Questa discussione dal titolo I Gemelli è all'interno del forum Medicine naturali; Dopo la gioiosa confusione che accompagna il momento in cui gli esami confermano lo stato di gravidanza ...
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I Gemelli
Dopo la gioiosa confusione che accompagna il momento in cui gli esami confermano lo stato di gravidanza arriva il giorno della prima ecografia. Con il batticuore si attende di vedere l’immagine di quello che sarà nostro figlio; il bambino che tra un po’ di mesi terremo fra le braccia... che emozione! Il ginecologo muove la sua sonda ecografica con calma, professionalità, ma quasi subito si ferma assumendo un’espressione un po’ perplessa: Oddio! C’è qualcosa che non va? “Signora, nella sua famiglia ci sono casi di gemelli? Perchè qui, se non sbaglio, i bambini sono due!”
DUE? Il batticuore diventa un rullo furioso di tamburi. DUE insieme!! Come faremo con due?
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Tutti i programmi che abbiamo abbozzato per il “dopo parto” vanno a gambe all’aria. La nonna non ce la farà di sicuro ad occupasi di due neonati contemporaneamente.. . e così le spese si raddoppiano... e non ci basterà lo spazio in casa... e chissà quando potrò tornare al lavoro... e... oh poveri noi! Moriremo di fatica tutti quanti...
Per non parlare poi della preoccupazione della gravidanza e il parto, che subito appaiono come imprese titaniche, piene di rischi e di insidie.
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Se in casa ci sono altri bambini i genitori si sentono sopraffatti. Se invece la gravidanza gemellare è la prima, l’inesperienza ingigantisce i timori, che non si moltiplicano per due ma per dieci. L’unico caso in cui la notizia viene solitamente accolta senza sbigottimento è quello in cui la gravidanza è frutto di una fecondazione assistita, sia perchè il desiderio d avere figli è così intenso da superare ogni paura sia perchè le coppie con problemi di sterilità sanno fin dal principio che le gravidanze plurime non sono affatto rare in queste circostanze. Anche il fatto che in famiglia si siano già verificate nascite gemellari fa sì che venga messa in preventivo un’evenienza del genere e quindi si sia più preparati ad accettarla.
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I problemi dell’attesa
Ma è davvero così terribile mettere al mondo due gemelli? La risposta è no, se la questione viene affrontata con calma e con criterio. Dopotutto, è una cosa che ogni anno, in Italia, capita a 5600 donne! Tuttavia, senza dubbio è vero che quando si aspettano due gemelli la gravidanza va seguita con più attenzione per tutelare sia la salute della madre che quella dei bimbi. La futura mamma deve poi mettere in conto qualche fastidio in più, dovuto all’eccessivo ingrossamento dell’utero: una certa difficoltà a respirare, frequente necessità di urinare, qualche doloretto al torace e alla schiena, una notevole stanchezza.
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Per quanto riguarda lo stile di vita, innanzitutto e importante l’alimentazione, che andrebbe integrata quotidianamente con acido folico, proteine animali (fero e calcio), vitamine (A, B, B12). Circa la quantità non si deve commettere l’errore di mangiare per tre: le calorie occorrenti sono 3000 al giorno ed è bene non superarle, per mantenere l’aumento di peso entro i limiti. Bisogna invece badare alla quantità della dieta, in cui devono essere presenti carboidrati, lipidi e proteine nelle giuste proporzioni. La gestante non deve abolire l’attività fisica, ma svolgerla con moderazione: mezz’ora di nuoto una volta la settimana ed esercizi di rilassamento (ottimo, per esempio, lo Yoga) andranno benissimo. Questo perchè il rischio più frequente è quello del parto prematuro (verso la 37 38 settimana), cosa che rende consigliabile anche interrompere l’attività lavorativa fino al 5° mese.
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In sala parto pronti a vedere doppio
La scelta tra parto naturale e parto cesareo dipende sicuramente da due fattori: alla conformazione del bacino e la posizione dei bambini nell’utero. Un’ accurata visita ostetricia è sufficiente per escludere difetti del bacino che potrebbero ostacolare il parto; con la radiopelvimetria si può stabilire se esiste o meno un giusto rapporto tra il bacino e la testa dei feti. Circa il secondo aspetto, la cosa più importante che il gemello situato in basso, quindi destinato a uscire per primo, non si presenti podalico o in orizzontale, ma con la testa: in caso contrario è generalmente indispensabile il taglio cesareo. Se invece è solo il secondo bambino che si presenta podalico, potrà essere estratto manualmente nel corso di un parto naturale. Sarà comunque l’ostetrico a stabilire, caso per caso, la soluzione migliore. Se si opta per il parto naturale, ci si aspetta di solito una minore durata del periodo di dilatazione. Il primo bambino nascerà come in un parto singolo. Dopodichè le contrazioni cesseranno per riprendere dopo alcuni minuti, evidentemente facilitato dalla somministrazione di ossitocina se non sono abbastanza forti.
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Anche se i bimbi sono nati a termine o modestamente prematuri, uno dei due può pesare qualche etto o un chilo meno dell’altro: ciò si verifica spesso se la placente è unica cioè se si tratta di due gemelli monozigoti. Il concepimento contemporaneo di due feti può infatti verificarsi in due diversi modi. Se accade che un solo spermatozoo fecondi un solo ovulo e che quest’ultimo, durante i primi 12 giorni di gravidanza, si divida in due metà, ciascuna delle quali si svilupperà poi autonomamente, si parla di gemelli monozigoti o monovulari (25 – 35% dei casi), che sono sempre dello stesso sesso e pressochè identici fisicamente.
Se invece si verifica il caso di due diversi ovuli, fecondati ciascuno da uno spermatozoo diverso, nasceranno due gemelli eterozigoti o biovulari ( 65-75% dei casi), che possono anche essere di sesso opposto e non somigliarsi più che se fossero semplicemente fratelli.
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“Organizzarsi” è la parola d’ordine
Bisogna prendere in mano la situazione fin dal terzo trimestre di gravidanza: l’alta probabilità di una nascita prematura rende infatti consigliabile anticipare di un mese la frequenza dei corsi di preparazione al parto e scegliere già al 5-6° mese l’ospedale in cui si vuole partorire, preferendone uno che abbia anche il reparto di patologia neonatale. Durante i mesi della gravidanza bisogna stabilire insieme agli altri componenti della famiglia come suddividere lo spazio e, possibilmente ,destinare all’accudimento dei due nuovi arrivati;
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se ci sono altri figli piccoli bisogna togliere di mezzo tutto ciò che può essere pericoloso (oggetti vari, detersivi, farmaci, ecc.) perchè occuparsi dei due neonati non permetterà di sorvegliare costantemente gli altri “cuccioli”.
Il periodo di permanenza in ospedale, più o meno lungo a seconda delle modalità del parto e delle condizioni fisiche dei bimbi, è utilissimo per farsi insegnare dal personale sanitario ad accudire i bambini e soprattutto ad allattarli al seno, impresa che all’inizio può presentare qualche difficoltà per trovare la posizione giusta fra le tre possibili ( presa sotto il braccio, posizione incrociata e posizione parallela) e per capire come andare in contro ai ritmi e alle esigenze di ognuno dei due.
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Fin dai primi giorni il coinvolgimento del padre è indispensabile e lo sarà ancor più dopo il ritorno a casa, dove la madre, impegnata da 12 a 15 poppate al giorno, non può certamente occuparsi d’altro. Inoltre spesso capita che l’allattamento al seno debba essere integrato da aggiunte col biberon e in questo casi il padre che impara a cavarsela col “bottiglino” sarà un aiuto utilissimo. Ma tutti i famigliari stretti dovrebbero essere disponibili a dare una mano: i nonni, ad esempio, sono figure insostituibili sia per l’aiuto pratico sia per “accompagnare” i fratelli dei gemellini ad accettarne la presenza senza sentirsi messi da parte e diventando invece partecipi della nuova situazione che si è creata in famiglia. La nonna, poi, può diventare quella preziosa “turnista” che consente alla mamma di dedicarsi in certi momenti ad uno dei due gemelli per volta. Starà alla sua sensibilità non sostituirsi alla figlia, ma sostenerla e rassicurarla evitando le critiche e dimostrando fiducia nelle sue capacità di madre.
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Attenzione all’ effetto coppia”
Le dinamiche relazionali che si instaurano fra i gemelli, hanno attirato l’attenzione di numerosissimi studiosi e sono oggetto di parecchie credenze comuni. Di queste, la più diffusa è che i gemelli siano, una sorta di “individuo doppio”, cioè che condividano pensieri, emozioni e sentimenti come se fissero un’unica persona. Questa è certamente un’idea troppo approssimativa, ma va detto che il legame fra i gemelli è veramente molto stretto, forte e complesso, soprattutto nel caso dei monozigoti che condividono lo stesso patrimonio genetico e quindi le stesse caratteristiche funzionali.
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I due bimbi ricercano il contatto reciproco
L’intimità fisica vissuta nei nove mesi di vita intrauternia si protrae anche dopo la nascita e fa si che i due bimbi ricerchino il contatto reciproco per calmarsi e rassicurarsi quando sono molto piccoli. Crescendo sviluppano una vicinanza psicologica che permette loro di capirsi al volo e di stabilire un’intesa totale; quando sono più grandicelli, si comportano come se fossero una piccola “banda” invincibile e autosufficiente. Il rischio è quello di diventare troppo dipendenti uno dall’altro e di isolarsi rispetto ai coetanei, imitandosi e proteggendosi a vicenda.
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ANNA POSSO DIRTI CHE ESSENDO GEMELLA.......VORREI LA POSSIBILITA' DI PARTORIRE DUE GEMELLI.......
IL RAPPORTO CHE HAI CON L'ALTRA PERSONA (ALMENO PER ME) è FANTASTICO.......... ..........
TAMARA
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Continua
Possono derivarne problemi di un certo peso: ad esempio è frequente che il linguaggio tardi a organizzarsi. La capacità di formulare frasi, che normalmente si sviluppa verso i 20 mesi, può comparire oltre i 30 mesi: il bisogno di comunicazione, infatti, è meno sentito perchè viene soddisfatto in gran parte dall’interazione con il gemello, che si realizza anche con semplici gesti, borbottii mezze parole spesso inventate o storpiate.
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criptofasia
Si può arrivare anche alla criptofasia, cioè ad un linguaggio “privato”, una specie di gergo incomprensibile agli altri. A volte uno dei due si assume il compito di comunicare con il resto del mondo e diventa quindi quello che esprime desideri e risponde alle domande, mentre l’altro tace. Intensificare gli scambi verbali con ciascuno dei due separatamente, anche leggendogli un libro o raccontargli una favola, attendere che rispondano entrambi quando ci si rivolge a loro, sollecitare la socializzazione di ciascuno con altri bambini, sono strategie efficaci per evitare o risolvere questi problemi.
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per tempesta

Originariamente Scritto da
tempesta77 ANNA POSSO DIRTI CHE ESSENDO GEMELLA.......VORREI LA POSSIBILITA' DI PARTORIRE DUE GEMELLI.......
IL RAPPORTO CHE HAI CON L'ALTRA PERSONA (ALMENO PER ME) è FANTASTICO.......... ..........
ALLORA TE LO AUGURO DI CUORE!.............. .................... ....
ciao, anna
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Originariamente Scritto da
anna1401 ALLORA TE LO AUGURO DI CUORE!.............. .................... ....
ciao, anna
GRAZIE..........
MAGARI.............. ......
TAMARA
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Miti, credenze, pregiudizi e... un po’ di storia
Fin dalle epoche più remote i gemelli hanno suscitato l’interesse della scienza e impressionato la fantasia dell’uomo comune; nelle popolazioni primitive non è raro che fossero addirittura oggetto di crudeli superstizioni. Ma anche ai nostri giorni i gemelli sono visti come un fenomeno insolito, un “simpatico” capriccio della natura, e questo modo di considerarli mantiene in vita credenze popolari che possono da luogo ad atteggiamenti sbagliati nei loro confronti.
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Ci credereste che...
La popolazione africana dei Chagga riteneva necessario sopprimere uno dei gemelli nella convinzione che se fossero sopravvissuti entrambi, uno di loro avrebbe ucciso i genitori.
Presso la tribù di indiani abitanti sulla costa del Pacifico i genitori dei gemelli venivano cacciati dal villaggio e costretti a vivere isolati nella foresta fino a quando uno dei due gemelli non fosse morto.
La tribù ugandese dei Baganda considerava la nascite dei gemelli un auspicio favorevolissimo per la crescita dei banani che fornivano loro il principale alimento quotidiano. I genitori dei gemelli propiziavano questa crescita danzando nei frutteti dei loro amici.
In Alaska esisteva una tribù presso la quale la nascita dei gemelli era considerata un fenomeno nefasto. Per questo motivo, il padre doveva ripudiare la compagna e i bimbi venivano subito uccisi.
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Non è vero che...
Ogni coppia gemellare è composta da un gemello “buono e da uno “cattivo”. Si tratta di una credenza che deriva da miti antichissimi: Giacobbe ed Esaù ne sono l’esempio forse più conosciuto. Questo stereotipo, che danneggia la libera espressione dell’individualità, viene alimentato (a volte dagli stessi genitori) se si “etichettano” i bambini in base alle normali differenze di temperamento e di carattere.
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