Questa discussione dal titolo scienza o non scienza è all'interno del forum Medicine naturali; Nel 1633 Galileo fu costretto a pronunciare la sua famosa abiura, pressato dall'inquisizione e minacciato di morte ...
-
scienza o non scienza
Nel 1633 Galileo fu costretto a pronunciare la sua famosa abiura, pressato dall'inquisizione e minacciato di morte sul rogo.
Sorte peggiore era toccata, il 17 febbraio del 1600 a uno dei più grandi intelletti dell'umanità, Giordano Bruno: l'ammirazione dei posteri per la sua altissima figura morale, non ha impedito che il suo pensiero rimanesse confinato in una nicchia nascosta nella storia del pensiero filosofico ocidentale e soprattutto non influenzasse il cammino della scienza che avrebbe potuto ricevere la stessa scossa rivoluzionaria che di fatto ricevette dal più fortunato e accomodante Galileo.
-
corsi e ricorsi storici
Il cammino scientifico(e non è questo che si vuole mettere in discussione)
ripropone, in modo non violento fisicamente, come nella teoria dei corsi e ricorsi storici di Giovanbattista Vico, la stessa intransigenza nei confronti delle
"eresie" religiose e sientifiche che caratterizzava l'inquisizione nei secoli bui, come anche lo stesso disprezzo per il patrimonio culturale, non privo di contenuti scientifici, di civiltà parallele alla nostra, che con orgoglio coloniale
l'Occidente ha sempre considerato inferiori.
-
-
due pesi e due misure
Intransigente con gli altri, la Scienza è indulgente con se stessa: nel pretendere che tutto sia "dimostrato" per essere considerato vero, dimentica di posare la propria logica su "postulati" indimostrabili, concettualmente simili
a affermazioni dogmatiche.
La stessa Geometria, regina delle scienze "esatte", poggia sui postulati di Euclide, e crollerebbe se questi fossero discutibili ( dando di fatto luogo a geometrie non euclidee)
-
scienza e verità
Mentre la Religione considera la Verità in senso assoluto,, la Scienza è alla ricerca di una verità che è "delimitata", anche se nobilmete, dalla qualificazione di "scientifca". Il pensiero laico, di cui la Ricerca è attualmente pervasa, elude questa indispensabile premessa filosofica, e cade nell'equivoco di muoversi nel "tutto" dello scibile, anzichè nella "parte", proponendo il concetto di "verità scientifica" come sinonimo di "Verità", ed equiparando di conseguenza il ""non scientifico con il ""non vero"
-
Sarebbe come voler dimostrare,che esiste l'amore,e l'odio....sono sentimenti,che non si manifestano di per se,se vuoi dimostrare l'odio,hai bisogno di un oggetto,con la quale fare del male...ma l'odio non ha forma o dimensione.....
Il futuro è oggi....
-
paradigma scientifico
La ricerca scientifica si muove in realtà in un ambito ben preciso che Thomas Kuhn ha chiamato "paradigma scientifico" definendolo una "costellazione di conclusioni, concetti, valori, tecniche, condivise da una Comunità scientifica e usate al suo interno per definire problemi e soluzioni accettabili".
Il paradigma scientifico, non è però unico e universale, in grado di lasciare solo il falso al di fuori di sè: possono convivere più paradigmi purchè reciprocamente tolleranti o distanti fra loro storicamente o geograficamente.
Il contatto potrebbe risultare infatti conflittuale, come quello fra due diverse religioni che ritengano non già di usare diverse liturgie,ma di essere ciascuna l'unica vera e possibile, al punto da spingere, entrambe in nome di Dio, i propri militanti a sterminarsi a vicenda.
-
verità scientifica
Il termine"verità scientifica" andrebbe quindi più adeguatamente riletto come
"verità rispondente al paradigma scientifico occidentale moderno", di cui Galileo, Newton e Cartesio sono considerati i padri.
-
mezze bugie e mezze verità
Merito di Galileo fu l'affermazione del sistema eliocentrico e della sfericità della
Terra, concetti però già presenti nel mondo classico: già nel 1° secolo avanti Cristo Aristarco da Samo aveva affermato la centralità del Sole, e l'alessandrino Eratostene aveva addirittura calcolato le dimensioni dell'equatore terrestre. Allo stesso modo mentre Galileo inventava il cannocchiale, non gli era ignoto il fatto che fosse già stato inventato anni prima da un fiammingo. E lo stesso Ippocrate, giustamente considerato il padre della Medicina, affermava che per curare erano possibili due principi: quello dei contrari e quello dei simili.
-
Inoltre Galileo, in seguito assurto a simbolo del pensiero laico, che peraltro non gli impedì di forzare al velo due figlie naturali, e di "raccomandarsi" in pellegrinaggio alla ******* di Loreto all'emergere dei primi acciacchi dell'età, apparteneva a un ordine religioso, che volutamente ometto per il rispetto
che gli è dovuto e per tale motivo aveva avuto accesso a Biblioteche ad altri
gelosamente precluse.
-
Non gli era quindi certamente ignoto che ilmonaco Riggero Bacone avesse scritto anni prima che "un corpo scagliato in alto con sufficiente forza non sarebbe ricaduto sulla Terra", il che in fondo costituiva l'intuizione della Legge di azione di massa e della gravitazione universale (Bacone finì i propri anni in prigione, accusato di praticare la magia).
Il merito maggiore di Galileo fu però la codificazione del "metodo sperimentale" fatto di "sensate esperienze" e " certe dimostrazioni" perchè tale metodo trascende ciò che egli stesso potè scoprire(o riscoprire) e costituisce la premessa indispensabile dell'intero progresso scientifico dei quattro secoli successivi.
-
Il pensiero galileiano si coniuga idealmente con quelli di Newton e Cartesio e,
nato nell'ambito della Fisica e dell'Astronomia, si spinge così a considerare l'intero universo, esseri viventi inclusi.
Nell'epoca dei Lumi non poteva che suscitare grande entusiasmo l'ipotesi che il mondo fosse un immenso orologio e che gli esseri animati, e quindi anche il corpo umano, fossero delle macchine, analizzabili secondo il modello riduzionistico con lo stesso rigore con cui una macchina può essere scomposta e riparata nelle sue singole componenti.
-
ll modello meccanicistico e riduzionistico sembrava confermato dalle scoperte che via via emergevano: già nel 600 il medico inglese William Harwey nel suo "De motu Cordis" aveva spiegato la circolazione in termini di idraulica e nel 800 il modello meccanicistico trionfava con gli esperimenti sui piselli effettuati dal boemo Gregorio Mendel, con la scoperta da parte di Pasteur e Koch dei microorganismi responsabili di alcune gravissime malattie infettive.
Nel 1928 si scopriva la penicillina e si affermava la biologia cellulare; venivano poi scoperti l'insulina e il cortisone; trionfava la biologia molecolare che si accompagnava all'ingresso massiccio dell'industria farmaceutica nel campo della Ricerca scientifica, con tutti i lati positivi che è giusto riconoscere, ma anche in qualche caso con potenziali rischi.
Infine nel 1962 Watson e Crick ricevevano il premio Nobel per la definizione dell'architettura del DNA.
-
La scoperta del "mattone dell'universo", già ipotizzata nel 4° secolo a.C. da Democrito di Abdera con il suo Atomo, avrebbe permesso di estendere a tutti i fenomeni dell'Universo le regole dimostratesi efficaci a spiegare i rapporti astronomici. Il modello meccanicistico e il determinismo causa-effetto sembravano potersi estendere comunque e sempre alle Scienze Biologiche e alla Medicina in particolare.
Ma può accadere che, nell'ansia di correre, siano state dimenticate alcune premesse, si diano per scontate cose abituali ma tutt'altro che certe, si sia persa di vista la vera meta di questo correre affannoso.
-
La dimostrabilità e la ripetibilità sperimentale sono elementi indispensabili della conoscenza scientifica, tesa verso l'oggettività: l'esperimento deve essere immune da ogni interferenza dell'ambiente e dell'osservatore.
Tra Soggetto che osserva e Oggetto o fenomeno che viene analizzato, si ricerca una netta e assoluta distinzione, tipica della fisica classica.
-
L'Oggettività in sè è però smentita nella sua stessa concettualità da un'analisi
più attenta.
Il soggetto è Coscienza, categoria non analizzabile e tantomeno definibile con gli strumenti della Scienza che può solo rifugiarsi in un famoso postulato:" Cogito ergo sum (penso quindi esisto)
L'Oggetto, che pure sembra solida e concreta estensione alla fallace sperimentazione sensoriale, cambia drasticamente aspetto nel caso in cui si cambi procedimento di analisi.
-
Così l'osservatore deve sempre ricordare che il nostro occhio percepisce solo una parte della realtà, quella che, soggetta al campo elettromagnetico, riflette alla velocità della luce nell'ambito della banda visibile, dal rosso al violetto.
Un mondo visto ai raggi x o all'infrarosso apparirebbe ben diverso di quello che siamo soliti vedere o fotografare.
Inoltre, ipotizzando una velocità superiore a quella della luce, non siamo neanche in grado di immaginare l'aspetto del mondo che ne deriverebbe.
Non è solo l'mmagine a esserepotenzialmente mutevole: se di un oggetto che pure ci sembra solido e impenetrabile scendiamo a analizzarne la struttura ci accorgiamo che in realtà è costituito in grandissima parte da vuoto, tanto da poter essere trapassato senza danno da una radiazione x.
Se poi ci ostiniamo a voler determinare le oggettive caratteristiche strutturali della materia da cui è composto, vediamo la contemporanea natura ondulatoria e corpuscolare, che si fanno beffa di chi riteneva di trovare, a livello subatomico, l'atomo democriteo, cioè quel mattone dell'Universo che l'atomo fisico si è rivelato inidoneo a rappresentare
-
evoluzione
E' interessante notarel'evoluzione che nel tempo ha avuto la definizione di Massa in fisica (m):
- Per Newton era la quantità di materia contenuta in un corpo
- Attualmente è definita "la resistenza che un corpo oppone ad ogni cambiamento del proprio stato di moto o di quiete": è quindi definibile solo in rapporto ad altri parametri
-
fisica quantistica
Nella prima metà del 900, Ernst Planck, Albert Einstein, niel Bohr e altri fisici si erano accorti di tutto ciò. Il momento storico era paragonabile a quello in cui Galileo, 300 anni prima, era giunto a capire che il modello astronomico Aristotelico-Tolemaico era falso. Inoltre la ferocia dei tempi dell' inquisizione era ormai passata, anche se l'ironia del mondo accademico ufficiale in qualche modo poteva sostituirla, come in un primo tempo accadde effettivamente.
Il momento era comunque maturo per l'elaborazione di un nuovo modello fisico che giungesse a spiegare quei fenomeni osservati sperimentalmente, sulla cui interpretazione il modelo fisico classico si rivelava inadeguato.
" Tutti i miei tentativi di adattare i fondamenti teorici(della fisica classica) a queste(nuove )acquisizioni fallirono completamente. Era come se ci fosse mancata la terra sotto i piedi e non si vedesse da nessuna parte un punto fermo su cui costruire" (Albert Einstein)
-
nulla può garantire l'oggettività
Si prendeva atto che, in realtà, nulla di ciò che ci circonda può garantire l'oggettività di se stesso, come può invece apparire scontato.
Inoltre, la già piccola quota del mondo sensibile costituita da materia non si trova in un determinato istante in un posto definito, ma presenta una "tendenza ad esistere" e gli eventi subatomici non avvengono con certezza, ma presentano una "tendenza ad avvenire".
Impossibili a definirsi, Soggetto e Oggetto non riescono a rispettare la reciproca separazione che la Scienza ritiene indispensabile a se stessa, come dimostra il principio di indeterminazione di Heisenberg.
Permessi di Scrittura
- Tu non puoi inviare nuove discussioni
- Tu non puoi inviare risposte
- Tu non puoi inviare allegati
- Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
-
Regole del Forum