceve gli impulsi provenienti sia dal mondo esterno che dal nostro mondo interno e ne determina la qualità emotiva.

    Gli impulsi provengono dalle vie di senso in pochi millisecondi, un tempo brevissimo per la parola, improbabile per l’azione di un farmaco, sufficiente per i messaggi non verbali come lo sguardo o il tono di una voce, il ritmo di un movimento o un profumo nell’aria.
    Siamo nel regno del preverbale e del presimbolico, certamente del non consapevole: siamo nel regno della sopravvivenza. L'apprendimento implicito è tutto ciò che viene appreso inconsapevolmente attraverso messaggi cosiddetti subliminali e che determina comunque comportamenti consequenziali, come ben sanno gli esperti di immagine e di pubblicità.

    La memoria emotiva

    Qualsiasi suono o immagine che è in grado di scatenare una reazione emotiva, senza che il soggetto ne abbia consapevolezza, viene trasferito alla memoria emotiva. Tale reazione comporta delle modificazioni neurofisiologiche, quali la variazione del ritmo cardiaco o del respiro, pallore, rossore, sudorazione.
    Tali stati vengono registrati nel talamo che è connesso al nucleo dell'amigdala a sua volta collegata con l'ipotalamo e quindi con la regolazione endocrina e neurovegetativa. L'amigdala è a sua volta bidirezionalmente correlata all'ippocampo.

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  4. Registrato da
    07/12/2004
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    Re: Da dove vengono le emozioni?

    (Tratto da: benesserepsichico.it - di Maurizio Garozzo )

    Pertanto un determinato evento verrà memorizzato, secondo le modalità suddette, anche con la sua colorazione emotiva, assumendo un valore soggettivo.
    Il ricordo viene immagazzinato nelle diverse aree che sono state eccitate simultaneamente, così che questo possa essere evocato nel suo insieme da qualsiasi particolare purché facente parte della scena memorizzata: il profumo dei gelsomini, una canzone è in grado così di riportarci a ricordare un evento passato della nostra vita.

    Dalla nostra memoria emotiva è dipesa la nostra sopravvivenza di specie: è quella che ci permette le reazioni istintive di fronte al pericolo, che ci comanda di ritirare la mano di fronte al fuoco ancor prima di esserci resi conto che ci stiamo scottando.
    Al contempo queste aree cerebrali sono coinvolte nell'elaborazione degli avvenimenti esterni, per cui ogni stimolo è vissuto soggettivamente secondo l’esperienza precedentemente memorizzata.

    Così un bambino cresciuto in situazioni rassicuranti, di fronte a situazioni potenzialmente pericolose reagisce elevando il suo livello di attenzione al fine di processare gli stimoli sensoriali e vagliare se esiste una condizione di sicurezza.
    Al contrario un bambino vissuto in condizioni meno fortunate è condizionato ad aspettarsi con certezza il pericolo.

    Una differenza sottile che crea qualità di vita lontani anni luce.
    Siamo alle basi neurobiologiche dello stile di attaccamento. Da qui possiamo tentare di comprendere come un trauma possa condizionare il comportamento futuro di un individuo.

  5. Registrato da
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    Re: Il dolore emotivo

    Citazione Originariamente Scritto da anna1401 Visualizza Messaggio
    può essere utile anche ricorrere a quelle tecniche che si basano soprattutto sulla presa di coscienza e sulla consapevolezza.
    Presente

    Citazione Originariamente Scritto da anna1401 Visualizza Messaggio
    magari stimolando (anche manualmente) contemporaneamente alcuni punti di agopuntura, si può arrivare a ritrovare il giusto equilibrio interiore.
    Cioè? Che tipo di esperto si occupa di questa stimolazione?

    Citazione Originariamente Scritto da anna1401 Visualizza Messaggio
    Inoltre ci si può aiutare anche con svariati rimedi naturali che senz’altro una buona mano la danno
    I rimedi naturali sono abbastanza potenti da tenere a freno il dolore emotivo?

  6. Registrato da
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    Re: Il dolore emotivo

    Citazione Originariamente Scritto da maius Visualizza Messaggio
    Che tipo di esperto si occupa di questa stimolazione?
    Bè, Qui siamo in medicine naturali e naturalmente parliamo di queste
    Ci sono tante tecniche utili ed efficaci che si possono utilizzare per aiutare a riportare il giusto equilibrio interiore e la serenità d’animo che ne consegue. Una delle tante possibili e una delle più semplici (ma non per questo meno efficace) è EFT (Emotional Freedom Techniques – tecniche di liberazione emozionale)

    Si può apprendere e praticare anche da soli questo metodo da utilizzare nelle più svariate problematiche. Ma è consigliato rivolgersi ad esperti operatori qualora ci siano dei blocchi piuttosto “tosti” da sciogliere, perché essendo persone non direttamente coinvolte nel problema, possono valutare la situazione e il suo svolgimento da diverse angolazioni, potendo così offrire ai pazienti delle possibilità in più di soluzioni e inoltre sono in grado di aiutarlo a gestire meglio le reazioni che di volta in volta possono emergere durante l’esecuzione della tecnica

    Nel sito eft-italia.it oltre a poter scaricare gratuitamente il libro per apprendere le basi della tecnica, ci sono elencate anche parecchie interessanti esperienze descritte da persone e operatori (tra cui naturopati, fisioterapisti, psicologi, psichiatri, operatori, medici olistici -ma la utilizzano anche medici di medicina convenzionale dotati di ampie vedute e volontà di apprendere e applicare nuovi paradigmi sconfinando ed espandendosi aldilà dell’insegnamento ricevuto all’università..) che hanno utilizzato o integrato questo metodo con successo in molti casi

    Citazione Originariamente Scritto da maius Visualizza Messaggio
    I rimedi naturali sono abbastanza potenti da tenere a freno il dolore emotivo?
    I rimedi naturali (che al contrario di come alcuni pensano, non sono sinonimo di non efficaci o poco efficaci), non bloccano il dolore emotivo (come invece fanno i farmaci convenzionali), ma accompagnano dolcemente il dolore sulla via del riequilibrio emozionale
    Ultima modifica di anna1401; 16/10/2013 alle 23:46

  7. Registrato da
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    Re: Il dolore emotivo

    Il SENSO della SOFFERENZA

    (Trato da: relazioniinarmonia.i t - scheda di Enrico Cheli e Adele De Gaetani )

    Tutti noi vorremmo evitare il più possibile la sofferenza e quando essa giunge, fisica o psicologica che sia, speriamo che passi il più velocemente possibile. Tuttavia il dolore non è solo qualcosa di spiacevole da subire, ma anche una opportunità per mettere a nudo certe dimensioni esistenziali che altrimenti andrebbero disperse, una occasione per approfondire certi significati della vita e del vivere. Bisogna lasciarsi guidare dal dolore, seguirlo, viverlo e non subirlo con reazioni di paura o ribellione irrazionale.

    Il dolore infatti è spesso un segnale che ci comunica che qualcosa non va nel nostro corpo (se è un dolore fisico) o nella nostra vita relazionale (se è un dolore emozionale).
    E' un po' come la luce-spia che si accende sul cruscotto della nostra autovettura: non dobbiamo arrabbiarci con essa ma anzi ringraziarla perchè ci segnala la presenza di un guasto prima che sia troppo tardi.

    Se ci fermiamo per tempo i guai sono contenuti, se aspettiamo troppo potremmo rovinare irrimediabilmente l'auto o peggio avere un incidente.
    E lo stesso accade nella vita, se non ci fermiamo ai primi segnali di sofferenza la situazione si aggrava e sarà più difficile e doloroso risolverla.
    Se sentiamo dolore (per la solitudine, per una relazione insoddisfacente o per qualsiasi altro motivo) la prima cosa saggia è fermarsi - fino a che non ci fermiamo come facciamo a fare un esame interiore, a capire che cos'è che non va e perché non va per il verso giusto, e a tentare di risolverlo, anche chiedendo eventualmente aiuto a un amico, a uno psicologo, o a un religioso?

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 16/10/2013 alle 23:18

  8. Registrato da
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    Re: Il dolore emotivo

    Il SENSO della SOFFERENZA

    (Trato da: relazioniinarmonia.i t - scheda di Enrico Cheli e Adele De Gaetani )

    Spesso il dolore deriva dal fatto che la nostra vita va in una direzione che non ci realizza, e anzi ci fa star male, e tuttavia ci ostiniamo a proseguire in quella direzione, vuoi per paura di cambiare, vuoi per un malinteso senso del dovere, che ci fa agire in modo contrario al nostro sentire.

    Pertanto, il senso del dolore svolge un’ importante funzione di feedback che dovrebbe aiutare l'individuo a dirigere il proprio agire e a governare nel modo migliore la propria vita, purché naturalmente egli sia in grado di sentire i segnali e di interpretarne correttamente il significato.

    Così come il dolore ha lo scopo di segnalare che stiamo sbagliando qualcosa, che la strada intrapresa non è positiva per noi, il piacere ha - o dovrebbe avere - la funzione inversa, cioè di confermare e rinforzare determinati comportamenti, scelte, pensieri che vanno bene per noi.

    Purtroppo, il piacere è stato fortemente stigmatizzato e colpevolizzato dalla cultura cristiana (e anche da molte altre culture) e si è persa in gran parte la sua preziosa valenza di orientamento, non solo nel senso che le persone raramente sanno seguirne le benefiche indicazioni, ma anzi in alcuni casi le rifuggono come malvagie.

    segue..

  9. Registrato da
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    Re: Il dolore emotivo

    Il SENSO della SOFFERENZA

    (Trato da: relazioniinarmonia.i t - scheda di Enrico Cheli e Adele De Gaetani )

    Stravolto nel suo significato profondo, in un mondo contrassegnato da repressioni e distorsioni che hanno generato ogni tipo di perversione, il piacere ha perso del tutto la bussola in certe persone.
    Ma la colpa non è del piacere, bensì di coloro che lo hanno demonizzato, così come hanno demonizzato tutto ciò che di buono la dimensione materiale e corporea offre all'umanità.

    Certo, dobbiamo sempre chiederci se ciò che facciamo (o omettiamo di fare) può danneggiare qualcuno o anche noi stessi, ma se così non è, possiamo tranquillamente goderci il piacere e seguirne le indicazioni.
    Si pone, qui, il problema di che cosa voglia dire "fare del male a qualcuno": un genitore punendo il figlio lo fa soffrire ma lo fa (spesso, non sempre) per il suo bene.
    Un figlio che se ne va di casa fa soffrire i genitori, ma la colpa può non essere sua, bensì dei genitori troppo assillanti che pretendevano di possederlo e controllarlo.

    Analogamente, chi si separa dal coniuge, fa soffrire il partner e i figli, ma spesso non ha alternative e applica il principio "meglio una fine sofferta che una sofferenza senza fine".

    segue..

  10. Registrato da
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    Re: Il dolore emotivo

    Il SENSO della SOFFERENZA

    (Trato da: relazioniinarmonia.i t - scheda di Enrico Cheli e Adele De Gaetani )

    Dobbiamo quindi saper distinguere i vari casi, tenendo inoltre presente che non sempre la vittima è innocente come sembra, e può anzi aver iniziato lei stessa l'escalation che poi porta l'altro (il presunto persecutore) ad agire in un certo modo portatore di dolore.

    Teniamo altresì presente che vi sono vari livelli di piacere: il piacere fisico, quello emozionale, quello mentale e quello spirituale. Sviluppando la propria sensibilità e sensitività le sensazioni di piacere saranno avvertibili in modo più nitido, come pure quelle di dolore, e sarà più agevole orientarsi, cercando di evitare le strade portatrici di dolore e seguire quelle portatrici di piacere, gioia, armonia o qualsiasi altro nome si voglia dare alle sensazioni piacevoli.

    Per concludere, possiamo dire che la capacità di sentire il dolore e il piacere è una funzione da riabilitare e comprendere; una funzione indispensabile per tutti coloro che vogliono essere se stessi e saper individuare la propria vera strada.

    segue..

  11. Registrato da
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    Re: Il dolore emotivo

    Il SENSO della SOFFERENZA

    (Trato da: relazioniinarmonia.i t - scheda di Enrico Cheli e Adele De Gaetani )


    Da K. Gibran - Il Profeta

    Il dolore è per voi lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra comprensione.

    Come il nocciolo del frutto deve rompersi affinché il suo cuore sia esposto al sole, così voi dovete conoscere il dolore.

    Se solo conservaste in cuore lo stupore per i quotidiani miracoli della vita, il dolore non vi parrebbe meno meraviglioso della gioia;
    e accettereste le stagioni del cuore come avete accettato sempre le stagioni che sui campi si susseguono.

    Così, attraversereste serenamente gli inverni del vostro dolore.

    Molto del dolore che provate è da voi stesso scelto.
    E l'amara pozione con cui il medico che sta in voi guarisce l'infermo che anche è in voi.

    Confidate dunque nel medico, e bevete il suo rimedio in sereno silenzio: poiché la sua mano, seppur pesante e dura, è guidata da quella tenera dell'Invisibile.

    E la coppa che vi porge, benché bruci le vostre labbra, è fatta con la creta che il Vasaio ha inumidito con le stesse sacre lacrime.




    * * * * * *

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  12. Registrato da
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    Re: dolore emotivo

    Il SENSO della SOFFERENZA

    (Trato da: relazioniinarmonia.i t - scheda di Enrico Cheli e Adele De Gaetani )


    Da K. Gibran - Il Profeta

    La vostra GIOIA non è che il vostro dolore senza maschera.

    E il medesimo pozzo da cui sgorga il vostro riso più volte si è riempito delle vostre lacrime.

    Come può essere se non così?
    Più profondamente scava il dolore nel vostro essere e più è la gioia che potete contenere.

    Non è la coppa che contiene il vostro vino quella stessa che il vasaio ha arso nel suo forno?

    E non è il liuto che vi distende lo spirito quello stesso legno che le lame hanno incavato?

    Quando siete lieti guardate a fondo nel vostro cuore e troverete che la gioia proviene da ciò che vi ha dato dolore.

    Quando siete nel dolore guardatevi ancora nel cuore, e vedrete che in verità piangete per ciò che è stato il vostro diletto.

    Alcuni tra voi dicono, "la gioia è più grande del dolore", e dicono altri, "no, più grande è il dolore."
    Ma a voi io dico che sono inseparabili.

    Insieme giungono, e quando l'una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l'altro dorme nel vostro letto.

    In verità siete sospesi come bilance tra la gioia in voi e il dolore.

    Solo se siete vuoti restate immobili e in equilibrio.
    Allorché il tesoriere vi solleva per pesare l'oro suo e l'argento, non possono la vostra gioia e il dolore non alzarsi o ricadere.
    Ultima modifica di anna1401; 26/04/2016 alle 23:13

  13. Registrato da
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    Un’emozione non espressa è un DOLORE DA SOPPORTARE

    (Tratto da: viverepiusani.it)


    Se avete qualche dolore localizzato, vi consigliamo di analizzare le vostre emozioni e di cercare di curarle al fine di trovare sollievo dal disturbo fisico.Anche se è difficile da credere, i problemi psicologici si riflettono sul nostro corpo.

    Tutto ciò che non esprimiamo si accumula dentro di noi e può essere la causa di una malattia.
    Sì, esatto, è proprio così.
    “Ciò che non si esprime a parole, viene fuori sotto forma di dolore”.
    Ricordate sempre questa frase, perché vi aiuterà a parlare dei vostri sentimenti e dei vostri pensieri.

    Nel nostro articolo di oggi vi racconteremo perché le emozioni ci fanno ammalare e, ovviamente, come è possibile evitarlo.

    Il corpo può inviare molti segnali, anche se lo ignoriamo. Quando non esprimiamo e non parliamo delle nostre emozioni per molto tempo, si accumulano e possono scatenare delle malattie.

    La paura, l’invidia, le critiche… Tutto finisce in una specie di “scrigno” che serve solo a farci stare male, sia dal punto di vista mentale sia da quello fisico.

    La malattia è un messaggio che ci invia il nostro copro per farci capire che esiste un blocco emotivo o qualche aspetto della nostra vita che dovremmo cambiare o eliminare.

    Quando non andiamo nella direzione giusta, quando chiudiamo la bocca pur di non scatenare un litigio o evitiamo certi argomenti pur di non rovinare i nostri legami, sorgono i sintomi e i dolori.

    Molte malattie nascono dalle emozioni. In base al sentimento che ci affligge o che soffre uno squilibrio, ne risentirà un organo o un altro, una parte del corpo o un’altra.

    Il dolore è un campanello d’allarme e non possiamo certo ignorarlo.
    Quando inizia, è necessario fermare tutto e capire quali sono i pensieri o le idee negative che hanno messo delle radici così profonde nella nostra vita da farci stare male.

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  14. Registrato da
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    Re: Un’emozione non espressa è un DOLORE DA SOPPORTARE

    (Tratto da: viverepiusani.it)


    Un’emozione negativa, una malattia


    Esiste una specie di legame o relazione psicosomatica tra un pensiero e un sintomo. Forse non serve andare dal dottore per farsi visitare e farsi prescrivere una cura, bensì è necessario fare un lavoro di introspezione per migliorare i propri pensieri e, così, la propria salute.
    Lo stress può essere la causa scatenante di ulcere o attacchi di cuore , dalla depressione può dipendere la ma ncanza di en ergie o l’aumento d’appetito… Il linguaggio somatico è facile da comprendere. Vediamo quali sono i dolori e i problemi più frequenti che hanno un origine emotivo.


    Testa
    La testa, la nostra connessione con l’esterno, può far male tutti i giorni a causa di un’accelerazione del battito cardiaco o di un restringimento delle arterie.
    Questo problema indica l’incapacità di comunicare o di esprimere sentimenti basilari, come l’amore.


    Collo

    Il collo mette in relazione la mente e il corpo. Quando si fa fatica a muovere il collo, non sempre dipende da un’errata postura assunta di notte, ma anche da una visione limitata e rigida della vita.
    L’ostinazione e una mentalità chiusa, oltre ad un eccesso di stress, possono essere la causa di dolori al collo.

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  15. Registrato da
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    Re: Un’emozione non espressa è un DOLORE DA SOPPORTARE

    (Tratto da: viverepiusani.it)


    Un’emozione negativa, una malattia


    Schiena e spalle

    Quando risolviamo un problema, diciamo che ci siamo “tolti un peso dalle spalle”.
    Questo carico che trasportiamo ha a che vedere con i sentimenti o le esperienze del passato che ancora non sono stati perdonati o dimenticati.
    Nella schiena troviamo la colonna vertebrale, quel pilastro che ci permette di svolgere tutte le nostre attività. Il dolore in questa zona indica che c’è qualcosa che non va e che abbiamo bisogno di alleggerire il peso delle nostre emozioni.


    Cuore

    Questo organo è collegato all’amore, ma anche ad altre emozioni come l’odio.
    È il centro dei sentimenti e le complicazioni che lo riguardano possono essere dovute alla presenza di situazioni complesse o disperate.
    A volte siamo andati troppo oltre con una relazione o abbiamo fatto troppa attenzione ad alcuni aspetti che non sono per niente sani.


    Piedi

    Ci permettono di camminare, ma sono anche fonte di stabilità.
    I piedi ci trasmettono sicurezza e i problemi di questa area del corpo indicano che non ci sentiamo sicuri, che non sappiamo che strada prendere o cosa fare in futuro e quali sono i nostri progetti.


    Sapevate che, inoltre, le allergie indicano la presenza di una grande paura, che l’ipertensione può essere dovuta ad uno stato di allerta costante e che le infezioni urinarie sono la conseguenza dei sentimenti negativi che infestano le nostre relazioni personali?

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  16. Registrato da
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    Re: Un’emozione non espressa è un DOLORE DA SOPPORTARE

    (Tratto da: viverepiusani.it)


    Come canalizzare le emozioni ed evitare di ammalarsi


    Forse penserete che solo le emozioni negative possono farci ammalare, eppure non è così. Un eccesso di allegria, per esempio, può causare un’iper-eccitazione e danneggiare il cuore.
    Vediamo alcuni consigli che possono esservi utili per canalizzare i vostri sentimenti e prevenire le malattie.

    Liberarsi delle emozioni eccessive


    Un buon modo di iniziare è identificando quali sono le vostre emozioni più frequenti ed eccessive.
    Che siano positive o negative, si accumulano dentro di voi e possono diventare nocive.

    Per esempio, il risentimento o il rancore sono emozioni nocive. Come si fa a liberarsene? Perdonando.

    Questa tecnica è molto utile, perché ci permette di liberarci di tutto ciò che ci tormenta e che ci aiuta ad abbandonare il gran peso che sopportiamo.

    Una volta capito quali sono le emozioni che vi fanno stare male ed esservi impegnati per eliminarle dalla vostra vita, è necessario evitare una ricaduta.

    Se, per esempio, avete riconosciuto che la mancanza di tolleranza è per voi un problema grave, allora dovete evitare le situazioni che vi rendono impazienti.
    Finché non sarete sicuri di aver estirpato quel sentimento alla radice, dovete allontanarvi dalle situazioni scatenanti.

    segue..

  17. Registrato da
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    Re: Un’emozione non espressa è un DOLORE DA SOPPORTARE

    (Tratto da: viverepiusani.it)


    Parlare con la famiglia e con gli amici

    Le persone che amiamo sono un’ottima medicina per il dolore dell’anima. Forse è arrivato il momento di parlare con loro e spiegare tutto ciò che provate e che vi siete tenuti dentro per anni.
    Non importa se pensate che è meglio non far riaffiorare vecchi ricordi: perdonare e guarire fa bene sia a voi sia agli altri.

    Entrare in contatto con la natura


    Fare una passeggiata al parco, andare in vacanza in montagna, fare yoga o meditazione sulla spiaggia, fare un bagno al fiume o fare qualche esercizio all’aria aperta è un ottimo modo per liberarsi dei sentimenti negativi e nocivi.



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