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Questa discussione dal titolo Scuola e... malessere dei bambini! è all'interno del forum Medicine naturali; Vacanze archiviate. Si ritorna a scuola, e magari il secondo giorno si sta già a casa. Motivo? ...
  1. #1
    L'avatar di anna1401
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    Esclamazione Scuola e... malessere dei bambini!

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    Vacanze archiviate. Si ritorna a scuola, e magari il secondo giorno si sta già a casa. Motivo? Mal di pancia, mal di testa stanchezza o altri malesseri di questo genere.

    Preoccuparsi? Secondo un’indagine emersa dal recente convegno europeo “Giornate pediatriche invernali”, che ha preso in esame più di 30 mila pazienti tra i 6 e i 14 anni, molti dei disturbi che affliggono i nostri bambini non hanno un’origine fisica, ma piuttosto sono legati allo stress o ad altri motivi psicologici.

    Il bambino, insomma, anche se effettivamente sta male, non è affetto da una patologia: i suoi sono disturbi psicosomatici, che vanno valutati tenendo presente tante variabili.

  2. #2
    L'avatar di anna1401
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    A monte ci può essere

    - un cattivo rapporto con gli insegnanti o con i compagni di classe

    - oppure la paura di non riuscire ( e qui sono le aspettative dei genitori che producono il disagio fisico)

    - o ancora un ambiente non sereno a casa.

    Ovviamente, se da una parte è sbagliato minimizzare (se non hai la febbre, allora stai bene e a scuola ci vai!) dall’altra è necessario escludere a priori cause fisiche cercare nel contempo di capire le origini del disagio psichico dei ragazzi, proprio per dare una spiegazione e risolvere questi loro vaghi malesseri.

  3. #3
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    Emicrania?

    Quella vera può essere legata a uno stato febbrile per escludere la grande paura dei genitori che si tratti di meningite, è utile sapere che il bambino dovrebbe essere in stato confusionale, non riuscire a camminare, avere le vertigini. Con questi sintomi bisogna chiamare immediatamente il medico e andare in ospedale.

  4. #4
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    Quando stare tranquilli

    Se il mal di testa è ricorrente, soprattutto se si presenta al pomeriggio o alla sera, la diagnosi è chiara: si tratta di stress.
    Per nostra sicurezza, certo, una visita dal medico non escludiamola. Ma se tutto è a posto, teniamo presente che il mal di testa arriva direttamente dallo stress.

    Del resto non capita anche a noi in momenti di grande lavoro? E non si tratta di una scusa: il mal di testa c’è e va curato, ma da un punto di vista psicologico. Parlando con il bambini per far emergere le sue preoccupazioni, l’ansia, le paure.

  5. #5
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    Appendicite?

    Quando il bambino dice di avere il mal di pancia, si pensa subito all’appendicite. E ci si preoccupa, ovvio, moltissimo. In realtà si può fare un piccolo test per escludere questa eventualità: se si tratta davvero di appendicite, di solito il bimbo non si muove, perchè il movimento acuisce il dolore. Non solo, avrà difficoltà a camminare o a saltare. Quando il dolore dura per più di un’ora allora è necessario chiamare il pediatra per un controllo.

  6. #6
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    Quando stare tranquilli

    Quando il bambino si agita molto e si contorce, l’appendicite non c’entra niente.Attenzione poi, un altro dettaglio da tenere presente è la ricorrenza. Se capita tutte le mattine, prima di andare a scuola e poi passa immediatamente... è il mal di scuola!

  7. #7
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    Stanchezza

    Come capire l’origine di questa spossatezza, dal momento che la stanchezza accompagna molte patologie?
    La prima cosa da fare è consultare il medico che valuterà se è il caso di approfondire con le analisi del sangue. Possono esserci anche carenze alimentari, in questo caso il medico prescriverà la giusta terapia.

  8. #8
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    Quando stare tranquilli

    Se tutti i valori sono normali, non si potrà far altro che pensare a una stanchezza psicologica. E anche in questo caso indagare, magari consultandosi con gli insegnanti, quali possano essere i motivi alla base di una stanchezza che di solito scompare miracolosamente nel Weekend.
    Tratto dal quotidiano "La Provincia" di Como

  9. #9
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    Pnei

    La PNEI, acronimo di PsicoNeuroEndocrinoI mmunologia, è una disciplina che studia i rapporti fra mente, sistema nervoso, ghiandole endocrine e sistema immunitario, fra i quali esiste una correlazione e un'interdipendenza.

  10. #10
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    delicati equilibri

    Il bambino può subire gli effetti di un 'immagine, di uno stimolo sensoriale e affettivo, soprattutto se ha una DEPRESSIONE TIMICA, che può portare a un affrancamento di microbi che ha già, saprofiti o opportunistici, che si sviluppano cioè quando si viene a rompere un equilibrio(nell'orec chio, nella pancia, da qualunque parte). Quindi spesso nel bambino l'infezione è una "sovrainfezione" da INDEBOLIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO. Molti bambini che vengono immessi precocemente in comunità vanno incontro a ripetuti episodi infettivi,
    e questo è spiegabile sia perchè non hanno le difese immunitarie ancora completamente sviluppate, sia perchè c'è una insufficiente capacità di gestione del loro rapporto con i microbi correlabile a un senso più o meno conscio di ABBANDONO che si traduce in un'azione di depressione del TIMO
    quale organo immunitario.

  11. #11
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    la parola

    Non dimentichiamo mai che la parola è un'arma potentissima, può essere terapeutica (alla "faccia" dell'effetto placebo) o distruggere una vita
    può innalzarci alle stelle o precipitarci negli abissi
    un'arma e uno strumento che dovrebbe essere sempre gestita con INTELLIGENZA, SENSIBILITA', CUORE: un pensiero, questo, su cui sarebbe opportuno che in molti riflettessimo.

  12. #12
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    Il mal di pancia nello zaino

    L'ansia da separazione e la fobia davanti al portone della scuola

    Ci sono bambini che sembrano avere tutte le carte in regola, ma che in relazione alla scuola sono un vero disastro. Essi hanno l’aspetto e le caratteristiche dei bambini “normali”, mostrano capacità adeguate, hanno attraversato processi di sviluppo in linea con l’età, eppure… Se entriamo in una qualsiasi classe di scuola elementare e osserviamo attentamente il gruppo notiamo subito chiare differenze individuali: ci sono bambini che, dopo pochi minuti hanno già esaurito i proprio tempo di attenzione, altri che molto incuriositi dall’argomento sollecitano il docente a procedere, altri ancora sembrano avere la testa tra le nuvole e lo sguardo perso chissà in quale angolo dei propri pensieri.

  13. #13
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    C’è poi chi gingilla con gli oggetti posti sul banco

    quasi ad inventarsi un mondo fantastico in alternativa a quello troppo faticoso della scuola e chi maneggia gli strumenti del mestiere (penne, quaderni, ecc.) quasi fossero oggetti a lui sconosciuti, come se ogni volta che vi entra in contatto, fosse la prima volta.

  14. #14
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    Ma c’è anche chi si lascia prendere da forti crisi di ansia

    al momento dell’ingresso a scuola, chi vive con profonda angoscia anche il solo pensiero di distaccarsi dai genitori e, di fronte a questi bambini, spesso non sappiamo che pesci prendere.

  15. #15
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    Sono quasi sempre bambini che non hanno difficoltà di apprendimento

    a scuola se la cavano bene, hanno instaurato una relazione sufficientemente significativa sia con gli insegnanti che con i compagni e tutto sembra filare liscio fino a che … Ogni certezza sembra crollare. In alcuni casi la fobia si presenta con gradualità, in altri, invece, inizia in modo brusco, all’improvviso.

  16. #16
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    Può presentarsi all’inizio dell’anno scolastico

    ma anche in periodi successivi, magari dopo una vacanza, o una malattia o in seguito a un episodio particolare. In queste situazioni il bambino esprime angoscia intensa; a mano a mano che il momento della separazione si avvicina, il disagio si fa più acuto; egli è in preda a una forte agitazione, piange, si dispera, supplica i genitori, promette che il giorno dopo non farà storie, tiene stretti la mamma o il papà con una morsa così forte che non si riesce a sciogliere.

  17. #17
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    Di fronte a tentativi di costrizione

    la situazione si aggrava ancor di più; può capitare, infatti, che il bambino entri in classe, ma l’angoscia è così presente che egli può scappare via oppure può raggiungere uno stato di agitazione così forte da sfociare in condotte aggressive e autoaggressive.

  18. #18
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    Una volta a casa il bambino riacquista il proprio equilibrio

    partecipa alla vita familiare, è collaborativo e si spreca in solenni giuramenti e promesse: “Ti prometto che domani andrò a scuola senza problemi”; “Ti prometto che non farò più storie”. Il bambino, quando è nel nucleo familiare, tenta di rispondere ai mille perché dei genitori e si sforza di razionalizzare la propria fobia attribuendola a fatti avvenuti a scuola o a atteggiamenti dei docenti e dei compagni.

  19. #19
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    Con l’andar del tempo l’angoscia acquista una dimensione più realistica

    il bambino teme di non essere più al passo con il programma, poiché ha perso vari giorni di scuola e offre a se stesso e agli altri questa giustificazione, sebbene a casa studi, dedichi tempo ai compiti, spesso più del dovuto, al punto che la sua preparazione è senz’altro buona.

  20. #20
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    In alcuni casi la fobia scolare è accompagnata da altre manifestazioni:

    difficoltà nel mantenere il ritmo sonno – veglia, presenza di incubi, ansia da separazione anche in relazione ad altre esperienze, (ad esempio, si può evidenziare lo stesso problema anche rispetto allo sport, all’andare a casa di amici, ecc..).

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