Questa discussione dal titolo Identità? è all'interno del forum Psicologia per tutti; forse non c'entra nulla, ma guardarsi allo specchio è un'evendo sconvolgente per la sensibilità umana, no? insomma, ...
-
Identità?
forse non c'entra nulla, ma guardarsi allo specchio è un'evendo sconvolgente per la sensibilità umana, no? insomma, vederSI, vedere come si è fatti, vedere come ti vedono gli altri, è come vedere te stesso all'infuoori di te stesso.
ora il mio quesito
so che l'uomo si è sempre posto insormontabili quesiti ma...
è possibile che non sia io che sto vivendo la mia vita?
non prendetemi per pazzo, perchè probabilmente lo sono e rinfacciarmelo non credo serva a molto..
in quasi ogni momento della mia vita le mie azioni sembrano non dettate da me stesso. quando parlo sembra che in realtà non sia io a parlare, quando mi muovo o quando faccio qualcosa sembra che non sia io a farla, che non sia io a voler fare o comunque compiere tali azioni.
quando faccio qualcosa, la faccio no? ora se penso a cosa ho fatto un momento fa mi sembra solo un lontano ricordo sbiadito, ho la netta sensazione che sia la scena di un film che ho visto qualche settimana fa, come se mi guardassi al di fuori delle mie azioni.
eppure
-
Riferimento: Identità?
...eppure so per certo che quel che penso lo penso io, e in ogni momento che non sono io che faccio quello che sto facendo io me ne sto trannquillo a pensare ai fatti miei. quando parlo con persone, quando prendo appunti, quando gioco e persino ora che scrivo io non ho la minima percezione dall'esterno di cosas io stia facendo. come se non lo facessi di mia volontà. e contemporaneamente pensassi a tutt'altro.
forse sto parlando per niente, ma questo fatto mi turba.
perchè quei momenti in cui capisco, cioè quelle notti che mi sveglio o quelle sere che non riesco a dormire, che forse non sono io a vivere la mia vita, in quei precisi istandi COMPRENDO. sapere che l'universo è infinito è una cosa. CAPACITARSENE è un'altra. è come se in quei momenti CONCEPISSI l'infinito, come se l'avessi nella mia mente.
è terribilmente spaventoso, davvvero... ma forse anche questo non c'entra niente...
la verità è che sono stufo di questa situazione, non avere il controllo della mia vita, non riesco a godere della mia vita!
ho anche deciso di arrendermi qualche volta, di lasciarmi vivere così... ma alla fine mi sono sempre rifiutato.
o forse semplicemente non sono solo...
-
Riferimento: Identità?
ritornando al discorso dello specchio, è stato grazie a quello che ho cominciato a parlare con colui (o con la cosa ) che governa la mia iterazione con la realtà esterna. e da quei "dialoghi" se vogliamo chiamarli così, ne uscivo sempre sofferente dato che lui non faceva altro che mettere a nudo i miei più brutti pensieri... poi ha cominciato a tormentarmi anche fuori dallo specchio, cioè quando non mi specchiavo. quando mi sentivo particolarmente solo soprattutto.
mi succedeva spesso fino a due anni fa quando ero sempre depressamente triste (sapete, i soliti casini adolescenziali), poi ho conosciuto la mia ragazza, sempre allegra e sorridente. piano piano ha cominciato a cambiarmi, e ora non sono più smepre depresso e triste, anzi! =)
ma sto nuiovamente divagando...
insomma, sono stanco! io voglio vivere la mia vita! sono stufo! stufo uffa!!
e invece devo star qui, e posso solo rimuginare sui miei pensieri come sempre mentre da fuori mi salutano e io rispondo col cuore, perchè no sono io che alzo la mano per rispondere.
mi aspetto risposte? non ne ho idea... forse ho scritto solo per sfogarmi....
in ogni caso sono un diciottenne abbastanza pazzo, con una meravigliosa ragazza, faccio la quarta liceo scientifico, faccio un corso di canto e faccio recitazione con la compagnia della scuola, e quel pazzo di Mercuzio è il mio personaggio preferito.
vabeh, scusatemi se vi ho disturbato... (:
-
Riferimento: Identità?
insomma, siamo un po' tutti cosi' a 18 anni, un po scombinati fra relata' e fantasia....
-
Riferimento: Identità?

Originariamente Scritto da
sorana
ora il mio quesito
so che l'uomo si è sempre posto insormontabili quesiti ma...
è possibile che non sia io che sto vivendo la mia vita?
E' un quesito che credo ci siamo posti tutti almeno una volta nella vita.....pensare di essere comandati da qualcun altro . Ci poniamo sempre tante domande che spesso non trovano risposta e sarebbe interessante sentire cosa ne pensa Psyche, speriamo torni presto.....intanto ti dò il benvenuto nel forum
L'abbandono è la peggiore crudeltà
che si possa fare ad un cane.
Perchè tra cane e padrone c'è un tacito,
atavico accordo di mutua fedeltà.
-
Riferimento: Identità?
grazie mille (: ma ormai mi chiedo se sia il caso di fare finta di niente e lasciarmi fare.... forse è anche conveniente, per teatro..
-
Riferimento: Identità?

Originariamente Scritto da
sorana grazie mille (: ma ormai mi chiedo se sia il caso di fare finta di niente e lasciarmi fare.... forse è anche conveniente, per teatro..
Probabilmente è la cosa migliore da fare.....facci sapere se ignorandole queste sensazioni sono passate oppure no.....In bocca al lupo per tutto 
L'abbandono è la peggiore crudeltà
che si possa fare ad un cane.
Perchè tra cane e padrone c'è un tacito,
atavico accordo di mutua fedeltà.
-
Riferimento: Identità?
ovviamente non sono passate, è da tempo immemore ormai che è così... è che sarei abbastanza stufo :P
-
Riferimento: Identità?
Per come la vedo io, una cosa è la coscienza, intesa nel senso più profondo, misterioso, e inesplorato, un'altra è il corpo.
Ho avuto modo di intendere che le due cose sono distinte. Due cose totalmente diverse.
TU saresti la coscienza. E quando rifletti su te stesso, pensi a ciò che sei, ovviamente nel fare la tua analisi ti appare il tuo corpo (e con lo specchio ciò è ancora più immediato e inevitabile). Dunque tu guardi il mondo e vedi il tuo corpo come parte di questo mondo. Mentre tu (o coscienza) ti senti estraneo a questo mondo.
Ne consegue che è normale che sembra che la propria vita scorra da sola e non siamo noi stessi i reali fautori delle nostre azioni. Tutta via non è così.
Tant'è che io ho provato a fermarmi. Ebbene, sono fermo. La mia vita non scorre più.
Quindi nonostante corpo e mente siano due cose distinte, continua a farle coincidere a meno che non desideri anche tu fermarti. 
Saluti.
-
Riferimento: Identità?
Quasi stesso problema (credo)... Ti posso dire come l'ho risolta io... (anch'io ho 18 anni)
Teoricamente, non dovrebbe essere necessaria la mano per rispondere quando sai che a Tizio hai risposto col cuore. Non dovrebbe essere necessario il saluto o una frase di affetto quando sai che gli/le vuoi bene.
Teoricamente, non dovrebbe essere necessario MANIFESTARE qualcosa se dentro so che a Tizio o Caio voglio bene.
Però ho visto che Tizio e Caio, che sono esseri umani distinti da me george_raul, non pensano le stesse cose che penso io e non hanno fatto le riflessioni che ho fatto io.
Per questo, essi hanno ancora bisogno del saluto, dell'abbraccio, ecc. per dimostrarsi l'un l'altro che c'è affetto o che cmq si sta bene insieme. Semplicemente "non ci arrivano" o non ci sono ancora arrivati.
Poiché io voglio ugualmente bene a queste persone, mi adatto. Mi sforzo di imparare e usare i loro modi, perché loro capiscono solo quelli. (e sinceramente, nonostante io voglia loro bene, non credo che ci arriverebbero se glielo spiegassi... o cmq renderei loro la vita molto difficile intromettendoli nei miei casini mentali)
D'altra parte, se ci rifletti sopra un altro po'... come fai tu sorana a capire che Tizio ti vuole bene a sua volta? Anche tu hai bisogno del saluto degli altri ecc. ecc., no? Allora perché non dovresti fare tu la stessa cosa nei loro confronti?
Spero di esserti stato d'aiuto
-
Riferimento: Identità?
PS Per un periodo ho salutato conoscenti vari "con il cuore" e non "con la mano"... è stata una cosa distruttiva per i miei rapporti interpersonali... per necessità ho dovuto autoconvincermi in fretta del fatto che fosse una cosa sbagliata... però quello che è stato rotto rimane ancora rotto... per non parlare delle figure che ho fatto... in certi casi ho dovuto salvare il salvabile
-
Riferimento: Identità?
non era proprio quello che intendevo, ma mi hai aiutato lo stesso, grazie 
in ogni caso sono qui per dire che ho fatto un passo avanti nello studio della mia persona: non riesco a vivere il momento presente.
sembra banale? beh come ho scritto prima, provate a immaginare ogni secondo appena passato della vostra vita come un film visto tempo fa, o come una vecchia foto....
-
Riferimento: Identità?

Originariamente Scritto da
sorana non era proprio quello che intendevo, ma mi hai aiutato lo stesso, grazie
in ogni caso sono qui per dire che ho fatto un passo avanti nello studio della mia persona: non riesco a vivere il momento presente.
sembra banale? beh come ho scritto prima, provate a immaginare ogni secondo appena passato della vostra vita come un film visto tempo fa, o come una vecchia foto....
Vuoi dire che ti pare di avere già vissuto in precedenza gli avvenimenti ovvero un deja vu oppure che anche se è passato un secondo ti pare sia passato un secolo ?
L'abbandono è la peggiore crudeltà
che si possa fare ad un cane.
Perchè tra cane e padrone c'è un tacito,
atavico accordo di mutua fedeltà.
-
Riferimento: Identità?
no, non così... non ho nessun deja vu... solo è come se non mi rendessi conto di nulla nel momento presente :P
-
Riferimento: Identità?

Originariamente Scritto da
sorana quando faccio qualcosa, la faccio no? ora se penso a cosa ho fatto un momento fa mi sembra solo un lontano ricordo sbiadito, ho la netta sensazione che sia la scena di un film che ho visto qualche settimana fa, come se mi guardassi al di fuori delle mie azioni.
Questo credo dipenda unicamente dalle immagini che ti fai di te stesso nella tua testa. Se nei tuoi ricordi o nelle tue fantasie osservi te stesso dall'esterno, come farebbe uno spettatore estraneo alle vicende in corso, è normale che l'impatto emotivo di qualsiasi tua esperienza, vissuta o immaginata, sia notevolmente ridotto. Ancor di più se l'immagine è sbiadita, intermittente, dai contorni sfumati, o quasi in bianco e nero come una vecchia fotografia.
Per migliorare le cose dovresti prendere un tuo ricordo qualsiasi, osservarlo e dalla posizione di spettatore esterno in cui ti trovi, dovresti "saltare dentro" te stesso con l'immaginazione e iniziare a vederti nell'atto di agire in prima persona, vedendo quello che vedresti con i tuoi occhi, sentendo quello che sentiresti con le tue orecchie e provando le sensazioni corporee che proveresti se fossi adesso in quella stessa situazione. Questo dovrebbe cominciare a darti di più l'impressione di essere dentro alla tua vita.
-
Riferimento: Identità?
se ci penso su è effettivamente vero.... quando immagino o ricordo io vedo sempre dall'esterno... sei un genio! cercherò di sforzarmi... grazie mille
-
Riferimento: Identità?
sto facendo molta fatica per farlo però :b non mi riesce per nulla naturale..
-
Riferimento: Identità?
Immagino.. dopo una vita di abitudine diversa.. ma insisti!
Permessi di Scrittura
- Tu non puoi inviare nuove discussioni
- Tu non puoi inviare risposte
- Tu non puoi inviare allegati
- Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
-
Regole del Forum