Questa discussione dal titolo Lo stress del turista è all'interno del forum Medicine naturali; Vicini d’ombrelloni maleducati o troppo invadenti e pettegoli, cellulari che suonavano senza interruzione obbligandoci nostro malgrado ad ...
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Lo stress del turista
Vicini d’ombrelloni maleducati o troppo invadenti e pettegoli, cellulari che suonavano senza interruzione obbligandoci nostro malgrado ad ascoltare contenuti di conversazioni di cui avremmo fatto volentieri a meno, bambini che correvano tra i lettini incuranti di imbrattarci di sabbia, effusioni al limite della decenza, giochi di spiaggia chissà perché proprio dove eravamo noi, potevano mettere a dura prova il nostro sistema nervoso e, complice il caldo, a renderci anche aggressivi.
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Elevato grado di tolleranza
Per sopravvivere ai vicini d’ombrellone, in particolare, sembra si richieda un elevato grado di tolleranza nonché disponibilità ad accettare che il nostro "spazio personale" possa subire una drastica riduzione. La distanza dei lettini tra loro è difatti significativa ed emblematica della relazione, più o meno intensa, esistente tra i confinanti, molti dei quali vivono la spiaggia alla stregua di vero e proprio territorio da conquistare e difendere strenuamente.
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La "prossemica"
è quella branca facente parte della semiologia (scienza dei segni linguistici e non linguistici) che studia il significato dei rapporti di spazio all’interno della comunicazione umana; secondo tale branca l’essere umano si troverebbe al centro di 4 cerchi concentrici, uno sempre più ampio dell’altro, definibili come spazi o zone personali:
la zona intima si estenderebbe dalla persona sino a 50 cm.
2) la zona personale da 50 cm. a mt. 1,20.
3) la zona sociale da mt. 1,20 a mt. 2,40.
4) la zona pubblica che si estenderebbe sino a mt. 8 e oltre.
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sofferenza per l’invazione degli spazzi
1) L’«invasione» di uno di questi spazi può provocare in taluni soggetti una vera e propria sofferenza (tensione psicologica, senso di vulnerabilità, oppressione, ansietà), che testimonia l’importanza della nostra disponibilità a concedere fiducia solo a chi percepiamo meritevole di instaurare una relazione con noi. Non sempre le vacanze rappresentano un periodo di effettiva pausa rigenerante, dispensatrice di reale benessere e distensione psicofisica.
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in alcuni casi... delusione!
In alcuni casi esse, per essere affrontate, richiedono un notevole investimento di energie (non sempre disponibili), dal momento che costituiscono comunque una situazione di sollecitazione e forte cambiamento rispetto all’usuale routine quotidiana. Molti di noi sono già rientrati dai luoghi di villeggiatura, altri si apprestano a partire, con l’aspettativa di vivere quei giorni all’insegna del relax, peccato però che qualcuno ritorni invece a casa propria deluso, stanco e amareggiato...
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programmazione con cognizione di causa
Le vacanze evocano giustamente un’opportunità, un’occasione di cambiamento, che va però programmata e vissuta con cognizione di causa ed alcune riserve. Sbaglia chi parte con l’intento di attuare (affannosamente) in quei giorni tutto quanto non gli è riuscito durante l’anno, esponendosi così al rischio di veder vanificare i (troppi e a volte esagerati) propositi; vacanze ricche di troppi stimoli, viaggi lunghi, radicali cambiamenti del proprio stile di vita possono di fatto logorarci.
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spazio ai tempi fisiologici
La reale capacità di scaricare le tensioni, riordinare i pensieri, attivare le nostre potenzialità creative e progettuali non deve più richiamare i tempi lavorativi e produttivi che ben conosciamo, bensì lasciare spazio a tempi non programmati, più fisiologici, liberi. La capacità stessa di riadattarsi, una volta a casa, ai ritmi legati al sonno, al lavoro, all’alimentazione sarà più pronta, e ci impedirà di soffrire del famigerato "stress da rientro".
Fonte: “La Provincia” CO Giovedì 01/09/05 Gabriella Anania
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centro di gravità
io credo che sia necessario staccare periodicamente dale proprie abituali occupazioni, per creare quei "piccoli" stress e squilibri che sono in grado di far affiorare nuove idee e sucitare nuovi stimoli: perchè è allora che il cervello (e quindi anche il nostro corpo) invecchiano: quando si adeguano, quando si adattano, quando pensiamo che ogni partita sia chiusa e ci adagiamo sulle facili o difficili comodità della routine,...
quando stiamo troppo tempo in equilibrio
er cui non sono d'accordo con Battiato quando recita"cerco un centro di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente"...
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Sono d’accordo, infatti per quanto mi riguarda, io vivo sempre delle vacanze “stressanti”, nel senso che non mi fermo mai e cerco di fare e vedere più cose possibili.
Sono sempre in movimento, di giorno per visitare e scoprire i luoghi in cui mi trovo, di sera per divertirmi e spassarmela.
Non sono un tipo da “sole e mare”, non per tutta la vacanza almeno, ma preferisco vivere una vacanza a tappe, con più località da toccare.
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Originariamente Scritto da
anna1401 cellulari che suonavano senza interruzione obbligandoci nostro malgrado ad ascoltare contenuti di conversazioni di cui avremmo fatto volentieri a meno,
Li ascolti e ti metti a sghignazzare facendoti notare senza problemi, così loro si imbarazzano e smettono o si allontanano.

Originariamente Scritto da
anna1401 bambini che correvano tra i lettini incuranti di imbrattarci di sabbia,
Sgambetto: alla seconda volta che passano, allunghi la gamba a mo’ di ostacolo 110m hs, loro cadono inghiottendo una discreta quantità di sabbia, con il risultato che ci pensano due volte prima di ripassare nelle vicinanze.

Originariamente Scritto da
anna1401 effusioni al limite della decenza,
Ti munisci di telefonino e inizi a riprenderli spacciandoti per uno studente fuori-corso della scuola sperimentale di cinema. Anche qui, l’imbarazzo li farà smettere.

Originariamente Scritto da
anna1401 giochi di spiaggia chissà perché proprio dove eravamo noi
Di solito fatti con palloni o palline.
Avere sempre a portata di mano un coltellino svizzero e una mela; quando l’oggetto arriva sulla tua salvietta, lo buchi accampando la scusa di aver sbagliato bersaglio.
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off limits
ho capito hello, sei come vasco, vuoi una vita...spericolata.. .
e proponi impostazioni pedagogiche cognitivo-comportamentali off limits
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... però bisogna ammettere che ci ha proposto degli ottomi suggerimenti... da mettere eventualmente in pratica quando la cosa diventa insopportabile!
Grazie hollO!
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A volte sono pericolosi, però.
Se ti trovi davanti un energumeno che non sta allo scherzo, rischi l'osso del collo.
In quel caso l'unica soluzione, per me, rimane la fuga in acqua: sono un buon nuotatore ed è difficile che mi acchiappi.
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... e per quelli che non sono come te? cioè dei buoni nuotatori?
avresti un'altra idea per caso? ( visto che ti abbondano!)
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cavoli romani
nartra bona idea ce la vrebbe r sottoscritto monny de trastevere
nun sono boni a nnotà ? ...cavoli sua...
monny
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