Questa discussione dal titolo Il passato che scolorisce su di noi è all'interno del forum Psicologia per tutti; e lo dici a me?
io ci impiego MOLTISSIMO tempo prima di potermi fidare VERAMENTE di qualcuno.
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e lo dici a me?
io ci impiego MOLTISSIMO tempo prima di potermi fidare VERAMENTE di qualcuno.
e' 1 mio limite.....che spero di riuscire a superare. per prima cosa, dovrei iniziare a fidarmi piu' di me stessa.
"....tieniti su', le altre stelle son disposte.....
solo che tu, a volte credi, NON TI BASTI....."
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Originariamente Scritto da
kia80
e lo dici a me?
io ci impiego MOLTISSIMO tempo prima di potermi fidare VERAMENTE di qualcuno.
e' 1 mio limite.....che spero di riuscire a superare. per prima cosa, dovrei iniziare a fidarmi piu' di me stessa.
Io invece no, m'innamoro subito delle persone, in senso figurato, per poi rimanerne spesso deluso.
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"....tieniti su', le altre stelle son disposte.....
solo che tu, a volte credi, NON TI BASTI....."
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Originariamente Scritto da
kia80
Io invece sono sempre stato propenso a credere che tutti la pensiamo allo stesso modo e questo è uno sbaglio.
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Originariamente Scritto da
richarson
Il passato?
. Avevamo tanto terreno con ulivi, viti e il resto grano.
violento, ubiraco e manesco anche con mia nonna. Le risse con i confinanti erano all'ordine del giorno ed il maresciallo dei carabinieri era più volte a casa mia che in caserma. Era buffo però, perchè quando si lavorava il maiale, mio nonno, grandissimo bestemmiatore, invitava sempre il prete ed il maresciallo a mangiare i "ciccioli" (una pietanza di maiale). Sono cresciuto sempre a stretto contatto con lui e da lui ho ereditato il meglio (la schiettezza) ed il peggio (la violenza).
Mi sono sposato giovane ed inizialmente ero come lui. Con mio figlio più grande spesso erano sberle, qualche volta anche con mia moglie, però ora con il piccolo è come se avessi deposto le armi. Non riesco nemmeno a sgridarlo a momenti. I fantasmi del passato ci sono, però si può cercare di farseli amici.
La mia psichiatra mi ha detto più volte che io mi sono ammalato perchè rifiuto questa mia personalità, non l'accetto più, combatto con me stesso.
Richarson ..ma perche' comandava tuo nonno? e tuo padre ascoltava anche gli ordini del nonno? TUa madre???
Lo so ch eneel societa' patrircali era cosi? ma di solito..e io ho il problem aocntrario alcune volte.....i nonni ..sebbene bestie con i propri figli poi ocn i nipoti fanno il contrario ...all'eccesso ocn altrettanto danno.
Poi la storia che alle feste magari si invita il prete......o si fa bella figura.....
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Originariamente Scritto da
richarson
Io invece sono sempre stato propenso a credere che tutti la pensiamo allo stesso modo e questo è uno sbaglio.
Non sei propenso per tua volonta' ..e' l'educazione dittatoriale che non lascia margini a larghe vedute....bastava dire...ma....e ti zittivano.
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Il passato ci fà essere quello che siamo oggi
Il passato con i suoi ricordi brutti è elli fà in modo di insegnarci ad essere persone migliori...o peggiori.Ognuno di noi ha alle spalle qualche fantasma,e credo che un padre violento un infanzia difficile...e le paure che comportano possono solo renderci persone più sensibilei.Io sono staata fortunata sono ciresciuta serenamente grazie a mia madrealmeno fino a 10 anni con un padre che guardava i cartoni animati ma questa è tutta un altra storia....
Fare errori è naturale,andarsene senza tentare di comprenderli vanifica il senso della vita.
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Siamo il nostro presente, non il passato
Più che il passato è come il nostro SE' reinventa ogni minuto, nel presente, il passato che ci fa essere quello che siamo. Oltre a ciò è la nostra genetica, intesa non come determinazione priva di scampo ma come potenzialità, come range d'azione.
Il passato, letteralmente, non esiste nella memoria, perchè il cervello non sarebbe materialmente in grado di stipare tutta quella serie di eventi che costituiscono la vita di una persona.
Ogni persona ha una visione di sè, del suo passato che la fa essere quello che è.
Chiaramente ogni visione di sè è influenzata dalla situazione ambientale presente. Questa visione, a sua volta, influenza la visione futura, senza però condizionarla del tutto.
Esiste sempre un margine di libertà. Anzi, più che di libertà, che è una parola che sta filosoficamente perdendo sempre più senso, parlerei di indeterminatezza.
Chi ha avuto un padre violento, per es., avrà avuto una sequenza di situazione ambientali stressanti che lo avranno portato ad avere una sequenza di visioni di sè presenti negative.
Ma ciò non vuol dire, necessariamente, che costui sarà violento o si odierà.
Qui entra in gioco la potenzialità genetica.
I'm on a mission to never agree!
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Noi abbiamo bisogno di limiti, giacchè se potessimo scegliere continuamente ciò che siamo non avremmo nessuna possibilità di avere un'identità fissa. Saremmo tutti dei folli schizofrenici che un giorno sono Napoleone e un altro Cesare.
Abbiamo perciò bisogno di un certo grado di determinatezza, di datità, tanto per usare una brutta parola presa dall'esistenzialismo .
Ma questa è una risorsa, o meglio una condizione necessaria alla nostra sopravvivenza.
Ma l'indeterminatezza è a sua volta una risorsa. Noi possiamo infatti cambiare la visione presente che abbiamo di noi.
E lo si può fare esattamente nel modo in cui noi perpetriamo il passato. Per es. cambiando il linguaggio con cui pariamo di noi.
I'm on a mission to never agree!
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[QUOTE=claudio285;717 787]Più che il passato è come il nostro SE' reinventa ogni minuto, nel presente, il passato che ci fa essere quello che siamo. Oltre a ciò è la nostra genetica, intesa non come determinazione priva di scampo ma come potenzialità, come range d'azione. quote
ritorniamo al dilemm di rousseau "natura, o cultura"?
secondo me, entrambe........
"....tieniti su', le altre stelle son disposte.....
solo che tu, a volte credi, NON TI BASTI....."
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Originariamente Scritto da
kia80
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Conosci Dennet?
La cultura viene risolta competamente nella natura. Le produzioni, gli "artefatti", come li chiama lui, della cultura non sono altro che una messe enorme di una sorta di "pro memoria" con cui l'uomo sviluppa il suo potenziale di sopravvivenza, arricchendo le capacità mentali.
La cultura è una strategia evolutiva con la quale la natura ci ha permesso di sopravvivere.
In questo senso la cultura è l'unica cosa che possiamo veramente chiamare a buon diritto "passato". Le forbici con le quali tagliamo, che ci insegnano il mondo in cui si può utilizzare quel dato strumento, così come un computer, che ci insegnano il mondo in cui l'informazione può essere gestita in modi completamente nuovi, questi congegni, costituiscono l'unico passato stabile per noi esseri umani, ma è un passato che ci rende più intelligenti, e duqnue potenzialmente più liberi.
Il passato della nostra identità è invece reinvenzione, ricostruzione. Il SNC non è assolutamente in grado di ricordare in maniera precisa ciò che succede al corpo di cui è parte. Esso ha bisogno di una miriade di espedienti diversi per farlo, e ha bisogno di un gran lavoro di fantasia per poter mantenere i nessi stabili che ci permettono di riconoscerci come noi stessi in maniera continua nel tempo.
I'm on a mission to never agree!
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Originariamente Scritto da
godilia
Richarson ..ma perche' comandava tuo nonno? e tuo padre ascoltava anche gli ordini del nonno? TUa madre???
Lo so ch eneel societa' patrircali era cosi? ma di solito..e io ho il problem aocntrario alcune volte.....i nonni ..sebbene bestie con i propri figli poi ocn i nipoti fanno il contrario ...all'eccesso ocn altrettanto danno.
Poi la storia che alle feste magari si invita il prete......o si fa bella figura.....
Visto con gli occhi di adesso sembra quasi un assurdità, ma ti posso assicurare che era così. Tutti tacevano. Mio nonno mi voleva bene e me lo dimostrava a modo suo, ma era una persona come tanti di quegli anni che aveva fatto la prima guerra mondiale e combattuto la resistenza da partigiano e la guerra lo aveva reso quasi insensibile. Poi c'era l'esigenza di lavorare. Un bambino per quanto piccolo aveva due braccia e rappresentava forza lavoro. Mia madre e mia nonna? Zitte erano state abituate così e mio padre lavorava tutto il giorno e spesso non vedeva. Mi ricordo una volta trainavo un carretto stracolmo di paglia per i vitelli, avrò avuto 9 anni, ma ero già forte. Io reggevo le sbarre e trainavo in avanti in leggera salita, mentre lui spingeva il carretto dal dietro tra una bestemmia e l'altra. Scivolai e picchiai violentemente il torace a terra, rimanendo senza fiato con due costole rotte. L'unica volta che ho visto i suoi occhi pieni di terrore e disperazione per la paura.
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A 20 anni ho subito un altro trauma violentissimo per la mia psiche che ancora mi porto dietro, ma di questo non voglio parlarne.
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Originariamente Scritto da
richarson
spesso non vedeva. Mi ricordo una volta trainavo un carretto stracolmo di paglia per i vitelli, avrò avuto 9 anni, ma ero già forte. Io reggevo le sbarre e trainavo in avanti in leggera salita, mentre lui spingeva il carretto dal dietro tra una bestemmia e l'altra. Scivolai e picchiai violentemente il torace a terra, rimanendo senza fiato con due costole rotte. L'unica volta che ho visto i suoi occhi pieni di terrore e disperazione per la paura.
Da noi al sud e' lo stesso ..anzi iomi illudevo che il noer dfosse piu' civile ma ...niente.
Tranquillo, non volgio essere sadica..il suo terrore era forse perche' avrebbe speso i soldi a curarti....o se ti fossi fatto male o morto ..una forza inmeno nei campi....per loro tutto era fastidio economico.
Forse tuo padre era astato anche lui vittima e succube..strano solo che non hamai reagito ne in bene ne' in male...ma tu glielo dicevi????
IO HO uno zio ch eprese la meningite e siccome per andare in ospedale dovevano comprargli qualcosa di nuovo ....lo tennero in casa con le febbri forti e nonlo hanano curato.....non parliamo di come è adesso.....per loro passata la febbre passato tutto...ma mi sa che te ne ho gia' parlato.
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Originariamente Scritto da
richarson
A 20 anni ho subito un altro trauma violentissimo per la mia psiche che ancora mi porto dietro, ma di questo non voglio parlarne.
ok...se non ti va....l'importante che sai di doverlo superare.
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Originariamente Scritto da
godilia
Da noi al sud e' lo stesso ..anzi iomi illudevo che il noer dfosse piu' civile ma ...niente.
Tranquillo, non volgio essere sadica..il suo terrore era forse perche' avrebbe speso i soldi a curarti....o se ti fossi fatto male o morto ..una forza inmeno nei campi....per loro tutto era fastidio economico.
Forse tuo padre era astato anche lui vittima e succube..strano solo che non hamai reagito ne in bene ne' in male...ma tu glielo dicevi????
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No Godilia ti sbagli. Mio nonno mi voleva bene davvero, anche se potrà sembrarti strano. Era duro, rozzo, violento, però stravedeva per me. Mi voleva bene a modo suo. Era un altra concezione dell'educazione. Rigore e lavoro, questa era l'opinione diffusa nella cultura rurale. Mi ribellavo? Sempre. Una volta mi scagliai contro lui pure con un ascia, ma gli schiaffi che mi presi, solo io mi ricordo. Quando caddi i suoi occhi erano terrorizzati non per quello che pensi, ma perchè veramente ebbe la sensazione che mi fossi fatto male veramente. Potrà sembrarvi strano visto il rapporto, ma io ero molto attaccato a mio nonno e quando morì avevo 14 anni ed entrai subito in crisi.
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