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Risultati da 1 a 17 di 17
Questa discussione dal titolo Le Zecche è all'interno del forum Medicine naturali; Le zecche sono Artropodi (non sono insetti ma grossi Acari) parassiti esterni obbligati di numerosi animali compreso ...
  1. #1
    L'avatar di anna1401
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    Le Zecche

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    Le zecche sono Artropodi (non sono insetti ma grossi Acari) parassiti esterni obbligati di numerosi animali compreso l’uomo. Sono ematofagi in tutti i loro stadi di sviluppo. Il ciclo comprende 3 stadi larva-ninfa-adulto.
    Dall’uovo sguscia una larva (che possiede solo 3 paia di zampe) che per svilupparsi nello stadio successivo, quello di ninfa (4 paia di zampe), deve necessariamente fare un pasto di sangue ed ugualmente la ninfa, per passare allo stadio adulto (maschio o femmina), deve assumere altro sangue.
    Solo i maschi adulti di alcune specie non pungono, mentre tutte le femmine non possono deporre le loro uova se non si cibano.

  2. #2
    L'avatar di anna1401
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    Le zecche hanno una grande resistenza all’attesa del pasto, mesi ed in alcuni casi anche anni.
    Gli ospiti su cui si possono cibare sono numerosissimi e spesso non esiste una specificità parassitaria, o meglio pur avendo delle preferenze nella scelta della specie da attaccare (mammiferi, uccelli, rettili, ecc.) hanno una elevata capacità di adattarsi e quindi cibarsi sul primo ospite disponibile.
    Il loro ruolo patogeno nei confronti degli animali domestici e da reddito, nonché dell’uomo, è molto importante. Molti sono i microrganismi patogeni trasmessi dalle zecche fra protozoi, batteri, rickettsie e virus.

  3. #3
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    Le Famiglie

    Le zecche (sottoclasse Acari, ordine Ixodida) sono suddivise in 2 famiglie: Argasidae (circa 90 specie) ed Ixodidae (circa 680 specie). La differenza morfologica principale fra le due famiglie sono gli scudi chitinizzati, cioè rigidi, che rivestono il corpo degli Ixodidi mentre mancano negli Argasidi i quali presentano un aspetto esteriore cuoioso.
    Questa differenza è evidenziata nella terminologia usata comunemente per indicare questi due gruppi, gli Ixodidi vengono infatti chiamati “zecche dure” mentre gli Argasidi “zecche molli”.

  4. #4
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    Le principali differenze nella biologia fra Argasidi è Ixodidi sono sintetizzabili nella scelta degli ospiti in quanto le zecche molli sono in genere parassite di uccelli mentre le zecche dure attaccano mammiferi, uccelli, ecc., e nella modalità di assumere il sangue, le zecche molli (ad eccezione delle larve) in genere effettuano pasti di breve durata (da pochi minuti a qualche ora) mentre le zecche dure possono rimanere infisse con il loro apparato boccale nella cute degli ospiti anche per alcuni giorni.

  5. #5
    L'avatar di anna1401
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    Le zecche dure effettuano solo tre pasti nel corso della loro vita, nel passaggio da uno stadio all’altro ed alla deposizione delle uova; le zecche molli hanno stadi intermedi di ninfa (che possono essere fino a 4) in corrispondenza di ciascuno dei quali effettuano pasti di sangue che si aggiungono a quelli della larva e dell’adulto. Fra le altre differenze si ricorda solo il numero di uova prodotte che negli Argasidi è in genere limitato a non oltre 200, mentre le femmine degli Ixodidi, pur variando a seconda della specie, depongono alcune migliaia di uova, fino a casi eccezionale di 12.000.

  6. #6
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    Le Zecche Molli

    La zecca molle più nota in Italia è Argas reflexus, la comune zecca del piccione.
    A.reflexus è nota per le infestazioni riscontrate nei centri storici cittadini ove sono presenti colonie di piccioni che nidificano in sottotetti, torri, edifici abbandonati, campanili, soffitte finestrate, ecc.. Quando le popolazioni di zecche diventano numerose o quando vengono allontanati i volatili le zecche non avendo più disponibilità di ospiti si spostano dai nidi ove naturalmente risiedono e possono entrare all’interno delle sottostanti abitazioni e pungere l’uomo.

  7. #7
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    Sono solifughe ed in genere effettuano il pasto durante le ore notturne quando gli ospiti, compreso l’uomo, dormono. Durante il giorno si rifugiano in anfratti e fessure.
    Oltre che per i parassiti in grado di trasmettere A.reflexus è nociva in quanto durante il pasto di sangue secerne tossine prodotte dalle ghiandole salivari nocive per l’uomo. L’ipersensibilità dovuta ad aggressioni continue può determinare reazioni, anche anafilattiche, molto gravi per l’uomo.

  8. #8
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    Le Zecche Dure

    A differenza degli Argasidi il dimorfismo sessuale degli Ixodidi è evidente grazie allo scudo dorsale che nei maschi copre tutto il corpo mentre nella femmina solo una piccola parte anteriormente.
    A questa famiglia appartiene la zecca del cane Rhipicephalus sanguineus.
    Rh.sanguineus è fortemente legata, soprattutto negli stadi immaturi (larve e ninfe), al cane ed è tipica degli ambienti circoscritti e chiusi in cui l’animale vive; per questo è meno frequente nei cani randagi rispetto a quelli che vengono mantenuti in ambienti recintati.

  9. #9
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    Ma probabilmente la zecca che desta le maggiori preoccupazioni soprattutto nell’Italia del centro e del nord è Ixodes ricinus a volte comunemente chiamata zecca dei boschi o zecca del capriolo.
    E’ possibile essere attaccati da questa zecca durante passeggiate ed escursioni in campagna, collina e montagna (più frequente al di sotto di 1000 metri slm). I margini dei boschi, vicino ad arbusti, i bordi dei sentieri sono i luoghi in cui è più facile trovarla mentre è in attesa di compiere il pasto di sangue. Gli stadi immaturi per l’alimentazione sono legati in modo particolare a micromammiferi, mentre gli adulti si cibano soprattutto su grandi animali (caprioli, daini, ecc.).

  10. #10
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    Esistono 2 picchi stagionali in cui si riscontrano popolazioni più consistenti che sono la primavera e la tarda estate, inizio autunno.
    In Europa I.ricinus è il vettore di Borrelia burgdorferi, una spirocheta che provoca la cosiddetta Malattia di Lyme. I primi sintomi di questa patologia, che in Italia sembra in aumento, sono a livello della cute, ma poi nel corso dei mesi provoca artriti, problemi cardiaci e neurologici.
    Particolare preoccupazione riveste anche una encefalite di origine virale (TBE) che questa zecca è in grado di trasmettere.

  11. #11
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    Quali sono le malattie trasmesse dalle zecche?

    Le zecche sono dei piccoli acari che possono trasmettere infezioni batteriche, una parassitosi e delle virosi, come le febbri emorragiche e l’encefalite verno –estiva russa.

  12. #12
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    Quali sono le caratteristiche delle febbri emorragiche?

    Le febbri emorragiche, caratterizzate da una sindrome emorragica e/o un’encefalite, sono provocate da flavivirus trasmessi dalle zecche.
    Ne fanno parte la malattia MFK e quella di FHO il cui periodo di incubazione va dai tre agli otto giorni. Inizia con febbre a 40°, cefalea, eruzione papulo - vascicolare e possono intervenire complicazioni.
    La febbre emorragica di Crimea – Congo invece hanno una mortalità molto elevata e sono frequenti le epidemie. Nelle forme più gravi un’insufficienza epatorenale conduce alla morte tra il sesto ed il quattordicesimo giorno, nelle forme meno gravi lo stato del malato migliora a partire dal decimo giorno.

  13. #13
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    Come si presenta l’encefalite verno-estiva russa?

    Si tratta di una virosi trasmessa dal morso di una zecca del genere Ixodus. E’ presente soprattutto nelle campagne ma sono stati riscontrati casi anche nei parchi pubblici, alla periferia delle grandi città dell’ Europa orientale e nei paesi dell’ex Unione Sovietica, in Danimarca, in Svezia e in Finlandia.
    La trasmissione avviene durante il periodo di attività delle zecche, da maggio a ottobre, e sono particolarmente esposti al rischio di contagio gli escursionisti ed i campeggiatori.
    Esiste un vaccino ed è disponibile anche in Italia.

  14. #14
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    Che cos’è la malattia di Lyme?

    Si tratta di una malattia dovuta a un batterio della famiglia delle spirochete, trasmessa dalle zecche del genere Ixodes. Dopo il morso compare una lesione precoce estensiva, seguita un mese più tardi da manifestazioni neurologiche, cardiache o articolari. Tutti gli stadi della malattia rispondono agli antibiotici.

  15. #15
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    Come proteggersi dalle zecche?

    Il rischio di contrarre una malattia attraverso le zecche è minimo e può essere ulteriormente limitato con l’uso di insetticidi e seguendo alcuni consigli di prevenzione:
    - non camminare mai a piedi nudi nelle regioni infestate;
    - non mettere la mano o il piede in un luogo che può nascondere qualcosa;
    - scuotere le scarpe e i vestiti e non trascinarli per terra;
    - chiudere ogni fessura con un telaio reticolato;
    - in caso di sosta, durante una passeggiata, su un terreno impervio, pulire lo spazio sul quale vi istallerete.

  16. #16
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    Come estrarre la zecca

    Questo parassita è minuscolo e si attacca alla pelle del proprio 'ospite' infilandovi la bocca uncinata. E' molto importante eliminare le zecche rapidamente perchè, se si da il tempo di insediarsi, la possibilità di trasmettere malattie diventa molto elevata. E' importante accertarsi, quando si estrae una zecca, di aver estratto tutta la testa perchè se rimane una parte nel corpo può provocare infezioni o creare delle cisti. Fate attenzione dunque, ad usare accorgimenti atti a non strappare il solo corpo. Uno dei metodi semplici per estrarre tutta la zecca, è quello di bagnarla totalmente con dell'olio, usando un batuffolo di cotone intriso ed a contatto con la zecca, quindi attendere che dopo alcuni minuti estragga la bocca e cerchi di spostarsi, è quello il momento di afferrarla con un fazzolettino o una pinzetta. La piccola ferita sulla pelle va poi disinfettata.

  17. #17
    L'avatar di vvalesi
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    zek killer

    E' un'operazione un pò delicata e non ci vuole fretta: conviene prima "stordire" la zecca con un batuffolo di cotone intriso in etere o alcool etilico: lo si tiene appoggiato sulla zecca augurandole una buona sbornia. Dopo qualche minuto la zecca è "cotta": si prende una pinzetta che faccia una buona presa(tipo quelle per sopracciglia), si afferra la zecca cercando di stare più possibile vicino alla pelle, perche' bisogna cercare di far presa non sul suo ventre, ma il più possibile vicino alla testolina: quando si è sicuri della presa non bisogna esitare e con mossa decisa(potente ma non brusca) si estrae il parassita. Terminata l'operazione ricordarsi di uccidere la zecca e disinfettare la parte. Auguri

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